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Notizie e commenti sulle arti nel Ponente ligure e dintorni

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sabato, 28 febbraio 2009

AURELIO CAMINATI / CARLOS CARLÉ
Circolo degli Artisti
Pozzo Garitta - Albissola Marina
dal 28 febbraio al 15 marzo 2009

Il Circolo degli Artisti e la Fondazione Cento Fiori rendono omaggio a due Maestri attraverso una rassegna che propone opere inedite e recenti, nate dalla passione e dall’arte di Aurelio Caminati e Carlos Carlé.
In mostra due lavori di grandi dimensioni di Carlé, “Muro”, “Colonna”, e una serie di Piastre, accanto a sette sculture della nuova serie “Macchine da guerra” e Piastrelle di Caminati.
Due tipologie di lavori, ad un primo sguardo assai differenti eppure così profondamente vicine nella riflessione sull’essere umano e sull’esistenza.
Le “Macchine da guerra” di Caminati - imbarcazioni, sottomarini, carri armati popolati da piccoli esseri umani ma anche da eserciti di Madonne e di Crocifissi - sono travolte da un dinamismo inglobato nella materia, plasmata dal vento e dall’energia del movimento. La barbarie della guerra è sintetizzata dai volti animaleschi degli omini, aggrappati agli enormi strumenti da guerra, dagli occhi stravolti, dalle bocche deformi e spalancate a gridare odio. Volti di folli che ricordano i personaggi della tela, realizzata a metà degli anni Cinquanta, dal titolo “Il carro dei matti”, tema caro all’artista.
Si contrappone al guizzo di perenne movimento di Caminati “l’immobilità sacra” di Carlé, così come l’ha definita il critico Luciano Caramel. Le sue imponenti opere rimandano ad un mistero primordiale dove la materia si confonde con il trascorrere del tempo, con l’arcano della vita che sembra stratificarsi nello spessore della materia. In un linguaggio che risente della lezione Informale, Carlé incide e lacera la superficie aprendo un varco che interroga la Natura.
Contrapposta anche la tecnica scelta dai due artisti. Per Carlé è il gres, la terra cotta ad alte temperature, il mezzo espressivo da sempre amato: una materia che diviene metafora del trascorrere del tempo, arsa dal fuoco, bruciata dalle intemperie dei secoli, del sole e della pioggia. Guizzi di luminosità, smalti lucidi variopinti, interrompono il monocromo dell’opera, eco di vita antica e presente. Caminati sceglie la leggerezza. Le sue Macchine, in semplice argilla, sono interamente ricoperte da smalti metallici che ne accentuano l’aggressività. Ma le forme aerodinamiche sembrano forare il mare e il cielo per elevarsi in un folle volo dove la battaglia per il bene si confonde con quella del male. E la guerra in nome di Dio diviene la conflagrazione di Satana.
Ed è proprio nella meditazione sull’essere umano che si incontrano le filosofie dei due autori. La riflessione sull’esistenza e sull’eterno mistero della vita di Carlé si confronta con l’uomo folle - di ieri, di oggi, di sempre - di Caminati, in un interrogativo sulla storia dell’uomo che non trova risposta nell’arte dei due Maestri ma che lascia un dolce e doloroso brivido di poesia.

Silvia Campese

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venerdì, 27 febbraio 2009

INCONTRO SU KATHERINE MANSFIELD
Sala Pompeo Mariani
Istituto Internazionale di Studi Liguri
via Romana 39 - Bordighera
sabato 28 febbraio 2009, h. 16,00

Sabato 28 febbraio, nella Sala Pompeo Mariani del Centro Nino Lamboglia la Sezione Intemelia dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri in collaborazione con il Museo Civico Archelogico 'Girolamo Rossi' di Ventimiglia, il Museo Civico di Sanremo e la Libreria 'Amicolibro' di Bordighera organizza un incontro sulla figura di Katherine Mansfield (1888-1923), la scrittrice di origini neozelandesi che, trasferitasi in Inghilterra, trascorse, per ritrovare la salute perduta, gli ultimi anni della sua vita tra Mentone, Ospedaletti e Sanremo, lasciando pagine di poesia e racconti di struggente bellezza.

Katherine Mansfield è considerata una delle migliori scrittrici di racconti brevi del suo periodo e le sue opere, come Miss Brill, Prelude, The Fly sono raccolte in numerose importanti antologie. Esordì nel 1911 col volume Una pensione tedesca, cui seguirono Beatitudine (1920), Garden-party (1922) e, postumi, Il nido delle colombe (1923) e Qualcosa di infantile ma di molto naturale (1924).

Relatrice sarà la prof. Roberta Trice, la studiosa che ha curato il bel catalogo della mostra dedicata alla poetessa recentemente allestita nelle sale del Museo Civico di Sanremo, in cui attraverso le opere, i diari, la corrispondenza, foto d’epoca e dall’archivio privato della scrittrice, ricostruisce la vicenda umana e letteraria della Mansfield, sottolineando il periodo del suo soggiorno in Riviera. Interverranno pure la Conservatrice del Museo Civico di Sanremo, Loretta Marchi, che ha curato l’allestimento della mostra, la Conservatrice del Museo Archeologico 'Girolamo Rossi' di Ventimiglia, Daniela Gandolfi che con Corrado Ramella della libreria 'Amicolibro' di Bordighera ha organizzato la presentazione.

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giovedì, 26 febbraio 2009

PALAZZO NOTA: STORIA E FUTURO DI UN EDIFICIO
Museo Civico di Palazzo Borea d'Olmo
Via Matteotti 143 - Sanremo
giovedì 26 febbraio, h. 16,30

La sezione di Sanremo dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri organizza una conferenza a cura dell’Arch. Sandro Lorenzelli dal titolo 'Palazzo Nota: storia e futuro di un edificio'.
Il vecchio Palazzo Comunale è interessato da alcuni anni da una serie di progetti di recupero e restauro in vista di una sua futura destinazione a Museo Civico e Pinacoteca. Gli ulteriori progetti di restauro delle parti interne dell’edificio hanno visto l’interessamento dall’assessore Cassini, mentre la competenza tecnica per il Comune è stata seguita dall’Ing. Terracciano. Tutto il progetto di restauro dall’inizio fino ad oggi è stato redatto dagli Arch. R. Bracco, M.C. Lanteri e S. Lorenzelli.
L’incontro si svolge giovedì alle 16.30 presso la sala conferenze del Museo Civico di Palazzo Borea d’Olmo, Via Matteotti 143.

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mercoledì, 25 febbraio 2009

I GIOVEDÌ DELLA BIBLIOTECA
Centro Rocco Malacrida
Piazza Caduti Partigiani - Quiliano
giovedì 26 febbraio 2009, h. 21.00
conferenza del Prof. Leandro Pirola

Primo appuntamento con i “Giovedì della biblioteca” di Quiliano, eccezionalmente in programma presso il cento polivalente “Rocco Malacrida” di piazza Caduti Partigiani. Nel prossimo incontro, in calendario giovedì 26 febbraio alle 21, il professor Leandro Pirola, dell’associazione “Aemila Scauri”, relazionerà sul tema “Storia ed archeologia romana: curiosità ed approfondimenti”.

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martedì, 24 febbraio 2009

FRANÇOISE PÉTROVITCH
RÉVÉRENCE
Atelier Soardi
8, rue Désiré-Niel - Nice
24 janv. - 14 mars 2009

Intitulée «Révérence», l’exposition de Françoise Pétrovitch inaugure cette collaboration avec un projet conçu sur mesure pour L’Atelier Soardi. Il s’agit du premier volet du cycle «Se tenir tranquille au mur» qui conviera des artistes d’envergure nationale ou internationale à dialoguer avec Henri Matisse. À la fois hommage à Matisse et relecture de La Danse, l’exposition met en scène un grand walldrawing rouge qui court dans l’espace de la galerie ; le rouge étant une couleur récurrente dans le travail de Françoise Pétrovitch. Cette peinture murale part du haut des cimaises, à la manière d’une farandole dessinée, laissant entrevoir les jambes d’enfants qui se donnent la main pour former une ronde.

