sc@loblog

Notizie e commenti sulle arti nel Ponente ligure e dintorni

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 30 novembre 2009




MONI OVADIA
SENZA CONFINI. EBREI E ZINGARI
Teatro Chiabrera
Piazza Diaz 2 - Savona
lunedì 30 novembre 2009, h. 21,00

con Ivana Balteanu, canto
Paolo Rocca, clarinetto
Massimo Marcer, tromba
Albert Florian Mihai, fisarmonica
Luca Pagliani, chitarra
Marian Serban, cymbalon
Marin Tanasache, contrabbasso
Virgil Tanasache, violino

In scena l'ultima produzione di e con Moni Ovadia 'Senza confini, Ebrei e Zingari'. Un recital di canti, musiche, storie rom, sinti ed ebraiche che mettono in risonanza la comune vocazione delle genti in esilio, una vocazione che proviene da tempi remoti e che in tempi più vicino a noi si fa solitaria, si carica di un'assenza che sollecita un ritorno, un'adesione, una passione, una responsabilità urgenti, improcrastinabili.

"Gli ebrei e il popolo degli "uomini" per secoli hanno condiviso lo stesso destino. Il tratto comune che ha segnato la loro storia, spesso tragica per colpa delle nazioni che li tolleravano o li perseguitavano, ma sublime per loro esclusivo merito, è stata la condizione di "altro". Ebrei e "Uomini" hanno per secoli incarnato, per ragioni simili e specifiche, la radicale "alterità" alle culture dominanti dell'occidente cristiano. Gli ebrei per avere rifiutato la verità assoluta del Cristo che i poteri ecclesiastici volevano imporre, gli "uomini", pur avendo accolto il Cristo, non volevano omologarsi ai modelli di vita e al conformismo dominante estraneo al loro spirito di libertà. Il nomadismo non era vocazione originaria, ma solo una risposta di dignità e di indipendenza per rispondere alle persecuzioni. I due popoli chiedevano solo di vivere secondo la loro identità, senza recare nocumento a nessuno. Non fu loro concesso se non in brevi periodi ad arbitrio dei poteri espressione delle maggioranze. Perché? Il loro esempio poteva rivelarsi deflagrante per sistemi tirannici, verticistici, sempre sotto il controllo di un potere autoreferenziale. Essi seppero essere in tutto e per tutto popoli, per cultura, tradizioni, spiritualità, per profonde strutture del sentimento, per immediata riconoscibilità emozionale, popoli in tutto e per tutto, ma senza confini, senza burocrazie, senza eserciti, senza polizie, senza retorica patriottarda, eppure popoli, sospesi tra cielo e terra, a cavallo dei confini. Per questa ragione erano temuti al punto da fantasmatizzarli come capaci di ogni nequizia e da stigmatizzarli come essenza del male, e poi sterminarli con facilità. In questa prospettiva non è difficile capire perché l'annientamento fu perpetrato nella quasi totale indifferenza del mondo circostante. I due popoli fratelli a lungo hanno marciato fianco a fianco nella sorte, ma da quando il Porrajmos-Shoah ha marcato il culmine della comune tragedia, il popolo degli "uomini" si è avviato verso un cammino di sofferenza solitaria. Gli ebrei hanno cambiato la loro storia, hanno conquistato una terra, una nazione e il loro statuto di vittime del nazifascismo, il loro immenso calvario ha avuto pieno riconoscimento e un immenso edificio di testimonianza, di memoria è stato costruito sulla Shoah e anche se la condizione ebraica è talora difficile, ancora sottoposta a pericolo, gli ebrei sono entrati nel salotto buono. Anche gli eredi dei persecutori di un tempo si mostrano e si dicono loro amici. Il popolo degli "uomini" invece molto spesso continua a subire il calvario del pregiudizio, dell'emarginazione. Noi ebrei, primi fra tutti, abbiamo il dovere di alzare la voce contro la persecuzione di Rom e Sinti. Dobbiamo denunciare come malvagia e perversa l'esibizione dell'amicizia verso gli ebrei quando viene usata per legittimare la mano libera contro i nostri fratelli "uomini" e contro ogni minoranza o alterità. "Senza confini" è il nostro piccolo, ma appassionato contributo alla battaglia contro ogni razzismo. E' un recital di canti, musiche, storie Rom, Sinti ed Ebraiche che mettono in risonanza la comune vocazione delle genti in esilio, una vocazione che proviene da tempi remoti e che in tempi più vicino a noi si fa solitaria, si carica di un'assenza che sollecita un ritorno, un'adesione, una passione, una responsabilità urgenti, improcrastinabili. "Senza confini" è la nostra assunzione di responsabilità, la sua forma si iscrive nella musica e nel teatro civile, arti rappresentative e comunicative che possono e devono scardinare conformismi, meschine ragionevolezze e convenienze nate dalla logica del privilegio per proclamare la non negoziabilità della libertà e della dignità di ogni singolo essere umano e di ogni gente." (Moni Ovadia)

postato da: ocraweb alle ore 06:09 | link |
categorie:
domenica, 29 novembre 2009




LE COMUNICAZIONI IN VAL ROJA
Mostra fotografica storica
Stazione FFSS di Ventimiglia
dal 28 novembre al 6 dicembre 2009

L'Associazione "Giuseppe Biancheri", in occasione della trentennale della riapertura della linea ferroviaria "Ventimiglia-Cuneo", organizza una mostra fotografica storica intitolata "Le comunicazioni in Val Roja" che viene ospitata nei locali della Stazione FFSS di Ventimiglia dal 28 novembre al 6 dicembre.

postato da: ocraweb alle ore 08:36 | link |
categorie:
sabato, 28 novembre 2009




GIACOMO LUSSO E ALDO PAGLIARO
IMPRONTE SEGNI
Studio d'Arte Pagliaro
Pozzo Garitta, 10 - Albissola Marina (SV)
dal 28/11 al 13/12/2009

Giacomo Lusso e Aldo Pagliaro propongono il frutto della loro ricerca recente esponendo dipinti e ceramiche nella suggestiva sede di Pozzo Garitta cuore culturale del centro storico di Albissola Marina (Savona).
In questa occasione espositiva, introdotta dal testo critico di Silvia Campese, Giacomo Lusso e Aldo Pagliaro hanno realizzato un'opera dal valore concettuale composta da cento piastrelle ceramiche numerate con impresse le loro impronte del pollice e i segni distintivi che caratterizzano le loro opere. La locandina della mostra significatamene riproduce la piastrella sopraccitata con lo sfondo delle - mue'- tipici mattoni sporgenti presenti a Pozzo Garitta patrimonio della tradizione figula di Albisola. Lusso artista albisolese presenta dipinti verticali in tecnica mista della serie dei racconti caratterizzati dalle luci radenti che fanno scoprire allo spettatore nuovi paesaggi interiori. Pagliaro di nascita argentina e albisolese di adozione, espone le sue ceramiche in cui il richiamo alle problematiche dell'uomo contemporaneo trovano paesaggi tecnologici, totem e sfere dagli smalti fusi quali elementi caratterizzanti. Una ottima occasione per riscoprire il centro storico di Albisola e vedere una bella mostra.

Impronte e Segni di Giacomo Lusso e Aldo Pagliaro a Pozzo Garitta

Nella molteplicità dei significati delle parole Impronte e Segni, il senso piu' profondo delle opere di Giacomo Lusso e Aldo Pagliaro. Che cos'e' un'Impronta? Un Segno, una traccia lasciata premendo dolcemente, con lieve pressione, con forza, una superficie: terracotta, ceramica, uno strato denso di colore. Ma il Segno non e' solo Impronta. Il Segno e' un universo di significati: e' simbolo, e' premonizione, e' limite, ma e' anche prodigio e miracolo, collegamento con una dimensione altra.
Tutte queste valenze, che vivono nelle opere di Lusso e Pagliaro, sono sintetizzate in un intervento che i due artisti hanno realizzato e che costituisce il senso piu' profondo della mostra: si tratta di una piastra di piccole dimensioni che ha ricevuto le impronte fisiche del dito di ognuno dei due artisti, accompagnate dagli elementi leit motiv della loro arte: i simboli criptici e le macchie rosse di Lusso, la semisfera, sintesi di passato e futuro, di Pagliaro. Realizzate in cento esemplari, le piastre divengono sunto del titolo stesso della mostra: le impronte acquisiscono una valenza segnica dove il piano simbolico e quello fisico si intersecano. L'azione compiuta dai due artisti tocca una sfera profondamente intima: l'impronta, traccia personale, costituisce una sorta di transfert di se stessi nell'oggetto. Un'azione che cita l'esperienza manzoniana del -fiato-, ma ancor piu' delle -uova- dove Manzoni, nella mostra evento del 1960 -Consumazione dell'arte dinamica del pubblico divorare l'arte-, aveva impresso la propria impronta sulle uova che aveva poi distribuito al pubblico affinche' se ne cibasse. Come nell'azione di Manzoni, cosi' avviene nella piastra di Lusso e Pagliaro: l'oggetto acquista, tramite l'impronta, una individualità, una appartenenza che viene offerta al pubblico. Se l'opera di Manzoni doveva pero' essere ingerita, raggiungendo quella che alcuni critici hanno letto come una valenza eucaristica, per Lusso e Pagliaro l'azione rimane sul piano della profonda ricerca di intimità e comunicazione con il pubblico: un dialogo nudo, spoglio, diretto, fatto di gesti tanto semplici quanto autentici. Un modo, insomma, per donare esplicitamente il massimo dell'interiorità e della personalità in una totale comunione tra arte e pubblico: un'operazione che richiede allo spettatore un totale abbandono per intraprendere un viaggio nelle opere di Lusso e Pagliaro.
Ma i due artisti non chiedono al pubblico uno sforzo che essi stessi non abbiamo compiuto anticipatamente in una duplice valenza: una messa a nudo della propria artisticità verso gli altri, ma anche verso se stessi per raggiungere una sintesi concettuale che dia significato alla fusione dei loro lavori apparentemente cosi' differenti. Solo da un percorso di ricerca profondo e' nata la mostra che oggi unisce i linguaggi dei due artisti a Pozzo Garitta, nello studio di Pagliaro, in quella che loro stessi definiscono una -identità di lavoro-. Del resto, una lunga amicizia lega Lusso e Pagliaro, da quando si conobbero negli anni settanta presso il forno a legna di Mantero. Da li' in poi una frequentazione assidua li ha portati a esporre spesso affianco, in mostre collettive, sino al nuovo, odierno passaggio. Pur se apparentemente molto differenti, le opere esposte hanno una matrice comune che trova la propria radice proprio nell'impronta e nel segno. Le ceramiche di Pagliaro recepiscono con forza l'impronta dell'artista che agisce con decisione sulla materia attraverso manipolazioni, ma anche fenditure e incisioni. Il mondo di Pagliaro coinvolge diverse tematiche: dal totem, simbolo di culture antiche, alle città futuribili, travolte da piogge acide o da catastrofi di cui l'uomo e' piu' o meno colpevole. Al centro, la sfera, sorta di microcosmo, di sintesi della storia dell'uomo da cui si irradiano linee immaginarie, solchi.
"Segnica" l'opera pittorica di Giacomo Lusso, pur se in grado di recepire, sulla densa stratificazione del colore, l'impronta incisa dall'artista. Fatta di racconti interiori, che toccano le sfere piu' intime e misteriose della conoscenza per raggiungere la luce epifanica che irrompe nelle tele da una fonte mai raggiungibile o svelabile, l'opera di Lusso e' legata da un eterno filo conduttore. Eterno poiche' antico, insito nella storia dell'essere umano, dall'Età dell'Oro all'oggi. Proprio nella radicalità concettuale delle opere sta l'unità d'intenti dei due artisti: le ceramiche di Pagliaro, aggressive e cruente, parlano dell'uomo quanto la pittura soffusa, essenziale di Lusso. L'anelito di ricerca e' la matrice di entrambi i lavori: una ricerca piu' violenta e terrena, compiuta tra gli uomini e il loro mondo in Pagliaro, un viaggio metaforico, in una dimensione onirica e mentale, nella pittura di Lusso. Due linguaggi differenti pervasi da una luminosità che in Pagliaro si fonde con l'atmosfera apocalittica del paesaggio, mentre in Lusso si fa accecante per celare il segreto della vita. Silvia Campese

