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Notizie e commenti sulle arti nel Ponente ligure e dintorni

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sabato, 31 gennaio 2009


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venerdì, 30 gennaio 2009




Edifici Storici a Savona: quale futuro?
ciclo di incontri
VILLA ZANELLI: UN GIOIELLO LIBERTY DIMENTICATO
Palazzo dell'Anziania
Piazza del Brandale 2 - Savona
sabato 31 gennaio 2009, h. 16:00

La Consulta culturale savonese, organismo che riunisce “A Campanassa”, Istituto di studi liguri, Italia Nostra e società di Storia Patria, organizzerà il quarto incontro del ciclo “Edifici storici di Savona: quale futuro?”, sul tema “Villa Zanelli: un gioiello liberty dimenticato”. L’appuntamento sarà per sabato 31 gennaio, alle 16, presso il Palazzo dell’Anziania, in piazza del Brandale 2 a Savona.

Momento alto ed organico dell'attività dell'architetto Gottardo Gussoni, tale da costituire un un importante prototipo dell’Art Nouveau nella Riviera Ligure, è Villa Zanelli. a Savona, in cui rielabora con personale ritmicità plastica i motivi sviluppati da Horta in Belgio, filtrati attraverso la lezione del suo primo maestro, Fenoglio.
Gussoni lavorò molto nella Riviera Ligure, ma nulla è così nettamente caratterizzato da un punto di vista stilistico come Villa Zanelli.
La villa fu fatta costruire nel 1907 da Nicolò Zanelli, capitano di lungo corso, a Lègino nella zona pianeggiante compresa tra la via Aurelia e la costa a sud.
La villa, secondo il gusto di allora, sorgeva in un vasto giardino con comunicazione diretta col mare, opponendo le onde di cemento ed i fiori di pietra alle onde del mare ed alle aiuole fiorite; nata come residenza degli Zanelli, appartenne a questa famiglia fino al 1933, anno in cui fu venduta al comune di Milano che la trasformò in campeggio e colonia internazionale.
Tale funzione rimase fino al 1961, a parte la parentesi della seconda guerra mondiale durante la quale fu usata come ospedale da campo. Dal 1961 al 1967 fu ancora colonia. Nel 1967 vi si insedia l’Istituto A.N.F.Fa.S. al quale si affianca una sezione dell’USL. Fino ai primi mesi del 1998 resta alla USL in qualità di centro per la cura dei cardiopatici, ma il degrado nel quale ormai versa a causa della scarsa manutenzione, che culmina col crollo di parte del soffitto nell’atrio del primo piano, fa sì che la villa venga abbandonata e chiusa definitivamente dalla Regione, a cui tuttora appartiene.
Nonostante i molti cambiamenti di destinazione d’uso e gli inevitabili adattamenti interni dell’edificio ad uso pubblico, originariamente concepito per uso privato, esso conserva i caratteri originari sia dal punto di vista strutturale che decorativo. In origine le strutture erano intonacate di bianco, al fine di fare risaltare le decorazioni, i vetri cattedrale ed il complesso gioco dei ferri battuti. Di questi ultimi restano soltanto le ringhiere interne e quelle del cancello d’ingresso. La costruzione appare rovinata dalle pesanti ridipinture in giallo ed anche dalla crescita della città che ha in parte distrutto l’originale contesto verdeggiante in cui sorgeva la villa. Tutto questo nonostante la villa sia stata menzionata da studiosi e critici dell’architettura, quali Rossana Bossaglia e Mila Levi Pistoi, in loro opere sul Liberty italiano come una delle costruzioni liguri più interessanti.

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giovedì, 29 gennaio 2009

Rassegna Liguria Danza
Compagnia Ariston Proballet
TRILOGY
coreografie di Marcello Algeri
Teatro Comunale
Via Aprosio - Ventimiglia
giovedì 29 gennaio 2009, h. 21:00

Prosegue giovedì 29 gennaio al Teatro Comunale di Ventimiglia la rassegna di balletti “Liguria Danza oltre…” Alle ore 21 andrà in scena il balletto “Trilogy (Bolero – Ravel, Sinfonia Prokofiev e Concerto Brahams)” a cura della compagnia Ariston Proballet con le coreografie di Marcello Algeri.
Il prezzo di ingresso è di € 15,00 in platea e di € 10,00 in galleria.
Il lavoro si articola in tre balletti diversi, supportati dalla musica di grandi compositori quali Ravel con il Bolero, Prokofiev con Sinfonia Classica e Brahms con Danze Ungheresi. Queste tre composizioni hanno come denominatore comune la ricerca di una via per superare la 'paura di Comprendere e per tornare a vedere la Rivelazione' una cosa così semplice eppure così difficile.

Il coreografo commenta così il proprio operato: “Quando la danza rompe il legame che esiste fra il 'corpo reale e il corpo simbolico' per mezzo della sua complessità, velocità, lentezza, e tutte le altre forme di interferenza, essa permette a l’osservatore di riconoscere il suo 'corpo ideale' in maniera quasi fisica. (il Corpo ideale è quello che molti chiamano subconscio altri anima). La danza crea, così, una instabilità permanente che libera una moltitudine di dettagli. Il corpo ideale cessa di essere una entità simbolica e diviene una entità fisica dai dettagli infiniti. Attraverso la danza, a questo punto, si può riconoscere il mondo con questa magica operazione di costruzione simbologia del Tutto che noi chiameremo 'Comprensione' e di ricerca dei suoi dettagli che noi chiameremo 'Rivelazione'. - prosegue - Con Trilogy ho cercato di creare un insieme di 'tableaux visuali' che si susseguono e si incastrano naturalmente l’uno nell’altro in un ambiente minimalista e si trasformano grazie alle luci, agli angoli diversi che creano punti di vista diversi in un continuo cambiare di punti visuali. Tutto ciò che cercavo era già presente nella meravigliosa costruzione armonica del Bolero di Ravel, nella purezza della Sinfonia classica di Prokofiev e nella forza ironica di Concerto di Brahms e, senza ricorrere a processi narrativi o storici, a questo punto superflui, ho vissuto e fatto vivere ai danzatori e spero di far vivere anche al pubblico, questa esperienza di 'comprensione e rivelazione' che continuerà nel prossimo lavoro 'I colori dell'anima' con un’apertura di uno spiraglio di luce grazie ai colori di Modigliani”

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mercoledì, 28 gennaio 2009

ZACHOR
Sala Consiliare Comune di Ceriale
27 - 31 gennaio 2009

Per il Giorno della Memoria, nella sala consiliare del comune di Ceriale, in collaborazione con l’associazione Shalom di Firenze, sarà allestita la mostra fotografica “Zachor”, un’intera esposizione per ricordare e testimoniare la Shoah.
Una galleria fotografica che ripercorre gli anni più bui della nostra storia dall'ascesa del nazionalsocialismo alla guerra e alla soluzione finale. La mostra si avvale di reperti fotografici del Museo Yad Vashem di Gerusalemme e dell' Holocaust Memorial Museum di Washington.
Le immagini sono commentate da note didascaliche che inquadrano il periodo storico, spiegano i motivi dell'antisemitismo e dell'odio per il diverso, il funzionamento delle tecniche dello sterminio, le deportazioni nei campi di concentramento e nelle "fabbriche della morte" con le loro camere a gas e forni crematori.
La mostra Zachor è stata portata in Italia per la prima volta in occasione del Giorno della Memoria 2007 ed è stata esposta in diverse città riscuotendo apprezzamenti per l'interesse suscitato nei visitatori.

