TERZA EDIZIONE DI "UN OTTOBRE DI PACE" A SANREMO
L'assessorato alla Cultura del comune di Sanremo, in collaborazione con l’associazione culturale Sanremo Città Internazionale per la pace, la nonviolenza e i diritti umani, organizza la terza edizione dell’"Ottobre di Pace", dedicata a Gandhi e a Martin Luther King, di cui ricorrono il sessantesimo ed il quarantesimo anniversario dalla scomparsa.
L’inaugurazione del mese - mercoledì 1 ottobre, ore 21, al Palafiori - vedrà l'intervento di un significativo testimone di questi tempi: Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino, il coraggioso giudice ucciso dalla mafia nel 1992. In questi anni il fratello del giudice Borsellino si è occupato di denunciare le collusioni tra la mafia e la politica e di educare, soprattutto le giovani generazioni, ai valori della legalità e della nonviolenza.
Fra gli altri relatori Nanni Salio, Maurizio Pallante, Dario Arkel, Luisella Battaglia, Marco Bersani.
PAOLO GULISANO - LUISA VASSALLO
GEORGE MC DONALD: IL MAESTRO DELLA FANTASIA
Il Cerchio 2008
Collana “Fantasia2”
Tutti conoscono oramai il grande scrittore John Reuel Ronald Tolkien, l'autore del romanzo "II Signore degli Anelli" portato con grande successo sugli schermi dal regista Peter Jackson. In Italia ancora troppo pochi conoscono invece il maggior ispiratore della sua narrativa, lo scrittore scozzese George McDonald (1824-1905), maestro indiscusso del fantastico "nobile" ottocentesco inglese, sontuoso cantore del "mondo intermedio" delle fate, dei giganti, degli gnomi, che dopo decenni di notorietà internazionale volle finire i suoi giorni nelle bellezze dell'Italia, venendo sepolto a Bordighera. Questo saggio ne scopre la grandezza letteraria e culturale, restituendoci la bellezza di un grande scrittore veramente europeo.
CHIUDE "FUTURENERGIE" AL SACS DI QUILIANO
Si conclude oggi Futurenergie, il progetto di arte postale e digitale organizzato dal SACS, Spazio Arte Contemporanea e Sperimentale del Comune di Quiliano, che ha visto il coinvolgimento di numerosi artisti di varia nazionalità.
Alle ore 17,30, a Villa Maria, ultimo appuntamento con "Eigrene", una performance di tre artisti quilianesi, Bruno Cassaglia, artista visivo e co-curatore del SACS, il danzatore e coreografo Edo Pampuro ed il musicista Gianni Lagorio.
PERMEABILITA' ALPINA
workshop italo-francese su collegamenti, mobilità, servizi e sicurezza
Teatro Alla Confraternita - Limone Piemonte
sabato 27 settembre 2008, h. 9,30
Incontro tra Imperia, Cuneo e Nizza su 'Permeabilità Alpina'
‘Permeabilità Alpina’, questo il titolo del workshop italo-francese su collegamenti, mobilità, servizi e sicurezza, che si svolgerà sabato 27 settembre, a partire dalle ore 9.30, presso il Teatro Alla Confraternita di Limone Piemonte, promosso dal senatore Giuseppe Menardi, sullo stato dei rapporti nella Regione delle Alpi Marittime tra Cuneo, Imperia e Nizza. All’incontro parteciperanno parlamentari, sindaci e autorità dei paesi facenti parte delle tre province, nonché rappresentanti locali dell’imprenditoria e del commercio.
Questo il programma dell’incontro: si inizierà lle ore 9.30 con i saluti istituzionali del sindaco di Limone Piemonte Domenico Clerico e del presidente della Provincia di Cuneo Raffaele Costa. Seguiranno gli interventi di: Michele Davico, sottosegretario al Ministero dell’Interno; Giuseppe Menardi, vicepresidente commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato; Gabriele Boscetto, membro della commissione Politiche dell’Unione Europea e Consigliere Comunale di Sanremo; José Balarello, senatore delle Alpi Marittime e presidente della commissione permanente del Parco Nazionale del Mercantour; Veronica Vecchioni, consigliere municipale della città di Nizza; Jean-Pierre Vassallo, sindaco del comune di Tenda; Gaetano Scullino, sindaco del comune di Ventimiglia. Oltre ai relatori ci saranno i contributi di: Franco Revelli, consigliere comunale di Limone Piemonte; Valter Lannutti, imprenditore dell’Autotrasporto; Agostino Pesce, direttore della Camera di Commercio italiana di Nizza; Patrizia Dalmasso, direttrice del Cna di Cuneo.
A VALLECROSIA TAVOLA ROTONDA
E MOSTRA FOTOGRAFICA
nel settantesimo anniversario dell'emanazione
delle LEGGI PER LA DIFESA DELLA RAZZA
A Vallecrosia, nel settantesimo anniversario dell'emanazione delle leggi razziali, si svolge "Vietato agli Ebrei" con una tavola rotonda (venerdì 26, ore 21.00), la mostra fotografica Le leggi razziali e la stampa (l'inaugurazione sabato 27, ore 15.00; fino al 5 ottobre) e la proiezione gratuita del film di Stefan Ruzowitzky Il falsario - Operazione Bernhard (sabato 27, ore 21.00).
ROBERTA TRICE
LA TRAVERSATA
Philobiblon Edizioni
presentazione del volume
Chiesa di San Francesco - Ventimiglia
venerdì 26 settembre 2008, h. 18
introduce Boris Biancheri
Roberta Trice racconta, con La traversata, una storia in parte recuperata nella memoria, un viaggio ideale il cui tema centrale è l'interrogativo su quale posto occupare nel mondo.
Una bambina, con la mamma, è in attesa di incontrare il padre lontano. Qui spesso sono più importanti le atmosfere che gli eventi, è un racconto fatto di pudori e incanti improvvisi, in un mondo in cui tutto è precario a causa della guerra, tutto scompare.
Nella seconda parte del libro riappaiono gli stessi personaggi molti anni dopo, e la figura dominante è ora quella di un vecchio prete di campagna.
In questo romanzo l'autrice usa così bene l'ellisse ( i dialoghi quotidiani si alternano con cose dette a metà o intraviste: e l'effetto è notevolissimo) che il lettore intuisce anche ciò che non è detto e si trova come immerso nello stesso mondo dei protagonisti.
Amato da Carlo Bo nella sua stesura originaria di racconto, favorevolmente accolto da Pier Paolo Pasolini e poi da Attilio Bertolucci che lo fece pubblicare su "Nuovi Argomenti", La Traversata ha subito molte rielabolazioni. Lo presentiamo ora nella sua più recente versione nitida e luminosa come un cristallo.
Roberta Trice, allieva di Carlo Bo, ha curato la traduzione dei Pastiches di Marcel Proust e un'esegesi linguistica di Un amore di Swann. Ha collaborato alle pagine culturali de "Il Giorno" e ha scritto su numerose riviste, fra cui nuovi argomenti. Ha curato altresì opere di G.Bernanoz, V.Woolf, M.Yourcenar, F.Mauriac, A.Gide, J.P.Sartre, R.Gary per le edizioni Mondadori - De Agostini. Nel 2005 ha pubblicato presso Philobliblon il saggio Lo spirito europeo e la letteratura italiana. Con Benjamin Crémieux tra il 1910 e il 1943.

MEDITERRANEO IN DIALOGO
Sala del Melograno
Via Marsaglia - Sanremo
giovedì 25 settembre 2008, h. 16,00
Le Associazioni Mappamondo, A.I.FO., Granello di Senape, insieme alla Caritas Diocesi Ventimiglia-Sanremo, e con il sostegno del Ce.S.P.IM., organizzano in occasione dell'Anno per il Dialogo Interculturale proclamato dall'Unione Europea il Convegno:"Mediterraneo in dialogo: il Mediterraneo e le migrazioni tra storia e attualità" giovedì 25 Settembre presso la Sala del Centro il Melograno di Sanremo alle 16. Oltre alle relazioni del prof. Salvarani, teologo e direttore di CEM Mondialità, sulla "Via italiana per l'intercultura a scuola" e del prof. Dal Corso, teologo su "Eredità mediterranea: il pluralismo religoso per una societa interculturale" durante il Convegno verrà anche presentato il libro edito dalla Casa Editrice Ennepilibri "Migrare ieri e oggi: il viaggio della mia famiglia" frutto del concorso organizzato nelle scuole dalle Associazioni promotrici lo scorso anno scolastico.