Giacomo Lusso nasce nel 1953 a Malles Venosta (BZ). Si avvicina giovanissimo alla pittura frequentando l'ambiente dei pittori lombardi legati alla tradizione figurativa. Trasferitosi in Liguria ad Albisola, a contatto con gli artigiani e gli artisti che frequentano la cittadina della ceramica alla fine degli anni sessanta, apprende le conoscenze del '' fare arte ceramica in bottega''. Diplomato al Liceo Artistico A. Martini di Savona, la sua prima mostra personale risale al 1972. Artista e sperimentatore, attraverso la ricerca in campo artistico utilizza come mezzo espressivo, sia le diverse tecniche ceramiche che la pittura e l'ideazione di azioni concettuali. Nel 2007 selezionato alla VIII Biennale Internazionale Ceramica di Manises Spagna con opera in permanenza presso il MIC museo internazionale della ceramica. Nel 2008 il Circolo degli Artisti di Albisola e la Fondazione Centofiori di Savona gli dedicano due spazi espositivi nell'ambito di -Priamar d'Autore-dove espone un'installazione di cento pezzi di ceramica, ideale libro ceramico, lunga otto metri e mezzo. Al suo attivo molte personali e collettive in Italia e all'estero e sue creazioni sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Aldo Pagliaro, nato a Buenos Aires nel 1941, plasma il suo giovane ed impetuoso talento creativo nella Escuela de Artes Graficas di Buenos Aires, che gli apre le porte di una delle piu' importanti case editrici dell'Argentina, Fabril Finanziera S.A., dove vive una brillante carriera ventennale quale tecnico grafico e maestro del colore. Approdato in Italia nel 1975, vive e lavora ad Albissola Marina, dove sviluppa la propria arte nello studio di Pozzo Garitta 10. Le sue opere creano un ponte di collegamento tra passato, presente e futuro, interpretando gli effetti dello sviluppo tecnologico e del desiderio di predominio dell'uomo con colate grigie soffocanti e segni di ingranaggi inarrestabili che incidono una natura vergine creando voragini da cui emerge il rosso del sangue, del dolore che accomuna tutti gli essere viventi. Aldo Pagliaro ha partecipato a numerose mostre nazionali ed internazionali e le sue opere arricchiscono importanti collezioni private.

postato da: ocraweb alle ore 07:21 | link |
categorie:
venerdì, 27 novembre 2009




ALFREDO SOSABRAVO
Pozzo Garitta
Piazza Pozzo Garitta 11 - Albissola Marina
dal 28 novembre all'8 dicembre 2009

Vibrazioni di vita e di colore

Quando il signor Palomar, il protagonista del romanzo di Italo Calvino, si trova in viaggio nell’America Latina a visitare i resti di un antico tempio Maya, è ossessionato dalla presenza di un personaggio, una guida turistica, che, davanti a un ricorrente graffito appartenente alla civiltà Maya, ripete la frase: “Non si sa cosa significa”. Mentre il signor Palomar, a quei segni, saprebbe attribuire tanti, profondi, significati. Ma forse, il mistero della cultura latino americana, fatta di colori e luci, di vita e di morte, non può essere del tutto compresa da chi quel mondo non l’ha vissuto sino in fondo.
Una simile sensazione si ha osservando le opere di Alfredo Sosabravo, dove l’atmosfera cubana avvolge di fascino e mistero i volti dei suoi personaggi, nonostante le influenze cosmopolite, frutto dei viaggi che l’artista ha compiuto in tutto il mondo, siano entrate a far parte del suo linguaggio. Sosabravo, nato a Sagua La Grande nel 1930, già patria di Wifredo Lam, ha viaggiato a lungo sperimentando forme sempre nuove, tradotte attraverso vari materiali: la pittura in primis, ma anche la grafica, la scultura in bronzo, il vetro. E poi la ceramica, conosciuta in Italia, amata ad Albisola. La mostra allestita a Pozzo Garitta 11 costituisce un omaggio all’incontro tra l’arte di Sosabravo e la ceramica con opere realizzate presso tre manifatture albisolesi: la Fabbrica Mazzotti 1903, le Ceramiche San Giorgio, le Ceramiche Pierluca.
Piatti e sfere rappresentano non soltanto il supporto, bensì la porta per avere accesso all’universo lussureggiante dell’artista cubano, fatto di volti, di vegetazione rigogliosa, di animali variopinti. Come un moderno Arcimboldo, Sosabravo “costruisce” personaggi agglomerando segni, linee, colori, animali. È il caso di uno dei due piatti realizzati da Dario Bevilacqua, Ceramiche Pierluca, dove il volto di profilo di un uomo, privo della bocca, è dato da poche linee essenziali: grosso naso, occhio attonito, guancia che lascia intravvedere sole e mare e, sul capo, un pesce. Uomo e pesce sono uniti da una linea di contorno rossa e nera che ricorda il vibrante “uomo radioattivo” di Keith Haring. Un linguaggio ricorrente quello del muralismo e del graffitismo in Sosabravo, dove le figure in primo piano e lo sfondo si accavallano e aggrovigliano, senza dimenticare mai una figurazione arcaica, azteca o maya, fatta di segni e simbologie provenienti da un’antica tradizione dove religione e mito scendevano accanto all’uomo per gioco, per rabbia, per amore.
Altro elemento ricorrente, la carica di energia e di dinamismo che pervade le sue figure. Nel volto di donna, raffigurato nel piatto realizzato presso la Fabbrica Mazzotti 1903, elemento prorompente sono i capelli al vento della figura femminile, che fanno pensare a una corsa dove a farsi trasportare è un simpatico uccellino che si confonde con la guancia del personaggio. Sempre più dirompente, però, si fa la voglia di andare oltre la bidimensionalità pittorica, alla ricerca di una terza dimensione che renda ancora più libero il movimento. Se un primo passaggio verso la tridimensionalità si legge nelle due sfere che Sosabravo ha realizzato sempre da Ceramiche Pierluca – due volti d’uomo con occhiali e inserti simili a pezze in tessuto, elementi spesso inseriti nei collage pittorici – il passo ulteriore avviene nei piatti realizzati da Giovanni Poggi e Tullio Mazzotti dove piccoli elementi e applicazioni arricchiscono il significato dell’opera. Si tratta di oggettini in terracotta e cocci di maiolica che l’artista inserisce nel piatto, citando una delle sue tecniche privilegiate, il collage. Incontrato mentre lavorava, l’estate scorsa, presso la Fabbrica Mazzotti 1903 insieme al suo fedele collaboratore, René Palenzuela con cui opera da 35 anni, Sosabravo aveva detto a proposito: “Amo la ceramica, in cui cerco di infondere la mia personalità creando un’unità tra arte e tecnica. Nei miei colori, nei miei disegni c’è ottimismo, positività, fiducia verso l’essere umano. Spesso arricchisco la mia arte con collage e inserti. Nei piatti in ceramica ho voluto inserire brandelli di storia delle fabbriche albisolesi, cocci, avanzi, ma anche piccoli simboli provenienti dalla cultura cubana. Un incontro tra due mondi sullo sfondo dei miei soggetti più cari: animali, insetti variopinti, vegetazione”.
Il suo legame con Albisola è sottolineato anche dalla testimonianza di Giovanni Poggi che ricorda, come lo stesso Sosabravo gli raccontò, la voglia dell’artista cubano di entrare a lavorare alle Ceramiche San Giorgio, ma anche le remore a presentarsi a causa della timidezza. “Poi, tramite l’amico Alfredo Ferra, - ricorda Giovanni Poggi – si propose e il giorno successivo iniziò a lavorare da noi”. Un legame forte tra Sosabravo e le tre fabbriche, ma soprattutto un vincolo tra l’artista e il mondo albisolese che, lungo la passeggiata a mare “Eugenio Montale” di Superiore, accoglie una sua scultura in bronzo dal titolo “Ercole vecchio”.
Albisola e Pozzo Garitta abbracciano ancora una volta l’artista cubano per tuffarsi nei colori vitali della sua arte, alla ricerca del significato che si cela dietro ai suoi personaggi. Per scoprire i pensieri che si muovono nella testa delle sue donne e dei suoi uomini, mossi da fremiti di vita e insieme incastonati come sculture nel frontone di un tempio non sacro, ma del vivere quotidiano. Per scoprire, ancora, se il suo mondo ludico celi un velo di emozione dietro ai visi senza bocche, con grossi occhi tondeggianti, un po’ stupiti, di certo intenti a osservare. Per carpire, infine, i segreti del suo universo, per non accettare il “non si sa cosa significa” del signor Palomar, alla ricerca del varco per penetrare nel mondo dei colori, delle vibrazioni, del gioco, ma soprattutto dell’arte di Sosabravo.