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martedì, 27 gennaio 2009

MACBETH
di William Shakesopeare
Compagnia Lavia Anagni
Teatreo Chiabrera Piazza Diaz - Savona
27-29 gennaio 2009, h. 21:00

Il Macbeth di Shakespeare irrompe questa sera alle 21 al teatro Chiabrera di piazza Diaz a Savona.
Tragedia in cinque atti, racconta le vicende dell’ambizioso generale scozzese che agisce compiendo le azioni più efferate per accaparrarsi il trono, punito per il sangue versato con la morte della moglie impazzita e con la sua stessa morte. Personaggio emblematico che desidera la propria affermazione ad ogni costo e che, pur tra mille incertezze ed ansie, diviene vittima del proprio piano. La scrittura shakespeariana amplifica efficacemente questo gorgo nel quale precipitano i due coniugi: atmosfere tetre e sanguinarie, sete di potere, ambizione e ambiguità rivivono nelle vicende di Macbeth e di sua moglie (spietata all’inverosimile); personaggi dominati dal male e da pensieri bestiali, che agitano incessantemente le loro anime. Macbeth è considerata la tragedia più cruenta scritta da William Shakespeare.
A interpretarla e dirigerla è Gabriele Lavia, già protagonista del testo shakespeariano nel 1987. Prima di lui, il fascino di questo personaggio, che rappresenta l’aspetto insondabile e misterioso della coscienza umana, ha colpito attori e registi in tutto l’arco del Novecento: tra gli altri ne hanno riscritto la vicenda Eugène Ionesco, Giovanni Testori, Orson Welles e Roman Polanski. Per il ruolo della sanguinaria moglie Lavia ha scelto Giovanna Di Rauso, giovane attrice Premio Hystrio “Giovani talenti” nel 1999 e segnalata nella terna degli Olimpici del Teatro 2007 come miglior attrice non protagonista.
Macbeth è la tragedia del tempo umano, lineare; il tempo di una esistenza fatta di “Domani…domani…domani” E’ un tempo fatto di paura. E’ la tragedia del tempo di un Uomo Nuovo condannato al “fare” per “potersi fare”. Re o altro ha poca importanza. Un uomo condannato alla paura di perdere ciò che ha raggiunto col suo “fare” e che vive nella ambigua incertezza di essere qualcosa e non essere mai nulla con certezza. Questo Uomo Nuovo non è portatore di un nuovo modello di realtà, ma il dubbioso interprete di una soggettività in pezzi, pieno di nostalgia per una ontologia smarrita per sempre. “C’è stato un tempo in cui..” dice Macbeth sulla Scena che non è più il Senso dentro cui agire e che non ha più Senso. Il palcoscenico della storia è andato in pezzi e l’Uomo –Attore sulla scena del mondo recita la sua vita come “la favola scritta da un’idiota. Non significa nulla”. Se tutti i riferimenti e i fondamenti sono caduti, tutti i significati e i sensi si vanificano nelle parole vuote di un delirio di pazzi. (Gabriele Lavia)

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lunedì, 26 gennaio 2009

PROGETTARE NUOVI PAESAGGI COSTIERI
Metodi e proposte per la Liguria occidentale
Marsilio, 2008
Collana "Libri illustrati. Grandi libri"

I territori costieri sono ambienti sensibili, interessati da forti conflitti e soggetti a fenomeni evolutivi specifici.
Per governarli occorrono approcci analitici, interpretativi e progettuali appropriati. L'operazione quadro regionale europea Beachmed-e è finalizzata a individuare metodi e strumenti innovativi di protezione del litorale e di gestione integrata delle zone costiere, con riferimento al Mediterraneo. Nell'ambito di Beachmed-e è stato elaborato Medplan Liguria, un progetto di riqualificazione per un tratto di costa ligure di Ponente, da Bordighera a Ventimiglia, che viene qui presentato.
Medplan Liguria si colloca nella fase di attuazione del piano regionale della costa e avanza proposte di tipo sperimentale in alternativa alla prassi corrente delle pianificazioni separate, alla tendenza al consumo di suolo senza contropartite, all'acquiescenza alla progressiva distruzione dell'ambiente naturale. Medplan Liguria è un progetto di costruzione di nuovi paesaggi costieri improntati allo sviluppo sostenibile, nella logica dell'integrazione tra strumenti e azioni, della complementarità tra territori, della collaborazione tra gli attori.

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domenica, 25 gennaio 2009

ALESSANDRO ZACCURI
INFINITA NOTTE
Mondadori, 2009
Collana "Scrittori italiani"

Ci si potrebbe identificare in Gualtiero Ricasoli, dirigente Rai temutissimo, eppure terrorizzato dall'idea che il figlio possa metterlo in imbarazzo. Oppure si potrebbe simpatizzare con il figlio, il rapper Gabo, che moltiplica provocazioni e colpi di scena, esibendosi in acrobazie urbane e nascondendosi sotto una girandola di pseudonimi. Però ci sono anche Francy e Vanessa, adolescenti giudiziose e bruttine scese dalla provincia per innamorarsi proprio di Gabo e della sua musica. E poi c'è Miles De Michele, il manager italoamericano che per la prima volta in vita sua si perde nei meandri della violenza e del desiderio a causa di Jeanne, la bellissima ragazza di Mauritius capace di incantarlo con l'accento francese e la competenza sul martirio di Giovanna d'Arco. Dietro Jeanne, però, c'è Viktor, faccendiere della nuova Russia, e dietro Viktor c'è Babushka, la grande vecchia nelle cui vene scorre il sangue di regine e imperatrici. Se ancora non bastasse, ci si potrebbe mettere al seguito di Raffaele Maria Ferri, diventato scrittore di successo lui, figlio di un tranviere - grazie a un libro sui tassinari romani: cooptato come autore al Festival di Sanremo, si trova a districarsi fra le richieste del Conduttore e le trame ordite da Miriam, "la Cascella", depositaria di ogni segreto dello show-biz. Ma forse no, non occorre scegliere, perché ciascun personaggio di "infinita notte" rappresenta un aspetto di chi legge, in un ritratto dell'Italia di oggi.

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sabato, 24 gennaio 2009

PAOLO GULISANO - LUISA VASSALLO
GEORGE MACDONALD, IL MAESTRO DELLA FANTASIA
Il Cerchio, 2008
Presentazione del libro
Ex Chiesa Anglicana
Via Regina Vittoria 4 - Bordighera
sabato 24 gennaio 2009, h. 15:30

Tutti conoscono oramai il grande scrittore John Reuel Ronald Tolkien, l'autore del romanzo "II Signore degli Anelli" portato con grande successo sugli schermi dal regista Peter Jackson. In Italia ancora troppo pochi conoscono invece il maggior ispiratore della sua narrativa, lo scrittore scozzese George McDonald (1824-1905), maestro indiscusso del fantastico "nobile" ottocentesco inglese, sontuoso cantore del "mondo intermedio" delle fate, dei giganti, degli gnomi.
Dietro a Tolkien e Lewis c’è questo personaggio, purtroppo oggi dimenticato, che di fatto fu colui che generò la scintilla originaria di questi mondi e di questo tipo di letteratura, un vero e proprio maestro e capostipite.
Quest’uomo centocinquant’anni fa, esattamente nel 1858, scosse il mondo letterario pubblicando un volume, Phantastes, che può a ragione essere considerato l’avanguardia della moderna letteratura fantasy.
Questo singolare maestro visse attraverso buona parte dell’Ottocento: era nato in Scozia, dove le Highlands brumose degradano fino a incontrare il Mare del Nord, ma visse poi gran parte della sua vita in Liguria, cercando nel tepore della Riviera salute per il corpo e per lo spirito.
Fu pastore evangelico, ma dovette soffrire a causa dei suoi confratelli che lo allontanarono dal ministero, poiché aveva cercato di mitigare il rigore calvinista della propria confessione con una teologia della Speranza e della Misericordia.
Coniugò la fede cristiana con lo spirito celtico visionario del popolo scozzese, custode di antichissime leggende e saghe tra reale e soprannaturale.
Fu amico di diversi protagonisti della vita culturale del suo tempo, tra cui Lewis Carroll, l’autore di Alice nel Paese delle Meraviglie, e senza MacDonald questo libro, capolavoro della letteratura per l’infanzia, non sarebbe mai stato pubblicato.

Il saggio di Paolo Gulisano e Luisa Vassallo, entrambi esperti di letteratura fantasy e già autori di diversi volumi sull’argomento, scopre la grandezza letteraria e culturale di MacDonald, restituendoci la bellezza di un grande scrittore veramente europeo.

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venerdì, 23 gennaio 2009



GIULIANO GALLETTA
NOBERASCO CENTO ANNI
Presentaxione del volume
Teatro Chiabrera - Savona
venerdì 23 gennaio 2009, h. 17:30

Verrà presentato venerdì 23 gennaio, alle 17,30, presso il Teatro Chiabrera, la presentazione del libro “Noberasco cent’anni compiuti”, dedicata alla storia dell’azienda di Albenga che da oltre un secolo seleziona, trasforma e distribuisce, in Italia e nel mondo, frutta secca di qualità e che ha fatto dell’importazione uno dei suoi cavalli di battaglia fin dagli albori.
L’appuntamento vedrà, oltre alla presenza del sindaco Federico Berruti che aprirà l’evento, interventi di Gian Benedetto Noberasco, presidente ed amministratore delegato dell’azienda, Giuliano Galletta, giornalista e autore del libro, Carlo Vannicola, docente di disegno industriale presso la facoltà di Architettura dell’Università degli studi di Genova e, infine, del direttore generale di Noberasco spa, Gabriele Noberasco.
“Sono lieto - ha dichiarato Berruti - che un’impresa così importante abbia scelto Savona e il Teatro Chiabrera per celebrare il proprio centenario. La nostra città è lieta di ospitare la Noberasco nel suo teatro storico. Esprimo la mia profonda stima a questa azienda così radicata nel territorio”.
“La Noberasco - prosegue poi il sindaco - ha saputo coniugare negli anni il saper fare e la creatività, unendo innovazione e tradizione. Per tutti questi motivi auspico che questo incontro sia l’inizio di un percorso di collaborazione e di condivisione nell’ottica dello sviluppo e della promozione del nostro territorio”.

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giovedì, 22 gennaio 2009

Paolo Rossi

PAOLO ROSSI
SULLA STRADA ANCORA
Teatro Ambra
Via Archivolto del Teatro, 8 - Albenga
venerdì 23 gennaio 2008, h. 21:00

La stagione teatrale di Albenga si apre con Paolo Rossi. Al teatro Ambra, per un progetto artistico sostenuto dal Comune di Albenga e dalla Provincia di Savona, andranno in scena sei spettacoli e nove repliche.
Domani, alle 21, inaugurazione con l’atteso debutto del nuovo spettacolo “Sulla strada ancora”di Paolo Rossi e Stefano Benni. La “star” della serata, Paolo Rossi, ritorna in teatro con uno spettacolo che mescola, come è nel suo stile, la realtà con l’immaginazione; ricco di affabulazioni, monologhi, poesie, barzellette e vita vissuta. In questo lavoro, che prende spunto da uno spettacolo mai andato in scena, Ubu Re d’Italia, l’attore, l’uomo e il personaggio Rossi raccontano eventi e riflessioni sulla vita, sul mestiere dell’attore e, più in generale, sulla nostra società. Ma farà capolino anche “il teatro” e le lezioni di Jarry e Shakespeare, Cechov e Lenny Bruce, che si alterneranno in un vorticoso girotondo fino a confondersi con lo stesso artista. Ne viene fuori anche un ritratto intimo e dolce-amaro di un inedito Paolo Rossi, il quale cerca di ri-scoprire il rapporto con il pubblico e con il suo corpo, rivelando i percorsi che lo hanno portato sulla strada ancora. Ricordandosi che la vita a volte è meglio che sia affrontata con una risata.

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mercoledì, 21 gennaio 2009

Palazzo Peloso Cepolla - Albenga

STORIA, ARTE ED ECONOMIA NELLA LIGURIA DEL CINQUECENTO
Ciclo di incontri
a cura dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri
Palazzo Peloso Cepolla - Albenga
gennaio - marzo 2009

Anche quest’anno ad Albenga si terrà la tradizionale serie di incontri e relazioni su un tema storico e culturale, organizzata dall’Istituto Internazionale degli Studi Liguri. La serie di appuntamenti, che inizieranno il 24 gennaio sarà dedicata al tema: “Storia, Arte ed Economia nella Liguria del Cinquecento”.
Come di consueto i relatori svolgeranno le loro relazioni nel salone delle conferenze di Palazzo Peloso Cepolla: “Si tratta - dicono gli organizzatori - del tradizionale corso di aggiornamento per insegnanti ed appassionati di storia che ogni anno organizziamo ad Albenga, dedicandolo ad un tema di particolare rilievo per la storia ligure e locale”. Ad organizzarlo con l’Istituto Internazionale di Studi Liguri, Sezione Ingauna, sono il Comune di Albenga, le Università di Genova, Torino e la Sovrintendenza Archivistica della Liguria. Nel primo incontro il professor Giuseppe Felloni (Università di Genova) interverrà su: “Il secolo d’oro delle finanze genovesi in Europa”.
Questo il calendario dei successivi interventi: “Guerra e commercio nel Mar Ligure del XVI secolo” (31 gennaio, prof. Luca Lo Basso, Univ. Genova); “Navigatori liguri nella grandi scoperte geografiche (7 febbraio, Furio Ciciliot, Società Savonese di Storia Patria); “Contrasti ed innovazioni nella chiesa cinquecentesca” (14/2, Valeria Polonia, Univ. Genova); “Primo Rinascimento tra Savona ed Albenga” (28/2, Massimo Bartoletti, Sovrintendenza beni artistici della Liguria; “Gli argentieri del XVI secolo” (7/3, Simona Parigi). A chiudere il ciclo di conferenze degli studi liguri ingauni sarà il 14 marzo, professor Ennio Poleggi (Università di Genova) che interverrà sul tema: “Le strade nuove di Genova ed il sistema dei Rolli”.

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martedì, 20 gennaio 2009


Frantoio Raineri - Chiusavecchia

I FRANTOI DELL'ARTE

I Frantoi dell'Arte fanno parte della stagione 2008/2009 di Teatri del Ponente Ligure: sei teatri del ponente della Liguria ed un nuovo modo per raccontare il territorio attraverso la cultura.
Margherita Rubino e Sergio Maifredi sono i curatori dei tre appuntamenti negli antichi frantoi della Liguria per una spremitura di idee antiche e nuove.
"I borghi dell'entroterra, gli ulivi, i frantoi, le terrazze si fanno attori protagonisti; l'olio diventa logos, parola, cultura che s'assapora, che traduce un sapere di generazioni. I porti, le spiagge, le cave, le architetture romane e medievali, le grotte e gli scavi archeologici diventano scenografie." (Sergio Maifredi)

E proprio negli antichi frantoi, i luoghi dove da millenni la cultura e l'arte dell'olio vengono raccontate saranno ospitati i protagonisti della cultura di oggi.
Il primo appuntamento il 22 gennaio 2009 alle ore 17,30 al Frantoio Raineri a Chiusanico (Imperia, uscita autostrada Imperia Est, sulla SS 28 subito prima di Chiusa Vecchia), avrà come protagonista Simone Regazzoni, autore di Harry Potter e la filosofia. Fenomenologia di un mito pop, Genova, Il Melangolo, 2008.
Pop Filosofia è il termine coniato dal filosofo francese Gilles Deleuze per indicare un nuovo stile filosofico che si ispira alla musica rock. I libri di pop filosofia affrontano nuovi fenomeni di massa (come ha Fatto Maurizio Ferraris nella sua "Ontologia del telefonino", Bompiani 2008) o fictions (narrative o televisive) come appunto l'ultimo volume di Regazzoni, che penetra nel mondo creato da J.K.Rowling nei suoi romanzi, affrontando questioni filosofiche come l¹etica del coraggio, l'amore per la giustizia e simili.
A seguire il 7 febbraio alle 16 l'incontro con Moni Ovadia "America, Russia e Utopie" al Frantoio Sommariva ospiti di Agostino Sommariva.
Moni Ovadia, grande affabulatore e uomo di spettacolo è anche l'autore di "La bella utopia", Promo Music Books, 2008. Quale nuova prospettiva offre il nuovo millennio delle due grandi illusioni del XX secolo, la democrazia ad ogni costo 'esportata' dagli USA e la bella utopia propagandata dal sistema sovietico da Lenin in poi? Un punto di vista privilegiato è quello dell'artista Moni Ovadia, che ha dedicato due suoi bellissimi spettacoli alle grandi potenze del secolo scorso e alle debolezze insite in entrambi i sistemi, "Questa è l'America!" e "La bella utopia". Ovadia non è solo uomo di musica e di teatro, ma anche di cultura, collaboratore di molte testate internazionali e autore di libri e saggi di successo.

"Narrare divertendo" è il titolo dell'Intervista ad Andrea Vitali, autore del fortunatissimo: "Olive comprese", in calendario nel mese di marzo.
La narrativa di successo fa discutere, tratta problemi importanti, a volta annoia. Esistono però anche romanzieri di libri ad altissime tirature che sanno raccontare con una penna strepitosa storie piccole e noir, storie di provincia e storie di città, affetti e tradimenti con leggerezza e simpatia per uomini e donne qualunque, carichi di vizietti e debolezze ma riconoscibili nella vita di ogni giorno. Andrea Vitali, detto "il nuovo Piero Chiara" è autore di una quindicina di romanzi di gran successo ("La modista" ha passato il milione di copie ed è persona nota per la carica di reale umorismo oltre che per la facilità straordinaria della penna.
Il compito dato all'ospite di turno e al pubblico che interviene é quello di portare un'idea e di spremerla, realizzando la metafora richiesta dal frantoio.
Il rapporto familiare, conviviale ed esclusivo tra relatore e pubblico è un elemento base per la riuscita di questo percorso: in ogni incontro E' prevista una degustazione di oli, per non dimenticare il sapore della nostra Cultura.
I Frantoi dell'Arte mette a confronto e fa dialogare con un gioco di parole la Cultura del Territorio (l'Ulivo) con quella del Territorio della Cultura (il Mediterraneo).
I Frantoi dell'Arte è un progetto realizzato nell'ambito della stagione di Teatri del Ponente Ligure.