Il Convegno vuole essere uno spunto di riflessione su quanto la società italiana si stia oggi trasformando e come sia necessario, proprio alla luce dei recenti fatti di Napoli e Castelvolturno, per ciascuno riflettere e cercare gli strumenti più idonei per lavorare per una convivenza. Da molti anni le Associazioni organizzatrici del momento dell'incontro lavorano in collaborazione per sensibilizzare il nostro territorio a queste tematiche. Il Convegno sarà anche occasione per presentare il corso di formazione "La via per l'Intercultura" organizzato dall'Associazione Mappamondo in collaborazione con il CIDI di Sanremo e Cem Mondialità e sostenuto dal CE.S.P.IM., per insegnanti, volontari e operatori sociali, che si svolgerà a ottobre presso la Scuola Media Dante Alighieri di Sanremo.
Grandi Incontri Internazionali
a cura di Sergio Buonadonna
CATHERINE DUNNE
Palafiori - Corso Garibaldi - Sanremo
mercoledì 24 settembre 2008, 17,30
Mercoledì 24 settembre 2008, alle ore 17.30, Catherine Dunne è ospite al Palafiori di Sanremo nell'ambito della rassegna Grandi Incontri Internazionali. La scrittrice irlandese presenta il suo nuovo romanzo Se stasera siamo qui (Guanda, 317 pp, 16,50 Eu): quattro donne e un'amicizia che tra alti e bassi dura da 25 anni, e finale liberatorio in una villa di Volterra, con una sorpresa e un'assenza ingombrante.
L'incontro è introdotto dal giornalista Sergio Buonadonna; l'attrice Lisa Galantini, (vicequestore Paola Ricci de La Nuova Squadra) legge brani del libro.
Intervista di Sergio Buonadonna a Catherine Dunne
Donne, emozioni, delusioni, segreti, raccontati con l’ordinaria straordinarietà delle storie comuni. Di questo scrive Catherine Dunne, dublinese, 54 anni, aria dolce, capelli biondi e fini, occhi chiari e tante lentiggini. Il suo romanzo più famoso è La metà di niente, la sua ammiratrice più nota Veronica Lario, che per contestare le distrazioni del marito Silvio l’anno scorso nella famosa lettera a Repubblica si dichiarò pubblicamente «la metà di niente».
Catherine Dunne, cosa pensa di quel «nothing» di Lady Berlusconi?
[Dopo essersi ripresa da una schietta risata] «Mi sembra la fotografia di come Veronica si sentiva in quel momento, molto infelice e umiliata, credo. È il problema delle donne quando prendono troppo sul serio gli uomini. Quando si tratta di emozioni, non importa se sei ricca o povera, potente o no».
Veniamo a Se stasera siamo qui. L’incontro tra le quattro amiche si conclude non in Irlanda ma in una villa in Toscana. Perché?
«Perché in Italia ci sono venuta solo per presentare i miei libri. In questo caso avevo bisogno di immaginare un posto dove non ero mai stata. Così ho scelto Volterra».
Un luogo sognato più che vissuto...
«Proprio così. Per noi del nord Europa l’Italia è magica. Da quel che ho visto è un paese sconvolgentemente bello, e la Toscana sembra essere il posto ideale per una fuga».
Lei ha detto che il canone letterario irlandese è dominato da figure maschili. La sua voce indica un’inversione di tendenza?
«Da qualche anno le donne si stanno facendo ascoltare con più forza e frequenza. Ma nella percezione c’è ancora una bella differenza: gli uomini sono tuttora considerati gli scrittori "seri", autentici, e le donne relegate nella narrativa romantica, che qui si chiama chick lit (letteratura per pollastrelle)».
Non mi sembra il suo caso. Credo che la migliore dimostrazione del suo successo è che lei scrive di temi profondamente femminili: famiglia, relazioni interpersonali, rapporti madri-figli-mariti. La sfida è vinta?
«Ci provo (dice ridendo), combatto sempre, come tutte le donne, giorno dopo giorno. E credo che in questo Irlanda e Italia abbiano in comune un profondo background culturale».
Molti suoi romanzi hanno al centro crisi coniugali. Conosciamo il suo impegno nelle lotte politiche a favore del divorzio. Questo aspetto pubblico l’ha influenzata?
«Se qualcosa ti prende con passione è inevitabile che si riverberi in ciò che scrivi, ma non c’è autobiografismo. Per lungo tempo uno dei problemi più seri dell’Irlanda è stato l’impossibilità di fuggire da una famiglia andata in pezzi; quel che mi affascina di più è parlare del modo in cui queste situazioni vengono affrontate quando le cose cominciano a sfasciarsi».
Lei è stata a lungo insegnante, quest’esperienza le ha fatto conoscere bene il mondo giovanile che descrive molto in dettaglio nella prima parte del romanzo, come già in L’amore o quasi.
«Ho insegnato per 17 anni e la scuola era uno splendido osservatorio per capire i giovani. Allora l’Irlanda era in crescita, ora il boom economico è bell’e finito, morto. Siamo precipitati in una grave crisi e le notizie dei fallimenti bancari che arrivano dagli Stati Uniti sono molto preoccupanti. I giovani irlandesi sono smarriti, non hanno conosciuto altro che un paese del benessere, e si chiedono che cosa succederà. Noi almeno sappiamo cosa c’era prima: difficoltà e nessuna prosperità fino agli anni ’90».
Il titolo italiano Se stasera siamo qui riecheggia una celebre canzone di Luigi Tenco cantata da Mina. Nel suo libro la musica ha un posto particolare: Sting e i Beatles collegati alla perdita dell’innocenza…
«È vero, anche perché Claire, Maggie, Georgie e Nora, le quattro amiche del romanzo sono più giovani di me. Ricordo il rapporto appassionato che la mia generazione aveva con la musica pop, gli anni dei Beatles e i Rolling Stones, e dei Doors. Specialmente John Lennon ha un posto importante nella vita delle ragazze e nella perdita dell’innocenza che per Claire è il primo spinello».
È possibile restare amiche per 25 anni sopportando vizi, abitudini, tic, gelosie?
«Io personalmente sono ancora amica di compagne delle elementari. È assolutamente normale per la maggior parte delle donne che conosco. Ho voluto scrivere questo romanzo proprio perché l’amicizia è per me un sostegno decisivo nella vita».
Che differenza vede nell’amicizia femminile e quella maschile?
«Le donne parlano molto tra loro, gli uomini no. Io posso stare al telefono per ore con un’amica e se mi chiedono di cosa abbiamo parlato magari dico "di niente". È un modo diverso di comunicare in cui decisiva è l’intimità che si crea».
Lei parla di normalità, di una vita regolare che scorre su binari sicuri. Che cos’è la normalità?
«Così spesso viviamo vite così caotiche al disperato inseguimento di cose che non esistono come la ricerca di un amore romantico che duri per sempre. La normalità è il raggiungimento della serenità e stabilità, il che è estremamente difficile perché la vita è un susseguirsi di crisi una dopo l'altra. E sfortunatamente questa oggi è la normalità».

ANGELO RUGA
MOSTRA ANTOLOGICA
Savona
Pinacoteca Civica - Palazzo Gavotti
Palazzo delle Azzarie (loc. Santuario)
dal 20 settembre al 29 ottobre 2008
Sabato 20 settembre si è inaugurata presso la Pinacoteca Civica di Savona la Mostra Antologica di Angelo Ruga (1930-1999), significativo interprete dell’arte contemporanea tra Liguria e Piemonte, organizzata a cura della Fondazione Bozzano-Giorgis, Comune di Savona, A.S.P. Opere Sociali. La mostra rimarrà aperta fino al 29 ottobre 2008.