Silvia Campese

postato da: ocraweb alle ore 08:19 | link |
categorie:
giovedì, 26 novembre 2009

SANDRO LORENZINI
IMMAGINAZIONI DIVERSE
Galleria Conarte
Via Giuseppe Brignoni 26r - Savona
dal 14-11-2009 al 17-1-2010

La galleria Conarte di Savona organizza uno straordinario allestimento dell’artista Sandro Lorenzini che sceglie come suo principale mezzo espressivo la ceramica, riconoscendo a questo materiale caratteristiche di duttilità ed espressività ideali, sperimentando l’installazione di grandi opere di scultura ceramica in spazi architettonici e storici di forte connotazione, lavorando su specifiche impostazioni tematiche.

postato da: ocraweb alle ore 07:56 | link |
categorie:
mercoledì, 25 novembre 2009




YLLI PLAKA
FORME DELL'ANIMA
Galleria del Cavallo
Via Fratelli Cervi - Quiliano
21 novembre - 8 dicembre 2009

Si è inaugurata il 21 novembre,presso la Galleria d'arte del Cavallo in via F.lli Cervi a Valleggia Quiliano, la personale dello scultore Ylli Plaka.
La mostra intende celebrare i vent'anni di attività dello scultore con una serie di opere in ceramica realizzate ad Albisola.

Ylli Plaka è nato a Tirana il 4 Gennaio 1966. Nella stessa città si diploma in scultura e ceramica all'Accademia di Belle Arti dove segue i corsi dello scultore Thoma Thomai.
Nel 1991 si trasferisce in Italia; vive e lavora a Savona.

Ylli Plaka è uno dei più interessanti e dotati scultori in ceramica del panorama italiano, nonché tra i migliori scultori albanesi dal dopoguerra ad oggi.
Negli ultimi anni le sue opere hanno conosciuto un costante e crescente interesse di pubblico e di critica attraverso un'attenta programmazione espositiva.
Il suo modo di scolpire e modellare è inconfondibile, così come l'attenta analisi delle forme e dei loro significati.
Le sue opere entrano in comunicazione diretta con chi le osserva, rimandando ad un universo al tempo stesso arcaico e attuale.

postato da: ocraweb alle ore 08:44 | link |
categorie:
martedì, 24 novembre 2009

TEATRO E TEATRALITÀ A GENOVA E IN LIGURIA
Giornata di studio
Polo Universitario di Imperia
Spazio Calvino
Via Nizza - Imperia
24 novembre 2009, h. 9,30

Martedì 24 novembre 2009, con inizio alle ore 9.30, si svolgerà presso il Polo Universitario di Imperia una Giornata di Studi su Teatro e teatralità a Genova e in Liguria. Una ricognizione dall’epoca medievale al Novecento. L’iniziativa fa parte di un più ampio progetto, curato da studiosi dell’Università di Genova con fondi dell’Ateneo, che si propone l’obiettivo di elaborare, su basi scientificamente fondate e con la collaborazione di vari specialisti, una Storia delle attività teatrali in Liguria dalle origini ad oggi. Già l’anno scorso, sempre ad Imperia, si era tenuta una prima edizione del Convegno.
L’incontro di quest’anno verterà su temi come “Archi trionfali e apparati nella Genova del XVI secolo”, “Il teatro giacobino a Genova (1797-1800)”, “Vito Pandolfi e la Commedia dell’Arte”, “Gherardo Del Colle: un autore ispirato da Achille Campanile”, “Avanguardia e Teatri Stabili: Carlo Quartucci a Genova (1964-1966)”, “La stagione della ‘drammaturgia derivata’ al Teatro Stabile di Genova”. I lavori saranno presieduti dal prof. Paolo Bosisio dell’Università di Milano e dal prof. Franco Perrelli dell’Università di Torino. Nell’ occasione verrà presentato, da Massimo Bacigalupo e da Stefano Delfino, il volume, edito da ETS, che raccoglie i contributi critici del Convegno dell’anno scorso.

postato da: ocraweb alle ore 06:04 | link |
categorie:
lunedì, 23 novembre 2009

VITTORIO TIGRINO
SUDDITI E CONFEDERATI
Sanremo, Genova e una storia particolare del Settecento europeo
Edizioni dell'Orso, 2009
Collana "Territori. Temi per la storia locale"

La storia di un contenzioso che nel Settecento oppose la Repubblica di Genova a Sanremo, una delle comunità più importanti del suo Dominio, è esemplificativa della complessità dei rapporti giurisdizionali e di potere nel panorama politico dell'età moderna. Nato come rivolta antifiscale e sviluppatosi poi come una lunga guerra di carte, il bellum diplomaticum su Sanremo ebbe una vasta eco in tutte le corti europee. Attraverso lo studio di questo caso l'autore ha ricostruito l'importanza pi? larga di un particolare tipo di produzione storiografica, quella storico-giuridica, controversistica, e il ruolo decisivo - anche se oggi sottovalutato - che essa ebbe nello sviluppo della moderna critica storica.
Ciò che permette una nuova interpretazione di questi testi è la ricostruzione analitica delle reti di relazioni, locali e sovralocali, entro cui presero forma. Una lettura ravvicinata e contestuale svela le strategie che stanno dietro al conflitto e alle opere pubblicate nel corso di quasi mezzo secolo e mostra che la stessa identità politica delle contendenti è costruita e trasformata da queste azioni di scrittura.
Al punto che la storia, iniziata con una discussione sullo status della città, suddita o confederata della Repubblica, si chiude con l’invenzione di Sanremo città imperiale: un'entità politica immaginata, cui la storiografia, di allora e di oggi, ha fornito una decisiva legittimazione.

postato da: ocraweb alle ore 10:11 | link |
categorie:
domenica, 22 novembre 2009

PHILIPPE FAVIER
PAPETERIES
MAMAC Nice - Galerie Contemporaine
Promenade des Arts - Nice
17 octobre 2009 - 31 janvier 2010

Philippe Favier fait partie de ces artistes inclassables, prolixes, qui nous surprennent par leur inventivité sans cesse renouvelée. Il est présent dans les collections du musée depuis 1982 avec une oeuvre dont le titre très poétique Ni n'est-ce pour rien que les chrysalides s'accouplent montrait un collage d’infiniment petits guerriers montés sur des destriers. Cette notion d’« infiniment petit » demeure présente dans toute l’oeuvre de l’artiste qui comprend actuellement environ 6 000 pièces.
Philippe Favier porte une interrogation récurrente sur la nature humaine, dérisoire, absurde ou tragique à la fois, dans des compositions où foisonnent dessins à l’encre, aquarelles, collages, écritures. Pour l’exposition dans la Galerie contemporaine du Mamac, il a choisi 150 éléments, des objets et des oeuvres sur papier, qui montrent son intérêt constant pour l’univers de la papeterie et de l’écrit. Tampons, portes-plumes, lutrins, tout ce qui sert à écrire, décrire, illustrer depuis des temps immémoriaux. Papiers vieux, cartes de géographies et relevés cadastraux, carnets de notes anciens, sont couverts de petits personnages étranges dans lesquels on reconnaît des squelettes, des crânes, des os, des machines impropres à l’usage, qui sont devenus étrangement les acteurs de saynètes plus ou moins grinçantes. Une des pièces majeures de l’exposition, le Grand livre déroule ses écritures offertes à la sagacité du lecteur convié à repérer les énigmes proposées avec malice. Mais aussi les Lucky One, Ecrevisses et architectes, Ardoises, tout un univers propre à Favier et où on entre avec délices.

Papeteries
« Mais avant toute chose, je crois être un dessinateur plus qu’un peintre. J’aime le contact du crayon ou de la plume sur le papier, de la pointe sur le métal ou sur le verre, le mou du pinceau dans ce qu’il transmet de déséquilibre, de vertige, m’indispose quelquefois… »
Le titre de l’exposition consacrée à Philippe Favier est un tout premier indice. Une enseigne de bois peint surplombe des étagères garnies d’objets issus semble-t-il de la mémoire des écoliers d’antan. Ces objets qui ont une odeur de bois et d’encre, la saveur acide et le grain du crayon à papier mainte fois sucé et mordu, ont été patiemment collectés au fil du temps, dans les greniers et les brocantes. Ils sont les outils de l’oeuvre et son décor. Le monde de Favier est complexe et multiple et ce qu’il nous donne à voir dans « Papeteries… » est l’infime partie d’un tout sans cesse en construction ou en reconstruction. Il a choisi environ 150 pièces parmi les plus récentes d’une oeuvre définitivement inclassable pour nous offrir l’opportunité d’une balade sur un chemin d’écriture où l’on se perd et se retrouve tour à tour.
Il a depuis toujours un rapport privilégié avec le papier et l’encre, avec l’empreinte minuscule du trait de plume et du dessin aquarellé. Il en aime l’odeur, la légèreté de la trace, l’attitude penchée du scribe sur la planche de travail, la nécessaire attention, la répétition minutieuse qui fait perdre la notion du temps. Le carnet de notes et de croquis, le papier sur lequel on dessine sont d’abord des objets intimes qu’on emporte avec soi et qu’on ne délivre à autrui que sous certaines conditions. Favier a dépassé sa relation égocentrique avec l’écriture pour nous en faire l’offrande sous la forme expansive du rouleau qu’on déroule.
Le Grand livre est présenté dans une valise de 4 m de long. On doit se pencher sur l’oeuvre avec la patience attentive de l’entomologiste, presque à la loupe, pour savourer avec gourmandise la danse étrange de ces figurines monstrueuses pleines d’humour, ces squelettes dansant, ces corps aux distorsions bizarres, ces animaux à l'allure humaine. Collages infimes, couleurs subtiles et textes manuscrits apportent leur charge d'énigme à l'ensemble. Certains caractères sont inversés et on joue à lire à l’envers. On identifie tel mot ou telle portion de phrase mais comment les relier à un sens global ? Mots et images s’enchevêtrent dans un ordre qui n’appartient qu’à Favier, sur de longues bandes de papier à la manière d’une broderie de Bayeux dont on tournerait les pages ou de phylactères porteurs de messages. Les personnages ? Des squelettes batifolant, quelquefois revêtus de chair comme d’un habit, ou auréolés, des animaux composites et monstrueux rigolards, se racontent leurs histoires indéfiniment, tout juste soulignés de quelque écriture manuscrite qu’on déchiffre à peine. Des machines infernales, des meubles sur lesquels on serait bien incapable de se poser sans risquer son équilibre à défaut de sa vie... Quoiqu’il en soit, le terme d’entomologiste n’est pas impropre tant on reconnaît le travail méthodique et minutieux du scientifique dans l’étiquetage et la numérotation des éléments sur la page de papier. Encore un brouillage des codes spécifique à Favier. Le Roman de Bellet, est un Keepsake de plusieurs histoires, et se présente comme un objet précieux, aux feuilles illustrées maintenues par des anneaux dans une boite de bois, sorte de plumier géant. Il s’y raconte entre autres l’histoire de Blanchefleur, au milieu de grotesques et d’animaux issus d’une nanomanie galopante. Jérôme Bosch n’est pas loin et Rabelais non plus avec sa truculence et son insolence. Les gnomes à tête chauve sur des corps réduits conversent avec des animaux hybrides dont on peut s’amuser à repérer les emprunts. Des sortes de momies glacées à la gomme arabique glissent sur les planches à roulettes. Le tout sur les bandes étroites de papier fragile qui ne font pas plus de 10 cm de large.
Un des éléments de sa syntaxe spécifique est le squelette et peut-être plus particulièrement le crâne. On pourrait dire que toute son oeuvre est une vanité contemporaine avec un pouvoir d’incitation à méditer sur les rapports de la vie et de la mort. Cependant Favier atténue tout tragique par ce qu’il injecte de facétie à ses personnages en osselets.
Suspendues entre deux vitres, les fragiles Géographies mettent en scène de part et d’autre des méandres de la Saône, des personnages arpentant des lieux aux noms fantaisistes. En réponse, les relevés cadastraux de la Route 533 sont le champ sur lequel des personnages fantastiques à tête de licornes ou des familles de squelettes déambulent. La couleur bistre du papier, les drôles de noms mentionnés le long de l’axe, ajoutent un aspect désuet à la scénographie.
Décidément on ne peut pas passer vite dans une exposition de Philippe Favier ; il faut se pencher, regarder, trouver, rebondir d’un mot à une portion de phrase, glisser autour d’un couple de squelettes hilarant, revenir à ce drôle d’animal, se fondre dans un univers étrange, grinçant, ludique, bourré de citations, où on se découvre joueur et jubilant. Succulent.