Issue d’une photographie du début du XXe siècle appartenant à l’histoire de la danse moderne, cette installation très graphique est réalisée au pinceau dans un style nettement inspiré des grandes compositions que Matisse exécute dans la dernière partie de sa vie. Le dessin mural qui joue avec la réserve blanche que forment les murs de l’ancien atelier de Matisse est ponctué de grandes aquarelles encadrées appartenant à la série «Tenir debout». Ces travaux sur papier représentent là encore des cadrages sur des jambes de jeunes femmes dont l’ombre qui se projette au sol donne lieu à d’intrigantes taches informes. Tout se passe ici comme si on avait affaire à une succession de plans américains inversés où l’on verrait enfin ce qui d’ordinaire est rogné, en l’occurrence les jambes et les pieds des acteurs. Le dispositif n’est pas sans évoquer la mise en scène intitulée Pieds que Marinetti réalisa en 1915 pour le théâtre et qui ne laissait entrevoir que la partie basse du corps des acteurs et du mobilier.

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lunedì, 23 febbraio 2009

TOSCA
Melodramma eroi-comico in 3 atti
Libretto di V. Sardou, L. Illica, G. Giacosa
Musica di Giacomo Puccini
Teatro Centrale
Via Matteotti 17 - Sanremo
lunedì 23 febbraio 2009, h. 21,00

Giunge al terzo appuntamento la 'Stagione d'Opera 2008/2009' a cura dell'Orchestra Filarmonica Italiana presso il Teatro Centrale di San Remo, con la rappresentazione 'Tosca' di Giacomo Puccini, domani, lunedì 23 febbraio, alle ore 21.00. Da segnalare tra gli interpreti: Anna Pirozzi nel ruolo di Floria Tosca; Ottavio Palmieri nel ruolo di Mario Cavaradossi; Lorenzo Battagion nel ruolo di Scaria. La direzione dell'orchestra e del coro è affidata al Maestro Alessandro Arigoni. La regia è di Claudio Sportelli. La scenografia di Manuela Romare.

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domenica, 22 febbraio 2009




TEATRO DEI VAGANTI
IL LUPO E I SETTE CAPRETTI
Teatro Ambra
Via Archivolto del Teatro, 8 - Albenga
domenica 22 febbraio 2009, h. 21,00

Prosegue la stagione teatrale ingauna, organizzata, presso il teatro Ambra, dell’associazione culturale “Kronoteatro” nell’ambito del calendario de “La Riviera dei Teatri” della Provincia di Savona, con il sostegno del Comune di Albenga.
Due gli appuntamenti in febbraio. Si comincerà domenica 22, alle 16, (spettacolo che verrà proposto in replica il giorno successivo alle 10) con “Il lupo e i sette capretti”, produzione del “Teatro dei Vaganti” dall’omonima fiaba dei fratelli Grimm.
Lo spettacolo, dedicato in particolare ai più piccoli, è di Giovanni Signori, con Mariella Soggia e con Elisa Cavazza, animatrice e burattinaia. Pupazzi e burattini intergiranno con le attrici sul palco, insieme ad un grande oggetto magico che, come un libro illustrato, saprà mostrare le stanze della storia.
Il secondo appuntamento andrà invece in scena venerdì 27 febbraio alle 21, quando “Babilonia Teatri” presenterà “made in italy”, già vincitore del “Premio Scenario 2007″. La compagnia si è formata nel 2005, complice un progetto sulla guerra in Iraq intitolato “Cabaret Babilonia”, attorno a Valeria Raimondi ed Enrico Castellani, ed è diventata in poco tempo una tra le compagini più interessanti del panorama nazionale.
Nello spettacolo si affronteranno in modo ironico, caustico e dissacrante le contraddizioni del nostro tempo, fotografando il bisogno di catalogare, sistemare, ordinare tutto.

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sabato, 21 febbraio 2009




INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO
a cura di Marzia Frozen
Tonne Ennagonale
Piazza Baden Powell - Santo Stefano al Mare
dal 20 febbraio al 10 marzo 2009

Artisti: Lisbeth dal Pozzo d'Annone, Irene Ega, Laura Gioso, Marco Mattei, Andreana Parricelli, Javier Ramirex, Fabio Tagliapietra, Valeria Tomasi, Franco Tommolini, Sonia Valsecchi

Marzia Frozen è lieta di annunciare una mostra collettiva dedicata ad una generazione di artisti che utilizzano la pittura come istrumento per esprimere incontri ravvicinati del terzo tipo. La mostra verra' presentata alla Torre Ennagonale di Santo Stefano al Mare, e caratterizzerà una selezione di dipinti, scelti per questa particolare occasione.
Le osservazioni celesti di più difficile spiegazione sono state registrate e documentate nel corso della storia. Per alcune, si trattava di fenomeni di indubbia origine astronomica: comete, meteore luminose, uno o più dei cinque pianeti osservabili a occhio nudo, congiunzioni planetarie, o fenomeni ottici che si manifestano solitamente a livello atmosferico come il parelio e le nubi lenticolari. Un esempio è la cometa Halley, registrata per la prima volta dagli astronomi dell'antico Impero Cinese nel 240 a.C., ma probabilmente avvistata sin dal 467 a.C.
Altre testimonianze storiche sembrano sfidare ogni tipo di spiegazione scientifica, ma non è facile valutare obiettivamente tali fonti: qualunque fosse la loro vera origine, in passato simili avvistamenti sono stati spesso classificati tra i prodigi soprannaturali, alla stregua di apparizioni angeliche o di presagi religiosi di varia natura. La giornalista Daniela Giordano scrive che molti dipinti del Medioevo sembrano raffigurare strani velivoli e insoliti fenomeni celesti di difficile interpretazione; in più, si rende conto come spesso la descrizione di questi oggetti lenticolari sospesi nell'aria, dal profilo tondeggiante piatto o a cupola, ricordi in maniera sconvolgente i rapporti sugli avvistamenti di UFO dei secoli più recenti. Gli storici dell'arte, tuttavia, continuano a spiegare tali 'anomalie grafiche' come simboli di carattere religioso, che si troverebbero frequentemente rappresentati in molti altri dipinti dell'Età Medioevale e del Rinascimento.
Oggi, alcuni insistono nell'affermare che forme di vita extraterrestri visitano regolarmente il nostro pianeta: gli UFO non sarebbero nient'altro che mezzi di trasporto alieni, a volte utilizzati da questi ultimi per rapire e studiare gli esseri umani. Molti attribuiscono il fenomeno dei cerchi nel grano direttamente all'intervento extraterrestre (fulmini globulari, sfere di luce o BOL); più realisticamente, l'unico contatto possibile con la vita extraterrestre all'interno del sistema solare sarebbe quello con microrganismi per ora solo ipoteticamente esistenti su altri pianeti o sulle rispettive lune. Pure se questa fosse l'unica possibilità, non è escluso che potrebbe comunque rivelarsi pericolosa, considerati i rischi di contagio da parte di batteri extraterrestri particolarmente aggressivi: una minaccia fortunatamente remota, dato che eventuali batteri o virus alieni avrebbero quasi certamente caratteristiche biochimiche talmente diverse dalle nostre da risultare innocui.
La distorsione della luce causata dalla turbolenza dell'aria può indurre i corpi celesti a muoversi più lentamente, così come è in grado di provocare un effetto percettivo visivo denominato "effetto autocinetico": si tratta di piccoli e involontari movimenti dell'occhio, che si originano dopo aver fissato lo sguardo su una fonte di luce puntiforme (simile a quella emanata da una stella) contro un sfondo nero, senza una struttura di riferimento. In alcuni soggetti, tali spostamenti oculari possono indurre una sorta di illusione ottica per effetto della quale stelle e pianeti sembrano ad un certo punto cominciare a muoversi e poi arrestarsi, modificare il loro senso di rotazione oppure l'alone luminoso che li circonda.
Molti scettici spesso attribuiscono le forme geometriche dei cherchi nel grano come "le figure a otto", "le linee serpeggianti" o "il movimento di caduta del foglio" a questi meccanismi e respingono l'ipotesi di un avvistamento UFO, ma non esiste alcuna certezza scientifica in merito. I movimenti e gli effetti causati dai fenomeni atmosferici e dall'autocinesi possiedono una gamma molto limitata; di conseguenza, in linea di principio, tali manifestazioni non potrebbero creare un vero movimento geometrico naturale quali un modello o figura a quadrato o a otto, anche se forse alcuni studiosi vogliono attribuire simili configurazioni a movimenti casuali. Nel caso dell'autocinesi, ad esempio, l'effetto è temporaneo e si annulla spostando lo sguardo per fissarlo nuovamente su un altro punto; essa inoltre può verificarsi soltanto in assenza di oggetti vicini. Così, in chi osserva un oggetto luminoso nei pressi di un orizzonte visibile o all'interno di un campo di stelle fra loro molto vicine, è assai improbabile che il fenomeno dell'autocinesi possa causare un'illusione ottica di movimento.
La distorsione atmosferica inoltre tende a provocare un movimento limitato soltanto a pochi secondi, e di 1 grado di ampiezza (è lo stesso effetto che ci fa percepire il tipico scintillio delle stelle), mentre l'autocinesi è ancora più ristretta. Si è pure notato che escursioni molto grandi e prolungate di movimento escluderebbero, come possibili spiegazioni, entrambi i fenomeni.
Nubi particolarmente suggestive possono poi a volte confondere l'osservatore generando un movimento indotto: si ritiene inoltre che ciò inciti occasionalmente i soggetti coinvolti a credere che un oggetto possa improvvisamente sparire o addirittura effettuare una partenza a velocità supersonica.
Un altro tipo di movimento percepito erroneamente coinvolge spesso chi si trova alla guida di un veicolo: quest'ultimo può così arrivare a convincersi di essere stato inseguito da un UFO anche se in realtà si trattava della luce di un corpo celeste fisso. Anche agenti di polizia ed altri testimoni normalmente attendibili possono essere ingannati occasionalmente da avvistamenti di stelle e pianeti luminosi.
Gli artisti hanno sempre narrato e interpretato la storia contemporanea attraverso i loro dipinti: già nel 1700 Aet de Gelder, pittore fiammingo, rappresentò nel suo "Battesimo di Cristo" un UFO con quattro raggi luminosi proiettantisi sul terreno attorno alle figure di Giovanni Battista e di Gesù. Oggi, all'inizio del XXI secolo, gli artisti continuano a dipingere questi "incontri ravvicinati del terzo tipo".

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venerdì, 20 febbraio 2009




JOHN DOUGLAS
DEAD & WOUNDED
Galerie Depardieu
64, Boulevard Risso - Nice
du 20 février au 13 mars 2009

Plus que jamais armé de ses convictions pacifistes et de son éternel fusil M16 l’artiste multimédia activiste John Douglas reviens sur la Côte d’Azur !
Il réinvesti la Galerie Depardieu du 20 février au 13 mars 2009 avec une nouvelle série de travaux photos et vidéos. Vernissage le 19 février à partir de 18h.
Suite de la Homeland Security Collection, critique imagée et pertinente de la politique sécuritaire américaine, Dead & Wounded correspond à la période de transition phare entre la fin de l’ère Bush et le début de l’investiture Obama.
Du tableau photographique arborant un nu armé, cloné et multiplié aux jeux de superpositions, « Dead & Wounded » se présente comme une succession d’images fortes et de montages sardoniques mettant en scène l’artiste, militant pacifiste.


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giovedì, 19 febbraio 2009

Vaso "vichingo" - Altare 1937

ALTARE PER IL FUTURISMO

Il comitato per le celebrazioni del centenario del Futurismo, con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del Comune di Altare ed in collaborazione con la Pro loco e l’associazione commercianti ed artigiani, darà il via venerdì 20 febbraio ai festeggiamenti per il centesimo anniversario della pubblicazione del Manifesto del Futurismo.
L’appuntamento sarà per le 21, quando verrà proiettato, presso la sala del cinema altarese “Roma-Vallechiara”, sarà proiettato il film “Metropolis” di Fritz Lang, un classico degli anni ’20 del Novecento. Le manifestazioni nella cittadina altarese proseguiranno il 20 marzo con una serata dedicata al teatro fino a giungere a sabato 4 aprile, quando verrà inaugurata la mostra “FuturAltare. L’avventura degli altarini futuristi”.

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mercoledì, 18 febbraio 2009

"Vetrine d'Artista"
a cura dell'Associazione Renzo Aiolfi
ANTONIO AGOSTANI
Sede CARISA
Corso Italia - Savona
17 febbraio - 9 marzo 2009

Prosegue l’iniziativa “Vetrine d’artista”, organizzata dall’associazione culturale “Aiolfi” presso la sede centrale della Cassa di risparmio di Savona, in corso Italia. La mostra, che si svolgerà dal 17 febbraio al 9 marzo, vedrà come protagoniste assolute le opere di Antonio Agostani, pittore tra i protagonisti del Novecento artistico nella città della Torretta.

"Si tratta di uno degli artisti più liberi dagli schemi ricorrenti, che ha iniziato ad esporre dal 1940", spiegano gli organizzatori.
Autodidatta, ha fatto parte del gruppo ligure ‘La Goletta’, assieme a Eso Peluzzi, Raffalele Collina, Ivos Pacetti, G.B. De Salvo e altri. Ha esposto in numerose rassegne locali e nazionali.

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martedì, 17 febbraio 2009




GLI ANIMALI DEL CRACKING ART GROUP AL FESTIVAL DELLA CANZONE
Sanremo, 17 febbraio - 17 marzo 2009

Orsi, delfini, gabbiani, tartarughe, pinguini. E ora conigli. In attesa di capire se riusciranno di nuovo ad invadere Venezia per la Biennale - l'ultima fu risparmiata -, gli artisti del Cracking Art Group portano il loro zoo di plastica a Sanremo, in occasione del 59° Festival della Canzone. Dove prendono il testimone di rappresentanti delle arti visive da Marco Lodola, presente lo scorso anno. Otto enormi conigli dai colori accesi - alti 2,5 metri per 3 di lunghezza e 1,70 di larghezza - verranno collocati nei caratteristici spazi della città, accompagnati fino al 17 marzo da 80 suricati, piccoli animali che vivono in gruppo.

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lunedì, 16 febbraio 2009

EDDY ANSELMI
FESTIVAL DI SANREMO
Almanacco illustrato della canzone italiana
Panini, 2009

A trentasette anni dalla raccolta di figurine Cantanti 72 Panini ritorna a raccontare la storia della musica leggera, con un volume di 960 pagine a colori destinato a diventare un nuovo punto di riferimento imprescindibile per appassionati, addetti ai lavori e storici del Festival di Sanremo.
LE STATISTICHE E LE CURIOSITÀ Oltre all'albo d'oro del festival, le statistiche della manifestazione e le curiosità sulla rassegna.
1951-2009: LA STORIA DEL FESTIVAL 58 capitoli contengono la storia delle edizioni del Festival serata per serata, con l'indicazione completa di canzoni, autori, conduttori, ospiti e premi collaterali, oltre alla presentazione dell'edizione 2009.
Al di là delle canzoni Le principali notizie del periodo festivaliero, il cartellone del cinema anno per anno e la storia dell'Eurofestival, la vera e propria Coppa dei Campioni della canzone europea.
IL DIZIONARIO COMPLETO DEGLI ARTISTI Per la prima volta un dizionario contiene gli oltre 2.200 partecipanti al Festival della Canzone Italiana di Sanremo: cantanti, complessi, musicisti e parolieri delle 1.698 canzoni in concorso dal 1951 al 2008.

Da un punto di vista strettamente filologico, quella "canzone italiana" di cui la manifestazione di Sanremo si propone di essere il Festival non è - né mai propriamente diventerà - un vero e proprio genere musicale con una peculiare cifra stilistica tradizionalmente codificata. La "canzone", col significato affine a quello che le attribuiamo oggi, nasce a cavallo tra XVIII e XIX secolo per celebrare ricorrenze o sentimenti, si afferma in epoca napoleonica e risorgimentale per la sua duttilità a diventare inno politico. Negli anni Cinquanta del secolo scorso, quella che viene definita "canzone italiana" è una combinazione stratificata di stili, che attinge dal teatro leggero, dal café chantant, dal tabarin, per proseguire con l'avanspettacolo e il teatro di rivista. Al di là dell'opera lirica, una tradizione canzonettistica che possa definirsi tipicamente italiana è ben lungi dall'esistere.
La canzone leggera italiana deve molto alla scuola nordeuropea dell'operetta, e orchestrazioni e arrangiamenti risentono delle contaminazioni con i ritmi latini, africani, brasiliani e caraibici, assimilati dai musicisti e talvolta anche dai cantanti nel corso delle loro lunghe trasferte all'estero, sovente a bordo delle navi da crociera. In seguito, si sono innestate su quest'impianto le mode americane del rock'n'roll e del rhythm and blues e quelle inglesi del beat (creando l'ibrido bìtt, secondo la convincente definizione di Riccardo Bertoncelli).
Esiste poi una tradizione di canto popolare ricca di reminiscenze classicheggianti, che si esprime nella scuole dei tenori leggeri come il romano Claudio Villa o il milanese Luciano Tajoli. Tutto il mondo riconosce alla lingua italiana la sua particolare musicalità, e l'Italia ha saputo regalare al mondo canzoni e cantanti di enorme successo.

Qualificare come "italiano" ciò che, lingua a parte, da un punto di vista stilistico non è strettamente legato alla tradizione nazionale, sembra non avere nessuna giustificazione sotto il profilo storico, critico e contenutistico. Più che di "canzone italiana", definizione coniata negli anni cinquanta, forse concessione automatica e inconsapevole a una certa autoreferenzialità culturale e reminiscenza del lessico in uso al tempo dell'autarchia, è opportuno quindi parlare di "canzone in Italia" o di "canzone in lingua italiana". Pensare alla canzone italiana come a un genere specifico è diventata in seguito un'abitudine consolidata, e ancora oggi la facciamo nostra, pur notando che dietro questa definizione spesso si celano produzioni dal carattere molto più eclettico e globale di quanto si possa immaginare.
-- Eddy Anselmi

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domenica, 15 febbraio 2009

MARCO ALBERTI
FIORI DI MONTAGNA IN LIGURIA
Grafiche Amadeo, 2008

Centoquaranta specie che esaltano la bellezza dei monti della Liguria, fiori che nascono dal segreto di una rupe o sotto le fronde di alberi maestosi, che si raccontano quando i loro colori diventano parole nel lento ondeggiare di una remota prateria d’estate. Splendide fotografie accompagnano una dettagliata descrizione relativa ad aspetto, usi, origine del nome, luoghi e habitat dove ritrovarli durante le escursioni. Fiori rari e insoliti, minuscoli o imponenti, ai più spesso sconosciuti, che aspettano l’amante della natura sui sentieri di questi monti così vicini al mare

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sabato, 14 febbraio 2009




Rencontre avec un auteur
ENZO BARNABÀ
Bibliothèque de Sospel
Rue Viguier-Pellegrini - Sospel
Le 14.02.2009 à 15H00

Enzo Barnabà abordera les thèmes de l'Afrique noire et de l'immigration italienne à Aigues-Mortes, sujet développés dans deux de ses livres.

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venerdì, 13 febbraio 2009




M'ILLUMINO DI MENO
Giornata del risparmio energetico
venerdì 13 febbraio 2009

La Regione Liguria aderisce all’iniziativa estendendo l’invito ai comuni e alle istituzioni presenti del territorio e anticipando la imminente approvazione di un regolamento sul risparmio energetico nel campo dell’illuminazione pubblica e privata. «Spegnere le luci anche solo per dieci minuti serve per far riflettere amministrazioni e cittadini sulle possibilità concrete che il risparmio energetico offre per superare i problemi energetici e di emissioni inquinanti che affliggono il nostro pianeta», spiega Franco Zunino, assessore regionale all’Ambiente.

A Sanremo le Associazioni "Sanremo sostenibile" e "Manifesta Art Labs" invitano la cittadinanza presso la sede della Federazione Operaia di Via Corradi 47, per un incontro informale sul risparmio energetico con tecnici ed esperti, accompagnato da musica acustica e letture a tema. Si parte alle 18.00, tutto rigorosamente a lume di candela.

Anche il Comune di Imperia ha aderito alla campagna 'Mi illumino di meno 2009 – Giornata internazionale del risparmio energetico'. Domani dalle ore 18 alle 19.30, infatti, saranno spente le luci dell’Anfiteatro della Rabina a Oneglia e quelle del parcheggio del Prino.
Dichiara il vicesindaco e assessore all’ambiente Paolo Strescino:“ E’ solo un piccolo gesto, un goccia nel mare, che però, facciamo volentieri allineandoci alle principali città italiane e del mondo che partecipano a questa iniziativa di sensibilizzazione”.

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giovedì, 12 febbraio 2009

4 DONAZIONI ALLA PINACOTECA CIVICA D SAVONA

Sono quattro le nuove donazioni di opere d’arte ricevute dai musei savonesi. Nell’esprimere la propria soddisfazione, l’assessore alla Cultura, Ferdinando Molteni, dichiara: “Continuano le donazioni di importanti da parte di privati cittadini. E’ un bel segnale della fiducia nei confronti delle istituzioni culturali pubbliche e anche di un grande amore per Savona. E’ davvero motivo di orgoglio per tutti noi, ma anche la testimonianza che su questi temi c’è grande vicinanza tra cittadini e amministrazione pubblica”.

“E’ anche il segno - prosegue Molteni - del prestigio di una realtà museale di primissimo piano quale è la Pinacoteca Civica, scrigno di tesori antichi e contemporanei della città”.

Le opere donate sono “Santa Paola Romana” di Giuseppe Frascheri, dono di Loredana Rocchiero, “Dicembre”, di Angelo Ruga, regalato alla città da Biagina Baccani Ruga e, infine, due creazioni di Ansgar Elde, donate dagli eredi di Toni Meconi Elde. Queste opere sono state offerte al Comune con il solo vincolo di essere esposte presso la Pinacoteca Civica. La giunta ha inoltre ufficializzato l’atto di donazione dello splendido “Albero di Ferro” di Mario Rossello, donato dagli eredi del maestro, e già da tempo collocato sul prato posto di fronte alla Fortezza del Priamar.

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mercoledì, 11 febbraio 2009

FUTURISMO A SAVONA
UNA RISPOSTA A FABIO FAZIO

Franco Bonfanti, presidente del “Comitato per il centenario del Futurismo” e consigliere comunale savonese, insieme a Ferdinando Molteni, assessore comunale alla Cultura, rispondono con una lettera aperta a Fabio Fazio, che accusava il capoluogo provinciale di essere poco attivo sul piano culturale.
“Caro Fazio - scrivono Bonfanti e Molteni - Lei afferma che Savona (e Albisola) non stanno facendo nulla per celebrare il centenario del futurismo, movimento nato ufficialmente il 20 febbraio 1909. Non è vero. Savona (e Albisola, ma anche Altare) stanno lavorando da mesi per ’segnare’ in modo degno questo appuntamento”.
“Citiamo sommariamente quanto il comitato ha messo in cantiere per la sola città di Savona. Avremo due mostre. Una curata dal professor Sborgi, che lei conosce, dedicata al futurismo savonese e ligure da realizzarsi al Priamàr, ed un’altra dedicata al geniale Farfa, che lungamente visse in città, ospitata dalla Pinacoteca Civica” si legge nella missiva, che poi prosegue: “Ci saranno poi spettacoli teatrali, concerti a tema, la ripresa in forma di concerto della celebre opera di Giuseppe Manzino e Farfa, ‘Binario’ (a tutt’oggi inedita), e iniziative per i più piccoli. E poi ci saranno le proposte editoriali, ristampe anastatiche, carteggi, cataloghi d’arte e un libro interessante sulla figura misconosciuta del cavalier Nosenzo e della sua fabbrica di Litolatta”.
“Caro Fazio, come vede stiamo lavorando eccome. Con poche risorse, come lei può immaginare, con l’aiuto di qualche sponsor (la fondazione De Mari, senza la quale poco sarebbe possibile) ma con la consapevolezza di dare molto alla nostra città”. Dichiarano poi Bonfanti e Molteni: “Lo scorso anno, per la prima volta nella sua storia, Savona ha ospitato 280 eventi di spettacolo e cultura. Non era mai successo. La nostra città, da due anni, ospita senza soluzione di continuità mostre d’arte di alto livello. E ogni giorno un cittadino savonese ha qualcosa da fare, se vuole fruire qualche momento di cultura. Davvero non era mai successo”.
“Immagino che i suoi impegni di lavoro non le consentano di partecipare con assiduità alle nostre iniziative, tuttavia sarebbe bello poterla avere ospite in una prossima manifestazione per meglio approfondire i temi della cultura e anche dello sviluppo della città” si legge infine nella lettera aperta, che si chiude con un appello: “Il suo contributo, di uomo sensibile, colto, appassionato e popolare, potrebbe essere fondamentale per una città come la nostra che sta cercando, con convinzione e tenacia, di guadagnarsi un futuro”.

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martedì, 10 febbraio 2009

VIVRE L'ART
COLLECTION VENET
Espace de l'Art Concret
Chateau de Mouans-Sartoux
25 janv. - 24 mai 2009

Artistes: Vito Acconci, Carl Andre, Arman, Art & Language, Robert Barry, Ben, James Lee Byars, César, Walter De Maria, Marcel Duchamp, Dan Flavin, Dan Graham, Raymond Hains, Gottfried Honegger, Donald Judd, On Kawara, Ellsworth Kelly, Yves Klein, Jannis Kounellis, Joseph Kosuth, Sol LeWitt, Richard Long, Mario Merz, François Morellet, Robert Morris, Olivier Mosset, Robert Motherwell, Kenneth Noland, Roman Opalka, Dennis Oppenheim, Man Ray, Mimmo Rotella, Richard Serra, Tony Smith, Robert Smithson, Frank Stella, Lawrence Weiner

L’histoire de l’Espace de l’Art Concret est intimement liée à l’histoire d’une collection privée, celle de l’artiste Gottfried Honegger et de sa compagne Sybil Albers. Cette collection, dépôt permanent du Fonds national d’art contemporain depuis 2000, est l’aboutissement de choix, de discussions et d’affinités autour de l’art concret ; c’est également le reflet de rencontres propres à une personnalité, celle de l’artiste collectionneur et de son entourage.

Bernard Venet est un des artistes français les plus internationalement reconnus et dont le travail s’inscrit dans l’histoire de l’art conceptuel. Son parcours unique entre l’Europe et les Etats-Unis l’a amené à nouer des relations profondes d’amitié avec les plus grands artistes de la seconde moitié du XXe siècle.

Ses amis niçois du Nouveau Réalisme, en particulier Arman et César, accompagnent ses débuts d’artiste. A partir du milieu des années 1960, son installation à New York marque sa rencontre avec les artistes minimalistes et conceptuels avec lesquels il restera lié comme Dan Flavin, Sol Lewitt ou Lawrence Weiner mais aussi Frank Stella et Donald Judd parmi bien d’autres.

C’est naturellement qu’avec son épouse Diane Venet ainsi que ses deux fils, il collectionne tous ces créateurs qui forment son autre famille, celle de l’art. Leurs choix sont non seulement ceux de l’amitié mais aussi de la rigueur historique, de l’exceptionnel tant certaines oeuvres apparaissent aujourd’hui importantes dans le parcours de ces artistes.

Mais cette collection n’est pas muséifiée, au contraire, c’est une collection vécue, qui est le cadre de la vie familiale, une collection partagée aussi généreusement qu’elle s’est constituée au fil du temps.

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lunedì, 09 febbraio 2009

DACIA MARAINI A IMPERIA
Teatro Cavour
Via Felice Cascione - Imperia Porto Maurizio
lunedì 9 febbraio 2009, h. 21,00

Imperia. Lunedì 9 febbraio 2009, alle ore 21, al Teatro Cavour (via Cascione), la scrittrice Dacia Maraini presenta il suo romanzo Il treno dell'ultima notte (libro che ci porta nella più abissale delle violenze storiche, l'olocausto) e lo spettacolo Passi affrettati. Testimonianze di donne ancora prigioniere della discriminazione storica e famigliare, di cui è autrice e regista.
La violenza nei confronti delle donne resta uno dei problemi più gravi e dolorosi della nostra società. È violenza domestica, stupro, traffico di donne e bambine, induzione alla prostituzione; è l'orrore che accompagna le guerre, ma anche la tradizionale mutilazione dell'apparato genitale, l'infanticidio femminile e la selezione prenatale a favore dei bambini di sesso maschile.

L'ingresso è gratuito: è possibile prenotare i posti presso il Liceo Vieusseux (per info 0183 61119 e 347 0163804).

L'iniziativa si inserisce nell'ambito del Progetto You&Me finanziato dal CE.S.P.IM e organizzato dall'Associazione culturale ApertaMente, e del Progetto Pari Opportunità - Elogio della diversità organizzato dal Liceo Vieusseux, in collaborazione con Istituto Statale d'Arte, Scuola Media Boine, DAMS di Imperia, col Patrocinio dell'Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Liguria, della Provincia e del Comune di Imperia, realizzato col Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza Consiglio dei Ministri.

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domenica, 08 febbraio 2009




3a Rassegna di teatro civile "I Cantori di Storie"
RAFFAELLO FUSARO
LA ROSA BIANCA
Circolo ARCI Guernica
Via Mazzini 15 - Imperia
domenica 9 febbraio 2009, h. 20,00

Domenica 8 febbraio, al Circolo Arci Guernica di Imperia, dopo una cena a base di piatti della tradizione tedesca, è in programma la 3a Rassegna di teatro civile 'I Cantori di Storie' con Raffaello Fusaro in 'La Rosa Bianca' (info e prenotazioni: 331 1143004).
Nell'estate del 1942, nella Germania travolta dalla follia nazista, cinque giovani amici e il loro professore di filosofia formano un movimento di resistenza non violenta contro la dittatura di Hitler. Appartenenti a differenti estrazioni sociali e a diverse confessioni religiose, 'armati' di un semplice ciclostile, stampano e diffondono a Monaco migliaia di copie di sei diversi volantini indirizzati al popolo tedesco, scuotendo le coscienze dei propri connazionali e spronandoli a reagire al delirio del Nazismo e alle sue barbarie. Arrestati e processati sommariamente, tutti gli esponenti del gruppo della Rosa Bianca vennero condannati a morte e giustiziati nel Febbraio del 1943.
Liberamente ispirato all'omonimo testo di Maurizio Donadoni, 'La Rosa Bianca' - scritto, diretto e interpretato da Raffaello Fusaro - torna in scena sul palcoscenico del Teatro Sala Uno di Roma dopo il fortunato debutto in Puglia, in occasione della Giornata della Memoria 2007. Strutturato in un unico tempo, il lavoro condensa in uno spettacolo di circa un'ora il racconto dell'ascesa di Adolf Hitler e lo sbocciare del movimento di resistenza passiva e intellettuale della Rosa Bianca, coniugando la follia della Storia con la rievocazione di uno più significativi episodi di ribellione e di coraggio sbocciati in seno ad un contesto di oppressiva repressione di ogni libertà e di ogni diritto.

Raffaello Fusaro, nato a Bari diplomato presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico di Roma, studia inoltre con Massimiliano Farau, Gilles Smith e Peter Clought. Vincitore del Primo Premio Nazionale delle Arti "Ministero dello Spettacolo", lavoro in teatro per: "Scenari del Novecento", regia di Lorenzo Salvati, "Assolo 2004" regia di Lorenzo Salvati ed "Operetta Italia" regia di Mario Missiroli. Fa parte del cast internazionale di "Der Junge Luther", a Berlino e Wittenbergh, regia di Fernando Scarpa. Affianca Rocco Papaleo in "Basilica in My Mind", regia di Pietro Contempo. Interpreta "Pene d'amor perdute", di William Shakspeare, Teatro di Tor Bella Monaca di Roma direzione artistica di Michele Placido. Affianca Maurizio Donadoni in "Ricercare della Rosa Bianca", prodotto dall'E.T.I. Scrive ed interpreta con M. Guadagno "(S)Oggetti Smarriti", Roma, Teatro "Sala Uno". Con Andrea Ricciardi realizza "Millenovecentoquarantatre", presentato al Teatro "Tratta" di Bitonto e riallestito al Teatro "Cometa Off" di Roma. Recita nuovamente in "Pene d'amor perdute" di William Shakspeare, con regia di F. Manetti, presso il "Globe Theatre" di Roma - Direzione artistica di Gigi Proietti. Nel 2007 racconta la storia dei ragazzi della "Rosa Bianca" e realizza in collaborazione con Luca Alagna "Dante remix" ottenendo ottimi consensi di pubblico e critica. Per la RAI interpreta come protagonista la serie "Extra", in programmazione per oltre un anno.

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sabato, 07 febbraio 2009

LIGURI E LIGURIA ANTICA
Biblioteca Civica Angiolo Silvio Novaro
Viale Matteotti 23/25, Diano Marina
dal 7 al 21 febbraio 2009

L'Assessore alla Cultura del Comune di Diano Marina, Monica Muratorio, comunica l'avvio del III Ciclo di Conferenze su 'Liguri e Liguria antica' organizzato dal Museo Civico, in collaborazione con l’Istituto Internazionale di Studi Liguri. Il ciclo di incontri si propone di illustrare argomenti di interesse storico e archeologico, collegati al territorio e alla luce delle ricerche archeologiche più recenti.
La prima conferenza, che si svolgerà il 7 febbraio, avrà come relatore Giovanni Mennella, ordinario di Epigrafia ed Istituzioni romane presso l’Università degli Studi di Genova e Vice Presidente dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, che relazionerà su Un militare romano al Museo. Il 14 febbraio Marina Lo Blundo, specializzanda in archeologia presso l’Università degli Studi di Genova, relazionerà su l’Archeologia del nostro paesaggio: i pozzi a cicogna nel ponente ligure, mentre il giorno 21 febbraio concluderà il ciclo di conferenze con una relazione su I Liguri e la Liguria Bianca Maria Giannattasio, docente di Archeologia e storia dell’arte greca e romana presso l’Università degli Studi di Genova, nonché autrice di un recente volume su I Liguri e la Liguria.
Tutti gli appuntamenti si terranno nella Sala Conferenze 'Margherita Drago' della Biblioteca Civica A.S. Novaro alle ore 16. L’ingresso è gratuito

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venerdì, 06 febbraio 2009




"I frantoi dell'arte"
ALBENGA: MONI OVADIA AL FRANTOIO SOMMARIVA
via Goffredo mameli 7 - Albenga
venerdì 6 febbraio 2009, h. 16:00

I Frantoi dell'Arte fanno parte della stagione 2008/2009 di Teatri del Ponente Ligure: sei teatri del ponente della Liguria ed un nuovo modo per raccontare il territorio attraverso la cultura.
Margherita Rubino e Sergio Maifredi sono i curatori dei quattro appuntamenti negli antichi frantoi della Liguria per una spremitura di idee antiche e nuove.
E proprio negli antichi frantoi, i luoghi dove da millenni la cultura e l’arte dell'olio saranno ospitati i protagonisti della cultura di oggi.
Il prossimo appuntamento, il secondo di quattro è per oggi alle 16 con Moni Ovadia che parlerà di “America, Russia e Utopie” ospite di Agostino Sommariva dei Frantoi Sommariva al Museo di Cultura e Civiltà Contadina di Albenga.

Quale nuova prospettiva offre il nuovo millennio delle due grandi illusioni del XX secolo, la democrazia ad ogni costo 'esportata' dagli USA e la bella utopia comunista propagandata dal sistema sovietico da Lenin in poi? Un punto di vista privilegiato è quello dell'artista Moni Ovadia, che ha dedicato due suoi bellissimi spettacoli di canzoni, storie, poesie, aneddoti popolari e confessioni alle grandi potenze del secolo scorso e alle debolezze insite in entrambi i sistemi, "Questa è l'America!" e "La bella utopia", quest’ultimo attualmente in tournèe (da giovedì 5 a domenica 8 al Teatro della Corte di Genova). A partire dalla sua mai dimenticata origine ebraica Moni Ovadia nel primo spettacolo guarda al nuovo mondo come facevano gli esiliati di fede askenazita dell’est europeo, che alla fine dell’Ottocento si imbarcavano a migliaia sui bastimenti diretti verso la terra delle opportunità. L’artista propone un collage di pagine conosciute e non del teatro leggero nordamericano in chiave nuova, con brani in lingua yiddish.
Mentre la bella utopia comunista è raccontata attraverso la lente d’ingrandimento dell’umorismo ebraico, con la sua vena paradossale che come dice Ovadia “permette di guardare dritto negli occhi della Medusa senza rimanere pietrificati”. Lo spettacolo, che è anche un libro e un dvd, riformula la memoria dell’Unione Sovietica e affianca rivoluzione e comunismo, utopia e tragedia, risata e satira.
Nato nel 1946 in Bulgaria da una famiglia ebraica che ben presto si è trasferita in Italia, Moni Ovadia non è solo uomo di musica e di teatro, ma anche di cultura a 360 gradi, collaboratore di molte testate internazionali e autore di libri e saggi di successo. In palcoscenico è diventato famoso in tutta Europa con lo spettacolo “Oylem Goylem” del 1993, una creazione di teatro musicale in forma di cabaret, seguito da titoli altrettanto famosi come “Konarmja – l’armata a cavallo”, “Ballata di fine millennio”, “Diario ironico dell’esilio”, “Il banchiere errante”.
Il suo teatro musicale ispirato alla cultura yiddish, di cui ha dato una lettura contemporanea contribuendo a farla conoscere, è unico nel suo genere in Italia e in Europa.

I Frantoi dell’Arte mette a confronto e fa dialogare con un gioco di parole la Cultura del Territorio (l'Ulivo) con quella del Territorio della Cultura (il Mediterraneo).

I Frantoi dell'Arte è un progetto realizzato nell'ambito della stagione di Teatri del Ponente Ligure, porgetto che ha appena ricevuto il riconosciemento dell'ETI, l'Ente Teatrale Italiano, ad indicare la rilevanza culturale del progetto che nasce da un'idea di Sergio Maifredi, a cura di Margherita Rubino e Sergio Maifredi.
Il progetto Teatri del Ponente Ligure è realizzato con il sostegno della Fondazione Carige, la collaborazione della Regione Liguria, della Provincia di Imperia, di Savona, dei Comuni di Imperia, Finale Ligure, Loano, Sanremo, Ventimiglia e Bordighera, e del Teatro Ariston.
Prezioso il contributo dell'Assessorato al Tursimo del Comune di Imperia, la collaborazione con METE di Liguria di Imperia, dell'Associazione ONAOO, di Grand Hotel Savoia Genova ed Enterprise Hotel di Milano.

Gli incontri sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti
Informazioni e prenotazioni: Teatri del Ponente Ligure, Lucia Lombardo - 3290540950 liguria@teatripossibili.org

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giovedì, 05 febbraio 2009

GASPARE GISONE
Conarte
Via Giuseppe Brignoni 26r - Savona
dal 7 febbraio al 14 marzo 2009

Temperamento complesso, portato a riflettere sulla contrapposizione tra materia e spirito, speranza e angoscia, Gisone interviene con segni inequivocabili sulla superficie dei suoi lavori, ricavandone un risultato visivo e tattile che evidenzia la volontà dell'artista di liberarsi dall'oggetto reale per creare un nuovo alfabeto pittorico. Penetrare l'intima essenza del mondo è il fine ultimo del processo creativo di questo artista che non organizza il lavoro secondo un progetto, ma segue il divampare del gesto e la trasformazione della materia. L'opera non nasce da un'idea precostituita, ma scaturisce dall'azione e dalla accortezza attiva dell'artista che, facendo affiorare l'originaria carica pittorica attraverso lacerazioni provocate da autentiche bruciature, abrasioni e squarci, interrompe la linearità della visione e conduce a una nuova dimensione. Gisone riesce a creare una equivalenza intrigante tra superficie e profondità in modo da ottenere una pulsazione che va oltre il piano della tela e la percezione oculare, raggiungendo conformazioni emozionali e psichiche. I suoi quadri sono superfici sensibili, sono luoghi rivelatori di eventi nascenti, di affioramenti e sprofondamenti, di avvicinamenti e allontanamenti, di fughe e di ritorni. L'universo dell'artista è un universo riflessivo ed è al tempo stesso manifestazione dell'inconscio e situazione momentanea della coscienza. I segni grafici frammentati, che affiorano attraverso le lacerazioni slabbrate portate con forza e volontà plastica sullo spazio piano, si ripetono lungo tutto il ciclo delle opere ed assumono una precisa funzione espressiva, presentandosi con una evidente spontaneità, come libera manifestazione di una grammatica in parte automatica e pur sempre sofferta. Segni scarnificati, segni emergenti, appaiono provenienti dalla penombra di uno spazio che sta al di là della superficie quasi a qualificarne sostanza e precarietà e a definire un significato insieme allusivo e spirituale. Quel che traspare nei suoi quadri è il segno di un passaggio, di una trasformazione della materia. La pittura diventa spazio della memoria, sussulto per l'incontro con qualcosa di conosciuto. Un'idea materialistica dell'arte presiede all'opera di Gisone, una laboriosità che si fonde con la sperimentazione e non si disgiunge dall'arrovellamento, dal voler afferrare il senso profondo dello scorrere del tempo, carpire i segni che lascia nell'anima, nella memoria, nello spazio che ci circonda. I segni insistenti e minuziosi che si intrecciano e si aggrovigliano, l'alternarsi di luce e di ombra, le pause dei pieni e dei vuoti si mettono tra l'artista e la sua vita, a creare un nesso tra creazione dell'opera e propria identità. L'immagine che caratterizza i quadri di Gisone è di fatto un prodotto dell'attività immaginativa dell'inconscio che si manifesta in maniera più o meno improvvisa, nel dedalo delle prigioni individuali, alla ricerca di spazi ulteriori.

Gaspare Gisone , nasce nel giugno del 1975 a Castelvetrano ( TP )
Attualmente vive e lavora a Milano.

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mercoledì, 04 febbraio 2009




BALLET DE CUBA
MUSICAL
Teatro Comunale
Via Aprosio - Ventimiglia
mercoledì 4 febbraio 2009, h. 21,15

Mercoledì 4 febbraio 2009, alle ore 21.15, il Teatro Comunale (via Aprosio) ospita il Ballet de Cuba, vincitore del Festival Mundial de la Salsa 2003, con le musiche dal vivo del Septeto Turquino, gruppo di Santiago fondato nei primi anni '80 da giovani talenti appassionati di musica tradizionale cubana.

Composta da ballerini e musicisti provenienti dalla della Escuela Nacional de Arte de la Habana, Conjunto Folklorico Nacional e della Escuela de Danza Nacional dell'Avana, il Ballet de Cuba trascina il pubblico nel cuore della cultura cubana attraverso una magistrale fusione tra differenti tipi di danze.

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martedì, 03 febbraio 2009




DAVID RIONDINO
LA BUONA NOVELLA
Teatro Comunale di Pietra Ligure
Piazza Castello 1 - Pietra Ligure
giovedì 5 febbraio 2009, h. 21,00

Nell'ambito della stagione teatrale promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune, inclusa nel circuito La Riviera dei Teatri, andrà in scena giovedì 5 febbraio al Teatro Comunale di Pietra Ligure lo spettacolo di teatro canzone "La Buona Novella", una tra le più significative e importanti raccolte di racconti in versi di Fabrizio De André, uscita nel 1970, rielaborata e interpretata per banda, due voci e coro da David Riondino.
Alla rappresentazione parteciperanno la Filarmonica Guido Moretti di Pietra Ligure e del Coro Polifonico Pietrese.
Nel corso dello spettacolo saranno eseguiti Laudate Dominum, L'infanzia di Maria, Il ritorno di Giuseppe, Il sogno di Maria, Ave Maria, Maria nella bottega d'un falegname, Via della croce, Tre madri, Il testamento di Tito, Laudate Hominem.
Sul palco accanto a David Riondino ci sarà Chiara Riondino, voce solista; suoneranno Fabio Battistelli, clarinetto, Angelo Lazzeri, chitarra, Alessandro Giachero, pianoforte, Milco Merloni, contrabbasso, Mauro Giorgeschi, batteria.
L'arrangiamento e orchestrazione per banda è di Marco Pontini e la direzione musicale di Fabio Battistelli.

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lunedì, 02 febbraio 2009

ANTONIO PANIZZI: VERSO UN RICHIAMO
Philobiblon edizioni
9 dicembre 2008
di Francesco Improta

Per quanto possa sembrare strano, in un’epoca come la nostra, in cui il profitto e la volgarità soffocano sensibilità e senso estetico, è più facile incontrare qualche poeta autentico che qualche verace narratore. Da più parti si sente dire che la poesia è morta e che co loro che si ostinano a praticarla sono condannati a rimanere un’esigua minoranza e a muoversi in spazi sempre più angusti e asfittici, eppure sarà, forse, proprio la consapevolezza di essere ormai un drappello di sopravvissuti, bisognosi, per respirare, di una bombola d’ossigeno, che li induce a moltiplicare gli sforzi e a tentare imprese dall’esito inaspettato ma sempre più convincente.
Non meraviglia, quindi, che sfogliando a caso qualche pagina di un libro di poesie si rimanga positivamente sorpresi se non addi rittura stupefatti dinanzi a immagini di suggestiva bellezza e di raffinata musicalità, mentre leggendo i risvolti di copertina dei tanti, anzi troppi, romanzi che vengono sfornati a getto continuo, rimane in bocca l’amaro di trite banalità, scontate e prevedibili, né l’impressione che si ricava saltando da una pagina all’altra, all’in terno del libro, risulta migliore. Tematiche rimasticate, lessico ina­deguato e mancanza assoluta di una cifra stilistica originale ren dono sempre più mediocre la narrativa e non solo la nostra perché nel villaggio globale nel quale viviamo, in seguito ad una mas siccia omologazione, il problema non riguarda solo l’Italia anche se da noi, come sempre, raggiunge vette più elevate. Del resto è sufficiente gettare uno sguardo sulla crisi in cui versa attualmente la cinematografia occidentale (Gomorra e Il Divo sono splendide eccezioni) per averne una conferma, dal momento che i film sono pur sempre delle storie, anche se vengono raccontate attraverso le immagini più che con le parole.
Tutto questo preambolo per salutare con affetto e con fiducia l’in gresso nel mondo della poesia di Antonio Panizzi, che l’anagrafe non ci consente di definire giovane ma che può a ragione essere considerato un neofita e non solo perché Verso un richiamo, pub blicato dalla Philobiblon edizioni, è la sua prima prova, preceduta soltanto da un saggio su alcuni scrittori liguri, ma anche per l’entusiasmo e la freschezza con cui tenta questa nuova avventura, senza, però, alcuna improvvisazione misurandosi, invece, con la nostra migliore tradizione poetica.
Uomo di buone letture, tutte ugualmente digerite, Panizzi attinge alla cosiddetta linea ligure: Montale, innanzitutto, e poi Sbarbaro, Caproni, Conte e Biamonti ma egli fa tesoro anche delle lezioni di Mario Puppo, suo docente di letteratura italiana all’università di Genova, e non disdegna, quindi, di immergersi nella classicità. Ci sono citazioni e reminiscenze del mondo antico penso a Catullo (carme 11°) … il fiore / è raccolto, o falciato… / ai margini del prato; a Ugo Foscolo, da cui deriva non solo quell’atavismo uma nistico che lo porta a risalire la fiumana del tempo in cerca di ricordi familiari e di valori morali da fermare, tradotti in musica ed emozioni, sulla pagina, ma anche un’immagine, tra le più belle dei Sepolcri: una favilla il sole. Neppure gli è estranea la lezione di Alessandro Manzoni mi riferisco a quella coincidenza di date tra il giorno dell’onomastico del padre (7 Novembre), che è il titolo di un suo componimento, e l’inizio dei Promessi Sposi, coincidenza corroborata dall’identificazione, in alcuni atteggiamenti, del padre, e di conseguenza di se stesso, con Don Abbondio che in quel giorno (appunto il 7 novembre) se ne tornava bel bello con le mani dietro la schiena (con l’indice nel breviario, scalciando i ciottoli che facevano inciampo davanti a lui); né va dimenticato Leopardi, citato due volte: direttamente in quanto argomento dell’interrogazione della ragazza che … rimarrà ad osservare/ le spume del mare e indirettamente quando fa riferimento alle (magnifiche) sorti progressive.
Non manca neppure Guido Gozzano tra i modelli di Antonio Panizzi e non solo per il tono d’insieme decisamente minimalista, se non addirittura crepuscolare, ma per la descrizione dettagliata e minuziosa degli oggetti che riempiono, affastellati e spesso inutili, la casa della nonna, che non si andrebbe molto lontani dal vero, fatte le debite proporzioni più a livello sociale che a livello caratteriale, a denominare Nonna Speranza.
In questo libricino che ha una struttura rigorosa, come sottolinea opportunamente, nella sua bella ed esauriente prefazione, Emerico Giachery, facendo riferimento alla commedia di Dante e alla cattedrale romanica di Troia in Capitanata per le implicazioni simboliche che vi si nascondono, dicevamo in questa sapiente architettura lirica Panizzi si muove come in un lungo, attento, paziente cabotaggio tra i due versanti opposti della Natura e della Cultura. Si pensi alla figura paterna, a lui particolarmente cara in tutte le sue valenze e non solo quelle affettive, accostata a Don Abbondio in A mio padre, nel giorno del suo onomastico e a un albero in La malattia dell’olmo, con quel tordo che va a posarsi altrove, risalendo con il suo denso zirlo / l’ombrosa collina.
C’è in Panizzi un velo sottile di malinconia, derivata probabil mente dagli amati Leopardi e Pascoli o dai non meno studiati Shopenauer e Bergson, ma esso si solleva, come nebbia mattutina, quando il suo occhio si posa sulla sua valle e sui luoghi preferiti; con una premurosa attenzione e un amore profondo, o quando si sofferma a cogliere un attimo di vita come in un flash; allora l’elegia si scioglie nell’idillio come nel poeta di San Mauro di Romagna: … lì dove il bello / si scopre improvvisamente / dentro o ai margini di ogni / cosa, nell’andirivieni della giornata, / nel lesto mutare degli odori, / nel trito tenero pigolio / di una voce che scivola / dai tetti ad animare i carruggi. (I miei luoghi, la mia valle) oppure .Cincischiano due fringuelli / tra le stoppie appena / recise. È fame? / È amore? / Neanche il tempo di porre / l’interrogativo. Fuggono altrove. (Dal terrazzo).
Pure la Speranza, una Speranza più cristiana che laica, interviene a dissipare delusioni, dolori ed amarezze anche se in questo senso un ruolo fondamentale, a mio avviso, lo gioca la memoria, che solleva la polvere del tempo e sottrae all’oblio, figure, immagini ed emozioni, riproponendole in tutto il loro fascino, antico e recente. Penso a una poesia, recentissima, come risulta dalla data posta in calce (gennaio 2008), che è di una struggente dolcezza e che si accampa nitida e luminosa sullo schermo della memoria. Ho imparato / a conoscere la sera / da bambino: seduto / sullo scalino dei miei. / Veniva dal cielo lentamente / - così nel mese di settembre / quella che anche allora preferivo - , / Non sciupava le colline, / le riparava. / Ne acciuffavo le voci segrete, / i brevi silenzi, e li riponevo / nelle tasche dei miei / pantaloncini corti.

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domenica, 01 febbraio 2009

ITO RUSCIGNI
EIS (TU SEI)
De Ferrari, 2009
Collana "Poesia"

La poesia filosofica di Ito Ruscigni ha come motivo ispiratore l’immanente e si distende tra religione e filosofia per guardare verso quella che lui chiama la “Grande Realtà Trascendente”. Corredato da un ricchissimo apparato di note, il poemetto polemizza con l’arroganza autoritaria del potere che toglie all’uomo la condizione che ne motiva l’esistenza, la libertà. Un libro che mette a soqquadro i baluardi della verità stessa e ci impone di riesaminare le domande prime e ultime.

Ito Ruscigni, nato a Imperia, è direttore dell’Ufficio Stampa e Cultura del Casinò di San Remo. Curatore della rassegna “Martedì Letterari”, ha studiato ad Urbino dedicandosi a ricerche storico-religiose. Con i tipi De Ferrari ha pubblicato due raccolte di poesie: “Il giardino del lepre” e “Laminette orfiche”.

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