Per iniziativa congiunta della Fondazione Bozzano-Giorgis (o.n.l.u.s.) di Varazze, del Comune di Savona e della A.S.P. Opere Sociali di N.S. di Misericordia di Savona verrà attuata una mostra antologica del maestro Angelo Ruga (1930-1999) articolata fra la sede della Pinacoteca Comunale di Savona e il Palazzo delle Azzarie di Santuario, con il contributo della Fondazione A. De Mari Cassa di Risparmio di Savona, con il contributo e patrocinio della Provincia di Savona e del Comune di Albissola Marina, e con il patrocinio della Regione Liguria.
La mostra proseguirà fino al 29 ottobre 2008.
Afferma l’Assessore alla Cultura Ferdinando Molteni: “Angelo Ruga guardava al mondo con l’occhio sorpreso di chi incontra il Male. Con l’occhio bambino di chi non concepisce il dolore di un bambino. Questa mostra consegna alla memoria collettiva un grande artista, e compie al tempo stesso un atto di giustizia”.
Per Donatella Ramello, Presidente A.S.P. Opere Sociali di N.S. di Misericordia apprezza le sue “Langhe..quasi un mondo (metaforico, geometrico e materiale) fatto di linee parallele, improvvisi squarci di colore”. Luciano Pasquale Presidente della Fondazione A. de Mari Cassa di Risparmio di Savona, ricorda come Ruga “trasferitosi ad Albissola Marina nel 1956, fu grande animatore dell’ambiente artistico della “capitale della ceramica” proprio in quell’ultima parte del ventesimo secolo”.
La mostra è stata promossa dalla Fondazione Bozzano-Giorgis, condotta con passione da Giovanna Giorgis Bozzano, moglie dell’indimenticato Umberto Bozzano, uno dei più importanti artisti liguri del ‘900, che sottolinea nel percorso artistico di Ruga “il fortunato triangolo tra Torino, Albissola, Clavesana”.
In mostra tele, ceramiche, sculture in legno, per un profilo d’artista sofferto e travagliato e di grande impatto espressivo.
MICHEL GERARD
L'ENFANCE DE L'ART
Galerie des Ponchettes
77, Quai des Eytats-Unis - Nice
du 27 juin au 28 sept. 2008
Pour la première fois, Michel Gérard présente un ensemble d’oeuvres faites d’allusions autobiographiques et de références à des icônes de l’histoire de l’art. L’exposition couvre un vaste terrain de travaux aux techniques différentes (sculpture, peinture, dessin et photographie), dont la plupart n’ont jamais été montrés auparavant.
Pour Michel Gérard, enfant durant l’occupation de Paris pendant la seconde guerre mondiale, le monde derrière les fenêtres était ressenti dangereux et hostile. Regarder sa bande dessinée favorite Little Nemo in Slumberland était joyeux et libérateur.
Ces dernières années Michel Gérard est revenu aux images de ces bandes dessinées dans le cadre de son travail sur sa mémoire d’enfance. Dans le groupe d’oeuvres de la présente exposition, il engage des partenaires de jeu tels que Léonard de Vinci, Freud, de Chirico, Marcel Duchamp et Winsor McCay le créateur de Little Nemo.
MATRIX: NUOVA ASTRAZIONE IN ITALIA
a cura di Marzia Taggiasco
Torre Ennagonale
Piazza Baden Powell - Santo Stefano al mare
dal 20 settembre all'otto ottobre 2008
Con il termine astrazione (del Latino abstrahere, "separare") intendiamo segnalare una operazione mentale per la quale determinate proprietà di un oggetto vengono isolate concettualmente, soffermando la riflessione sulle caratteristiche da prendere inconsiderazione ed escludendo dalla dissertazione ciò di cui non si vuole tener conto, che momentaneamente si desidera eludere, si prosegue l'analisi degli elementi scelti analizzandoli. Se, a partire dalla riflessione o dal paragone dei multipli valori, la proprietà che si isola è quellla che si considera comune agli stessi, l'oggetto dell'astrazione è universale. La questione che si pone successivamente è se gli universali esistono o no, in qualche maniera separatamente della riflessione intelletuale su di loro. (ossia, se effettivamente esiste qualcosa comune agli oggetti, piu la della ipotesi concepita per la persona che la contempla).
La pittura astratta è tornata a far parlare di sé, e in questa mostra ci proponiamo di darle uno spazio significativo. L'Astrazione ovviamente, non è mai realmente scomparsa dagli interessi degliartisti,semplicemente ha seguito il progresso tecnologico parallelamente a tutte le altre discipline che hanno investito il tessuto sociali,e dalla matrice strettamente pittorica dell'olio ne proseguono le diverse materie sintetiche fino all'incontro con lo schermo del computer, dell'immagine manipolata elettronicamente.
Derivata dai capricci del tempo e della moda di alcuni artisti all'inizio del 1900 ,è da qui che si colloca un movimento che ha inizio in Europa.Il termine Arte Astratta è stato coniato nel ventesimo secolo (circa 1911) per descrivere un fenomeno culturale chesi è presentato simultaneamente nella cultura occidentale. Per questo motivo, non si sa chiaramente chi fu il primo pittore astratto modernista: potrebbe essere Robert Delaunay a Parigi; o l'americano Arthur Dove; il ceco Frantisek Kupka; i Russi Wassily Kandinsky o Kasimir Malevich; il pittore olandese Piet Mondrian; Balla in Italia emolti altri. Piuttosto che l'invenzione di un individuo quindi, l'astrazione nella pittura modernista è comparsa come fenomenodell'evoluzione comunicativa e artistica degli intellettuali del tempo.
Durante tutto il '900, quindi, si inseriscono nel discorso dell'arte astratta percorsi individuali originali, lavori di artisti europei, che richiamano a se tutta l'attenzione della critica. Il movimento ha persistito in Europa e in Asia con crescente affermazione nei circoli della discussione del settore . Negli Stati Uniti si è trasformato in un grande raccoglitore di talenti della scena artistica, con capitale New York, che è stata sommersa da un assortimento tecnologicamente modernizzato di adepti,diventando una meta obbligata per chi si occupa di arte contemporanea,presentando una vetrina resa sofisticata dall'utilizzo di nuovi mezzi, che ha spiazzato non solo per l'unicità degli elaborati, ma anche per l'aperto mercato, incoraggiando artisti e galleristi a investire sulle nuove tendenze in concomitanza alle pitture rappresentative convenzionali, aggiornate sempre alle correnti artistiche del tempo.
La pittura astratta è arte che non descrive gli oggetti nel mondo naturale, ma preferibilmente utilizza il colore e la forma in un senso non-rappresentativo. All'inizio del ventesimo secolo, il termine era usato spesso per descrivere l'arte, quale futurista e cubista, che rappresenta le forme reali in un semplice senso oppure, in un piuttosto ridotto senso, mantenendo soltanto un'allusione all'oggetto naturale originale. Tali dipinti sono stati usati spesso per catturare solo stralci o elementi dagli oggetti rappresentati,un particolare sul quale fare un focus o un evanescente sentimento scaturito da questi...tutto è possibile da rappresentare, ma catturare l'elemento reale è impossibile; qualità intrinseche ed invisibili piuttosto chestrettamente legate all'apparenza esterna. I termini più precisi, "arte non-figurativa" ," arte non obiettiva" e " arte non-rappresentativa" compare con tutta l'ambiguità degli effetti visivi che la manipolano.
L'arte non obiettiva non è una invenzione del ventesimo secolo, gli esseri umani avevano fatto arte non obiettiva da quando il disegno compare come strumento di mediazione con fine comunicativo. Nella religione islamica il dipinto degli esseri umani non è permesso e conseguentemente la cultura islamica ha sviluppato un alto livello delle arti visive a terminologia astratta. La scrittura è inoltre una forma di arte non-figurativa.
Il Costruttivismo (1915) e De Stijl (1917) erano movimenti paralleli che hanno preso ispirazione dall'astrazione nelle tre dimensioni della scultura e dell'architettura. I seguaci del costruttivismo hanno creduto che il lavoro dell' artista fosse un'attività rivoluzionaria esprimendo le aspirazioni della gente, usando i mezzi di produzione di massa come la comunicazione grafica e fotografica. Alcuni degli espressionisti puramente astratti americani sono: Barnett Newman, Mark Rothko, Willem de Kooning, Jackson Pollock, Franz Kline e Hans Hofmann. L'Arte Optical (1962) e il Minimalismo (1965) sono due idiomi recenti.