Michèle Brun

postato da: ocraweb alle ore 04:45 | link |
categorie:
sabato, 21 novembre 2009

LEANDRA SCAPPATICCI
MANOSCRITTI RITROVATI DELLA CIVICA BIBLIOTECA APROSIANA
Riflessioni paleografiche per una storia del Convento dell'Annunziata di Ventimiglia
Museo Civico Archeologico “Girolamo Rossi&rdquo - Sala Emilio Azaretti
Forte dell'Annunziata - Ventimiglia
sabato 21 novembre alle ore 16,00

Sabato 21 novembre alle ore 16,00 nella Sala Emilio Azaretti del Museo Civico Archeologico “Girolamo Rossi” secondo appuntamento col XVI Ciclo di Conferenze “Ventimiglia e il suo territorio. Dalle origini ai giorni nostri”, organizzato dal Museo in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Ventimiglia e la Sezione Intemelia dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri.
Interverrà la dott.ssa Leandra Scappaticci, paleografa dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e musicologa di fama, membro del comitato scientifico della Libreria Editrice Vaticana e dell'Associazione Italiana dei Paleografi e Diplomatisti, che terrà una relazione sui "Manoscritti ritrovati della Civica Biblioteca Aprosiana: riflessioni paleografiche per una storia del Convento dell'Annunziata di Ventimiglia".
La relazione di Leandra Scappaticci permetterà di compiere un vero e proprio scavo librario per conoscere i preziosi codici conservati presso la Biblioteca Civica Aprosiana; codici che finora non erano stati oggetto di un adeguato studio scientifico che potesse chiarire e valorizzare l’importanza e il contenuto di tali documenti, vere e proprie fonti per comprendere la storia della Ventimiglia cinquecentesca. L’esame paleografico e testuale di tali manoscritti conduce alle vicende dei Francescani che a Ventimiglia fondarono, intorno al 1503, il convento dell’Annunziata nel luogo ove oggi sorge il Forte omonimo. I frati si preoccuparono di organizzare e fornire la propria dimora di una chiesa, di un organo e di una biblioteca essenziale all’attività primaria del loro impegno ecclesiastico: la preghiera e il canto liturgico.
Si riscopre così, attraverso l’opera dei copisti e dei miniatori che realizzarono i codici attualmente “Aprosiani”, uno spaccato del patrimonio librario, liturgico e musicale della Ventimiglia in pieno Rinascimento, con la conseguente riacquisizione di un passato che è coscienziosa ricchezza del presente e progressivo recupero di un’identità culturale cittadina

postato da: ocraweb alle ore 08:50 | link |
categorie:
venerdì, 20 novembre 2009




"Vetrine d’Artista"
ELENA SELLERIO
a cura dell'Associazione Renzo Aiolfi
Sede CARISA
corso Italia - Savona
dal 19 novembre al 9 dicembre 2009

Nell’alternanza tra artisti ormai storici del Novecento (è appena terminata l’esposizione delle opere della pittrice Adelina Dominici Losito) e personalità contemporanee, è la volta di Elena Sellerio, e con Lei si ricorda anche Giorgio Robutti col quale ha condiviso sia la vita d’artista sia la vita privata. La Sellerio è una voce alquanto originale nell’usare la ceramica come vera” pagina” di un racconto contemporaneo tra colori accesi (rossi magmatici, gialli girasole, blu oltremare, neri eleganti ed intimi, bianchi immacolati), forme geometriche giocate con ironia sottile in forma inconsuete ma che raccontano molto del quotidiano di ognuno di noi. Diverse opere sono state composte a quattro mani con Robutti e qui la terra, sia quella color argilla con impressi segni precisi e nitidi, narrano di “pranzi lussuosi” in una sorta di “ultima cena” del vivere dell’oggi dove, forse, troppo abbandona tutti i dì sui nostri deschi, inducendo a forti riflessioni sullo spreco alimentare della così detta civiltà occidentale a confronto della fame di tante persone nel mondo. Opere, quindi, con una forte matrice, anche, sociale e che mettono in luce una buona tecnica, una costruzione culturale globale molto attenta.
Opere che hanno un forte retroterra progettuale ed ognuna di esse può diventare la matrice per ulteriori lavori futuri. Messaggi veicolati con l’antica materia – la terra – che l’uomo ha sempre usato, manipolato, plasmato per uso domestico e che dall’artigianato è passata a materia d’arte. In questa forma la Sellerio ha, certamente, un suo ben definito spazio creativo con una sua inequivocabile linea creativa che giunge, anche, a soluzioni sempre diverse ed innovative.

postato da: ocraweb alle ore 08:05 | link |
categorie:
giovedì, 19 novembre 2009


DANIELA GANDOLFI
RISSEU DEL PONENTE LIGURE
Museo Civico - Palazzo Borea d'Olmo
Via Matteotti 143 - Sanremo
giovedì 19 novembre 2009, h. 16,00

Giovedì 19 novembre, alle ore 16,30 presso il Museo Civico di palazzo Borea d’Olmo a Sanremo si tiene la conferenza della dottoressa Daniela Gandolfi “Risseu del Ponente ligure. Un antico saper fare”.
Nel secondo appuntamento del ciclo di conferenze organizzate dalla sezione di Sanremo dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri saranno presentati diversi esempi delle tradizionali e caratteristiche pavimentazioni in risseu, ovvero in ciottoli di fiume, di cui si possono ammirare ancora alcuni esempi nei sagrati di molte chiese, ed approfondita la conoscenza delle tecniche e dei segreti della loro realizzazione.
Il mestiere del posatore in opera degli acciottolati, richiedeva oltre la mera tecnica artigiana, anche una certa predisposizione artistica che consentiva la realizzazione di quelle che si possono anche definire opere d’arte, seppur povera.
postato da: ocraweb alle ore 05:50 | link |
categorie:
mercoledì, 18 novembre 2009

STREETART.IT
Federico Massa, Fabio Roncato, Luca De Gradi
L'Entrepot
22, rue de Millo - Montecarlo
10/11/2009 - 9/1/2010

Reazione all'aggressione subita durante la nostra esistenza a causa dei ''segni''imposti,dei segni dell'architettura urbana;segni di un ordine stabilito.Simboli visibili o invisibili che finiscono per condizionarci. L'interruzione di questo orizzonte diventa cosi' una forma di ribellione,un attentato a questo ordine pubblico!La sostituzione con altri segni conferisce una dimensione universale.

Per invadere lo spazio urbano occorre distaccarsi dal rispetto dovuto al supporto.E questo e' un altro crimine di lesi benpensanti.Si trovano segni''selvaggi''sulle colonne dei templi giapponesi,sulla Grande Muraglia cinese,sul ponte di legno di Lucerna,sullo Zwinger a Dresda.Se ne trovano sugli alberi di tutti i parchi.

In quest'inizio di XXI secolo,il messaggio legato al ''graffiti writing'' comincia a diluirsi in una sorta di manifesto estetico.Il grafismo dei tagger,dei graffitisti e di altri collagisti ha conquistato i muri dei musei.Altri aspetti della street art,l'hip hop o il rap,sono diventati veri cult.A forza di veicolare il messaggio della strada,talvolta senza neanche pensarci,a forza di banalizzarlo,magari un giorno questo messaggio potrebbe anche realizzarsi.
Magari,in qualche modo,la danza della pioggia farà piovere veramente sulle nostre aride città. la strada invade progressivamente l'altro lato dei muri.Il supporto puo' diventare una tela.Tela che puo' addirittura subire l'estremo affronto della cornice.Come in uno zoo.Se questo puo' essere d'aiuto a conoscere e a comprendere meglio la giungla,la costrizione imposta dagli interni e' ampiamente giustificata.

In mostra, Federico Massa(Cruz),Fabio Roncato(Berse),Luca De Gradi(Mr.Degri')

postato da: ocraweb alle ore 07:11 | link |
categorie:
martedì, 17 novembre 2009

MARIO CALABRESI
LA FORTUNA NON ESISTE
Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi
Mondadori, 2009
Collana "Oscar"
presentazione del volume
Sanremo, Teatro dell'Opera del Casinò
martedì 17 novembre 2009, h. 16,30

Interviene con l'autore Lorenzo Mondo

Il libro:
"Non importa quante volte cadi. Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi." Come si esce da una crisi, come si supera una perdita, un insuccesso, un fallimento? C'è chi ha avuto la forza di rimettersi in piedi dopo che l'azienda in cui lavorava ha chiuso, chi ha rifiutato di arrendersi dopo che la recessione lo aveva costretto a vendere la casa in cui viveva e a partire per chissà dove, chi ha ritrovato la forza di andare avanti dopo che un lutto sembrava avergli tolto una ragione per vivere. Due anni in viaggio attraverso l'America, trentasei Stati, l'elezione presidenziale più emozionante che si ricordi e tante vite di gente comune. Ma al centro di tutto questo per Mario Calabresi c'è una sola domanda: che cosa accade nel cuore di chi cade e trova la forza di rialzarsi? Magari con fatica, con dolore, ma con tenacia incrollabile e soprattutto senza aspettare la fortuna? Qual è il segreto di una nazione e della sua gente, capace da sempre - ma oggi più che mai - di reinventarsi da zero, di darsi una seconda chance, di eleggere un presidente nero contro ogni previsione, di rimettersi in cammino anche dopo che la più grave recessione del dopoguerra ha travolto la vita di milioni di persone?