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lunedì, 19 gennaio 2009




TEATRO GARAGE
SULLE VIE DEL BLUES
Teatro Comunale
Via Aprosio - Ventimiglia
martedì 20 gennaio 2009, h. 21.00

Martedì 20 gennaio ore 21.00 per la rassegna Teatri del Ponente Ligure andrà in scena 'Sulle vie del blues' a cura del Teatro Garage con Lorenzo Costa e Federica Ruggero, accompagnati da con Lorenzo Costa e Federica Ruggero, accompagnati da Davide Serini (chitarra), Mauro Mura (batteria), Danilo Parodi (basso), Alberto De Benedetti (voce solista).
Lo spettacolo-concerto ricostruisce una breve storia del Blues, attraverso la musica, la parola, l’immagine. Non vuole essere solo un piccolo contributo alla nascita di un genere musicale, ma tocca anche il tasto dolente del razzismo. Due attori e quattro musicisti, si muovono all’interno di una sorta di pinacoteca dove troneggiano le immagini di alcuni tra i più significativi personaggi che hanno fatto grande questo genere musicale. Gli attori-ciceroni raccontano fatti e leggende che hanno contribuito a mitizzare gli uomini del blues, e si soffermano, come se si volessero calare in un’altra dimensione, a parlare di razzismo in una sorta di angolo della poesia. Raccontano con leggerezza, ricorrendo ad aneddoti e interagiscono fra di loro e con i musicisti, i quali sottolineano i momenti salienti della recita con i loro strumenti per restituire in modo poetico ed evocativo la testimonianza di questa arte.

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domenica, 18 gennaio 2009

MASSIMO BARTOLETTI - FRANCO BOGGERO
LA COLLEGIATA DI SANT'AMBROGIO IN ALASSIO
Cinquecento anni di storia e arte
Federico Motta Editopre, 2009
presentazione del volume
Basilica di Sant'Ambrogio - Milano
lunedì 19 gennaio 2009, h. 17:00

Lunedì 19 gennaio, nella Sala Sant’Ambrogio della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, si terrà la presentazione del volume "La collegiata di Sant’Ambrogio in Alassio. Cinquecento anni di storia e arte" di Massimo Bartoletti e Franco Boggero.
L’iniziativa, promossa dall’Istituto di Storia dell’Arte Medioevale e Moderna dell’Università Cattolica di Milano, prenderà il via alle ore 17.00.
A presentare il volume sarà la professoressa Francesca Flores D’Arcais, direttrice dell’Istituto di Storia dell’arte medievale e moderna dell’Università Cattolica di Milano. Insieme agli autori ci sarà, Sandrina Bandera, Soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Milano.
Saranno presenti il Sindaco di Alassio, Marco Melgrati e il Parroco di Sant’Ambrogio di Alassio, mons. Angelo De Canis.
Situata nel cuore di Alassio, la collegiata di Sant’Ambrogio è un organismo architettonico stratificato, di non immediata decifrazione, che lascia trapelare con qualche difficoltà le proprie origini medievali. Una recente campagna di restauro, finanziata dalla Parrocchia, ha conferito coerenza e leggibilità a uno spazio interno nel quale, a un primo sguardo, è soprattutto l’arredo marmoreo sei-settecentesco degli altari a spiccare sulla trama decorativa ottocentesca, che va a ricoprire una struttura che di fatto coincide col monumentale edificio a tre navate ricostruito a varie tappe nel corso del XV secolo su di un più antico corpo di fabbrica di cui non sussistono le tracce.
I cinquecento anni dalla consacrazione della chiesa (1507-2007) hanno fornito occasione per un bel volume (Federico Motta editore) curato da due storici dell’arte della Soprintendenza ligure per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici, Massimo Bartoletti e Franco Boggero (di Daria Vinco la campagna fotografica), concepito come articolata raccolta di saggi e stampato con il sostanziale contributo del Comune di Alassio.
L’articolato e ricco patrimonio artistico della chiesa comprende una serie di argenterie tra le quali un raro ostensorio "ambrosiano" di età tardogotica, realizzato a Genova seguendo un modello milanese, di cui si è occupato Franco Boggero, la suppellettile lapidea quattro cinquecentesca, oggetto di serrata discussione storica e stilistica da parte di Fulvio Cervini e di Manuela Villani, la quale dedica un ampio commento a un bellissimo ciborio di marmo datato 1470 opera di uno scultore lombardo in bilico tra Gotico tardo e il linguaggio del Rinascimento.
I coloratissimi marmi, dal primo Seicento al Settecento avanzato, grazie alla efficace lettura critica che ne ha offerto Fausta Franchini Guelfi, costituiscono una vera e propria riscoperta per il visitatore, così come, ma soprattutto per lo specialista, il ricco assortimento di paramenti in tessuto di gran pregio, analizzato da Marzia Cataldi Gallo.
Per ciò che concerne la pittura, l’argomento è stato affrontato per temi specifici che andassero a toccare trasversalmente altri luoghi sacri alassini. L’attività di ben tre generazioni consecutive degli artisti della famiglia Carlone di Rovio (Canton Ticino) nella città rivierasca lungo il Seicento era un caso di cui occorreva in qualche modo dar conto e di ciò si è preso carico nel volume Massimo Bartoletti. Lo stesso occorreva fare per l’intenso rapporto di filiazione spirituale che legò il grande Giovanni Andrea De Ferrari col padre cappuccino Francesco Maria Giancardi, il quale commissionò al pittore genovese, in Sant’Ambrogio e in altre chiese cittadine, alcune pale d’altare di notevolissima qualità e di particolare intensità psicologica, una vicenda che è stata sceverata da Angela Acordon.
Alfonso Sista e Alessandro Giacobbe si sono dedicati rispettivamente alla presenza in Alassio dei pittori di Porto Maurizio tra Sei e Settecento e all’arredo pittorico delle chiese "minori" cittadine, soprattutto di certe cappella campestri erette lungo suggestivi percorsi fuori dagli odierni flussi del traffico.
Ovviamente non si sono tralasciate le sculture e gli intagli in legno, in Sant’Ambrogio e altrove, presi in esame da Simone Repetto a scandire con una certa regolarità l’arco di tempo compreso tra Quattrocento e Settecento, e neppure il corredo epigrafico (Bruno Schivo), i motivi decorativi del sagrato realizzato nel tipico "risseu" a ciottoli di vario colore (Daniela Gandolfi) e men che meno la dimensione sonora della collegiata e del vicino oratorio di Santa Caterina, sotto l’aspetto degli organi e della vicenda di una "cappella" musicale che tra Cinque e Ottocento interveniva durante le celebrazioni liturgiche, argomento su cui è ritornato Giampaolo Mela.
Il tutto scandito da saggi di inquadramento storico, da quello di Giovanni Puerari che illustra le vicende della chiesa dal XII ai primi anni del XVI con documenti inediti a quello di Luciano Livio Calzamiglia che si occupa invece dell’Età Moderna. Costanza Fusconi ha letto sul manufatto la successione delle fasi edilizie nel corso del tempo ed Elena Formento ha esposto i risultati del lungo e complesso intervento di restauro.
Ultima, una appendice, a cura di Tommaso Schivo, sulla produzione letteraria ad Alassio dal Seicento a oggi.

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sabato, 17 gennaio 2009




BERNARD POURRIERE
Galerie Depardieu
64, Boulevard Risso - Nice
du 16 jnvier au 13 fevrier 2009

Les installations sonores, vidéos et images infographiques de Bernard Pourrière se nourrissent des derniers développements des sciences de la nature, des théories de l’évolution et de la transformation du vivant.

La robotique croise désormais les mutations du vivant, précipitées par les manipulations génétiques. Les nouvelles technologies, l’intelligence artificielle, les clonages et autres hybridations portent à remettre en perspective le corps-artefact, appareillé et capable de toutes sortes de prolongements.
Le corps contemporain – le nôtre aussi bien – n’est pas tant appelé à devenir «technologique», mais plutôt à se redéfinir dans sa réalité et dans ses gestes.

Ce sont ces usages d’un corps re-paramétré que Bernard Pourrière explore dans son travail artistique.

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venerdì, 16 gennaio 2009

VIAGGIATORI VIAGGIANTI
Teatro Cavour
Via Felice Cascione 83 - Imperia
venerdì 16 gennaio 2009, h. 21:00

Venerdì 16 gennaio 2009, allo ore 21, nell'ambito della rassegna Teatri del Ponente Ligure, al Teatro Cavour (via Cascione 33) va in scena Viaggiatori Viaggianti, spettacolo concerto sulle rotte dei grandi viaggiatori in Liguria ideato e diretto da Sergio Maifredi, con Franco Carli e Antonio Carli e la partecipazione di Max Manfredi e la Camerata Musicale Ligure.

La terra di Liguria con i suoi contrasti e il suo clima mite, il suo patrimonio storico-artistico e il suo paesaggio mediterraneo e a tratti selvaggio ha sempre ispirato i letterati e i poeti, gli artisti e i musicisti. Sia quelli di passaggio, che la scoprivano spesso con stupore, ad esempio nel corso del Grand Tour, sia quelli che la conoscevano bene per esservi nati e cresciuti.
Viaggiatori Viaggianti é un omaggio alla Liguria attraverso le parole e le note di chi l'ha amata e se ne è lasciato ispirare. Si basa, infatti, sugli scritti in versi e prosa di celebri viaggiatori (Gogol, Stendhal, Monet, Klee, Valery, Proust, Scott Fitzgerald, Hemingway, Nietzsche, Wagner...) e autori liguri (Calvino, Boine, Orengo, Sbarbaro, Campana, Sanguineti, Caproni, Montale...) che l'hanno raccontata.

Lo spettacolo, concepito in modo da cambiare ogni sera a seconda dei luoghi e degli spazi in cui viene rappresentato, ha la struttura di un recital, in cui la musica si alterna alle parole. Nella versione presentata venerdì al Teatro Cavour le letture sono affidate agli attori Franco Carli e Antonio Carli.
La scaletta musicale è composta da brani musicali legati alla Liguria, eseguiti da José Scanu assieme alla Camerata Musicale Ligure e da una serie di ballate scritte e interpretate da Max Manfredi, dedicate ai grandi personaggi che hanno attraversato la Liguria, da Francis Scott Fitzgerald con sua moglie Zelda ad Oscar Wilde (la cui moglie Constance riposa nel cimitero di Staglieno), da Cesare Pavese a Guido Gozzano, da Shelley a Lord Byron.

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giovedì, 15 gennaio 2009

Il bovindo di Villa Angerer

IL RESTAURO DI VILLA ANGERER
Museo Civico - Palazzo Borea d'Olmo
Via Matteotti 143 - Sanremo
giovedì 15 gennaio 2009, h. 17:30

Proseguono gli incontri culturali organizzati dalla sezione di Sanremo dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri con una conferenza che si terrà, domani alle 16.30, presso il Museo Civico di Palazzo Borea d’Olmo di via Matteotti a Sanremo, dal titolo 'Villa Angerer: un esempio di restauro'.
Villa Angerer, un dei migliori esempi del liberty sanremese, è oggetto da alcuni anni di un recupero e valorizzazione che consentirà alla struttura di divenire un polo museale dedicato al liberty. I lavori sono stati seguiti dagli architetti Scarella e Di Aichelburg per il Comune, e curati dalla ditta 'Ducale Restauro' che, in occasione della conferenza, presenterà i risultati della prima tranche di lavori.

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mercoledì, 14 gennaio 2009




CAINE E SATRAGNO AL CHIABRERA
Teatro Chiabrera - Savona
mercoledì 14 gennaio 2009, h. 21:00

Mercoledì 14 gennaio, alle ore 21 si terrà al teatro Chiabrera l'atteso concerto di Uri Caine (pianoforte) e Danila Satragno (voce).

Sottolinea l'Assessore alla Cultura Ferdinando Molteni "E' uno dei concerti più significativi della stagione, è davvero interessante che un artista come Uri Caine incontri la bellissima voce di Danila Satragno. Sarà un affascinante viaggio nel jazz europeo attraverso due grandissimi interpreti".

DANILA SATRAGNO, diplomata in pianoforte principale presso il Conservatorio di Genova e in musica jazz presso il Conservatorio di Parma, svolge un'intensa attività concertistica adattandosi con estrema duttilità a diverse formazioni spaziando dal jazz alla musica contemporanea. Ha collaborato con musicisti tra i quali Moroni, Waldron, Pieranunzi, Leveratto, Texier, Cobb, De Piscopo, Braye, Casati, Mover, Anderson. Partecipa ai più importanti festival jazz nazionali ed internazionali ed è spesso ospite delle più prestigiose manifestazioni jazzistiche europee e americane. Ha collaborato con la RAI per “Jazz Stereo 1”. E' autrice di molte delle musiche che interpreta e di un saggio in Franco Fussi, “La voce del cantante”. Con il cd "Odla" ha svolto una tournée negli Stati Uniti cantando anche al famoso ‘Smoke’ di New York. E' da poco uscito l''ultimo cd "Un Lupo in Darsena", con Dado Moroni, Roberto Gatto, Rosario Bonaccorso e Sandro Gibellini, back vocals Annalisa Scarrone, Roberta Daniel, Maria Grazia Scarzella (Onosinu Records). Il repertorio si basa sulla rivisitazione in chiave jazz di famosi brani italiani con un occhio particolare agli artisti liguri oltre a due standards americani. Nel 2007 ha vinto il primo Italian Jazz Awards, Oscar del Jazz Italiano intitolato alla memoria del pianista Luca Flores, per la categoria “Best Jazz Singer” ed è stata protagonista dello speciale RAI1 "Soundz" e di "Effetto Notte" su Radio 2 con Roberto Cotroneo. E' titolare di cattedre presso il Conservatorio di Cuneo per il corso di laurea in Canto Jazz e tradizioni afroamericane e direttore artistico della sezione Jazz e Pop della Scuola di Musica di Savona. Dal 1999 tiene corsi presso l'Artec di Milano e svolge attività di docenza nel Master di Vocologia Artistica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bologna.

Imprevedibile, giocoso, curioso, onnivoro, citazionista: il pianismo di URI CAINE è la quintessenza della musica d'arte di oggi. Nella sua carriera Caine spazia con disinvoltura dalle atmosfere elettriche del progetto Bedrock o dei quintetti di Dave Douglas alle originali e audaci riletture di Mahler, Mozart, Schumann, Bach e Wagner, che, incise per l'etichetta Winter & Winter, lo hanno portato all'attenzione del pubblico e della critica internazionale. Lo stile è assolutamente personale, ma le sue improvvisazioni, che sgorgano con una facilità disarmante una dopo l'altra e con un virtuosismo pianistico assoluto, nascono o prendono spunto da temi famosi: Bernstein o Beethoven, Mozart o Mahler fino ad arrivare a scherzare con il Disney de ”La carica dei 101”. Blues, jazz, classica, pop sono assorbiti e metabolizzati e restituiti all'ascoltatore in una nuova affascinante veste.
Uri Caine è nato a Philadelphia, dove comincia a studiare piano con Bernard Peiffer e i suoi ascolti cominciano a spaziare da Glenn Gould fino a Oscar Peterson, Herbie Hancock e Cecil Taylor. Quando si iscrive all'università, Caine è già coinvolto nella scena jazzistica della sua città, suonando con i grandi maestri che visitano Philadelphia, da Freddie Hubbard a Joe Henderson, Phil Woods e Lester Bowie; nel frattempo studia composizione con George Rochberg e George Crumb. Trasferitosi a New York, Caine entra a fare parte dell'incredibile scena jazzistica della città. In questi anni collabora con artisti quali Dave Douglas, Arto Lindsay, Sam Rivers, Rashied Alì, Bobby Watson, The Master Musicians of Jajouka e soprattutto Don Byron con il quale condivide l'approfondito studio dei repertori classici della musica ebraica. Nel 2003 viene nominato direttore del settore Musica della Biennale di Venezia dove debutta con “Othello Syndrome” sua ultima registrazione. Recentemente gli sono state commissionate opere dal Beaux Arts Trio, dalla Basel Chamber Orchestra, dalla Volksoper di Vienna, dal Ravenna Festival, dalla Los Angeles Chamber Orchestra e dalla BBC Orchestra. E' regolarmente invitato sia a festival di musica classica quali Salisburgo, Monaco, Holland Festival sia a quelli di musica jazz tra i quali Montreal, Monterey, San Sebastian, Newport.

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martedì, 13 gennaio 2009

NOEMI SANGUINETTI
UN VIAGGIO ECLETTICO
Complesso Monumentale di Santa Caterina - Finalborgo
dal 10 gennaio all'otto febbraio 2009

A Finale Ligure Borgo, presso l’Oratorio de’ Disciplinanti nel Complesso Monumentale di Santa Caterina, dal 10 gennaio - 8 febbraio 2009 “Un viaggio eclettico”, esposizione di scultura, pittura e ceramica dell’artista italo argentina Noemi Sanguinetti (**). La mostra (orario: dalle 15 alle 20; chiuso il martedì) è organizzata con il contributo e il patrocinio del Comune di Finale Ligure (Assessorato alla Cultura) e la Fondazione A. De Mari - Cassa di Risparmio di Savona. In occasione dell’inaugurazione prevista per sabato alle ore 16 e 30, il presidente della Fondazione “A. De Mari” della Cassa di Risparmio di Savona Luciano Pasquale, presenterà il volume “Noemi Sanguinetti. Un viaggio eclettico”, con testo critico a cura di Paolo Levi. Interverranno critici e conoscitori d’arte, tra i quali lo stesso Levi (*) e Germano Beringheli.

Noemi Sanguinetti: “Nata nel 1950 a Buenos Aires, dove ha studiato all’Accademia d’Arte, è fondamentalmente una scultrice, pur cimentandosi con successo con pittura e ceramica. Dopo aver provato per anni diversi materiali è arrivata a conoscere ed apprezzare il marmo e a sceglierlo come materiale d’elezione, ed un grande maestro, Ramon Castejon (allievo di Maioll e Clarà), le ha insegnato la tecnica dei punti e l’uso del compasso aureo per passare dal bozzetto all’opera. Nel corso degli anni ha sviluppato un percorso creativo legato a tematiche diverse, teste, busti, torsi, “maternità” e coppie, mettendo a frutto gli studi di disegno con Aurelio Macchi e modellazione con Alberto Balietti. Espone le sue opere dal 1972 e ha tenuto moltissime personali in Argentina, Brasile, Stati Uniti, Cuba, Germania, Austria, Francia e Italia. È stata invitata a partecipare a mostre o a realizzare opere a L’Havana, Barcellona, Francoforte, e da ultimo, ma non meno importante, ha partecipato ad una mostra appena conclusa a Brera, dove le sue opere erano in compagnia di quelle di Manzù, Messina, Minguzzi, Pomodoro, Vangi. Col tempo ha lasciato tutto dietro di sé, tutto quello che ha imparato, ma questo non fa sì che si senta più leggera. Le sculture di oggi sono per lei un nuovo punto di partenza nella sua vita artistica, ma sono anche il prodotto di tutti quei precedenti momenti, legati alla sua vita errante e alla sua storia. In Italia è arrivata richiamata dal marmo e dai laboratori di Carrara, dove ha lavorato nel laboratorio di Carlo Nicoli, ma, soprattutto, dalla Liguria, la terra dove vivevano i suoi nonni e da cui sono partiti per emigrare in Argentina, a fine ottocento. È a Savona dal ‘94, ha collaborato per molto tempo con Rinaldo Rotta, e tanti apprezzano il suo lavoro, ne danno testimonianza le diverse mostre allestite o le sue opere presenti in vari paesi liguri, da Badalucco a Varazze”.

La memoria archetipica della forma
Immaginifica, eclettica e nel contempo puntigliosa, Noemi Sanguinetti è artista e scultrice di alta scuola, che ha sempre espresso uno stile personalissimo in una ricerca plastica che tende al monumentale. Sempre conscia delle potenzialità dei materiali su cui applica una manualità a volte potente, a volte delicatissima, durante il suo lungo e severo percorso si è rivolta a diverse tecniche con motivate variabili strutturali, lavorando e sperimentando soprattutto sul marmo e sul bronzo. I suoi oggetti plastici rispondono dinamicamente a una visione arcana della forma astratta, che si fa plausibile nella concreta narrazione che sboccia dalle mani sapienti della sua autrice. La sua storia di scultrice guarda al museo europeo del Novecento, all’astrazione come massa antropomorfa in attesa di rivelazione, e al corpo umano come variabile post cubista o come longilinea ombra totemica. I suoi motivi visuali emergono da una memoria archetipica, o dal retaggio culturale di antiche narrazioni mitiche, facendo pensare a reperti archeologici riportati fortunosamente alla luce, e da conservare per trasmettere il messaggio indecifrabile della loro bellezza.
A testimonianza del colto eclettismo di questa artista, il suo segno così felice nella scultura, diventa grafia visiva di limpida acutezza quando si esprime con la china su carta, per interpretare con poetica soggettività un insetto o la figura umana, un tramonto o un’aurora.
In questi ultimi due anni, Noemi Sanguinetti ha scelto di dedicarsi con rigore e determinatezza a una mondo di esseri bronzei, curiosi bipedi alati, ma solidamente attestati come sentinelle, che sembrano innalzare, invece che piume, acuminate armi da difesa contro un nemico sconosciuto. Sono invenzioni di pregnante intelligenza, giocose e drammatiche al tempo stesso, testimonianze tese ed eleganti di un universo altro, ma perfettamente plausibili nella loro curiosa ibridazione; suggeriscono le cadenze goffe ed esitanti di uccelli incapaci di volare, ma sono comunque portatori di una segreta armonia e di messaggi arcani come la loro natura minerale. I colori del bronzo sono qui quelli ossidati del verde e del blu, elementi tonali che ancor più configurano l’aura misteriosa di queste belle creature.
Paolo Levi

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lunedì, 12 gennaio 2009

SALVATORE REVELLI:
TAGGIA RICORDA LO SCULTORE NEL 150° ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA

Il Centro Culturale Tabiese, dopo i festeggiamenti del bicentenario di Giovanni Ruffini, guarda alla ricorrenza, nel 2009, del 150° anno dalla scomparsa dello scultore Salvatore Revelli, ottocentesco artista ligure che seppe portare il proprio genio in tutta Italia con il compiacimento dello stesso Papa Pio IX e fino alle porte delle Americhe, in Perù. “Salvatore Revelli 1816 – 1859: il segno, la ragione, il credere” è il titolo scelto per una serie di iniziative che si svolgeranno lungo tutto il corso dell’anno con mostre, concerti, convegni e manifestazioni teatrali.
Tra gli appuntamenti ed i progetti in corso spiccano il convegno internazionale attorno alla figura di Salvatore Revelli, in collaborazione con la Soprintendenza di Genova e la mostra itinerante che verrà ospitata nel luoghi più significativi dove l’artista ha operato, come Taggia, Imperia, Finale Ligure, Genova, Torino e Roma.

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domenica, 11 gennaio 2009

"Vetrine d'Artista"
NICOLAJ DIULGHEROFF
Sede CARISA
Corso Italia - Savona
7 - 27 gennaio 2009

Continua anche nel 2009 “Vetrine d’artista”, iniziativa che vede mettere in mostra opere di artisti presso due bacheche espositive messe a disposizione dalla Cassa di Risparmio savonese presso la sua sede centrale di corso Italia.
Protagonista dell’evento, che prenderà il via oggi per poi proseguire fino al 27 gennaio, è Nicolaj Diulgheroff, artista di origine bulgara tra i protagonisti del Futurismo, movimento artistico di cui quest’anno di celebra il centenario.

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sabato, 10 gennaio 2009




INCONTRO CON ALDA MERINI
Ex Chiesa Anglicana
Via Adelasia 10 - Alassio
sabato 10 gennaio 2009, h. 21:00

Sabato 10 gennaio, ad Alassio, alle ore 21, nell’Ex Chiesa Anglicana (in via Adelasia 10), Alda Merini incontrerà il pubblico in una serata promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Alassio. L’incontro, curato da Nicola Davide Angerame, si svolgerà nell’ambito della mostra fotografica “Oltre la follia. Il volto umano della legge Basaglia”, rassegna dedicata al trentennale della legge 180, che nel maggio 1978 decretò la chiusura dei manicomi e la fine degli internamenti coatti.

Alda Merini è una delle voci più forti della poesia italiana, con quasi mezzo secolo di pubblicazioni alle spalle e due candidature al Premio Nobel. La sua storia personale è passata attraverso l'internamento e l'esperienza diretta dell'elettroscock, ma è sempre stata sorretta da una fede incrollabile, il che fa di Alda Merini una poetessa di grande umanità e spessore morale, ammirata dai più illustri critici e amata dai suoi editori, tra cui Vanni Scheiwiller e Arnoldo Mondadori che hanno per lungo tempo raccolto i suoi versi dettati per telefono e creati di getto.
La Merini ha narrato la cruda realtà dei “lager”, così chiama lei i manicomi, nel libro “L'altra verità. Diario di una diversa” (1992) ma negli ultimi anni si è dedicata soprattutto ad una personale rilettura del Vangelo che ha riscontrato enormi successi, tra cui anche una messa in scena del “Poema della croce”, al Duomo di Milano nel 2006.

Nel 2008 Alda Merini ha pubblicato due importanti libri, che verranno discussi con l’autrice durante la serata alassina d’incontro con il pubblico. Il primo libro è “Lettere al dottor G.” (Frassinelli, 2008)), nato dal ritrovamento, dopo più di trent'anni, di una serie di fogli scritti da Alda Merini nel periodo, quasi un decennio, d’internamento coatto in ospedale psichiatrico. Lettere e poesie indirizzate al dottor Enzo Cabrici, il neuropsichiatra che l'ha avuta in cura e che le ha restituito il dono salvifico della poesia. Sono pagine scritte di getto che illuminano il percorso di Merini durante la malattia, in cui si rincorrono la sofferenza, gli incubi delle pesanti terapie, la nostalgia per le figlie e la gratitudine per alcuni compagni di sventura. Il secondo libro è "Mistica d'amore" (Frassinelli 2008) e riunisce cinque opere d’ispirazione religiosa composte fra il 2000 e il 2007, un canto d'amore mistico intrecciato in racconti poetici che hanno per protagonisti le figure fondamentali della fede cristiana, l'enigma di Gesù, il teatro della crocifissione, lo smarrimento di Maria, San Francesco, Ponzio Pilato e Maria Maddalena.

“L’incontro con Alda Merini – spiega Monica Zioni, Assessore alla Cultura di Alassio – rappresenta per la città un importante momento di confronto con la poesia e con i valori umani che sono al centro dell’omaggio reso alla legge Basaglia. Un’occasione per rinnovare la vocazione letteraria di Alassio, con l’invito di una scrittrice candidata al Premio Nobel”.

“Alda Merini non è solo la più significativa poetessa italiana vivente – spiega Nicola Davide Angerame, curatore dell'evento – ma è una donna che, nella sua eccezionale normalità, ha attraversato alcune delle esperienze più sconvolgenti che si conoscano. Da qui, e dalla sua immensa forza spirituale, sgorga una poesia che è liberazione, ma ancor più senso di umiltà, passione smodata e fede risoluta. In Merini gli opposti convivono con una naturalezza e un’intensità capace di mettere pace ai conflitti, elevandoci al di sopra della contingenza in un nuovo rapporto, di familiarità e di compassione, con la trascendenza”.

Alda Merini è nata il 21 marzo 1931 a Milano, e qui tuttora vive in una casa sui Navigli. Già apprezzata in gioventù da Pasolini e Quasimodo (esordì giovanissima, a sedici anni, con la raccolta "La presenza di Orfeo"), dopo anni di oblio conseguenti al suo internamento in manicomio, ha saputo trasformare il suo drammatico vissuto in versi limpidi e visionari che le sono valsi numerosi riconoscimenti, tra cui, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale" per la Poesia, nel 1996 il Premio Viareggio, nel 1997 il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Settore Poesia. Nel 1996 e nel 2001 è stata candidata, rispettivamente dall'Académie Française e dal Pen Club Italiano, al Premio Nobel per la letteratura.
Alcune delle opere più note pubblicate: "La Terra Santa" (1984), "L'altra verità. Diario di una diversa" (1986), "Vuoto d'amore" (1991), "Ballate non pagate" (1995), "Corpo d'amore. Un incontro con Gesù" (2001), "Magnificat. Un incontro con Maria" (2002), "La carne degli angeli" (2003), "Poema della Croce", "Clinica dell'abbandono" (2004), "Le briglie d'oro" (2005), "Cantico dei Vangeli" (2006), Francesco. Canto di una creatura (2007), La volpe e il Sipario (2008), Mistica d’amore (2008) e Lettere al dottor G. (2008)

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venerdì, 09 gennaio 2009

RECITAL DEL SOPRANO MARIELLA DEVIA
Teatro Centrale
Via Matteotti - Sanremo
venerdì 9 gennaio 2009, h. 21:00

In calendario venerdì 9 gennaio nel Teatro Centrale alle ore 21 un recital del soprano Mariella Devia, organizzato con scopi benefici dal Lions Club di Sanremo.
Questo il programma:
"Roberto Devereux - 'Sinfonia'" di Gaetano Donizetti; "Anna Bolena - 'Al dolce guidami castel natio'" di Gaetano Donizetti; "Norma - 'Sinfonia'" di Vincenzo Bellini; "Il Pirata - 'Col sorriso d'innocenza'" di Vincenzo Bellini; "Turandot - 'Tu che di gel sei cinta'" di Giacomo Puccini; "Manon Lescaut" - 'Intermezzo Atto terzo'" di Giacomo Puccini; "Louise - 'Depuis le jour'" di Gustave Charpentier; "Luisa Miller - 'Sinfonia'" di Giuseppe Verdi; "I Lombardi alla prima Crociata - 'Non fu sogno'" di Giuseppe Verdi.
Il soprano sarà accompagnato dall''Orchestra Sinfonica di Sanremo, diretta dal Maestro Giovanni Di Stefano.

Mariella Devia, nata a Chiusavecchia il 12 aprile 1948, è un soprano italiano. Studia con Iolanda Magnoni e ottiene il diploma in canto al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Nel 1973 vince il concorso 'Toti dal Monte' e debutta a Treviso nella Lucia di Lammermoor. La sua carriera si svolge principalmente in Italia, raggiungendo però anche importanti teatri d'opera stranieri interpretando i principali ruoli da soprano lirico-leggero (dalla Regina della notte a Lucia di Lammermoor), affiancando ruoli rossiniani (Amenaide, Fiorilla, Zelmira e Semiramide), ruoli più diversi (Lodoiska, Giulietta ne I Capuleti e i Montecchi di Bellini e Giovanna d'Arco nell'omonima opera di Verdi) e ruoli impervi (Donna Anna nel Don Giovanni). Eccelle nell'interpretazione di Lucia di Lammermoor, ruolo che interpretato da ultimo al Teatro alla Scala di Milano nel 2006. Sempre alla Scala ha proposto nel febbraio 2008 una magistrale interpretazione della Maria Stuarda di Donizetti in un allestimento di Pier Luigi Pizzi.

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giovedì, 08 gennaio 2009

COMPAGNIA KHORAKHANÉ DANZA
PETROLIO (PASOLINI)
Teatro Comunale
Via Aprosio - Ventimiglia
giovedì 8 gennaio 2009, h. 21:00

Appuntamento con la danza Giovedì 8 gennaio 2009 al Teatro Comunale di Ventimiglia, dove si terrà un nuovo spettacolo per la rassegna di balletti “Liguria Danza oltre…”
Alle ore 21.00 andrà in scena il balletto “Petrolio (Pasolini)” a cura della compagnia Khorakhane Danza. Si tratta di uno spettacolo ispirato all’opera omonima di Pier Paolo Pasolini con la regia e le coreografie di Luciano Firi.

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mercoledì, 07 gennaio 2009

CORRADO BOZZANO, PAOLO MUSSAPP, MARCELLO TARDITI
LE AUTOLINEE DELLA RIVIERA
Storia illustrata del trasporto pubblico su strada nel ponente savonese
Prefazione di Franco Maria Zunino e Angelo Bruzzone
Fratelli Frilli, 2008
Fuori collana

In provincia di Savona, il territorio a ponente del capoluogo si estende, lungo la riviera e nell’entroterra, fino al confine con quello delle province di Imperia e di Cuneo. Si tratta di un’area nota a molti soprattutto per la sua litoranea, che ospita diverse apprezzate località di soggiorno (da Spotorno a Loano, da Finale Ligure ad Alassio), il cui centro principale è Albenga, con la sua piana nella quale sono sorte molte imprese, in buona parte operanti nel settore ortofrutticolo. Interessante ed orograficamente vario è comunque anche il suo interno, dove si possono visitare, oltre alle note grotte di Toirano, numerosi altri abitati, sia nel versante marittimo, sia in quello padano.
La mobilità nel territorio, già notevolmente agevolata con la costruzione, nella seconda metà dell’Ottocento, della ferrovia litoranea Genova-Ventimiglia, a partire dall’inizio del secolo scorso fu resa possibile praticamente ovunque grazie ai nuovi servizi di autolinea, che sostituirono gradualmente anche i preesistenti collegamenti a trazione animale; oltre alle autocorriere di linea in servizio locale, in quell’area iniziarono ad operare molto presto, fin dagli anni Venti, anche lussuosi pullman adibiti ai servizi di Gran Turismo, che percorrevano tutta la riviera e si spingevano fino alla Costa Azzurra.
Il testo del volume in argomento ripercorre, con un susseguirsi di immagini in grandissima parte inedite, la storia di questi indispensabili servizi pubblici nel corso del Novecento, dalle prime imprese artigianali alla S.A.T.I. (la grande società che trasportò per decenni turisti e famiglie dalle città del nord Italia alla riviera di ponente e che negli anni Cinquanta offriva ai genovesi un pullman per Alassio ogni trenta minuti), fino all’attuale gestione svolta nel bacino di traffico albenganese dalla S.A.R., società a capitale pubblico.

Corrado Bozzano è nato nel 1945 a Genova, dove risiede. Fra i suoi interessi, il settore del trasporto pubblico, nell’ambito del quale conduce da molti anni una ricerca storica sull’origine e l’evoluzione degli autoservizi nel territorio ligure, argomento sul quale ha al suo attivo, nell’ultimo decennio, diverse pubblicazioni. Tra queste ricordiamo Genova - Savona Andata e ritorno. Storia illustrata del trasporto pubblico tra Genova, Savona e l'entroterra (con Roberto Pastore e Claudio Serra, Fratelli Frilli Editori, 2007).

Paolo Mussapp è nato nel 1965 a Finale Ligure. È occupato da diversi anni presso la società a capitale pubblico che gestisce i collegamenti nel bacino di traffico albenganese, ma il suo interesse per i servizi di trasporto pubblico spazia oltre l’attuale ambito professionale. È stato autore di pubblicazioni riguardanti la storia locale finalese, con particolare riferimento all’ambiente scoutistico.

Marcello Tarditi è nato nel 1948 a Pietra Ligure, segue da molto tempo le sorti del trasporto pubblico automobilistico nella riviera di ponente, ed è stato autore e collaboratore in pubblicazioni concernenti l’azienda di autoservizi SATI. È particolarmente interessato alla storia del cinema italiano e del doppiaggio nella seconda metà del Novecento, ed alla musica in generale.

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martedì, 06 gennaio 2009

DE ANDRÉ, L'AMICO POETA
Forum Gianmarco Ricca - Civezza
3 - 11 Gennaio 2008

E' in corso a Civezza, presso il Forum Gianmarco Ricca, la mostra "De André, l'amico poeta", incentrata sull'Antologia di Spoon River, tema di uno dei lavori del cantautorte genovese: "Non al denaro, non all'amore né al cielo".
Per raccontarla si è creato un percorso attraverso le immagini del fotografo William Willinghton ed i racconti inediti di Fernanda Pivano.
Un realismo semplice ma colto, quello di Willinghton, che ci accompagna nella realtà di tutti i giorni di un paese da tutti sognato; una realtà di storie quotidiane raccontata dalla sua silenziosa macchina fotografica e nobilitata con il suo stile asciutto ed incisivo che gli permette di presentare ogni situazione nella sua esigenza, senza appesantirla con significati superflui.
E tutte le immagini sono raccontate dai testi inediti di Fernanda Pivano che svela, una volta ancora, una Spoon River che solo lei conosce, con i segreti di quegli amori “reali o immaginari che stregano le anime che gli accolgono nei loro sogni” o gli indiani “che sembrano di vedere spuntare all’orizzonte con i loro cavalli stregati, le loro armi magiche, la loro irruenza fatale”.

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lunedì, 05 gennaio 2009



Rassegna "Note oer il 2000"
CONCERTO VOCALE DEL CORO SANTA MARIA MADDALENA
Chiesa Abbaziale di Santa Maria Maddalena
Bordighera alta
lunedì 5 gennaio 2009, h. 21:00

Si conclude, con un concerto vocale del Coro Santa Maria Maddalena, l'edizione 2008-2009 della rassegna musicale "Note per il 2000".
Il coro “S. Maria Maddalena”, diretto dal M° Marco Peron, nasce come coro parrocchiale, prestando servizio nelle funzioni religiose; successivamente si costituisce in associazione, con lo scopo di realizzare concerti ed eventi culturali musicali.
Nel corso degli anni il coro si è esibito nelle province di Imperia, Savona e nel Principato di Monaco, con repertorio sia sacro che profano, classico e popolare.
Il programma presentato questa sera sarà incentrato sulla musica sacra e della tradizione natalizia, sia a cappella che accompagnata, antica e moderna, italiana e straniera, con musiche tradizionali e di Autori come Bottazzo, Brahms, Haendel, Bach, Adam.

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domenica, 04 gennaio 2009

ALESSANDRO CARASSALE, LUCA LO BASSO
SANREMO, GIARDINO DI LIMONI
Carocci, 2008
Collana "Studi Storici Carocci"

Gli agrumi hanno rappresentato per Sanremo, e per una limitata fascia costiera dell’estrema Liguria di Ponente, una basilare fonte di guadagno per molti secoli. Questo libro presenta da un lato una nutrita messe di dati e notizie su questo tema; dall’altro, analizza l’evoluzione di un sistema agrario unico e forse irripetibile, di cui si rischiava di perdere la memoria. Ne emerge la chiara delimitazione dei confini territoriali del singolare paesaggio rurale rivierasco, sviluppatosi a partire dal tardo Medioevo in stretta dipendenza dalla crescita della domanda internazionale di limoni, arance e cedri. Prende quindi corpo una storia di grande suggestione, che sarebbe limitativo definire locale; i rapporti in stabile equilibrio tra i produttori, elemento costitutivo dell’attività imprenditoriale, e i precisi meccanismi organizzativi delle compravendite sono i fondamenti su cui poggiava un modello agrumicolo che trova pochi eguali nel panorama mediterraneo, sia dell’età di mezzo, sia dell’evo moderno.

Docente di geografia negli istituti superiori, Alessandro Carassale si interessa di storia economica e in particolare dei processi evolutivi del paesaggio agrario ligure.
Ha pubblicato: L’Ambrosia degli Dei. Il moscatello di Taggia, alle radici della vitivinicoltura ligure (2002); Il Rossese di Dolceacqua. Il vino, il territorio di produzione, la storia (2004); e, con A. Giacobbe, Atlante dei vitigni del Ponente ligure (2008).

Ricercatore di Storia moderna, Luca Lo Basso è docente di Storia degli antichi stati italiani, Storia moderna e Storia della Liguria in età moderna presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Genova; è specialista di storia marittima dell’età moderna.
È autore fra l’altro di In traccia de’ legni nemici. Corsari europei nel Mediterraneo del Settecento (2002); A vela e a remi (2004); Una vita al remo. Galee e galeotti del Mediterraneo (secc. XVI-XVIII) (2008).

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sabato, 03 gennaio 2009

KATHERINE MANSFIELD:
UN INVERNO IN RIVIERA
Testi e immagini di una scrittrice del '900
a cura di Roberta Trice
Museo Civico - Palazzo Borea d'Olmo
Via Matteotti 143 - Sanremo
dal 22/11/2008 al 10/1/2009

Dal 22 novembre 2008 al 10 gennaio 2009, presso il Museo Civico di Palazzo Borea d'Olmo, è allestita la mostra Un inverno in Riviera dedicata a Katherine Mansfield, la grande scrittrice nata in Nuova Zelanda che ha conosciuto la nostra riviera soggiornando tra Sanremo, Ospedaletti e Mentone.

L'esposizione, a cura di Roberta Trice in collaborazione con il Club Unesco di Sanremo, comprende testi tratti dai racconti della Mansfield, fotografie, copertine delle prime edizioni, il catalogo-biografia della sua vita e della sua opera e le lettere inviate al marito John Middleton Murry.
È proprio in questo esercizio epistolare che la Mansfield scrive di Sanremo raccontando, ad esempio, dell'eleganza dei negozi e delle pasticcerie, del tram tram del mercato, dei bus, dei colori dell'autunno.

Katherine Mansfield, nata a Wellington in Nuova Zelanda il 14 ottobre 1888 e morta a Fontainebleau-Avon il 9 gennaio 1923, ha legato la propria esperienza creativa al racconto e alla novella, ambientati nei luoghi e tra i personaggi che lei stessa ha frequentato e conosciuto.
Katherine lascia il proprio paese sfidando le convenzioni borghesi perché vuole fare esperienza e affinare la propria arte. Nel settembre del 1919, ormai molto malata, lascia Londra per la riviera italiana.
Giunge così a Sanremo dove resterà per una quindicina di giorni, poi a Ospedaletti dove alloggerà alla Casetta Deerholm, all'inizio del paese. È una villetta di quattro locali e un giardino da cui si gode una splendida vista sul golfo e sul mare cangiante di luci e ombre. «È una casa fatata... per gli amanti», scriverà al marito John Middleton Murry.
Qui rimarrà quattro mesi, sperando nella guarigione. Poi la solitudine, la sofferenza e la malattia la porteranno altrove per scrivere, per vivere, fino al Prieuré, al misticismo di Gurdijev e alla morte.
Preludio, Alla Baia, Garden Party sono i preziosi frammenti legati alla sua esperienza, alla sua terra, alla sua infanzia, in cui anche la sofferenza diventa un'esaltazione della vita.

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venerdì, 02 gennaio 2009

ALFRED NOBEL
Palais de la Découverte
Avenue Franklin Delano Roosevelt - Paris
du 7 Octobre 2008 au 11 Janvier 2009

160 écrans vidéo, des jeux de lumières et d'images en 3 dimensions ou en superposition, pour retracer la vie d'un personnage exceptionnel, qui, durant toute sa vie, a su allier recherche et innovations industrielles. Design, esthétisme, multimédia se conjuguent pour mieux dévoiler tout le génie d'un homme et d'une démarche ultime de valorisation de l'esprit d'innovation qui constitue, aujourd'hui encore, la récompense suprême, au niveau international, des plus grands acteurs du monde scientifique, économique, littéraire ou humanitaire.

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