Nel 1953, la città di Bordighera ha invitato Peggy Guggenheim a esibire la sua collezione non obiettiva della pittura; su iniziativa di Giuseppe Balbo Gli artisti erano ancora Jackson Pollock, Clifford Still, Arshile Gorky, Mark Rothko, Sebastian Matta, Robert Motherwell ed altri. La mostra venne tenuta al Palazzo del Parco.
Il confronto con gli italiani inizia con futuristi ed astrattisti degli anni Trenta e Quaranta, Giacomo Balla, Bruno Munari, Enrico Prampolini, il marchigiano Osvaldo Licini e Lucio Fontana. Le esperienze del futurismo non possono dirsi veramente astratte, in quanto nei quadri dei futuristi l'idea del movimento e del dinamismo non abbandona mai una base figurativa. L'astrattismo vero e proprio deve intendersi come armonia pura distaccata da qualsiasi riproduzione del vero. In Italia le idee dell'arte astratta vennero accolte piuttosto tardi, attorno agli anni '30, ma si svilupparono in forme di grande spessore artistico, che aprirono la strada a molti dei più originali movimenti del '900. Furono due i principali gruppi di pittori astrattisti: il primo, più eterogeneo, guidato dalle teorie espresse da Carlo Belli nel testo "Kn", si riunì attorno alla galleria "il Milione" di Milano, e annoverò nomi quali Mauro Reggiani, il giovane Lucio Fontana, Atanasio Soldati e Luigi Veronesi, il secondo, più coeso, fiorì a Como ispirato dall'architetto Giuseppe Terragni e dal pittore Manlio Rho, includendo validissimi artisti quali Mario Radice, Aldo Galli e Carla Badialdi. Ovviamente data la vicinanza fra Como e Milano furono frequenti gli interscambi fra iprimi astrattisti.
Il gruppo di artisti della galleria "il Milione" praticò un'arte più "istintiva", seguendo il talento di Reggiani, che costruiva mosse geometrie partendo da linee oblique, e dalle originalissime e colorate sintesi di forme realizzate da Osvaldo Licini. La galleria ospitò nel 1934 una personale di Kandinsky voluta anche dall'architetto Alberto Sartoris, vicino a Terragni; la mostra venne certamente vista da Mario Radice che ne portò il messaggio a Como, dove, in presenza di un terreno assai fertile, mise presto a frutto la novità. Como era la città della seta, e i concetti di stile e modernità nel colore erano ben presenti. Manlio Rho aveva nella sua libreria i testi della Bauhaus, dove Kandinsky insegnò fino al 1932, Giuseppe Terragni stava già rielaborando con il suo genio in architettura le idee del razionalismo e la scintilla dell'arte di Kandinsky esplose in forme nuove e originalissime, con un astrattismo geometrico puro, in apparenza vicino al suprematismo russo, ma in realtà inconfondibilmente italiano.
Oggi l'inizio di un nuovo millennio contaminato irrimediabilmente dalla tecnologia, che sembra destinata a non tralasciare aspetti del terreno vivibile intorno ad ogni individuo, l'astrazione si sviluppa in modo globale, pur senza abbandona gli aspetti dell'emozione e della conoscenza come parametri che spingono a creare e cercare nuove frontiere espressive da parte degli artisti .
Questa mostra si propone come una spinta a sviluppare la psiche sentendosi liberi di "andare", a partire dal "forse tutto è già stato detto", ma crediamo nell'astrazione come canale multidimensionale, nel quale ci sia sempre qualcosa da dare.
(Forse in un comunicato stampa sarebbe opportuno parlare principalmente della mostra che si presenta e degli artisti che vi partecipano)
ADOLPH GOTTLIEB
SCULPTURES
MAMAC - Musée d’art moderne et d'art contemporain de Nice
Promenade des Arts - Nice
20 sept. 2008 - 01 févr. 2009
New-yorkais d’origine, Adolph Gottlieb est un des peintres de l’Ecole de New York qui a donné ses plus beaux fleurons au mouvement d’abstraction que l'on nomme l’Expressionnisme abstrait. Influencé par l’art des indiens d’Arizona où il s’installe en 1937 pour quelques années, il crée un style particulier basé sur l’idée du pictogramme, avant d’évoluer vers une peinture abstraite où apparaissent les signes qui font son identité propre. Il nous paraît fondamental de développer une approche de l’œuvre d’Adolph Gottlieb dans le domaine de la sculpture qu’il a abordée sur la seule année 1968.
Cette première exposition monographique consacrée à Adolph Gottlieb dans un musée français présente vingt-cinq sculptures et six toiles. Onze éléments de métal peint ou non, quatorze maquettes en carton peint ou en bois, donnent à voir une étude formelle d’une grande sobriété poussée au maximum de ses possibles. Les découpages révèlent un sens savant de l’équilibre des lignes ainsi que la beauté de leur agencement.
Les maquettes de carton, fragiles, émouvantes, permettent d’entrer dans le mécanisme intime du passage en trois dimensions d’une forme dessinée. Six toiles recèlent dans leurs motifs les éléments fondamentaux récurrents comme le cercle, les lignes croisées, l’arc, le rectangle, ou encore les signes tracés d’un geste rapide au pinceau épais comme une calligraphie. L’ensemble de l’œuvre, vivement colorée, étonne par son apparente légèreté et séduit par sa pureté.
Il Comune di Savona ha ricevuto dagli eredi di Toni Meconi Elde due opere di Ansgar Elde, l’artista svedese famoso per le sue opere in ceramica, scomparso nel 2000 proprio a Savona.
“Sono davvero felice di questa ulteriore donazione alla città” dichiara l’assessore alla Cultura Ferdinando Molteni, “e lo sono per due ragioni: perché la nostra pinacoteca viene vista sempre di più come un luogo prestigioso a cui affidare capolavori d’arte, e perché conoscevo e ammiravo Ansgar Elde. Ho avuto la fortuna, molti anni fa, di intervistarlo e di poter così entrare, in una mattinata bizzarra e divertente, dentro il suo incredibile mondo poetico. Un mondo fatto di grande arte, modernissima e personale, ma anche di gioia di vivere e ironia. Amo Ansgar Elde, la sua potente pittura, le sue straordinarie ceramiche. Era un innovatore, un coraggioso artista capace di comunicare il proprio universo interiore con grande efficacia. Sono commosso di questo straordinario regalo, che rende onore alla sua memoria e a quella della sua compagna, di recente scomparsa.”
Oggetto della donazione sono un assemblaggio in legno e ceramica (dono di nozze di Elde alla moglie) ed una tecnica mista su tela.
Ansgar Elde nacque a Reselee, nel nord della Svezia, il 27 novembre 1933 e morì il 4 dicembre 2000 a Savona, nella sua casa di via De Amicis. Viene considerato ambasciatore dell’arte albisolese, e savonese, nel mondo, anche se, secondo la critica, deve essere considerato cittadino del mondo. Arrivò ad Albisola nel 1959 su invito di Aligi Sassu, dove incontrò Asger Jorn, che lo ospitò per un anno nella sua casa e che diventò suo padre spirituale.
Elde era un artista dalle mille passioni, tra cui la musica e la danza, che lavorava con diverse tecniche e materiali: carta, ferro, ceramica, legno, sassi, vetro e cartapesta e raccoglieva oggetti (ad es. barattoli e valigie) sui quali interveniva. La sua opera mostra grande talento, facilmente visibile nelle creazioni in ceramica (assai noti i pannelli situati nel sottopasso di Piazza del Popolo ad Albissola Marina nell’ambito del Lungomare degli Artisti).
“Elde aveva la capacità di trasformare in arte ogni cosa” ha dichiarato Carlos Carlè. “Odiava la banalità, quello che chiamiamo immagine, la superficialità. I suoi occhi vedevano dentro e fuori di sé, come pochi.” Sua moglie Maria Antonietta Meconi, nota col soprannome di “Toni”, si è spenta nel gennaio 2008 nella sua casa di Savona, lasciando cinque fratelli, che hanno voluto donare le due opere.