L'autore:
Figlio del commissario Luigi Calabresi, assassinato nel 1972. Ha studiato alla Statale di Milano e all'Istituto per la formazione al giornalismo «Carlo de Martino» di Milano.
Nel 1998 è all'ANSA come cronista parlamentare, nel 1999 passa a Repubblica[1], nella redazione politica.
Dal 2000 al 2002 è a La Stampa, per la quale, da inviato speciale, racconta gli attentati dell'11 settembre 2001.
Nel 2002 torna a La Repubblica, come caporedattore centrale vicario, e dal 2007 è corrispondente per il giornale da New York da dove racconta la campagna elettorale presidenziale del 2008[1].
Il 22 aprile 2009, a 39 anni, è nominato direttore de La Stampa.
È autore di Spingendo la notte più in là (2007), libro dedicato alle vittime del terrorismo (dal quale è stato tratto uno spettacolo teatrale interpretato da Luca Zingaretti), ed è stato insignito nel 2002 del premio Angelo Rizzoli di giornalismo e nel 2003 di quello intitolato a Carlo Casalegno.

postato da: ocraweb alle ore 05:21 | link |
categorie:
domenica, 15 novembre 2009

ALAIN LESTIÉ
FACE À FACE
Galerie Depardieu
64, boulevard Risso - Nice
exposition jusqu'au 21 novembre 2009

Alain Lestié est connu et reconnu pour son extraordinaire dextérité de peintre s'exprimant sur des feuilles de papier Fabriano de formats identiques, à l'aide du seul crayon Nero. Une austérité de moyens techniques qui contraste avec la variation infinie des teintes allant du noir au blanc en passant par toutes les nuances de gris. Quel que soit le sujet de chaque tableau, figure, symbole ou signe plus ou moins énigmatiques, on retrouve l'éclat des nuances de gris et de noir, la netteté du dessin, la puissance évocatrice d'un univers prenant, propre à l'artiste, révélant sa grande maîtrise des couleurs et des formes.
Fidèle à son passé de peintre de la figuration critique s'interrogeant, dès les années 70, sur l'avenir de la peinture, Alain Lestié nous emmène dans un monde parallèle, où la représentation, la figuration des objets ou des espaces, servent de métaphore à son discours sur l'art et sur le réel. Il nous fait pénétrer dans des paysages abstraits d'où émergent ponctuellement des formes, des objets, des mots qui nous sont familiers. Il s'agit d'un processus mental ou se confrontent et se complètent l'abstrait et le concret. En même temps, cet espace temps se transforme et se projette dans l'avenir ou dans le passé, selon la subjectivité de chaque spectateur, en fonction de ses codes et de sa culture propre. Une expérience de pensée, à partir de phénomènes purement mentaux, comme une brèche entre passé, présent et futur. Nul commencement ni fin dans cet univers ponctué de sombre histoire, de volte face, Interstice, emploi du temps, rappel, etc., une interprétation quasi philosophique du monde, en rupture avec la tradition. Véritable poésie de l'abstrait et du concret, les représentations concrètes semblent parfois comme dévorées par le temps, par l'abstrait, objets périssables dans un monde où rien n'est définitivement acquis.
Selon Heisenberg, « à l'intérieur d'un système de lois basées sur certaines idées fondamentales, seule certaines manières bien définies de poser les questions ont un sens et qu'ainsi, un tel système est séparé d'autres systèmes qui permettent de poser des questions différentes ».

Les écrits qu'Alain Lestié publie depuis de nombreuses années, en plus de son activité de peintre, sont empreints d'une réflexion qui expliquent la profondeur attachée à ces œuvres. Le monde technologique dans lequel nous vivons, clair obscur si bien représenté dans son travail, célèbre l'aliénation croissante de notre époque contemporaine. S'agit-il de l'annonce de la disparition du monde ? A la fois disparition de la nature et de l'artifice humain ? De l'isolement et de la séparation des êtres qui continuent pourtant à se mouvoir dans cet univers ? Certainement tout cela, désespéré de ne pas voir naître un monde nouveau sur la faillite de l'ancien...

postato da: ocraweb alle ore 20:21 | link |
categorie:
sabato, 14 novembre 2009

XVI Ciclo di Conferenze
“Ventimiglia e il suo territorio. Dalle origini ai giorni nostri”
ANNA MARIA CERIOLO VERRANDO
LA MAGNIFICA COMUNITÀ DI VENTIMIGLIA E LE SUE VILLE: I RAPPORTI TRA BORDIGHERA E VENTIMIGLIA DAL MEDIOEVO AL '600
Ventimiglia, Museo Civico Archeologico Girolamo Rossi
Sala Emilio Azaretti
Sabato 14 novembre 2009, h. 16,00

Sabato 14 novembre alle ore 16,00 nella Sala Emilio Azaretti del Museo Civico Archeologico “Girolamo Rossi” prende avvio il XVI Ciclo di Conferenze “Ventimiglia e il suo territorio. Dalle origini ai giorni nostri”, organizzato dal Museo in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Ventimiglia e la Sezione Intemelia dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri.
Interverrà la studiosa e nota ricercatrice Anna Maria Ceriolo Verrando, autrice di varie opere dedicate alla storia di Bordighera, fra cui il recentissimo “Bordighera nella storia, 2. Pagine di vita civile, socio-economica, religiosa e quotidiana della comunità di Bordighera tra XVI e XVII secolo” edito dall'Istituto Internazionale di Studi Liguri, che costituisce il completamento della prima monografia sempre dedicata alla Città delle Palme curata dalla stessa Autrice nel 1971 sotto la guida di Nino Lamboglia.
La conferenza tratterà in particolare dei complessi e, molto spesso, tesi rapporti amministrativi e istituzionali tra la Magnifica Comunità di Ventimiglia e la villa di Bordighera emersi dall’attento ed esteso lavoro compiuto dall’Autrice in numerosi Archivi di Stato, Vescovili e Parrocchiali e nella Civica Biblioteca Aprosiana.
Alla presenza del Sindaco Gaetano A. Scullino e del Presidente della Sezione Intemelia dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri Mons. Francesco Palmero, introdurrà il Ciclo di conferenze il Conservatore del Museo Rossi dott. Daniela Gandolfi. La manifestazione si svolge nell’ambito della 4° Giornata della Storia promossa dalla Federazione Italiana Giochi Storici rappresentata dal suo Presidente Antonella Didonè e in collaborazione con l’Ente Agosto Medievale che porterà i saluti attraverso il suo Presidente Claudio Oliveri.
Appuntamenti successivi sabato 21 novembre con la dott.ssa Leandra Scappaticci, paleografa e musicologa di fama, membro del comitato scientifico della Libreria Editrice Vaticana e dell'Associazione Italiana dei Paleografi e Diplomatisti, che terrà una relazione sui Manoscritti ritrovati della Civica Biblioteca Aprosiana: riflessioni paleografiche per una storia del Convento dell'Annunziata di Ventimiglia, e sabato 28 novembre con Luigino Maccario, autore del recente volume su “L'Alimentazione Intemelia nella storia” che traccerà la storia di uno dei piatti più tipici e tradizionali dell’area intemelia: il “ brandacuiu”.

postato da: ocraweb alle ore 05:52 | link |
categorie:
venerdì, 13 novembre 2009

MUSEO DELL'ARTE VETRARIA ALTARESE
Presentazione del Catalogo
Wolfsoniana
via Serra Gropallo, 4 - Genova Nervi
venerdì 13 novembre 2009, h. 18,00

Venerdì 13 novembre, alle ore 18,00, presso la prestigiosa Wolfsoniana di Genova Nervi, verrа presentato il catalogo del Museo dell’Arte Vetraria Altarese, alla presenza della curatrice Mariateresa Chirico. Interverranno Franco Sborgi, dell’Università di Genova, e il curatore della Wolfsoniana, Matteo Fochessati.
Il volume, curato da Mariateresa Chirico, presenta la collezione del museo di Altare in una veste grafica completamente rinnovata, con una vastissima gamma di immagini e schede, e con testi tradotti in inglese.
I saggi storici e tecnici, che arricchiscono ulteriormente il catalogo, sono curati da Maria Brondi, Anselmo Mallarini, Giulia Musso e Linda Siri.

Per la giornata di sabato 14 novembre, il Museo altarese organizza una giornata dedicata alla celebrazione di Bernardo Perrotto, geniale vetraio altarese vissuto alla corte francese di Luigi XIV e del quale il 13 novembre 2009 cade il trecentenario dalla morte. Perrotto, ricordato come ricercatore e grande innovatore nella storia del vetro, divenne celebre soprattutto per la rivoluzionaria invenzione del processo “di colatura” delle lastre e di lavorazione del vetro piano di grandi dimensioni. Il Museo dell’Arte Vetraria di Altare, paese natio dell’illustre artigiano, avrà l’onore di gemellarsi con il Museo di Orléans, dove Perrotto stabilì la sua celebre vetreria.
Per l’occasione, nel pomeriggio si darа il via al lavoro della fornace di Villa Rosa. Seguirà, alle ore 16,00, una visita guidata alla collezione museale, e alle ore 17,30 una conferenza sulla vita e l’opera di Bernardo Perrotto, in cui sarа presentata la nuova pubblicazione della serie “Quaderni del Vetro”, dal titolo “Bernardo Perrotto. Maitre de la Verrerie Royale d’Orlиans”. Interverranno l’autore, Anselmo Mallarini, e i rappresentanti dell’associazione francese GenVerre, che studia le genealogie dei vetrai in Europa. Una vera e propria giornata di studi, dunque, con esperti internazionali e di sicuro interesse storico-artistico e scientifico.

Domenica 15 Novembre, infine, a partire dalle ore 10,00, l’Antica Fiera di San Martino per le vie del paese: tradizionale appuntamento dell’autunno altarese, anche quest’anno durante tutta la giornata si potrà osservare la lavorazione del vetro soffiato e si potrà visitare gratuitamente il Museo dell’Arte Vetraria. Inoltre, alle ore 16,00, ritorna il tradizionale “Bagno della Piazza”, rievocazione storica della tipica cerimonia dei vetrai, presso la fornace di Villa Rosa.

postato da: ocraweb alle ore 06:20 | link |
categorie:
giovedì, 12 novembre 2009




CLUB TENCO
XXXIV RASSEGNA DELLA CANZONE D'AUTORE
Teatro Ariston
Via Matteotti 107 - Sanremo
12 -14 novembre 2009

La XXXIV Rassegna della canzone d'autore - Tenco 2009 si svolgerà come di consueto al Teatro Ariston di Sanremo.
Le date sono 12-13-14 novembre 2009.

CALENDARIO:

Giovedì 12:
ALICE
FRANCO BATTIATO (premio tenco)
ELISIR (targa tenco)
GLI EX
ANGELIQUE KIDJO (premio tenco)
PIJI
YO YO MUNDI

Venerdì 13:
VINICIO CAPOSSELA
VITTORIO DE SCALZI
GINEVRA DI MARCO (targa tenco)
MAX MANFREDI (targa tenco)
ALESSANDRO MANNARINO
DANIEL MELINGO
MOMO

Sabato 14:
ENZO AVITABILE (targa tenco)
FRANCO BOGGERO
EDGARDO MOIA CELLERINO
DENTE
JUAN CARLOS “FLACO” BIONDINI (premio “i suoni della canzone”)
MORGAN
MAURO PAGANI
BADARA SECK
Z-STAR

interventi di PAOLO HENDEL

presentazioni: Antonio Silva
regia teatrale: Pepi Morgia
scenografia: Michelangelo Ricci
Audio e luci: Milano Music Service
Riprese televisive: Raidue
postato da: ocraweb alle ore 07:32 | link |
categorie:
mercoledì, 11 novembre 2009




CINEFORUM IMPERIA
STAGIONE 2009-2010
Ciname Centrale
Via Cascione - Imperia P.M.
9/11/2009 - 31/5/2010

Inizia l’autunno e come ogni anno, da ormai più di quarant’anni, puntuale inizia la stagione del Cineforum Imperia. La mission di questo Cineforum, tra i più grandi e attivi in Italia, è diffondere la cultura cinematografica sottolineando ancora una volta come il Cinema, anche nell’epoca di internet e dei DVD/Blu-ray, è meglio se visto in sala. In questa società sempre più chiusa nel proprio salotto di casa, la sala cinematografica è uno spazio sociale che dà ancora l’occasione di parlare e confrontarsi con altri spettatori; in più nessun Home Theatre, nemmeno quelli più evoluti, possono competere con le dimensioni e il fascino dello schermo cinematografico. Inutile girarci intorno, vedere un film su grande schermo è comunque più bello che vederlo in tv, a prescindere da quanto grossa sia la tv!
In una città con un unico esercente cinematografico, il Cineforum Imperia dà la possibilità agli imperiesi (e non solo) di godersi su grande schermo alcuni tra i migliori film, di questa e della precedente stagione cinematografica, che non sono stati proiettati a Imperia (e neanche a Diano Marina). La penuria di sale non permette a tutti i film meritevoli di circolare nella nostra zona anche perché spesso, per giustificate ragioni commerciali, vengono proiettati film anche brutti ma di sicuro successo al bottighino (vedi i film natalizi). Il Cineforum al contrario degli esercenti, non essendo legato alla vendita di biglietti, ha la possibilità di scegliere i propri film solo per la loro qualità: ogni film in stagione è stato valutato, discusso e infine scelto per la sua bellezza, per i meriti artistici, per importanza dei contenuti, per la sua influenza nella storia del cinema, per i premi vinti e per i pareri della critica. Con 27 film, provenienti da ogni parte del mondo dall’Etiopia all’Irlanda, di ogni genere dalla commedia all’animazione, di registi affermati così come opere prime, la stagione del Cineforum Imperia darà davvero la possibilità ai suoi soci di avere una panoramica completa sul meglio del cinema mondiale.
Per coinvolgere più popolazione possibile anche quest’anno il Cineforum Imperia prosegue sulla strada di tenere il costo della tessera associativa al minimo possibile, ovvero 40 € (30 € per i giovani sotto i 26 anni e gli studenti DAMS) per tutto l’anno. Con 40 € per 27 film da vedere al cinema (meno di 1,5 € a film!) il Cineforum Imperia si conferma ancora come uno dei Cineforum più economici d’Italia.
Nonostante il prezzo così contenuto, l’offerta, sempre interessante e varia, quest’anno si arricchisce ulteriormente con ben quattro eventi speciali.
Il primo è la proiezione del film “Diario di un maestro” in collaborazione con le associazioni Artwhere e Apertamente nell’ambito di una manifestazione in cui si affronterà il tema dell’educazione e del ruolo della scuola attraverso dibattiti, incontri e, come nel nostro caso, proiezioni. “Diario di un maestro” di Vittorio De Seta (film del 1972, restaurato) è da molti considerato infatti il miglior film italiano sulla scuola.
Il secondo evento speciale sarà la proiezione del film “Tutta colpa di Giuda” a cui interverrà in sala il regista stesso Davide Ferrario per introdurre la pellicola, raccontarci aneddoti sulla realizzazione e rispondere ad eventuali domande del pubblico. Il film è un esperimento molto importante in quanto girato all’interno di un carcere e con un cast composto anche da alcuni detenuti (“un film ‘nel' carcere e non ‘sul' carcere” dice il regista); una pellicola divertente interpretata da Kasia Smutniak, Fabio Troiano e Luciana Littizzetto. Avere ospite Davide Ferrario è motivo di orgoglio per il Cineforum in quanto si tratta di uno dei registi (ma è anche sceneggiatore, produttore e critico cinematografico) più apprezzati in Italia, con film quali “La strada di Levi”, “Se devo essere sincera” e “Tutti giù per terra”.
Il terzo evento speciale è un qualcosa di inedito per il Cineforum Imperia, ovvero una serata tutta dedicata al video clip musicale, un genere spesso snobbato ma al cui interno è possibile trovare veri e propri minifilm di altissima qualità artistica. Si è deciso di esplorare il genere attraverso la videografia di Michael Jackson, uno degli artisti che maggiormente ha legato il suo modo di fare video con il cinema. Basterebbe leggere i crediti dei video che vedremo per capire quanto siano strettamente legati al Cinema: i corti sono infatti girati da registi del calibro di Spike Lee, Martin Scorsese e John Landis, interpretati da attori come Marlon Brando, John Travolta, Wesley Snipes ed Eddie Murphy. Così come gli attori e i registi, anche i direttori della fotografia, sceneggiatori e montatori di questi video provengono dritti dal cinema, dove alcuni di loro hanno vinto Oscar e svariati altri riconoscimenti cinematografici; scopriremo così aneddoti, cosa e chi c’è dietro a successi quali “Thriller”, “Bad” o “Black or White”.
Il quarto e ultimo evento speciale, al contrario del precedente, non è una novità per il pubblico del Cineforum: l’annuale rassegna in collaborazione con il D.A.M.S. di Imperia. Per l’ottavo anno consecutivo il Cineforum e il D.A.M.S. hanno lavorato assieme per proporvi una rassegna di tre film fondamentali per la storia del cinema all’interno di un tema conduttore che quest’anno è la Nouvelle Vague che festeggia il suo 50esimo anniversario. I tre film, “I 400 colpi”, “Fino all’ultimo respiro” e “Hiroshima mon amour”, saranno introdotti da professori e studenti del D.A.M.S. che faran no omaggio al pubblico di libretti monografici sui film.
Non dimentichiamo infine che dal 20 al 24 aprile il Cineforum Imperia organizzerà al Cinema Centrale la 5° edizione del Video Festival Città di Imperia, una 5 giorni di proiezioni gratuite di decine e decine di film e cortometraggi provenienti da tutto il mondo. Alle proiezioni si aggiungeranno inoltre alcuni eventi collaterali con ospiti di primo piano (gli anni passati hanno partecipato personaggi quali Antonio Ricci, Andrea Cavaletto, Marco Leopardi e Simone Gandolfo).

Marco Frassinelli

LA STAGIONE

NOVEMBRE
9 Stella
16 Tulpan
18 Diario di un maestro
23 The Wrestler
30 Katyn

DICEMBRE
14 Tutta colpa di Giuda
21 Louise - Michel

GENNAIO
11 Rachel sta per sposarsi
18 Lasciami entrare
25 Racconti dell'età dell'oro

FEBBRAIO
1 Mar Nero
8 Michael Jackson's Videoclip
15 Vuoti a rendere
22 Videocracy - Basta apparire

MARZO
1 Il mio vicino Totoro
8 Il canto di Paloma
15 I 400 colpi
22 Puccini e la fanciulla
29 Garage

APRILE
12 Fino all'ultimo respiro
19 Il giardino di limoni
20/24 5° VIDEOFESTIVAL
26 Fortapàsc

MAGGIO
3 Hiroshima Mon Amour
10 Amore e altri crimini
17 Teza
24 Frozen River
31 Focaccia Blues

postato da: ocraweb alle ore 06:48 | link |
categorie:
martedì, 10 novembre 2009

LA PASSEGGIATA DEGLI ARTISTI
un intervento di MAURO BARACCO

Nello scorso mese di ottobre sono apparsi alcuni articoli di stampa inerenti lo stato in cui (non da oggi) versa la Passeggiata degli Artisti di Albissola Marina; il tempo di qualche polemichetta di prammatica e poi il silenzio sull'argomento è tornato, in attesa della prossima puntata.
Siccome sono personalmente convinto che sarebbe saggio non calare mai l'attenzione collettiva su questioni che attengono il patrimonio culturale, mi permetto di fare alcune considerazioni ed avanzare una proposta operativa, sperando siano considerate utili:
• i famosi cartelli illustrativi dei pannelli della Passeggiata: credo il problema di fondo sia che sono proprio inopportuni, a volte invasivi rispetto alle opere stesse e, per come concepiti, di difficile manutenzione e pulizia
• i nuovi mosaici sulla Passeggiata: quest'opera corale fu definita al termine di un lungo lavoro di selezione su bozzetti dei migliori artisti ed artigiani dell'epoca; trovo culturalmente errato che successivamente siano state poste opere che mai furono ideate per questa funzione; se successivamente si volevano omaggiare ulteriori artisti, si poteva anche fare in altra maniera. Sarebbe buona cosa, in definitiva, non andare a disturbare personaggi ormai non più in grado di difendersi rispetto alle malefatte dei viventi
• sempre in considerazione del lavoro di selezione effettuato a suo tempo, riterrei corretto non considerare opere facenti parte della Passeggiata degli Artisti tutto ciò (bello o brutto che sia) che i privati, in assenza di una normativa di tutela della Passeggiata, negli anni hanno collocato un po' dappertutto, negli spazi di loro pertinenza limitrofi alla Passeggiata stessa; di più: credo dovrebbe essere messa finalmente in atto una normativa apposita che impedisca questi veri e propri “scempi culturali”
• mille e mille altri potrebbero essere gli argomenti da prendersi in considerazione per quanto attiene la Passeggiata degli Artisti e più in generale il “tesoretto” artistico disseminato per il territorio di Albissola Marina; credo che una considerazione di fondo ed una proposta vadano fatte: le Amministrazioni Locali, per quanto illuminate e volenterose, non possono essere in grado, da sole, di affrontare l'onere della manutenzione e conservazione di questo patrimonio. Ognuno di noi, però, potrebbe farsi meritoriamente carico di parte di tale impegno; non è retorico: vorrei ricordare che nella primavera del 1996, grazie all'impegno ideale ma anche economico di un gruppo di amici, fu' restaurato il pannello di Ansgar Elde posto nel sottopasso. Perchè altri non seguono l'esempio di questi “antesignani”?!..perchè non pensare ad una sorta di gemellaggio tra opere d'arte singolarmente individuate e Istituti Bancari, Fondazioni, Associazioni culturali e/o di categoria, imprenditori presenti ed attivi sul territorio che si facciano carico nel tempo, con merito e non disprezzabile ritorno di immagine di un'incombenza di tale natura?!..
All'Ente Locale, resterebbe il compito di coordinamento e disciplina dell'operato collettivo. Qualche risultato concreto riusciremmo a raggiungerlo, senza fare di tutto ciò oggetto di polemiche periodiche e inconcludenti, utili solo alle solite “beghe” tra opposte fazioni.