AL CASINÒ DI SANREMO, SULLE TRACCE DI PASOLINI
Il regista belga Gilles Coton registrerà nelle sale del Casinò una parte del lungometraggio dedicato al libro di Pier Paolo Pasolini "La lunga strada di sabbia" il diario di viaggio dello scrittore datato 1959, un lungo reportage sull'Italia tra cambiamento e tradizione negli anni del boom economico.
La troupe belga sarà domani mercoledì 17 settembre nelle sale da gioco per far rivivere la sera che lo scrittore, in una pausa del suo viaggio, trascorse al tavolo della roulette. Fu per lui un esperienza divertente. Sulla sua Fiat Millecento attraversò la penisola cercando di raccontare quell'Italia alla vigilia degli anni d'oro, le sue contraddizioni e i suoi problemi, ma anche i suoi aspetti ludici e favoleggiati. Si fermò, infatti, a Sanremo e volle giocare nel Casinò. Puntò i suoi numeri favoriti il 17 e il 31 e trasferì emozioni e sentimenti nel suo diario.
A quarant'anni di distanza, nel 2005, il fotografo Philippe Séclier ha ripercorso quello stesso itinerario, ritrovando tracce, immagini e memorie del grande scrittore e del suo memorabile ritratto dell'Italia. Oggi dalle fotografie al video. "La lunga strada di sabbia" diventerà un lungometraggio del genere "road movie" ; un capitolo verrà dedicato al Casinò di Sanremo con riprese degli interni e della facciata esterna. Il lungometraggio verrà presentato e trasmesso prima in Belgio quindi nel circuito internazionale.
BETONIERE ROVENTI
mostra satirica di TIZIANO RIVERSO
Federazione Operaia
Via Corradi 47 - Sanremo
dal 17 settembre 2008 h. 17,30
Mercoledì 17 settembre, in concomitanza con il dibattito sul volume "Il Partito del cemento" di Marco Preve e Feruccio Sansa, coordinato da Oscar Marchisio, con l'intervento di Franco Bonello, Bruno Barbaro e Daniela Cassini, verrà inaugurata la mostra di disegni satirici di Tiziano Riverso "Betoniere roventi".
Nei personaggi descritti nel libro “il partito del cemento” , Tiziano Riverso il cartoonist della red century, ha trovato ispirazione e vigore comico. Politici locali e nazionali, di destra e di sinistra, imprenditori e banchieri si sono ritrovati insieme in questa nuova opera. Sono 15 disegni realizzati prendendo spunto da una frase o citazione del libro che compongono un elenco inconsueto di personaggi, dove architetti prestigiosi sono accostati ad imprenditori di successo, un Claudio in elicottero ed un altro in barca contromano sono inseguiti da reucci e da regine del mattone, un magistrato parla un linguaggio comprensibile solo dagli autori del libro, che con Marco Travaglio chiudono la galleria, preceduti da un sindaco distratto e da attivissimi assessori.
Trovare uno spazio per la satira in questo contesto è una scelta difficile, perché c’è poco da ridere, ed il cartoonist si assume così il rischio di rovinare le vacanze a chi era passato indenne dalla lettura del libro. “Chi pur valutando i pericoli li affronta è un coraggioso” ha scritto Tucidide. Ed a Tiziano, come a Marco e Ferruccio il coraggio non manca. Maggiori informazioni sul sito: www.redcentury.it
Tiziano Riverso
Vignettista, fumettista, illustratore, ha collaborato e collabora con importanti testate nazionali e locali, con riviste satiriche e siti internet dedicati alla satira. Ha realizzato le illustrazioni della Trilogia catartica di Flavio Oreglio (Mondatori) ed ha all’attivo numerose partecipazioni al laboratorio di Cabaret di Zelig. Disegna copertine e libretti per CD, creatore di fumetti, e illustrazioni per libri e spettacoli di cabaret. Ha partecipato ottenendo riconoscimenti e premi alle più importanti manifestazioni umoristiche e di illustrazione nazionali e internazionali. Organizzatore di mostre tra le quali, “RidoCGIL” dedicata al centenario del Sindacato. Ha realizzato manuali a fumetti per musei, storie di città, giornalismo, educazione alimentare, pubblicità, sacchetti del pane e diversi gadget. E’ considerato tra i più veloci e apprezzati caricaturisti italiani. Creativo a tutto campo, tiene corsi di fumetto e di umorismo in scuole, comunità, associazioni. Nel suo biglietto da visita si presenta come il cartoonist della Red Century, la rosa dedicata ai 100 anni della CGIL. In collaborazione con l’associazione Red Century, di cui è attivo animatore, ha realizzato tre mostre di grande successo: “Tutti pazzi per la Red” (2006) “Ci vuole un fiore” (2007) e nel 2008 “I 10 comandamenti di Pippo Baudo”.
MILENA MILANI - MICHELA SAVAIA
E ADESSO DIVERTIAMOCI
Atelier Savaia
Via Repetto 10 - Albissola Marina
dal 15/9 al 17/10/2008
E adesso divertiamoci”. Gli estimatori ed i collezionisti di Milena Milani e di Michela Savaia sono in attesa della mostra di due protagoniste contemporanee, le quali presentano una selezione delle loro opere in ceramica, grafica, pittura e scultura, dedicate all’ars ludens.
Ecco spiegato il titolo della manifestazione, curata dalla Fondazione Emme Emme Ci Ci (Fondazione Milena Milani in Memoria di Carlo Cardazzo) e dall’Associazione Albisola Arte e Cultura. Lunedì 15 settembre, alle ore 11,00, in Sala Rossa del Palazzo Comunale di Savona e nello stesso pomeriggio, alle ore 18,30, all’Atelier Savaia Albisola e l’Europa in Via Repetto 10 ad Albissola Marina, potrà essere ammirata e commentata.
A Savona, coordinati da Milena Milani, presidente della Fondazione Emme Emme Ci Ci, interverranno Ferdinando Molteni, assessore alla Cultura del Comune di Savona, Roberto Giannotti, direttore de L’Agenda, Fabio Lenzi, assessore alla Cultura del Comune di Albisola Marina, Silvio Riolfo Marengo, vicepresidente della Fondazione, i consiglieri Lorenza Rossi e Michela Savaia.
La mostra terminerà venerdì 17 ottobre.
CLAUDE VIALLAT
- Galerie Catherine Issert
2, route des Serres - Saint-Paul de Vence
- Atelier Soardi
rue Desiré Niel, Nice
05 sept. - 18 oct. 2008
Lorsqu'en 1975 Catherine Issert ouvre sa galerie à Saint-Paul, c'est avec Claude Viallat que se crée la première complicité. Au fil des expositions, la galerie rend compte de l'évolution de l'oeuvre de l'artiste et de son engagement pour une oeuvre dont le permanent questionnement sur le travail et l'espace de la peinture cherche une réponse dans une inventivité surprenante. Pour cette rentrée artistique, la galerie montre les dernières oeuvres de Claude Viallat.
Claude Viallat n’a jamais cessé de rendre hommage à Matisse, de reconnaître son influence et, plus encore, de la revendiquer. Catherine Issert propose à L'Atelier Soardi d'accueillir, à partir du 6 septembre, un choix d'oeuvres de Claude Viallat renouant le dialogue avec Matisse, comme une résonance de l'oeuvre de Viallat dans ce vaste lieu atypique où Matisse créa La Danse pour le Dc Barnes en 1931.
Claude Viallat est né à Nîmes en 1936. Membre fondateur de Supports/Surfaces, son oeuvre en incarne l’esthétique. Il en poursuit sans relâche l’expérimentation constitutive. Son travail, terme que la théorie Supports/Surfaces oppose à art ou création artistique, est fondé sur la répétition d’une forme simple fonctionnant comme un logo. Mais la forme, soi-disant trouvée par hasard, dont l’apposition sur un support découlerait des jeux décoratifs de l’habitat méditérranéen, n’est pas indéfinie, comme on l’a trop dit ou trop écrit. Il s’agit d’une forme organique aux signifiés indéniablement anthropomorphiques. Son usage permet donc, la déconstruction du tableau en ses constituants matériels effectuée, de reprendre, comme à l’origine, le travail de la peinture, d’organiser la navette dialectique entre la pratique et la théorie.
C’est, depuis 1966, sur des supports de toile libre que ne structure plus un châssis que Claude Viallat appose sa forme. C’est la matière du support imprégné qui donne à la forme, en fonction de son tissage, de sa texture, un contour plus ou moins net, une intensité de ton plus ou moins forte. L’art de Claude Viallat se caractérise par la somptuosité de la couleur qui l’impose comme l’un des grands coloriste de l’histoire de la peinture occidentale.

MARCO BETOCCHI
AMERICA
Chiesa Anglicana
Via Regina Vittoria 4 - Bordighera
dal 13 al 27 settembre 2008
Bordighera. Sabato 13 settembre 2008, alle ore 18.00, presso la Chiesa Anglicana (via Regina Vittoria 4) si inaugura la mostra fotografica di Marco Betocchi, dal titolo America. Testo critici di Sandro Libra.
Questo incontro con l'America vuole rappresentare, nei suoi "bianco e nero" eleganti e spontanei, l'ineluttabilità del tempo che non torna e che deve cedere il passo al futuro.
Marco Betocchi nasce a Milano nel 1964 dove vive fino alla fine degli studi universitari. Dopo la laurea in giurisprudenza inizia la sua carriera nel settore bancario che lo porterà tra l'altro a Monaco e Ginevra. Si avvicina alla fotografia da adolescente per emulazione del padre Luigi che gli regala la sua prima reflex con la quale parte per gli Stati Uniti dove tornerà spesso prima solo e poi insieme a sua moglie che ha vissuto alcuni anni a New York e alle sue due figlie. L'interesse e la suggestione per questo paese al quale si è via via sempre più legato, lo hanno spinto a fermare qualche immagine nella speranza che sulla pellicola potesse rimanere anche qualche emozione.
Questa è la prima volta che espone le sue fotografie.
MOSTRA SU CESARE PAVESE ALLA BIBLIOTECA DI BORGHETTO SANTO SPIRITO
Dopo la presentazione dell’inedito di Cesare Pavese “Dodici giorni al mare”, pubblicato da Galata Editore di Genova e a cura della Prof.ssa Mariarosa Masoero, proseguono alla biblioteca comunale di Borghetto Santo Spirito le iniziative legate allo scrittore piemontese.
Grazie alla collaborazione della Prof.ssa Masoero, docente e direttrice del Centro di studi Gozzano-Pavese presso l’Università di Torino, fino al 24 settembre sarà possibile visitare una mostra dedicata a Pavese.
La mostra propone un breve viaggio tra alcune delle più significative carte autografe dello scrittore esposte in copia digitale e immagini fotografiche che ritraggono Pavese in momenti di vita quotidiana, fra gli amici e al lavoro.
PASQUALE ANFOSSI: INEDITI SACRI
Presentazione del CD
Basilica del Sacro Cuore di Bussana
sabato 13 settembre 2008, h. 21,00
Tutto pronto per la serata di presentazione al pubblico del Cd dedicato alle opere di Pasquale Anfossi, compositore barocco nativo di Taggia (1727 - 1797) ed intitolato: "Pasquale Anfossi: alcuni inediti sacri".
Il concerto avverrà nella serata di Sabato 13 Settembre 2008 alle ore 21 presso la Basilica del Sacro Cuore di Bussana in Sanremo.
Il cd che sarà proposto al pubblico si è potuto realizzare grazie alla sensibilità ed il supporto che FONDAZIONE CARIGE ha voluto offrire, mentre l'esecuzione è stata affidata alla collaborazione tra i solisti del Teatro dell'Opera di Parma, il coro polifonico "Cantores Bormani" di Imperia, "I Solisti dell'orchestra Principato di Seborga" sotto la direzione del M° Giorgio Revelli.
Le ricerche e gli studi compiuti dal musicista ligure Giorgio Revelli hanno permesso di rinvenire in questi anni molti manoscritti, tra i quali 5 mottetti, riscuotendo grande interesse dell'ambito accademico e dei media a livello europeo.
Fino ad oggi le esecuzioni ed incisioni dedicate al nostro Anfossi riguardavano esclusivamente l'ambito operistico del quale lui fu compositore assai proficuo e acclamato tanto che la sua opera "Olimpiade", su libretto di Metastasio, fu scelta per inaugurare il teatro "Lauro ROSSI" di Macerata del 1774.
Questa registrazione nasce con l'intento di cominciare a sopperire almeno in parte alla totale mancanza di una incisione delle opere sacre dell'Anfossi.
Si è voluto partire dalla Liguria, terra natale del compositore, registrando nello splendido Oratorio dei S.S Sebastiano e Fabiano in Taggia per poi estendere dall'anno prossimo il progetto sulle orme dei viaggi e gli spostamenti di Anfossi incidendo per il mercato discografico prima a Napoli, poi a Roma e Venezia.
Si arriverà così ad offrire al pubblico una collana di alcuni cd incentrata appunto sui numerosi ritrovamenti inediti sacri e non solo, curando parallelamente alle incisioni l'edizione in cartaceo per i musicisti.
Un invito, quello di Sabato 13 Settembre alle ore 21, che la parrocchia di Bussana rivolge a tutti, con ingresso libero.

HANNE ELF
RED GIRL
Galerie Depardieu
64 bd Risso - Nice
(face au Mamac, coté Garibaldi)
11/9/2008 - 17/10/2008
« Rouge est la lumière dans le temps » (Rupprecht Geiger)
Au centre de "Red Girls", la troisième exposition individuelle de l'artiste de Cologne Hanne Elf à la galerie Depardieu à Nice, il y a la couleur rouge, la reine de toutes les couleurs.
Couleur du feu et du sang, interprétée tour à tour dans l'histoire des cultures comme une couleur masculine ou féminine, positive ou négative, elle est le symbole de la vie et de la mort, de la fertilité et de l'amour ; elle est aussi considérée comme le premier degré de la pierre philosophale.
Hanne Elf étudie la signification de la couleur rouge au moyen de techniques très diverses : sculptures, silhouettes, estampes, travaux mix-media. Mais le cœur de l'exposition reste - comme toujours chez Hanne Elf - la peinture.
La largeur de son spectre s'étend de tableaux racontant une histoire à ceux qui montrent une pure symphonie de la couleur et de la lumière, jusqu'à ceux qui explorent la peinture comme langage visuel. Elle mélange le particulier et le général, l'abstrait et le figuratif, fait intervenir des contes et des mythes avec sa propre biographie, introduit des thèmes tels que la différence des sexes ou les gender studies.
Son Impulsivité et le choix de ses motifs révèlent son émotion absolue.
Harald Mann
MARCO MAGRINI
OMBRE DI OMBRE
a cura di Mauro Baracco
Galleria Eleutheros
Via Cristoforo Colombo 23 - Albissola Marina
dal 6 al 28 settembre 2008
Artista già a suo tempo presente nel panorama artistico della nostra provincia, protagonista degli eventi che resero celebre nel mondo dell'arte la colonia artistica di Calice Ligure, richiamata allora in quella località dalla presenza e dal dinamismo di Emilio Scanavino.
L'artista prosegue nel suo lavoro di ricerca sui tanti mezzi espressivi con i quali ama confrontarsi: i più tradizionali come gli oli, le tempere ecc. e/o i più eterogenei come i poliesteri, le fibre di vetro, i poliuretani ecc. ed in questa tappa albissolese presenta una ricca selezione dei suoi lavori: sculture, carte e ceramiche.
La mostra, dal titolo "Ombre di ombre", curata da Mauro Baracco con il Patrocinio del Comune di Albissola Marina, proseguirà fino al 28 settembre 2008.
MARC CHAGALL, La fenêtre est-elle une ouverture sur le monde ou sur l'image ? Chagall en fait un objet de recherche qui ne cessera d'être présent dans son oeuvre.
En 1435, Alberti propose dans son traité Della Pittura, une lecture nouvelle de la définition de la fenêtre et de son rôle dévolu dans la peinture : ouverture sur le monde ou sur la nature ? Ou, comme le suggèrent Daniel Arasse et Jacqueline Lichtenstein, ouverture sur l'histoire ou sur l'image et, à ce titre, double symbolique du tableau.
A la frontière de l'intime et de l'ouvert, la fenêtre sera dès lors fréquemment traitée par les peintres tout au long des siècles qui vont suivre. Mais c'est surtout, après le XVIIe siècle hollandais et à la fin du XIXe et au XXe siècle qu'elle va devenir un des sujets centraux pour les créateurs. Bonnard, Dufy, Matisse, Picasso, Delaunay, Marquet ..., bien d'autres encore. Chagall, de son côté en fait un objet de recherche privilégié.
Dès ses premières oeuvres, la fenêtre joue chez Chagall un rôle particulièrement significatif. A Paris, entre 1910 et 1914, les fenêtres, derrière lesquelles il fait vivre son monde in térieur, lui offrent la possibilité d'affirmer une vision plus personnelle.
De l'éclairage intimiste des portraits familiaux en 1914-1915, aux compositions ultérieures plus ambitieuses, mais toujours orientées autour de la famille, Chagall développe à son retour en Russie une vision différente de la fenêtre. Elle devient lien entre la nature et l'humain. Comme il ne peint pas sur le motif, c'est la plupart du temps par la fenêtre qu'il découvre le paysage français. La fenêtre n'est pas toujours visible, mais c'est la vue plongeante qui établit sa présence virtuelle. Elle permet alors une lecture renouvelée de l'oeuvre autour de la forme plus que de la couleur, aspect jusque-là peu étudié pour cet artiste.
En poursuivant l'oeuvre entier, on peut établir une typologie de la fenêtre en tant qu'espace médian : fantastique et fantasmatique, ouvrant alors sur le monde du rêve, du cauchemar ou alors réaliste, avec une étonnante précision descriptive et aussi bien clas sique quand elle encadre la nature morte.
Une centaine de peintures et de dessins, provenant de grandes collections publiques françaises et étrangères ainsi que des oeuvres de collections privées, est réunie pour la première fois autour de ce thème qui présente une approche renouvelée de l'oeuvre de Chagall, au plus près des aspirations et des solutions plastiques de l'artiste.
ENZO GUARICCI
LA LEGGEREZZA DELL'ESSERE
Fortezza Castelfranco
via Caviglia, Finalmarina
7 settembre – 5 ottobre 2008
Enzo Guaricci elabora da tempo, attraverso una personale tecnica, oggetti - soggetto di uso comune, li clona riproducendoli con un impasto di polveri di marmo e resine che li rende come “pietrificati “, anzi di più, “ fossilizzati”, erosi dal tempo, veri reperti archeologico -simbolici di un “ come eravamo domani”.
Ne consegue un forte spiazzamento temporale in cui il presente si sostituisce al futuro e contemporaneamente lo si confonde con il passato. Questo spiazzamento si moltiplica quando l’artista sceglie il macro o l’interazione. Il suo linguaggio rimane sempre ludico giocando sulla falsa leggerezza e sull’ironia.
Enzo Guaricci, pugliese, nato e residente ad Acquaviva delle Fonti, ha studiato scenografia presso le Accademie di Firenze e Roma. Negli anni settanta prende parte a numerose manifestazioni artistiche di rilievo: Quadriennale di Roma, Biennale di Saragoza, personale alla Modern Art Gallery di Chicago e Galleria Forum di Francoforte. Realizza un monumento commemorativo per conto dell’UNESCO a Gibellina per le vittime del terremoto in Sicilia.Negli anni ottanta opera come design e realizza importanti scenografie per il teatro Petruzzelli di Bari e per spettacoli televisivi di emittenti pubbliche e private. Nel 1990 lascia l’insegnamento presso l’Istituto d’Arte di Bari, per dedicarsi completamente alla scultura. Da allora svolge un’intensa attività artistica che lo ha portato ad esporre in numerose gallerie e musei in Italia ed all’estero.
TOMMASO SALVINI E IL TEATRO DELL'800
Immagini di un grnde attore
Palazzo Borelli
Via Ponzoni 135 Pieve di Teco
dal 6 al 28 settembre 2008
Sabato 6 settembre 2008, alle ore 17,30 si inaugura a Pieve di Teco, Palazzo Borelli (Municipio), via Ponzoni 135, la mostra intitolata: "Tommaso Salvini e il teatro dell’800. Immagini di un 'Grande Attore'".
Tommaso Salvini (1829-1915), l'attore al quale è intitolato il teatro di Pieve di Teco, è stato un mito teatrale nell'Ottocento. L'ammirazione per la sua arte non solo circolò in tutta l'Italia, ma si diffuse in numerosi paesi dell'Europa e si estese ad altri continenti. Per avere un corrispettivo odierno di ciò che significò nel XIX secolo la sua leggendaria fama, occorrerebbe fare riferimento alla fascinazione mediatica di una rock star.
L'esposizione - curata da Eugenio Buonaccorsi, Paola Lunardini, Federica Natta, Danila Parodi e Giandomenico Ricaldone per il Museo Biblioteca dell’Attore di Genova - è promossa dalla Provincia di Imperia, dal Comune di Pieve di Teco e dalla Fondazione Carige in collaborazione con la Provincia di Genova, il DAMS – Polo Universitario Imperiese, Palazzo Ducale Fondazione per la cultura - Genova – Fondazione per la Cultura, Archiluce.
Articolata in diciotto pannelli la mostra ripercorre la vita, il repertorio, la tecnica recitativa, le tournées, la partecipazione ai moti risorgimentali, i successi internazionali di Tommaso Salvini, uno dei “Grandi Attori” dell’800 italiano.
Il materiale riprodotto (fotografie, copioni, lettere, testi, locandine, giornali dell’epoca) appartiene al Fondo Salvini conservato al Museo Biblioteca dell’Attore di Genova.
Sarà inoltre possibile ascoltare una rara registrazione della voce di Tommaso Salvini che recita la scena del sogno dal "Saul" di Vittorio Alfieri.
La mostra (visitabile presso il Palazzo del Comune di Pieve di Teco fino al 28 settembre con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì 10-12 e 16-19, sabato e domenica 16-19 e 21-23), si può considerare l'anticipazione di una esposizione di grandi dimensioni che verrà inaugurata a giugno del 2009, a Genova, nel prestigioso Palazzo della Borsa Valori.
BORDIGHERA JAZZ & BLUES 2008
16^ Edizione
5 - 7 settembre 2008
Per il 16° anno consecutivo “Bordighera jazz & blues” propone un’altra parata di grandi artisti italiani e stars internazionali nella suggestiva cornice dei Giardini Lowe, alla ricerca delle magiche atmosfere, del fascino e delle emozioni che solo la grande musica sa offrire.
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Venerdì 5 settembre - ore 21
EARTH WIND & FIRE Experience
feat. Al McKay
Band di grandissimo spessore musicale, che creando una potente mistura di Soul, Funk, R&B, Pop, Gospel e Afro ha reinventato e modificato il corso della Black Music, rappresentandone sicuramente una delle più alte espressioni artistiche nella seconda metà degli anni 70.
Elencare la discografia del gruppo richiederebbe un volume a parte che raccoglierebbe la storia della musica contemporanea nelle sue influenze e espressioni più alte. Nel 2000 entrano a far parte della Rock and Roll Hall of Fame e della Vocal Group Hall of Fame nel 2003. Inoltre, dal 7 luglio del 2003 hanno un posto nella Hollywood's RockWalk.
KOINE’
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Sabato 6 settembre ore 21
ALEX BRITTI “…suonavo il blues - il jazz qualche volta m'assaliva di nascosto- però per i cantautori c'era sempre posto…..ed anche se il mio suono può sembrarvi strano - Io faccio pop italiano”.
E' facile comprendere, scorrendo a ritroso il percorso della sua vicenda artistica, come il blues, il jazz, il pop e la canzone d’autore, riescano a fondersi efficacemente ogni volta che Alex si accinge a “produrre” note imbracciando la sua acustica.
Quelle di Britti sono canzoni che sanno di blues, di jazz, di tempi dispari, delle notti passate a suonare nei locali fumosi di mezza Europa. Sono canzoni che nascono “sporche” per diventare pop, dopo che Britti stesso, con la cura e il mestiere dell’artigiano, le ha lentamente trasformate.
AIRTO MOREIRA
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Domenica 7 settembre ore 21
LEVEL 42
I Level 42 nascono nell’80 con Mark King, Phil Gould, Boon Gould e Mike Lindup. Il loro primo album fu una collezione di funk e soul subito al primo posto nella top 20 inglese. Il trionfo del gruppo arriva nel 1984 con “The Sun Goes Down (Living it Up)” che entrò subito tra i primi dieci in classifica e con “World Machine”. Tra il 1985 e il 1987 iniziarono ad uscire canzoni passate poi alla storia come “Something About You”, “Leaving Me Now”, “Lessons In Love”, l'autobiografica “Running In The Family” e “It's Over”.
Nel 2006, l'uscita del nuovo lavoro, “Retroglide”, musicalmente composto per la maggior parte da Mark King, con il ritorno di Mike Lindup a voce e tastiere nel seguente tour europeo. I Level 42 restano un importantissimo pezzo di storia della grande musica anni '80.
CLUSTER
L'ULTIMO NOIR DI FABIO BECCACINI
Caffé Piccardo
Piazza Dante - Imperia
4 settembre 2008 - h. 21.00
presentazione del volume "Giorgio Paludi, 44 anni il giorno dei Santi"
introduce l'autore Marco Vallarino
il libro:
Un ragazzo in coma dopo un incidente stradale, un uomo misterioso con il tarlo dei gialli, un cane che non dorme mai. Un commissario di polizia che sente la mancanza del mare, un medico legale col vizio delle barzellette sporche, un ispettore narcolettico, una studentessa modello. Bionda, fatale. Morta.
La Torino dei Murazzi e della vita notturna. La Torino borghese delle strade ordinate, dei caffè, e dei cortili del centro che nascondono scenari inquietanti. Un assassinio efferato e inspiegabile. Una città mangiata dalla nebbia dove tutto svanisce nel nulla e appare all’improvviso, inaspettato. Un romanzo corale che cola nelle pieghe più nere del Po.
l'autore:
Fabio Beccacini (Imperia, 1977). Scrittore e sceneggiatore, fa il ghost writer per un noto personaggio italiano. Il suo primo romanzo noir Via del Campo (2003) è diventato presto un piccolo caso editoriale. Ha pubblicato racconti in varie antologie e su numerose riviste. È coautore della piece teatrale Rien a signaler - Niente da segnalare ispirata a Marinai perduti di J.C. Izzo.

IL CORTILE DI VIA MAZZINI 39 DI TORINO IN TRASFERTA A BORDIGHERA
Sculture e installazioni di Hiroaki ASAHARA, Tegi CANFARI, Fulvio COLANGELO, Marienzo FERRERO, Carlo PIGRUCCI, Tea TARAMINO
Accademia dei fiori G. Balbo / Palazzo del Parco
Via 1° maggio, Bordighera
dal 6 al 21 settembre 2008
Via Mazzini 39 a Torino è l'indirizzo dei diversi atelier di un gruppo di artisti che opera da anni trasformando lo spazio condiviso del cortile - di volta in volta - in piazza, palcoscenico o laboratorio per promuovere eventi ed iniziative dando vita ad un circuito - culturale ed emotivo - capace di coinvolgere la cittadinanza ed il mondo artistico internazionale.
Un artista di carta, un'artista di ferro, un artista virtuale, un artista di luce, un artista di legno e un'artista di terra - insieme - possono offrire una moltitudine di input e suggestioni.
Alcuni fra gli eventi collettivi che hanno animato le vicende del Cortile: Scriveteci il nostro libro nel 1998; Seduti, seducete e lasciatevi sedurre e Lavori in corso del 1999; N'uovo in cortile del 2000; Vieni dentro e Amici miei del 2001; Arte al muro del 2004 e Mazzini 39 del 2006.

REBECCA FORSTER
CATTURATI NELLE RETI (FRAMMENTI DI CELLE)
Spazio 22
Via Stefano Boagno 22 - Celle Ligure
dal primo al 21 settembre 2008
Anche in questa occasione, come in altre sue precedenti mostre, l'artista inglese da tempo residente a Milano, rende omaggio alle terre che di volta in volta la ospitano, riproducendo fedelmente e contemporaneamente rielabolando con la sua personale fantasia artistica, i luoghi, i percorsi, gli oggetti e gli usi che di volta in volta incontra.

ANTIBES, MUSEE PICASSO: REOUVERTURE
Après plusieurs mois de fermeture pour travaux, le château Grimaldi, qui abrite le musée Picasso, a rouvert ses portes samedi 19 juillet. Après l'inauguration officielle par Christine Albanel, Ministre de la Culture et de la Communication, le musée s'est ouvert aux visiteurs qui ont pu découvrir le nouveau visage du Musée , les oeuvres de Picasso, De Staël, Richier, Hartung ou bien encore Bergman ainsi que la collection des oeuvres d'artistes contemporains.
Appartenant à la Ville d’Antibes Juanles- Pins, le musée Picasso est classé monument historique depuis 1928. Le programme de rénovation portait sur le réaménagement des intérieurs du musée et sur la restauration des façades.
L’opération s’est articulée autour de plusieurs axes prioritaires : la mise en sécurité du bâtiment contre l’incendie, la mise en sûreté, l’amélioration de l’accueil du public, l’accessibilité aux personnes à mobilité réduite, le contrôle du climat, la création de locaux pour le personnel de surveillance.
Les structures d’accueil et de confort du public, et des personnels du musée, ont ainsi été installées au rezde- chaussée où l’ensemble de cet espace leur a été entièrement dévolu, hormis celui réservé à la librairie et à la présentation des oeuvres de la donation Hartung/Bergman.
Dans les étages, la délocalisation des bureaux, des réserves et du centre de documentation a permis de reconvertir la totalité des espaces en surfaces d’exposition, avec même parfois la restitution de la volumétrie d’origine par la suppression de certaines cloisons, comme par exemple dans la grande pièce du second étage où Picasso travailla en 1946.
Ce réaménagement global permet aujourd’hui d’envisager un nouveau circuit de visite avec une circulation aménagée dans les salles, notamment par le percement de nouvelles baies le long des façades.
L’entrée du bâtiment reste inchangée, avec son accès par la rampe issue de la place Mariejol. Accueil, vestiaires et sanitaires sont contigus. L’entrée dans les espaces du musée, située dans l’axe de la terrasse, distribue logiquement les circulations. Le sens de la visite invite le public à pénétrer dans les salles voûtées de la donation Hartung-Bergman, avant d’emprunter le grand escalier ou, pour les personnes à mobilité réduite, le nouvel ascenseur.
Le premier étage est réservé aux expositions temporaires et à la présentation dans la salle “Dor de la Souchère”, de la collection Nicolas de Staël.
Le second étage est, défini comme “l’étage Picasso” car l’ensemble du niveau est entièrement consacré de manière définitive à la collection Picasso. C’est dans la grande salle qui lui servit d’atelier en 1946 que l’artiste est montré. Elle y conserve, d’ailleurs, scellée dans le mur la peinture “Les Clés d’Antibes” comme une signature du Maître sur le bâtiment. Pour redescendre, le public emprunte le petit escalier du XVIIe siècle au pied duquel se trouve la librairie-boutique avec son choix important de livres et de papeterie.
La sortie du château s’effectue ensuite par la terrasse, réaménagée en jardin de sculptures minérales, avec une calade telle que le prévoyait un projet de 1948 jamais réalisé, puis via la passerelle construite sur l’aile Nord.
Ce réaménagement s’inscrit dans cette double démarche de restauration d’un monument architectural chargé d’histoire tout en offrant de meilleures conditions de conservation des oeuvres et d’accueil du public.
L'accrochage de la collection du musée proposé au public permet d'admirer aussi bien les oeuvres de Picasso, De Staël, Richier, Hartung, Bergman, les oeuvres d'artistes contemporains dans des espaces entièrement réaménagés.