postato da: ocraweb alle ore 07:05 | link |
categorie:
lunedì, 09 novembre 2009




LA CADUTA DEL MURO
Sala Mostre - Biblioteca Civica
Piazza De Amicis - Imperia
9 - 13 novembre 2009

Da lunedì 9 a venerdì 13 novembre presso la Biblioteca Civica di Imperia avrà luogo, in orario 9.30-18 presso la Sala Mostre, l’esposizione delle pagine dei giorni della caduta del muro di Berlino nei quotidiani e nei periodici custoditi nell’archivio della biblioteca.

Così l’Assessore al Turismo e Cultura Marco Scajola: “Non una mostra in senso tradizionale, ma piuttosto una condivisione informale ma fortemente rievocativa della caduta del muro. Ci sembrava importante che anche la Biblioteca potesse dare il proprio contributo alla riflessione e al ricordo: gli imperiesi potranno vedere, sfogliare, leggere le pagine dei giornali, sulle quali rimasero impresse immagini e testimonianze di quell’evento, tornando indietro nel tempo e nella Storia”.

postato da: ocraweb alle ore 07:40 | link |
categorie:
domenica, 08 novembre 2009

INTEMELION N. 15

È disponibile il nuovo Quaderno annuale di Studi Storici “Intemelion”. Con questo numero la rivista è giunta alla quindicesima uscita.
Le prime trenta pagine della sezione «Studi» sono dedicate ad un saggio di Giuseppe Palmero intitolato “Tracce archeologiche di un medioevo magico in un edificio privato. Spunti per la lettura critica di un’antica protome a Ventimiglia ed altre riflessioni storiche”, corredato da un ricco apparato di riproduzioni fotografiche.
A seguire troviamo “Giovanni Torriano da Venezia e l'organo della Cattedrale di Ventimiglia (1502-1504) ” di Maurizio Tarrini; mentre il terzo saggio, accompagnato da diverse tavole a colori, è di Christiane Eluère ed ha per tema “Gli affreschi delle volte di San Bernardo a Pigna. Qualche riflessione”. È poi la volta di Fulvio Cervini con “Nizza 1538. Francisco de Hollanda e l'estetica della guerra”, anch’esso dotato di un ricco corredo iconografico.
I tre studi che chiudono questa sezione sono nell’ordine “L'esecrato giogo della bannalità. Analisi di una controversia Ottocentesca tra i Doria e le comunità del Marchesato di Dolceacqua” di Paolo Veziano; “La Cattedra ambulante di agricoltura per la provincia di Porto Maurizio (1901-1935): la sua istituzione e la sua evoluzione durante la direzione di Mario Calvino (1901-1908)”, di Daniela Canestri; “Espressioni di filantropia e di ecumenismo cristiano nell'estremo Ponente ligure tra Ottocento e Novecento” di Alberto Guglielmi.
Nella parte relativa all’«Archivio delle memoria» vi sono poi gli articoli “Tradizioni e filosofia popolare: i proverbi - 1. L'agricoltura, la meteorologia e il calendario” di Fausto Amalberti; e “Fuochi d'estate” di Luigino Maccario.
Nella terza ed ultima sezione (e cioè in «Cronache e Strumenti») abbiamo ancora altri quattro interventi: “Ventimiglia "capitale sans frontières d'un jour" dell'archeologia e della storia delle Alpi Marittime” di Philippe Pergola; “Lo spazio transfrontaliero. Un laboratorio di studio dei luoghi” di Beatrice Palmero; “I primi passi dell'Asso-Lab StArT AM”, di Luciano Gabrielli; e per chiudere “Il Senato di Nizza, custode della legge e dei confini” di Marco Cassioli.

postato da: ocraweb alle ore 06:27 | link |
categorie:
sabato, 07 novembre 2009




CONCERTO IN SEMINARIO
Adriano Meggetto, Flauto
Tiziana Zunino, Organo
Seminario Pio XI
Via Aureliia 143 - Bordighera
sabato 7 novembre 2009, h. 17,30

Sabato 7 novembre 2009, alle ore 17,30, nella Cappella del Seminario Vescovile, Pio XI di Bordighera, l'Unitre Intemelia ha organizzato un Concerto Spirituale con i maestri Adriano Meggetto al flauto e Tiziana Zunino all’organo, che eseguiranno brani di Mozart, Lachner, Bach, Martortel, Massenet e Franck.
Un momento di raccoglimento dedicato alla memoria e l’opportunità di ascoltare, nella Cappella del Seminario, il grande organo Giacobazzi, stupendo risultato del recupero dei due organi provenienti dall’ospedale Saint Charles e dalla Villa Spinola di Bussana.
Lo strumento, dalla innovativa disposizione fonica, è di grande pregio; con le sue 3.500 canne è secondo, per grandezza, al solo organo del Pontificio Istituto di Musica Sacra in Roma. Il concerto è aperto ai soci ed a quanti vorranno partecipare.

postato da: ocraweb alle ore 06:18 | link |
categorie:
venerdì, 06 novembre 2009

"Restauri che ristorano"
ORAZIO DE ROSSI
LA MADONNA DI SAN PIETRO IN ANDORA
Museo Diocesano
via Episcopio n° 5, Albenga
sabato 7 novembre 2009, H. 17,00

Il 7 novembre alle ore 17,00 presso il Museo Diocesano di Albenga, si terrà il primo degli appuntamenti con i “Restauri che ristorano” serie di presentazioni di restauri di opere d’arte della Diocesi di Albenga-Imperia, effettuati dall’Ufficio Beni Culturali della Curia. La prima opera che verrà presentata è un dipinto su tavola del 1606 di Orazio De Rossi, l’ultimo dei cosidetti Pancalino, genealogia di pittori di origine toscana attivi dalla fine del ‘400 nella Liguria di Ponente.
L’opera, raffigurante la Madonna con il Bambino tra i santi Luca e Pietro e proviente dall’oratorio di S. Pietro in Andora, torna alla luce dopo un lungo lavoro, reso necessario dalle cattive condizioni in cui l’opera si trovava, il restauro è stato eseguito dal laboratorio Bonifacio di Bussana.
La presentazione del restauro sarà curata dal Dr. Rolandi Ricci (lo scopritore dell’opera nonché uno dei massimi esperti sulla bottega Pancalino) e dal restauratore Bonifacio.
L’opera rimarrà esposta al Museo Diocesano di Albenga fino al 28 novembre prima di far ritorno alla sua parrocchia d’origine.

postato da: ocraweb alle ore 07:10 | link |
categorie:
giovedì, 05 novembre 2009

UNO SGUARDO ALL'AFRICA
Rassegna di cinema africano
a cura di Daniela Ricci
V edizione
Nuovo Filmstudio
piazza Diaz 46r, Savona
5 - 26 novembre 2009

La quinta edizione della rassegna “Uno sguardo all’Africa” è soprattutto un viaggio nell’universo femminile. Donne che si raccontano in libertà e bambine che affrontano con coraggio la complessità della vita, cercandone il cambiamento. “Piccole” protagoniste, tra la “piccola gente” a cui il genio di Mambéty ha dedicato gran parte della sua opera. La rassegna presenterà anche una saga etiope firmata Haile Gerima e una pièce teatrale che ci riporta allo storico e filosofo dogon Hampate Ba. Durante ogni serata gli ospiti presenti, tra cui sceneggiatori, registi e attori, incontreranno il pubblico e la Cooperativa Onlus Bottega della Solidarietà offrirà degustazioni a tema.

calendario degli appuntamenti:

giovedì 5 novembre ore 20,45

EN ATTENDANT LES HOMMES (Aspettando gli uomini)
di Katy Lane Ndiaye, Senegal 2007, 50’, arabo con sottotitoli in italiano
Oualata è la città rossa all’estremo est del deserto della Mauritania. In questo isolotto, effimero baluardo contro le sabbie, tre donne praticano la pittura tradizionale decorando le mura delle case della città. In una società dominata dalla tradizione, dalla religione e dagli uomini (spesso assenti), le tre protagoniste si esprimono con una sorprendente libertà sulla relazione fra uomini e donne e sulla percezione che ne hanno.
Ospite della serata lo scrittore e sceneggiatore Boris Boubacar Diop

giovedì 12 novembre ore 20,45

TEZA
di Haile Gerima, Etiopia/Germania/Francia 2008, 130’, italiano
La cronaca del ritorno dell'intellettuale africano Anberber al suo paese d'origine durante il repressivo regime marxista di Haile Mariam Mengistu, della presa di coscienza del proprio disallineamento e della propria impotenza di fronte alla dissoluzione dei valori umani e sociali del suo popolo. Anberber trascorre alcuni anni in Germania studiando medicina e ritorna in Etiopia per trovare un tumulto invece del paese della sua giovinezza. Il suo sogno di utilizzare le proprie competenze per migliorare le condizioni di salute degli Etiopi viene infranto da una giunta militare che utilizza gli scienziati per scopi politici. Anberber, alla ricerca del calore della propria casa di campagna, non riesce a sfuggire alla violenza. Ben presto il conforto dei ricordi della giovinezza viene cancellato dalle forze avversarie delle fazioni militari e ribelli. Anberber deve decidere se resistere o ricostruirsi una vita partendo dai frammenti che giacciono intorno a lui.
Ospite della serata l’attore Abeye Tedla

giovedì 19 novembre ore 20,45
Serata di cortometraggi:

AMAL
di Ali Benkirane, Marocco/Francia 2004, 17’, arabo con sottotitoli in italiano
In un villaggio del Marocco, Amal e il fratellino vanno a scuola. Amal sogna di diventare dottoressa e gioca con uno stetoscopio. Un giorno, il padre decide che Amal non tornerà più a scuola. Alla ragazza non resta che donare al fratellino il suo amatissimo strumento. E la tradizione continua…

SAFI, LA PETITE MÈRE (Safi, la piccola madre)
di Raso Ganemtoré, Burkina Faso 2004, 30’, moré con sottotitoli in italiano
La madre di Safi muore dando alla luce un maschietto. L’antica, crudele tradizione del suo villaggio decreta la morte del neonato per scongiurare il malocchio. Safi, 8 anni, decide di salvargli la vita, fuggendo con lui in città, dove scoprirà la forza miracolosa della solidarietà.

LA PETITE VENDEUSE DE SOLEIL (La piccola venditrice di sole)
di Djibril Diop Mambéty, Senegal 1999, 40’, bambara/francese, sottotitoli in italiano
Sisi, una ragazza disabile, vive d'elemosina sui marciapiedi di Dakar. All'ennesima violenza subita dai piccoli strilloni che vendono i quotidiani, Sisi decide di diventare anche lei venditrice. Nonostante le stampelle e grazie all'aiuto di un amico, la piccola ce la fa ed inizia per lei una nuova vita.
Ospite della serata il regista Raso Ganemtore

giovedì 26 novembre ore 20,45

SOLE NERO, LUNA ROSSA
spettacolo teatrale liberamente tratto da “Origine leggendaria dell’eclissi” di Amadou Hampate Ba
con Bintou Ouattara e Filippo Ughi, regia Lelia Serra, collaborazione artistica Marta Bevilacqua, disegno luci Fiammetta Baldisserri’
Uno spettacolo teatrale che racconta l’origine dell’eclissi con la storia del matrimonio tra il sole e la luna: nostalgia, conflitto, tenerezze e bestie feroci… una corsa mai finita nei molti cieli possibili della loro dimora. In scena un’attrice e un attore, che con diversi linguaggi teatrali, senza escludere l’ironia, raccontano una storia della tradizione africana, e così le loro visioni e i loro contrasti. Il racconto e la tradizione diventano quindi il luogo dove i personaggi si specchiano e dove cercano nuove forme di relazione che possano generare nuove storie, ancora tutte da scrivere in costante ricerca dell’altro. “Sole nero, luna rossa” è lo spazio in cui si giocano nuove forme di convivenza e quindi nuovi modelli culturali e, raccontando l’origine dell’eclissi come la storia di una crisi matrimoniale tra il sole e la luna, ci parla di una corsa mai finita nelle celesti stanze della loro dimora spaziale e di come noi umani possiamo sopravvivere a un gioco infinitamente più grande di noi.

postato da: ocraweb alle ore 08:11 | link |
categorie:
mercoledì, 04 novembre 2009

 


GUIDO SEBORGA CENTO ANNI DOPO
Biblioteca Berio - Sala dei Chierici
Via del Seminario 16 - Genova
mercoledì 4 novembre 2009, h. 17,00

Mercoledì 4 novembre 2009, alle ore 17.00, nella Sala dei Chierici della Biblioteca Berio Laura Hess, Massimo Novelli, Claudio Bertieri e Leo Lecci rileggono l’attività narrativa, critica e artistica dell’Autore.
La manifestazione prende spunto dal centenario della nascita di Guido Hess (meglio noto come “Seborga”, 1909-1990), intellettuale torinese ma con patria d’elezione nel Ponente ligure, a Bordighera.
Autore di romanzi quali L’uomo di Camporosso e
Il figlio di Caino, pubblicati da Mondadori e accolti alla fine degli anni Quaranta del Novecento come opere innovative e importanti del realismo italiano, è stato anche poeta, pittore, giornalista, agguerrito polemista.
Graphot Editrice-Spoon River ha ripubblicato, appunto nel 2009, i suoi romanzi Morte d’Europa (prima edizione 1959, con il titolo Amori capitali) e Ergastolo (prima edizione 1963).
Il primo è un romanzo che, affrontando tematiche sociali e politiche (l’immigrazione, i conflitti che ne conseguono, la crisi dei valori democratici e resistenziali), si rivela sempre vivo e attuale.
Anche in Ergastolo le rivolte sociali, le proteste operaie, le agitazioni dei lavoratori del porto di Genova confortano e sottolineano la tematica prediletta dall’Autore.
Vicende di contrabbando e di criminalità organizzata completano la fotografia storica del periodo.
Laura Hess, figlia di Guido Seborga, organizzatrice dell’archivio paterno, ha curato, insieme a Massimo Novelli, scrittore e giornalista de la Repubblica, l’edizione di Guido Seborga – Scritti, immagini, lettere (Graphot, 2009).
Claudio Bertieri, critico dello spettacolo, approfondisce l’attività giornalistica di Seborga, analizzando i suoi scritti sul cinema e sul teatro attraverso le corrispondenze inviate da Parigi a vari giornali italiani nei primi anni del dopoguerra.
Leo Lecci, studioso di arte contemporanea e ricercatore dell’Ateneo genovese, esamina la singolarissima produzione grafica e pittorica alla quale Seborga si è dedicato, specialmente nella seconda parte della sua vita.
La Fondazione Novaro ha dedicato a Seborga, nel 2004, un quaderno monografico di La Riviera Ligure (n. 43/44).

postato da: ocraweb alle ore 05:18 | link |
categorie:
martedì, 03 novembre 2009




UN ISPETTORE A CXASA BIRLING
di John Boynton Priestley
regia di Giancarlo Sepe
con Paolo Ferrari e Andrea Giordana
e con Vito Di Bella, Crescenza Guarnieri, Cristina Spina, Mario Toccafondi
Teatro Cavour
Via Felice Cascione 83 - Imperia
mercoledì 4 novembre 2009

La nuova stagione del teatro Cavour di Imperia si apre domani sera con un classico della scena inglese del Novecento, “Un ispettore in casa Birling” di John Boynton Priestley, che unisce con sapienza thriller e dramma borghese.
Rappresentato per la prima volta nell'estate del 1945, in Italia venne interpretato per la prima volta da Salvo Randone e successivamente dalla Compagnia Tieri-Lojodice. In questa edizione viene riproposto, con la regia di Giancarlo Sepe e la traduzione di Giovanni Lombardo Radice, da una coppia di mattatori della scena italiana Paolo Ferrari e Andrea Giordana, accompagnati da un gruppo di giovani attori Crescenza Guarnieri, Vito Di Bella, Mario Toccafondi, Cristina Spina.

La trama: Inghilterra, 1930. La famiglia Birling, composta da Arthur (Andrea Giordana), la moglie Sybil (Crescenza Guarnirei), i figli Sheila (Cristina Spina) ed Eric (Mario Toccafondi), sta festeggiando il fidanzamento della giovane con Gerald Croft (Vito Di Bella), giovane rampollo di un ricco industriale. Inaspettatamente, a fine cena, arriva l'ispettore di polizia Goole (Paolo Ferrari). Eva Smith, una ragazza di ventitré anni, si è suicidata ingerendo del liquido caustico, e Goole vuole porre a tutti delle domande. Domande argute, come se il poliziotto non cercasse risposte, ma le sapesse già e volesse solo farle dire ad alta voce ai presenti. Da questo momento in poi, l'equilibrio della famiglia si spezza. Tutti hanno qualcosa da nascondere, chi più chi meno, e i loro peccati si materializzano grazie all'arguzia dell'ispettore. E la verità viene a galla. Tutti sono colpevoli di qualcosa. Arthur Birling ha licenziato due anni prima Eva Smith perché aveva chiesto due scellini e mezzo di aumento; la giovane ha perso un altro posto di lavoro a causa di Sheila, ha avuto una relazione con il futuro genero Croft e con Eric, da cui aspettava un figlio, ed è stata scacciata da Sybil Birling, perbenista presidentessa di un'associazione che dovrebbe aiutare le donne in difficoltà.
Arthur scoprirà che l'ispettore Goole non è della polizia locale, nessuno lo conosce. E nessuna donna è morta suicida all'ospedale. Quindi il pericolo sembrerebbe scampato. Soltanto Eric e Sheila hanno capito: anche se l'ispettore non esisteva, esisteva però la loro coscienza, che non si poteva più mettere a tacere ora che sapevano quello che potevano avere causato. Anche se Eva Smith non era morta, le loro colpe rimanevano. Quindi perché non tentare di riscattarsi? E mentre si discute se autoassolversi o meno, squilla il telefono. Una donna è morta suicida, lasciando un diario dal quale erano state tratte tutte le informazioni in possesso di Goole. E un ispettore stava arrivando davvero, adesso.
I vizi privati e le pubbliche virtù di una rispettabile famiglia della media borghesia inglesesi mischiano ai disagi delle classi sociali più basse. E tutto ciò sembra non avere né confini né spazi temporali. Ecco perché il testo di John Boyton Priestley, scritto nel 1933 e ambientato nell'Inghilterra del primo Novecento, sembra estremamente attuale.

postato da: ocraweb alle ore 08:51 | link |
categorie:
lunedì, 02 novembre 2009

NICOLA PODESTÀ
SULLE TRACCE DEI TERREMOTI
Cronache sismiche della Liguria
e delle Alpi Marittime
Grafiche Amadeo, 2009

Avvertire un terremoto in Liguria non è troppo infrequente. Di norma sono scosse lievi, senza alcuna significativa ripercussione e si lasciano dimenticare con estrema facilità. Questo libro ha un intento divulgativo. Sotto questo profilo va visto il primo capitolo, il più tecnico che, lungi dal voler essere un compendio di sismologia, vuole proporre una visione d’insieme della nostra situazione geodinamica. La parte preponderante del discorso è inquadrata in una prospettiva storica di semplice lettura, in cui i resoconti sui terremoti si accompagnano a cenni sullo sviluppo della strumentazione e del servizio sismico italiano; notizie doverose, che rendono ben conto di quanto ingegno ed applicazione siano stati necessari per poter conseguire l’attuale livello di efficienza delle reti di rilevamento.

postato da: ocraweb alle ore 08:51 | link |
categorie:
domenica, 01 novembre 2009




CANTORES BORMANI
Palazzo Borea d'Olmo
Corso Matteotti 147 - Sanremo
domenica 1 novembre 2009, h. 11,30

Domenica 1 novembre alle 11.30 nell'atrio di palazzo Borea d’Olmo in corso Mattotti 147 a Sanremo nuovo appuntamento con i "Concerti Aperitivo". Nell'occasione il Coro Polifonico "Cantores Bormani" esegue musiche di Orlando di Lasso, Giovan Domenico da Nola e Baldassarre Donato.

postato da: ocraweb alle ore 08:08 | link |
categorie: