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Notizie e commenti sulle arti nel Ponente ligure e dintorni

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sabato, 30 agosto 2008

ESO PELUZZI IN VETRINA
Sede Carisa
Corso Italia - Savona
sino al 15 settembre 2008

Nelle due “Vetrine d’Artista” concesse dalla Cassa di Risparmio di Savona, nella sede centrale in corso Italia sono esposte sino al 15 settembre alcune opere di Eso Peluzzi, della parte forse meno nota della sua produzione (disegni ed incisioni), ma particolarmente interessanti per notare la qualità del suo tratto.
Nella memoria di tanti appassionati le opere ad olio di Peluzzi sono ben presenti (la solitudine dei vecchi del Santuario, il paesaggio della stessa vallata ove ha abitato per molti decenni); con questa piccola rassegna si vuoe però sottolineare come tali creazioni siano nate dal disegno, dal bozzetto da cui traspare, comunque, l'incisività del “segno” dell’artista.
Nelle “Vetrine” in questione appaiono, quindi, alcuni disegni (uno studio di figura del 1924) a carboncino e un piccolo paesaggio sempre degli anni Venti, propedeutici alla grande pittura peluzziana ricca di accenti di lirismo, di poesia intima nel racconto della vita e della natura con echi dal Divisionismo.
Opere che qualcuno definisce “minori” ma che, certamente, aiutano a comprendere meglio la capacità descrittiva, narrativa e creativa di Eso Peluzzi che con pochi avvincenti, essenziali tratti riesce, sempre, ad emozionare l’osservatore, a fissare sulla carta il valore intimo ed etico del paesaggio a lui caro (Monchiero, il Santuario di Savona, eccetera). Forza della sua capacità tecnica ed inventiva che stupisce, ancora, con le silenti forme di violino così intimamente legate al ricordo del padre liutaio e calate in un’intensa atmosfera metafisica.
L’associazione “Aiolfi” intende così rendere omaggio, una volta ancora, al pittore, che ha amato profondamente Savona e le sue genti (ne è testimonianza evidente l’affresco storico della sala consiliare del Municipio), che ha saputo essere “maestro” per tanti altri giovani artisti che da lui hanno tratto stimoli importanti.

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venerdì, 29 agosto 2008

CHIUDE LA STAGIONE CONCERTISTICA ANDORESE

Terza edizione della grande kermesse di chiusura della stagione concertistica andorese organizzata dal Gruppo Rollo, dalla Matthiesen Foundation di Londra in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Andora. Il ricavato verrà come ogni anno interamente devoluto a Medici Senza Frontiere e agli orfanotrofi dello Zimbabwe.
L’appuntamento è per sabato 30 agosto dalle ore 19 in poi. E’ previsto un intermezzo tra primo e secondo tempo a base di buon vino ed ottimo cibo, tutto incluso nel biglietto di 20 euro (offerta minima).
Scenario dell’evento: il borgo di Rollo, dove il 12 luglio ha preso il via la stagione concertistica di Andora. Ci saranno artisti internazionali provenienti da Gran Bretagna, Lituania, Giappone, Corea e Germania. Da segnalare la presenza delle gemelle Eyhorne, di 9 anni, già vincitrici ben due volte del prestigioso concorso in Germania “Jugend Musiziert”.

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giovedì, 28 agosto 2008

MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA INDIPENDENTE
VI edizione
Teatro della Sala Consiliare
Celle Ligure
28 - 31 agosto 2008

Celle Ligure. Dal 28 al 31 agosto si svolgerà presso il Teatro della Sala Consiliare di Celle Ligure, la VI edizione della Mostra Internazionale del Cinema Indipendente.
L’iniziativa si propone come vetrina per i film che esprimono liberamente le idee dei loro autori, i quali respingono le influenze delle produzioni cinematografiche commerciali e i condizionamenti economici e politici.
I film in proiezione appartengono al circuito dei cineclub e dei festival indipendenti. L’obiettivo della manifestazione è quello di promuovere e divulgare opere cinematografiche solitamente escluse dalla grande distribuzione, sensibilizzando il pubblico sui contenuti e sulle tecniche artistiche, spesso sperimentali per scelta ma anche per mancanza di fondi.

Martin Zanchetta, direttore artistico della Mostra, afferma: “Il fine è quello di portare il cinema, quello meno conosciuto, tra la gente comune abituata alla visione di prodotti commerciali. Visto il successo ottenuto nell’edizione passata, con il lungometraggio “La sottile linea della verità” di Angelo Rizzo, da quest’anno il cartellone prevede, per ogni serata, un lungometraggio di carattere internazionale”.
Si comincia giovedì 28 agosto con il documentario “Il caso Acna” di Fulvio Montano, si prosegue venerdì 29 con “Onde” di Francesco Fei, sabato 30 con “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti, finendo domenica 31 con “Rosso Malpelo” di Pasquale Scimeca. Fra i cortometraggi di maggiore rilevanza ricordiamo “Un inguaribile amore” di Giovanni Covini, vincitore del premio David di Donatello 2006 , poi “In orario” di Daniele Azzola e “Sterno d’uccello” di Massimo Lechi. Tra i documentari di carattere storico-sociale spicca l’opera proveniente da Gerusalemme di Sahera Dirbas, intitolata “Estraneo a casa mia”, mentre dalla Francia giunge il lavoro di Claudi Castello e Jorge Masetti dal titolo “Cuba memoria sindacale”.

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IL LEO LAGORIO QUARTET AL PRAVDA CAFE'
Pravda Cafè - Bar Agorò
Piazza San Siro - Sanremo
giovedì 28 agosto 2008, h. 21,00

Ultimo appuntamento con il Jazz in Piazza San Siro a Sanremo con Leo Lagorio Quartet, giovedi 28 agosto. Si conclude in questo modo la rassegna estiva organizzata dal "Pravda cafè" e dal "Bar Agorà "di piazza San Siro. Jazz standards con basso,sax,tastiera e batteria. Musica di qualità per la piazza piu bella di Sanremo.

Leo Lagorio nasce ad Imperia il 26 maggio 1947. L'ambiente familiare lo cresce nell'amore per la musica, soprattutto classica ed operistica.
Studia pianoforte sino all"elà di tredici anni. Dopo un periodo di disinteresse per la musica, all'età di diciotto anni riprende lo studio del sax alto sotto la guida del padre. A metà degli anni '60 entra a far parte di un piccolo complesso locale e nel 1968 collabora con l' orchestra di Giorgio Santiano alla realizzazione di un album di musica leggera dal titolo "Dance with me".
Negli anni successivi si accosta al Rock e al Rithm'n'Blues. Passa al sax tenore ed al flauto, fa parte di diversi gruppi rock fra cui i Woops ed il Sistema.
Con quest'ultimo nel '71 partecipa e vince il primo premio al Festival Nazionale di Musica Pop di Loano. In quella occasione il Sistema presentava una originalissima versione rock di "Una notte sul Monte Calvo"" di Mussorsgky.
Successivamente collabora per un breve periodo con "Il Museo Rosenbach"". Nel '73 è uno dei fondatori del gruppo 'Celeste' con il quale registra l'album omonimo. Altre saltuarie collaborazioni vale la pena segnalare come quella con il Picchio dal Pozzo, i Latte e Miele e Ramascindiran Somusundaran (percussionisla indiano).
Verso la fine degli anni '70 lascia alle spalle le esperienze Pop per indirizzare i suoi studi verso la musica Jazz. Un corso di perfezionamento con Giorgio Gaslini sull"improvvisazione gli indica nuovi obiettivi. Con Roberto Paglieri, Rosario Bonaccorso, Riccanlo Bianchi ed il compianto percussionista Giuseppe Bonaccorso dà vita ad una piccola fonnazione che per un certo periodo partecipa a concerti in vari Club del nord Italia e rassegne Jazz riservate a talenti emergenti
Nel 1979 è fondatore, con il maestro Emilio Lepre della Jazz Ambassadors Big Band.
Nel 1981 una grave malattia lo tiene distante dalle scene musicali per quasi un anno.
Nel 1982 la prematma scomparsa del maestro Lepre gli impone l'accettazione della direzione artistica della Jazz Ambassadors Big Band.
Sotto la sua conduzione la big band effettua una notevole evoluzione stilistica. In proposito nel ricevere ospiti internazionali come James Woode, Tony Scott, Benny BaiIey, Dusko Gojcovich., Sandy Patton, Bob Mover e Victor Burgbardt, il gruppo imperiese si arricchisce di nuove esperienze sia nel linguaggio, sia nella scelta del repertorio che si aggiorna così verso tematiche sempre più vicine alla contemporaneità degli eventi.
Nel 1999 Leo Lagorio e la Jazz Ambassadors registrano l'album "Coffee Break'" con arrangiamenti di Victor Burgardt e Dusko Gojcovich. L'opera - caratterizzata da composizioni originali di Leo Lagorio - viene presentata al concorso nazionale SIAE abbinato alla rassegna "Bordighera Jazz & Blues"" e vince il primo premio.

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mercoledì, 27 agosto 2008

PALMA D'ORO 2008
Concorso di Musica da camera
XXXV edizione
Finale Ligure
27 - 30 agosto 2008

Si apre oggi la XXXVesima edizione della “ Palma d’oro”, il concorso di musica da camera di Finale Ligure. Il concerto inaugurale vedrà protagonisti due giovani talenti: il polacco Piotr Machnik e l’armeno Aram Avetyan.
Lo storico concorso finalese vedrà quest'anno la partecipazione di musicisti provenienti da Cina, Francia, Giappone, Ucraina, Germania, Russia, Polonia, Italia e Corea del Sud. Le prove pubbliche invece si terranno, a partire dalle ore 9 del mattino, all’Auditorium di S. Caterina in Finalborgo giovedì 28 e venerdì 29 agosto.
I concorrenti ammessi alla prova finale, offriranno un ascolto articolato, nel quale sarà inclusa un’opera di Aloyse Vecchiato, compositore e fondatore del concorso “Palma d’oro”.,
La giuria è composta da Takahiro Seki (presidente), Hans Peter Stenzl, Volker Stenzl, Luca Rasca, Piotr Machnik, Aram Avetyan e Paolo Venturino (direttore artistico).
Sabato 30 (ore 21), nella Basilica di San Giovanni Battista, si terrà il concerto finale dei vincitori.

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martedì, 26 agosto 2008

LIBRI DI LIGURIA 2008
Peagna di Ceriale - Casa Girardenghi
27 agosto - 7 settembre 2008

Sarà la prima proiezione del diaporama “Borghi perduti” di Ferdinanda Fantini e Gian Carlo Ascoli che si terrà mercoledì 27 agosto all’Auditorium dell’Oratorio a Peagna di Ceriale (ore 21) il preludio alla XXVII edizione di “Libri di Liguria”, la rassegna nata nel 1981 come iniziativa del sodalizio degli “Amici di Peagna”.
Com'è tradizione, la grande rassegna regionale dedicata all’editoria ligure aprirà i battenti il successivo 30 agosto, negli spazi di “Casa Girardenghi” nel centro storico della frazione cerialese, dove sarà possibile anche visitare la mostra dei bozzetti che hanno concorso al “Premio Anthia Giovani” (Orario di apertura: giorni feriali ore 17 - 23,30; festivi, ore 10 - 12 e 16 - 23,30).
Nel corso della settimana in cui avrà luogo la manifestazione si susseguiranno all’Auditorium di Peagna le “serate culturali” condotte da Francesco Galle.,
La rassegna si concluderà domenica 7 settembre con la cerimonia di consegna dei premi Anthia 2008 per il “Libro Ligure dell’anno”, il “Giornalismo, Pubblicistica, Critica e Diffusione Culturale” e le “Arti Figurative”, andati quest’anno rispettivamente al “Ritratto di Genova nel ‘400″ di Ennio Poleggi e Isabella Croce (Edizioni Sagep, Genova 2008), al Centro regionale per i dialetti e le tradizioni popolari della Liguria, come riconoscimento per la promozione e la diffusione della cultura e dei libri, e al pittore Gianni Pascoli. 
 

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lunedì, 25 agosto 2008

La storica band di Bob Marley
THE WAILERS in concerto
MARTEDI 26 AGOSTO ore 21,30
VARAZZE (SV) - Campo Sportivo P.Ferro
Apertura porte ore18 – ingresso 15 €

Dalle 18 alle 02 una grande festa “in levare” affidata alle cure di artisti e sound system della prolifica scena reggae ligure:
LA COSCA - CUFFA SOUND DANCEHALL VIBES
GANJA FARMERS - COUNT JO JO
MR PUMA - RAPHAEL


BOB MARLEY and THE WALERS sono il gruppo reggae piu’ conosciuto al mondo con oltre 250 milioni di dischi venduti.

The Wailers sono composti dai membri originali che registrarono e suonarono in giro per il mondo con Bob Marley

ASTON “FAMILYMAN” BARRET e’ il leader della band ,co-fondatore di The Wailers fino dai tempi degli esordi con Bob Marley
Familyman e’ uno dei personaggi piu’ influenti ed importanti della musica reggae, ha suonato con artisti di fama mondiale quali: Ub40, The Fugees, Steve Wonder, Taj Mahal,The Gipsy King, Alpha Blondy, The Rolling Stones,Bruce Springsteen,Carlos Santana, Eric Clapton

Il chitarrista dei Wailers AL ANDERSON ha effettuato tour e registrato con artisti del calibro di: Steve Winwood, Santana,Ben Harper, e Lauryn Hill.

L’attuale cantante dei Wailers ELAN e’ un artista giamaicano che sta riscuotendo molto successo negli USA, anche grazie alla sua voce estremamente somigliante a quella dell’impareggiabile Bob Marley.

Lo spettacolo live di The Wailers è supportato da una sezione fiati che aggiunge ritmo e divertimento allo show e prevede l’esecuzione di innumerevoli hit del repertorio storico della band come :
Buffalo Soldier
Lively Up Yourself
Is this Love
One Love
I Shot the Sheriff
Satisfy My Soul
Trenchtown Rock
Get Up Stand Up
Jamming
Who the Cap Fit
Exodus
Roots Rock Reggae
Kinky Reggae
War
Redemption Song
Stir it Up
No Woman No Cry
Could You be Love

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domenica, 24 agosto 2008

CONCERTO DI GIORGIO REVELLI E SARA GIANFELICI
Oratorio della Visitazione - Ceriana
Domenica 24 Agosto 2008, h. 21,15

Domenica 24 agosto alle 21,15 l’Oratorio della Visitazione di Ceriana (degli azzurri), a conclusione dei festeggiamenti di San Bartolomeo, ospiterà un interessante concerto di Giorgio Revelli e Sara Gianfelici. Nel 2007 i due musicisti hanno unito le forze e fondato il Duo “Ariel 414” per clavicembalo e chitarra che ha ricevuto molti apprezzamenti di critica e positivi riscontri di pubblico. Il programma che verrà proposto tenderà nella prima parte a condurre i partecipanti nell’atmosfera e nella dimensione del luogo. Inoltre, per l’occasione, saranno anche eseguiti alcuni brani all’organo Agati che da molto tempo non viene ascoltato.

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IL BARONE RAMPANTE IN SCENA AD APRICALE
domenica 24 Agosto, h. 17

Il barone Cosimo, la “generalessa”, Gian dei Brughi, ma anche Napoleone e tanti altri personaggi torneranno in scena, con due voci narranti d’eccezione: quella dello scrittore Nico Orengo e quella di Maurizio Di Maggio di Radio Montecarlo. Prevista una parte per Libereso Guglielmi, il botanico di Sanremo allievo di Mario Calvino e amico d’infanzia di Italo. La performance si svolgerà lungo la strada tra Apricale e Perinaldo, a circa 800 metri dal primo paese: e si concluderà con la posa di una targa sull’ontano, al quale - secondo i promotori dell’iniziativa - potrebbe essersi ispirato proprio Calvino.

La parte di Cosimo di Rondò è stata riservata allo scrittore di Isolabona Paolo Veziano, che negli anni scorsi ha pubblicato alcuni libri sugli ebrei in Riviera. Libereso Guglielmi sarà suo padre, vale a dire Arminio Piovasco di Rondò. Ci sarà naturalmente la “generalessa” (la madre) interpretata da Laura Tonatto, una creatrice di profumi di fama internazionale. Nel cast della “performance calviniana” anche l’artista Ugo Nespolo, Alberto Cane (Gian dei Brughi), Marco Cassini e Giovanni Tesio.

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sabato, 23 agosto 2008

PIETER BRUEGEL IL VECCHIO
IL GIOCO DELL'ORRORE
Torre dell'Orollogio - Palazzo Oddo - Albenga
12 luglio - 21 settembre 2008

La galleria Ristori ha messo a disposizione del Palazzo Oddo srl le incisioni di Pieter Bruegel il Vecchio che danno vita a “Il gioco dell’orrore”.
La rassegna è ospitata sino a settembre nella Torre dell’orologio col seguente orario: 10,30- 12,30 e 16,30-19,30.

Bruegel, pittore fiammingo (1525-1569), segna il passaggio dall’arte medievale ad una rappresentazione più realistica del mondo

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venerdì, 22 agosto 2008

ARTISTI TRA STORIA E AVVENIRE: DA MORLOTTI A BILINSKJ
Mostra a cura di Chiara Veronica Natta
ex Chiesa Anglicana
Via Regina Vittoria, 4 - Via I Maggio - Bordighera
dal 20 Agosto al 3 Settembre 2008

Una rassegna espositiva di artisti emergenti e presenze ormai sedimentate nella storia dell’arte contemporanea. Un percorso ricco di stimoli e fascinazione soprattutto se si consideri quanto il nostro Novecento sia stato attraversato e connotato da stilemi e tecniche diversissime.
Così nella città di Bordighera e nell’impianto della Chiesa Anglicana, simbolo architettonico di un cosmopolitismo mai più ripetuto, si possono percorrere alcune tappe della nostra imagerie visiva e culturale. L’itinerario è eclettico: a volte, è solo questione di evocare, come fa Giuseppe Cesetti (1902-1990), con i suoi panorami maremmani e la sua pennellata quasi fattorina o ancora Ennio Morlotti (1910-1992), la cui pittura è un’immersione quasi panteistica nell’ambiente e nel paesaggio.
In altre occasioni, invece, occorre guardare: così Giancarlo Cazzaniga (1930) legato a una dimensione narrativa, dove si racconta di nature morte, di ambienti assolati, che poi l’artista scompone nel tratto quasi impressionista. Un percorso introspettivo è quello invece di Franco Angeli (1935-1988) e Mario Schifano (1934-1998).
Parlando di loro, Cesare Vivaldi diceva di “presenze, che lentamente affiorano attraverso la rete sottile che come buccia ricopre e avvolge i loro quadri”. C’è, nel loro stesso modo di offrirsi allo sguardo, quel tanto di “magico, larvale, da rendere plausibile una frettolosa chiamata in causa dell’inconscio e del sogno”, ma non si tratta di “una nostalgia evocatrice di fantomatiche apparizioni; è rammemorante (con mestizia e pudore) di fatti umani e concreti: sofferenze, gioie, trasalimenti e dolori, ancora una volta «forme»”.
Sulla stessa linea è Marco Lodola (1955) che, se apparentemente sembra assecondare il processo della comunicazione pubblicitaria, lanciando nella galassia dell’arte una serie di figure senza volto, indistinguibili e intercambiabili, in realtà mette in crisi proprio quel sistema a cui fa l’occhiolino. Una fascinazione apparentemente ingenua nasconde, infatti, il senso di alienazione che queste opere contengono.
Così, ovunque si guardi, le figure accentuano la loro inesistenza, il loro non essere. Di tutt’altra cifra stilistica è Ugo Nespolo (1941), la cui produzione appare da sempre strutturata sulla matrice dell’ironico, del trasgressivo, probabilmente scaturita da un personale senso del divertimento e del ludico. C’è nelle sue opere una connotazione avanguardista, nel senso storico, una volontà, cioè, di portare l’arte nella vita, permeando di essa ogni attività, da rituale a quotidiana. Ancora, presenti in mostra, non si possono non citare i nomi di Concetto Pozzati (1935) e dello scultore Umberto Mastroianni (1910-1998), il cui plasticismo, sebbene di derivazione futurista, è così palpitante di vitalità e animato dal chiaroscuro, da diventare nuova figurazione.
Una sezione è poi dedicata ad artisti che hanno vissuto e operato attivamente nella città di Bordighera: Gian Antonio Porcheddu, Joffre Truzzi, Ampelio Lorenzo Garini, Marcello Cammi, Roman Bilinski. Artista polacco, ma con vocazione cosmopolita, Bilinski (1897-1981) rappresenta una delle voci più interessanti della seconda metà del Novecento, soprattutto per una pittura aperta a molteplici disposizioni tecniche e per un “espressionismo” intimista; non indifferente agli effetti cromatici, possiede la grande dote di essere comunicativo.
Da segnalare infine, due artisti ancora poco valorizzati nel panorama contemporaneo, ma di qualità espressiva notevole: il genovese Mauro Marcenaro e lo scultore Marco Farotto. Di quest’ultimo non si può non cogliere la vena onirica che sembra attingere a strutture psichiche, del rimosso, dell’intimo, che sono sì individuali, connotative della sua sensibilità ma anche archetipiche, quindi condivise e universali.
Così le Madri Matute o le opere Kundalini e Via Crucis, icone della sacralità, del femminino, concepito come grembo e fertilità, dello spirito-anima che è l’energia che si rinnova e che permane oltre noi stessi.

Federica Natta

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mercoledì, 20 agosto 2008

Teatro Salvini - Pieve di Teco

E LUCEVAN LE STELLE
progetto di Roberto Iovino e Marta Musso
Sala Consiliare - Pieve di Teco 19 - 31 agosto 2008

Ha preso il via ieri, 19 agosto, nel Palazzo del Comune di Pieve di Teco, la mostra itinerante «E lucevan le stelle - La Liguria e i suoi Teatri Storici».
Il progetto, della Regione Liguria, ideato e curato da Roberto Iovino e Marta Musso, è realizzato dall'Associazione Sidro e dal Gruppo Promozione Musicale Golfo Paradiso, con la partecipazione di due Province (Imperia e Savona), nove Comuni (Pieve di Teco, Ventimiglia, Imperia, Finale Ligure, Savona, Genova, Camogli, La Spezia e Sarzana) e vari sponsor (Olio Carli, Costruttore Mario Valle, Coin, Gli Amici del Teatro Sociale).
Obiettivo dell'iniziativa, raccontare la storia dei principali palcoscenici liguri costruiti prima del Novecento, facendo il punto sul loro stato attuale. Nei mesi scorsi è stato realizzato un volume con il contributo di vari autori, incentrato, appunto, sui teatri delle città partecipanti.
Un tuffo nel passato, in quella Liguria, che in parte è rimasta a lungo dimenticata, che stava costruendo il tessuto teatrale di oggi.
La mostra (che costituisce la naturale prosecuzione del lavoro avviato) è articolata in sedici pannelli con testi in italiano e inglese e un ricco corredo fotografico.
I Teatri presi in considerazione sono il Comunale di Ventimiglia, il Cavour di Imperia, il Salvini di Pieve di Teco, l'Aycardi e il Sivori di Finale Ligure, il Sacco e il Chiabrera di Savona, il Falcone, il Sant'Agostino, il Carlo Felice, il Paganini, il Modena, il Margherita e il Politeama Genovese di Genova, il Sociale di Camogli, il Civico di La Spezia e gli Accademici Impavidi di Sarzana.
La Mostra rimarrà aperta a Pieve fino al 31 agosto con il seguente orario: dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19 tranne sabato e domenica, in cui sarà chiusa la mattina ed aprirà la sera dalle 21 alle 23.
Da settembre inizierà il tour nelle altre città della regione: Ventimiglia (2-12 settembre, Forte dell'Annunziata), Genova (15-28 settembre, Palazzo Ducale, Liguria Spazio Aperto), Sarzana (2-12 ottobre, Cittadella Firmafede), La Spezia (15- 28 ottobre, Spazio Espositivo Centro Allende), Camogli (31 ottobre - 14 novembre, Biblioteca Comunale), Savona (17-23 novembre, Atrio Palazzo del Comune), Imperia (29 novembre - 14 dicembre, Museo dell'Olivo della «Fratelli Carli») e Finale Ligure (3 gennaio - 1° febbraio 2009, Sala Mostre del Museo Archeologico del Finale).

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martedì, 19 agosto 2008

AL COMUNE DI SAVONA I QUADRI DELLA COLLEZIONE ERCOLI

Viene annunciata una nuova, importante donazione di dipinti del ‘900 italiano che andrà ad integrare una collezione già ragguardevole come quella della Pinacoteca Civica di Palazzo Gavotti.
Egidio Ercoli, collezionista ed appassionato d’arte, ha infatti destinato nel suo testamento la sua collezione che include opere di alcuni fra i più importanti nomi del ‘900 italiano: Attardi, Cantatore, Cascella, De Chirico, De Pisis, Enotrio, Guttuso, Levi, Maccari, Mafai, Migneco, Monachesi, Nespolo, Rosai, Schifano, Sironi, Sughi, Savinio, Tamburi, Lilloni, Sassu, e diversi interessanti lavori di artisti liguri quali Caldanzano, Salino, Virio da Savona.
Dichiara l’assessore alla cultura Ferdinando Molteni: “Questa donazione, come pure quelle che verranno nel prossimo futuro, è la migliore testimonianza di come i cittadini abbiano fiducia nell’istituzione, nel sentire il bisogno di condividere il patrimonio culturale ed artistico raccolto in una vita di ricerche con la collettività. E’ un segnale di fiducia importante, per questo siamo grati a Egidio Ercoli per questa importante e preziosa donazione”.

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lunedì, 18 agosto 2008

Rita Marcotulli

SANREMO IN ... JAZZ - SOUNDZ & ZAZZARAZZAZ
RITA MARCOTULLI
ANTONIO FARAÒ
Villa Ormond - Sanremo
lunedì 18 agosto 2008, h. 21,00

"Soundz", rassegna promossa dal Comune di Sanremo – Assessorato alla Promozione Turistica e Manifestazioni e curata dall'Associazione Culturale "Sanremo Jazz", guidata da Angelo Giacobbe, chiude questa sera con un concerto che vede impegnati interpreti di primo piano della scena internazionale.
Rita Marcotulli è ben nota per la sua sensibilità di interprete e compositrice che l'ha portata a importanti collaborazioni che travalicano il campo strettamente jazzistico.
Il pianoforte, strumento principe di questa edizione, offrirà nuove emozioni grazie al talento di Antonio Faraò protagonista del secondo set della serata insieme al sassofonista americano Rick Margitza e ad altri validissimi musicisti, fra cui lo stesso direttore artistico di Soundz, Dodo Goya.

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PROTOTIPO FESTIVAL
V edizione. Una panoramica sul Teatro Contemporaneo
a cura di Associazione Culturale Aprés la nuit
Fortezza del Priamar
corso Mazzini, Savona
dal 18 al 24 agosto 2008

La quinta edizione di Prototipo Festival torna anche quest'anno nella suggestiva cornice della Fortezza Monumentale del Priamar di Savona per una nuova panoramica sulTeatro Contemporaneo, attraverso il lavoro delle piu' interessanti compagnie di teatro di ricerca in Italia.
In programma spettacoli, laboratori di recitazione, un'intera sezione dedicata ai piu' piccoli e tre giorni dedicati a video e cortometraggi. Quest'anno il Festival si concluderà con una novità: un appuntamento genovese il 5 settembre alla GAM, Galleria d'Arte Moderna di Nervi con un'ospite d'eccezione, la poetessa Mariangela Gualtieri ed il regista Cesare Ronconi, fondatori del Teatro Valdoca.

Dal 18 al 23 agosto la rassegna BAMBINI DI NOTTE, alla sua terza edizione, inaugura la quinta edizione del Festival nella Fortezza del Priamar con laboratori, narrazioni e spettacoli per i piu' piccoli. Sei notti di visioni, colori e parole trasformeranno anche quest'anno la Fortezza di pietra in uno scenario di sogno. I laboratori sono a cura dell'Associazione Culturale Apre's la nuit e Artebambini, ideati e condotti da Barbara Barbantini, Paola Bussi, Hans Hermans, Francesca Traverso, Arianna Sangiovanni, Chiara Sgarbi. (Atelier, narrazioni e spettacolo sono ad ingresso libero con prenotazione obbligatoria dal 13 agosto al n. 340.5327681 - http://www.apreslanuit.org)

Dal 19 al 21 agosto il TEATRO DEL LEMMING sarà protagonista con "I CINQUE SENSI DELL'ATTORE. ANTIGONE", un laboratorio dedicato alla figura di Antigone. Durante i tre giorni di lavoro il regista Massimo Munaro sceglierà tra i partecipanti alcuni attori che lavoreranno nei due giorni successivi allo studio che verrà messo in scena domenica 24 agosto. La durata di ogni singolo incontro sarà di sette ore giornaliere, dalle 14.00 alle 21.00. (E' prevista una quota di partecipazione. Per informazioni ed invio curriculum: prototipo_priamar@libero.it)

Lunedì 19 agosto alle ore 21.30, ETXEA (Fre'de'ric Etcheverry & Gloria Aras - Francia) con "INEXHIB", aprirà la rassegna degli spettacoli dal vivo. Un rituale silenzioso, un corpo a corpo a contatto con gli spettatori per condividere le domande sulla condizione umana. Il corpo sarà la materia prima di questa performance toccante e coinvogente messa in scena ed adattata agli evocativi spazi della Fortezza del Priamar. La serata e' organizzata in collaborazione con Festival Opera Prima, progetto di residenze creative intineranti tra Savona e Rovigo. (Ingresso libero. Prenotazione obbligatoria dal 13 agosto al n. 340.5327681).

Seguirà il 20 agosto alle ore 21.30 TANGRAM TEATRO "OFELIA-MARIA-ELETTRA", di e con Silvia Battaglio. Il progetto intende rielaborare attraverso una breve residenza negli spazi della Fortezza Priamar della giovane artista-performer un percorso di indagine teatrale sulle tre figure archetipe, alla ricerca di quel filo rosso che le lega, attraverso i sentimenti profondi di Ofelia, dentro le sue paure, verso il desiderio di libertà di Maria alla ricerca di una possibile alternativa a un destino già segnato. E ancora attraverso la solitudine di Elettra che ri-crea la sua famiglia in una casa ormai vuota. (Ingresso libero. Prenotazione obbligatoria dal 13 agosto al n. 340.5327681)

Dal 21 al 23 agosto torna la rassegna VIDEO IN SCENA, ampliata quest'anno a tre giorni di video, installazioni, cortometraggi e incontri sul teatro contemporaneo. La scena di ricerca teatrale si impadronisce della macchina da presa.

Il 21 agosto alle ore 21.15 apre la rassegna l'incontro con Massimo Munaro, regista del TEATRO DEL LEMMING, che proporrà una serie di video storici del gruppo teatrale di Rovigo per ripercorrerne la storia e la produzione artistica (I segreti del teatro, regia Michele Sciancalepore, 2008 e Inferno, regia Massimo Munaro, 2008).
Il 22 agosto alle ore 21.15 verrà proposto per intero il percorso video dedicato a "Radical change", l'ultimo progetto performativo prodotto dal gruppo LENZ RIFRAZIONI, ispirato al testo di Publio Ovidio Nasone -Le Metamorfosi-.
Verrà proposta inoltre la proiezione dei video vicitori della X edizione di Concorso Italia del Ricione TTV Festival.

Il 22 agosto alle ore 22.00 sarà la volta di SEMI VOLANTI, "SENZA GAMBE. II° STUDIO", di e con Valerio Gatto Bonanni. Un'installazione teatrale, incentrata su un baule, su un uomo che ha sempre con se' il suo bagaglio di vita. È un senza fissa dimora? È un viaggiatore? È un pazzo? È solamente un uomo, la cui vita è contenuta in un baule. Il giovane attore e regista, affascinato dai personaggi umani creati da Beckett parte da immagini urbane per costruire la storia di un uomo che la sera ritorna nel suo baule, e che prima di andare a dormire ama farsi ascoltare e guardare. (Ingresso libero. Prenotazione obbligatoria dal 13 agosto al n. 340.5327681)

Il 23 agosto alle ore 21.15, sempre nell'ambito della rassegna VIDEO IN SCENA, è in programma la videoinstallazione del gruppo PATHOSFORMEL, VOLTA e LA TIMIDEZZA DELLE OSSA, realizzata in collaborazione con Riccione TTV Festival.

Sempre il 23 agosto, LENZ RIFRAZIONI presenterà due performance dal vivo entrambe tratte dal ciclo "Radical Change":
alle ore 21.30 "DAPHNE - YOU MUST BE MY TREE", da Le Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone. Creazione di Maria Federica Maestri, Francesco Pititto. Performer: Valentina Barbarini. La storia mitologica della ninfa Daphne, dedita al piacere della caccia ma turbata dal desiderio amoroso di Apollo, viene riletta attraverso un segmento performativo che mette al centro della drammaturgia il rapporto esclusivo con la materia-legno, simbolo della metamorfosi della ninfa in albero.
ed alle ore 22,45, "IO". Creazione di Maria Federica Maestri, Francesco Pititto. Performer: Sandra Soncini. La metamorfosi della ninfa Io, oggetto delle attenzioni amorose di Giove e trasformata dal dio in Giovenca per celarla agli occhi della moglie Giunone, viene ricreata attraverso una dettagliata riflessione materica sul concetto di corpo mistico.
(Ingresso libero. Prenotazione obbligatoria dal 13 agosto al n. 340.5327681)

Il 24 agosto, dalle ore 21.30 alle ore 23.00, termina Prototipo Festival2008 alla Fortezza di Savona con TEATRO DEL LEMMING in "Studio su ANTIGONE". Intorno alla sorte della giovane eroina greca questo lavoro si costituisce drammaturgicamente come un processo, in cui il pubblico è direttamente chiamato in causa in qualità di testimone, accusatore e accusato. Lo studio qui proposto andrà in scena con una selezione degli allievi del laboratorio teatrale realizzato per il Festival, ed e' tappa di un percorso che condurrà nel 2009 il gruppo di Rovigo ad una nuova produzione.
(Ingresso libero. Prenotazione obbligatoria dal 13 agosto al n. 340.5327681)

Novità di quest'anno è Il PROTOTIPO FESTIVAL - Genova-GAM. Una tappa settembrina in programma a Genova, alla Galleria d'Arte Moderna di Nervi, il 5 settembre 2008.
Alle ore 21.00 il TEATRO VALDOCA presenta il film "Paesaggio con fratello rotto". Per l'occasione si terrà un incontro con Cesare Ronconi. Seguirà PAESAGGIO PER VOCE SOLA, di e con Mariangela Gualtieri.
A Genova arriva anche VIDEO IN SCENA, con LENZ RIFRAZIONI. In questo appuntamento genovese verrà riproposto per intero il percorso video dedicato a -Radical change-, l'ultimo progetto performativo prodotto dal gruppo ispirato al testo di Publio Ovidio Nasone "Le Metamorfosi".

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domenica, 17 agosto 2008

E LUCEVAN LE STELLE
La Liguria e i suoi teatri storici
a cura di Roberto Iovino e Marta Musso
testi di M. Cristina Castellani, Barbara Catellani, Sergio Chierici, Flavio Menardi Noguera, Lucia Pescio, Franco Ragazzi, Maurizio Tarrini
Fratelli Frilli 2008
Collana "Controcanto"

Risale al 1991 il volume Teatri Storici in Liguria in cui Franco Ragazzi (la cui firma compare anche nel presente testo) ha compiuto il primo e ad oggi unico lavoro di approfondito censimento dei teatri nella nostra regione. Un’esplorazione preziosa che ha consentito di fare il punto sui singoli palcoscenici e, soprattutto, ha offerto un panorama teatrale per nulla limitato o “povero”. Al contrario è emerso il quadro di una regione che può vantare un passato quanto mai ricco di iniziative culturali. Non c’era centro anche di dimensioni modeste che non avesse un proprio palcoscenico per spettacoli lirici o di prosa. E se fino al Settecento la loro costruzione era essenzialmente voluta dalle grandi famiglie patrizie, nell’Ottocento sovente i teatri nascevano per volontà di borghesi illuminati che credevano nella funzione del “teatro” non solo come luogo di spettacolo, ma anche e soprattutto come centro di aggregazione sociale.
Dal 1991 ad oggi molte situazioni sono cambiate nel “parco” ligure dei teatri.
Ne sono risorti alcuni: citiamo il Carlo Felice e il Modena di Genova, il Civico di Spezia, il Salvini di Pieve di Teco, gli Impavidi di Sarzana. Altri sono in fase di restauro, come l’Aycardi e il Sivori di Finale o il Sociale di Camogli. Altri, purtroppo, sono scomparsi: e il pensiero corre al “glorioso” Politeama Margherita di Genova.
Al di là dei singoli casi, comunque, preme qui segnalare la situazione in movimento che dimostra un crescente interesse verso il patrimonio teatri della regione.
Interesse che la Regione Liguria ha fatto suo, varando l’iniziativa di questa pubblicazione e della Mostra ad essa collegata.
Il presente volume (al quale hanno collaborato più autori) intende rifotografare il parco teatri regionali puntando la propria attenzione su alcuni palcoscenici storici di particolare rilievo, senza tuttavia dimenticare gli altri.
Da qui è nata l’esigenza di dividere il lavoro in quattro parti, una per provincia. Ognuna delle quattro è strutturata con una introduzione generale tesa a ripercorrere le vicende globali della provincia stessa. Seguono poi i capitoli dedicati ai singoli teatri presi in esame.
Emerge una situazione in movimento, contrassegnata dal festoso ritorno all’attività da parte di palcoscenici che in un lontano passato avevano già svolto un ruolo culturale di primo piano; e segnata anche dalla decisa volontà di alcuni comuni di rilanciare palcoscenici ridotti da troppo tempo al silenzio e all’inattività. Nella consapevolezza che soprattutto in un momento come quello che viviamo, caratterizzato da una profonda crisi di valori e di economia, il teatro non può essere considerato un bene secondario, ma va invece vissuto come una condizione imprescindibile per la crescita e la maturazione di un tessuto sociale.

Roberto Iovino

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sabato, 16 agosto 2008

SIMONE MARETTI
SE UNA NOTTE D'ESTATE UN NARRATORE
Bussana vecchia
16 agosto - 5 settembre 2008

Avrà una cornice davvero suggestiva la performance teatrale Se una notte d’estate un narratore proposta dall’“Associazione Genovainedita” e realizzata dagli Assessorati alla Promozione Turistica e Manifestazioni e alla Cultura, Biblioteche e Musei.
Il ciclo di narrazioni, ispirato a Italo Calvino, si svolgerà a Bussana Vecchia, l’affascinante borgo di Sanremo che, per l’occasione, ospiterà tre performance narrative di Simone Maretti nelle seguenti date:
· 16 agosto, "Il Barone rampante"
· 23 agosto, "Fiabe italiane"
· 5 settembre, "Il sentiero dei nidi di ragno"

«Queste rappresentazioni – dichiarano gli Assessori Igor Varnero e Daniela Cassini – vogliono essere un omaggio al nostro grande scrittore, Italo Calvino, in un ambiente davvero unico come quello del borgo di Bussana Vecchia che presenta scenografie naturali di grande impatto».

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venerdì, 15 agosto 2008

FILIPPO BIAGIOLI e GIANNI CARUSO
L'UOVO DI STRUZZO CONTEMPORARY ART CENTER
Pieve di Teco - Frazione Trovasta
dal 15 agosto al 10 settembre (su appuntamento)

Venerdì 15 agosto alle ore 11.00, si inaugura la mostra d’arte allestita presso L’Uovo di Struzzo Contemporary Art Center di Trovasta di Pieve di Teco, in provincia di Imperia.
E’ ormai una tradizione per la galleria inaugurare una mostra nel giorno di Ferragosto e quest’anno Ketty Cacciabue, anima storica dell’ associazione culturale ligure-piemontese, si è avvalsa della collaborazione di Paola Bertolazzi della Galleria Casa d’ Arte di Vercelli, che per l’ occasione ha chiamato Filippo Biagioli, giovane artista toscano di cui si è molto parlato in questi ultimi mesi per la sua inarrestabile ascesa.
La piccola ma preziosa galleria dell’ entroterra ligure presenta due artisti con un unico forte legame: la loro continua e faticosa ricerca.
Filippo Biagioli presenta “Il treno per Roma e il padre della psicologia”, 33 piccole tele (formato 20 x 20), lavori inediti che rappresentano il diario di vita dell’ artista. Opere accattivanti, talvolta ironiche, altre volte pungenti, di quando in quando inquietanti. Alle pareti anche due opere “storiche” di grande formato
Gianni Caruso, poliedrico artista ormai ligure d’adozione che presenta i suoi famosi “Piccoli labirinti”, opere di grande sensibilità, realizzabili e realizzate solo da chi può avvalersi di una profonda esperienza culturale e da una solida memoria storica. Sono tecniche miste sotto perpex realizzate con licheni e, al centro, una miniatura dipinta ad olio su tavola raffigurante un dettaglio di un’ opera classica. Il labirinto di Caruso è, in fondo, il labirinto della nostra mente.

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giovedì, 14 agosto 2008

PALIO DEL MARE
78a edizione
Porto di Oneglia - Imperia
15 agosto 2008

Rinasce il 15 agosto, dopo 52 anni, il Palio del Mare, rievocazione storica della sfida tra i rioni cittadini. L'ultima edizione è del 1956.
La competizione, che traspone in chiave agonistica le antiche rivalità tra Oneglia, dal 1576 parte del Regno Sabaudo, e Porto Maurizio, legata a Genova, La si svolgerà il 15 agosto nelle acque del porto di Oneglia.
"Ciantafurche" e "Caccellotti", come erano sopranominati gli abitanti di Oneglia e Porto Maurizio, torneranno, per una sera ad affrontarsi, contendendosi il Palio disegnato da Filippo Romoli per l'edizione 1954.
Lo stendardo verrù quindi consegnato al Borgo vincente che lo rimetterà in gara l'anno successivo.

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mercoledì, 13 agosto 2008

E LE STELLE STANNO A GUARDARE
19° Edizione
TEATRO DELLA TOSSE
SE UNA SERA D'ESTATE MANGIAFOCO INCONTRA RE LEAR
Apricale
5-15 agosto 2008

Sino al 15 agosto ad Apricale, per l'edizione 2008 della rassegna E LE STELLE STANNO A GUARDARE, va in scena il nuovo spettacolo del Teatro della Tosse Se una sera d’estate Mangiafoco incontra Re Lear… ovvero i cattivi a teatro.
Ancora una volta il suggestivo borgo medievale, nell’entroterra di Bordighera, il cui nome d’origine, “Apricus” significa “esposto al sole” diviene cornice di tante storie che come comune denominatore hanno qualcosa di poco solare, anzi qualcosa che è a pieno titolo uno dei lati oscuri degli esseri umani: la cattiveria. Cattivi si nasce o si diventa? Suona come la faccenda dell’uovo e della gallina, soprattutto perché una risposta certa non c’è. Tenta di darla la psicologia, addentrandosi nelle misteriose e intricate vie che compongono la personalità e sono il risultato di chimica, ambiente e anima (per chi ci crede). Quel che è certo è che il “lato oscuro” delle cose ha, da sempre, un fascino particolare, magari malsano, magari solo dettato dal desiderio di esorcizzare una paura o di capire meglio. Testimonianza ne è la letteratura teatrale che pullula di cattivi, qualcosa di più dei semplici antagonisti e antieroi, che alla fine posso anche redimersi, diventare buoni, che possono talvolta anche essere simpatici e nella maggior parte dei casi hanno una funzione squisitamente narrativa. Il cattivo è invece un personaggio intrinsecamente malvagio che magari fa un brutta fine ma difficilmente cambia natura e che può essere il protagonista della storia. Ma le sfumature possono essere tante e, come si diceva una risposta certa sulle origini della natura umana non c’è, quindi qui ci si accontenta di vederne sfilare una serie, di malvagi o pseudo tali, in questo spettacolo firmato a più mani, con contributi di varia natura (testo, costumi, …) da Tonino Conte, Alessandro Bergallo, Nicholas Brandon, Bruno Cereseto, Emanuele Conte, Pietro Fabbri e Amedeo Romeo. Ad ognuno, come sempre la libertà di tirare le somme.
In un teatrino all’italiana è di scena l’Otello, opera lirica composta da Verdi, su libretto di Arrigo Boito, tratta dalla celebre tragedia shakespeariana, dove vari cattivi occupano la scena: Iago, il cattivo per eccellenza, Otello, reso cattivo dalla gelosia, Roderigo, accecato dall’invidia, Cassio, temporaneamente incattivito dal vino che sinistramente gli ha somministrato Iago. Un coacervo di cattiveria insomma. Ma l’opera viene bruscamente interrotta dal più grande esperto di cattiveria, colui che ha rivoluzionato lo studio dell’antropologia criminale, Cesare Lombroso (Pietro Fabbri), che invita gli spettatori a dividersi in commissioni di studio per compiere un percorso che li porterà a conoscere “i cattivi a teatro” e a valutare l’attendibilità della fisiognomica, un’occasione irripetibile per capire chi sia veramente il “reo-nato”. Il pubblico quindi incontrerà per strada l’eroina Medea (Rita Falcone) che ha appena ucciso i figli avuti da Giasone; un diavolo in persona (Rosario Lisma), che induce gli spettatori a riprendersi in mano la loro vita; il ricco usuraio senza scrupoli Shylock (Bruno Cereseto); Mangiafoco (Antonio Bazza), un burattinaio che ha ben poco di cattivo, ma che è condannato a esser considerato tale solo perché è grosso e ha la barba lunga; una Lady Macbeth (Sara Nomellini) che nell’incubo in cui è precipitata non riesce proprio a cancellare le tracce di sangue dalle proprie mani; il giullare di Re Lear (Nicholas Brandon) che da la sua versione dei fatti sulla storia del re e delle sue perfide figlie Gonerilla e Regana; il boccaccesco Ser Ciappelletto (Enrico Campanati), cattivo fino al punto di ingannare il frate (Alberto Bergamini) che in punto di morte lo confessa, riuscendo a guadagnare la santità; uno storico e spaventoso personaggio che si fa chiamare Tenero Giacomo (Alessandro Bergallo) e si rivela solo alla fine della sua canzone; una cuoca (Veronica Rocca) che assieme al giovane garzonetto,
Pierino il Porcospino (Paolo Maria Pilosio), ci racconterà, cucinando, le filastrocche dei bambini cattivi, ma cosa starà veramente cucinando per noi?
In un gran finale in piazza tutti i personaggi, cattivi e contenti, salutano il pubblico con una canzone, in cui ringraziano il cielo (o l’inferno) di averli resi così perfidi e affascinanti.

UNO SPETTACOLO DI TONINO CONTE, ALESSANDRO BERGALLO, NICHOLAS BRANDON, BRUNO CERESETO, EMANUELE CONTE, PIETRO FABBRI E AMEDEO ROMEO
TRA LE SCENOGRAFIE DI EMANUELE LUZZATI
LE SCENE
MEDEA CON RITA FALCONE
CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO CON ROSARIO LISMA
SHYLOCK, L’USURAIO BRUNO CERESETO
LA BARBA DI MANGIAFOCO CON ANTONIO BAZZA
LADY MACBETH CON SARA NOMELLINI
LA NOVELLA DI SER CIAPPELLETTO CON ENRICO CAMPANATI E ALBERTO BERGAMINI
LE FIGLIE DI RE LEAR CON NICHOLAS BRANDON
IL TENERO GIACOMO CON ALESSANDRO BERGALLO
PIERINO IL PORCOSPINO CON VERONICA ROCCA E PAOLO MARIA PILOSIO
IL PROFESSOR LOMBROSO INTERPRETATO DA PIETRO FABBRI, INTRODUCE GLI SPETATTORI ALLE SCENE

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martedì, 12 agosto 2008

L'UNIVERSITА DELL'ARTE VETRARIA DI ALTARE E VIGILIATURO
Villa Rosa - Museo del Vetro
Piazza Del Consolato 4 - Altare
dal 28 giugno al 31 agosto 2008

Una collezione di opere dal secolo XVII ad oggi, tra queste i giganti del vetro (le opere più grandi mai costruite in soffiatura), gli oggetti di uso comune, le opere di grandi Maestri del ‘900, custoditi preziosamente al Museo dell’Arte Vetraria di Altare, nella cornice di Villa Rosa, importante esempio di architettura liberty di inizio ‘900. “il vetro d’uso, la farmo-chimica, il vetro artistico”, metodo "à la façon d'Altare” diffuso nel mondo dall’incomparabile abilità dei maestri vetrai altaresi. Tendenze stilistiche nelle diverse linee di lavorazione del vetro soffiato, che oggi in simbiosi, colloquiano con le opere di Silvio Vigliaturo, maestro della vetrofusione, la cui tecnica conseguita in anni di sperimentazioni e ricerche si rivela sempre più originale e personale, tanto da essere riconosciuta da esperti e critici come unica al mondo. Si snoda su tre piani della villa in armonia con le opere presenti al museo, questa esposizione, dove grandi installazioni, grandi monoliti, Torre di Babele, in una magia di vetro ci avvolgono in un viaggio fantastico senza tempo. Sculture di luce, con lavorazione in oro, argento e soffiature, sono in continua evoluzione e l’inesausta ricerca sul colore e sulla forma, fanno dei lavori di Vigliaturo il simbolo di una lotta con il colore e la materia che ha portato l’artista ad affrontare una grande varietà di tematiche con stili e strumenti diversi. Il vetro come materiale, ma anche come scelta ideologica, è uno degli aspetti più importanti della sua vicenda artistica: il suo rapporto con la contemporaneità passa oggi soprattutto attraverso il suo ruolo di artigiano, homo faber, artista ed alchimista, che lo pone in una posizione di totale diversità e unicità. Le sue opere in vetro, esito del lavoro compiuto dall’artista stesso nei forni della sua bottega situata a Chieri in Piazza Duomo, rappresentano anche il risultato del conflitto tra la modernità del segno, dell’immagine e dell’idea, e l’essenza di un materiale molto antico.

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domenica, 10 agosto 2008

ANTONIO GIANCATERINO
Galleria Osemont
Via Colombo, 13-15 - Albissola Marina
dal 2/08 al 30/09/2008

Le Opere che presento in questa sede, appartengono unicamente alla produzione di questo ultimo mio periodo eccezion fatta per i seguenti lavori: “Il desiderio dell’ignoto” e "l'Angelo di strada”
Osservando le opere nella loro complessità si noterà un’apparente contraddizione formale, essa nasce dall’uso di materiali diversi, che condizionano, in modo prepotente, le composizioni e le soluzioni.
Infatti la scelta del materiale è di fondamentale importanza per una buona resa dell’idea creativa che molto spesso nasce già contaminata. Questo fatto porta a voler cambiare soluzioni tecniche già in corso d’opera. Si scopre che questi cambiamenti stravolgono,però, l’idea iniziale. Sembra strano ma anche i materiali seguono le mode,cosa che,per quanto mi riguarda, riveste relativa importanza.
La scelta che faccio dei materiali è legata ad una infinità di ragioni, ragioni che rimangono sempre legate ai soli fini espressivi.
Un giorno al museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, osservando da vicino l’Apollo di Veio, scultura in terracotta di considerevoli dimensioni, ne sono rimasto affascinato. Mi sono accorto , osservando la parte mancante di una gamba, che l’opera era stata costruita come un vaso. Ho preso in considerazione che l’artista aveva creato la forma aggiungendo il materiale dal basso, un po’ alla volta per formare il vuoto interno, indispensabile per la successiva cottura. Questo episodio mi ha avvicinato con grande interesse alla produzione in “terracotta”.
Attraverso le esperienze che ho maturato successivamente ho capito la natura dell’argilla , così generosa nel lasciarsi plasmare offrendo la possibilità di un gesto fedele e veloce.
La peculiarità di questa materia mi ha fatto capire i suoi limiti. Le forme e composizioni scultoree finiscono per essere spesso chiuse come se si auto proteggessero da colpi esterni, a causa della loro fragilità.
Per soluzioni formali aperte e con precari equilibri, il bronzo risulta essere la materia che meglio mi soddisfa, come chiaramente appare dai lavori : “Gatto”, “Equilibrio”, “La danza dell’Amore”, “Cavalla”.
Le mie figure sono realizzate esclusivamente seguendo il corso della memoria. Non faccio, infatti, uso di fotografie o modelli/e. Il messaggio che l’opera restituisce diventa così un atto evocativo della condizione umana.

Venezia, Luglio 2008
Antonio Giancaterino

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sabato, 09 agosto 2008

ALBINO MARCOLLI
IN ABITUDINE
Ristorante Baiadelsole
Piazza Cavour, 8b - Laigueglia (SV)
dal 9 agosto al 29 settembre 2008

Anche quest'anno Albino Marcolli ha deciso di presentare una parte del suo lavoro. Si tratta in prevalenza di lavori ad olio e qualche volta polimaterici o a tecnica mista.
Ancora una volta tutto sembra presentarsi nuovo, anche se qualche tela porta una data non recentissima.
Nuovo, nel riscoprire oggetti che popolano il vissuto di tutti i giorni o piccole cose ritrovate.
Come direbbe Marcolli, ci ritroviamo sorpresi dal suo «lasciarsi sorprendere».

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venerdì, 08 agosto 2008

Presentazione del volume
di DANIELE FARALDI
GENERAZIONE ERASMUS. E ADESSO COSA FAI?
(Aliberti, 2008)
Libreria Atene
Via Queirolo 49 - Arma di Taggia
venerdì 8 agosto, h. 21.30

Oggi, alle ore 21,30 presso la Libreria Atene di Arma di Taggia, Davide Faraldi - autore di "Generazione Erasmus E adesso cosa fai?" (Aliberti editore) - incontrerà i lettori per discutere del suo libro.

Stefano ha ventisei anni, è appena tornato da uno dei viaggi che gli hanno permesso di girare l'Europa. Ha finito di studiare, non ha un lavoro, non ha una donna, non ha un luogo che possa chiamare casa. Ha solo questa domanda fissa in testa: «E adesso cosa fai?», la domanda che tutti gli rivolgono, e a cui lui non sa cosa rispondere. Comincia così a ripercorrere la sua vita: gli entusiasmanti anni universitari di Nizza, la scoperta dell'Erasmus e della Generazione E, le donne e gli amici che lo hanno accompagnato nella sua crescita, le difficoltà al suo ingresso nel mondo del lavoro.

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Marina di Aregai

VITTORIO COLETTI
SUL CEMENTO NIENTE INVENZIONI GUADAGNANO SOLO I COSTRUTTORI
La Repubblica — 26 luglio 2008

In una recensione al "Partito del cemento" di Preve e Sansa, un assessore imperiese ha cercato di descrivere in dettaglio il vantaggio economico che grandi porti e (mega)yacht porterebbero alla regione.
Alle sue cifre e prospettive, forse, non basta contrapporre il sospetto dell'intreccio d'affari che sembra star dietro la gigantesca operazione edilizia in corso in Liguria.
A chi prospetta i benefici economici che si ricaverebbero dai nuovi insediamenti costieri e urbani, e che non si possono ovviamente negare (ci mancherebbe altro), bisogna prima di tutto far osservare che la maggior parte dei guadagni andrà ai costruttori, trattandosi di edificazioni in terreno (o mare) pubblico, che non remunerano nessun privato piccolo proprietario di terreni o case (come era accaduto nella speculazione edilizia degli anni sessanta e settanta).
Se è vero che qualche (innegabile) beneficio andrà alla collettività in termini di spazi verdi e servizi, il grosso del guadagno stavolta è e sarà di pochissimi imprenditori.
Allora, se si cede a pochi privati un'enorme quota di bene pubblico, bisogna che la ricaduta positiva sulla comunità sia adeguata.
Lo sarà, per quantità, qualità e distribuzione nella società, quella che deriverà da nuovi porti e grandi barche?
Poi, occorre chiedere quale futuro economico e sociale per la Liguria ha in mente chi scommette esclusivamente su case, porticcioli e yacht. Si può pensare a un domani puntando tutto su queste risorse? Tanto per dire: in termini di occupazione, a che tipo di occupati daranno lavoro questi investimenti? Lavoratori specializzati e laureati o personale generico, non qualificato e sottopagato? Ci sarà un posto di lavoro che non sia quello di manovale, parcheggiatore di barche, commesso o cameriere per i giovani di domani in Liguria?
E ancora: è ammissibile che, parallelo a quello dell'edilizia a destinazione privata, non ci sia un analogo slancio di quella pubblica in termini di strade (Aurelia bis) e ferrovie? Come arriveranno in Liguria i proprietari dei nuovi 20.000 posti barca, se già ora, dal venerdì alla domenica, si sta fermi in autostrada? Perché alla rapidità della messa in opera dei nuovi porti corrispondono lentezze esasperanti nel raddoppio della linea ferroviaria e dell' Aurelia?
Altra considerazione: la nuova edilizia abitativa è tutta destinata alle seconde e terze case ed è quindi un bene di investimento, i cui i prezzi restano alti nonostante la grande offerta. Per questo, le giovani coppie locali non possono trovare casa sulla riviera e si spostano nell'entroterra. Purtroppo, questa fuga dei giovani dalla costa non sembra rivitalizzare i centri dell'interno, perché si realizza prevalentemente in case e insediamenti dispersi o in abitazioni dormitorio, che non creano e non sostengono nessun vincolo sociale, dato che chi le abita trascorre altrove tutta la propria giornata.
Questa mutazione sociologica e culturale che effetti produrrà nel tempo? Non c'è il rischio che l'antico e compatto entroterra si trasformi in una moderna e disgregata periferia di supermercati e condomini, villette cintate e feroci come quella che da anni caratterizza il paesaggio senza anima e volto delle cinture metropolitane e che le cittadine della costa diventino residenze di anziani e forestieri?
E infine: l'intervento edilizio è irreversibile, si sa. Possibile che sui suoi eventuali effetti negativi i sostenitori del partito delle costruzioni non facciano neppure una minima riflessione?
La costa davanti a Imperia, per generazioni, sarà così, con la lunga grigia diga di cemento che chiude il mare. Gli Aregai si porteranno nei decenni la loro immagine di non luogo inquietante e inameno. Porto Sole resterà per sempre un' appendice brutta e sbarrata di Sanremo. Una pacata discussione sui possibili e irreparabili guasti estetico ambientali è legittimo farla o, a proporla, si rischia solo di incorrere nelle pesanti ironie che deridono chi non apprezza le muraglie di ferro dei supermoderni megayacht ormeggiati davanti a piccole case antiche o nelle furie polemiche che investono chi lamenta che distese di cemento o giganteschi parcheggi di imbarcazioni vengano a impedire il contatto diretto col mare?
Perché non viene fatta una valutazione, non dirò dell'opportunità di costruire porti e ospitare imbarcazioni, ma almeno della collocazione e delle dimensioni degli uni e delle altre, in modo che siano compatibili (o non del tutto incompatibili) con l' ambiente naturale e storico? Perché ogni obiezione è snobbata o respinta con disprezzo?
Eppure l'interesse in gioco non è solo quello dei costruttori e neppure di quanti beneficeranno (tanto o poco) delle loro opere; e neppure dei politici che decidono per sé e per tutti noi. Dovrebbe essere quello dell'intera collettività, non soltanto presente, ma anche futura. O no?

(Intervento a tutto campo di Vittorio Coletti, ampiamente condivisibile. Anche se non sempre i porti turistici comportano il danno estetico indicato dal professore.  Altrettanto, se non di più, andrebbe deprecato il proliferare di villette sulle colline e ai margini dei centri storici dell'entroterra. Per quel che riguarda gli amministratori, purtroppo vale sempre il detto della Pompadour. Ma il problema sta nell'assenza di un movimento - competente e, anche, ragionevole - che operi non sporadicamente a tutela dell'ambiente, facendo da contrappeso agli appetiti dei costruttori. A volte, come dimostra l'esempio dell'Uliveto murato di Genova-Quarto, anche pochi individui, se intelligenti e tenaci, possono costituire un freno adeguato. Inoltre, se non si vuole che le nuove infrastrutture portuali divengano dei meri parcheggi, occorre porre la questione non solo delle vie di comunicazione (allo stato assolutamente asfittiche, anche se qualcosa, lentamente, si sta facendo) ma di una riqualificazione della vita culturale e dell'entertainment in Riviera, con poche eccezioni ancora consegnati alle sagre gastronomiche estive ed a manifestazioni musicali alquanto estemporanee).

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giovedì, 07 agosto 2008

RITI, CULTURE, FESTE
fra Imperia e Nizza
(progetto ALCOTRA)
http://www.riticultureefeste.net/

Negli ultimi anni si assiste ad una rinascita della festa tradizionale come risposta al processo di globalizzazione e all’esigenza delle comunità di rafforzare le proprie radici. La valorizzazione del patrimonio folklorico, come ha riconosciuto l’Unesco, se da un lato esalta l’identità locale, dall’altro permette di rinsaldare i profondi legami culturali che uniscono l’Europa, al di là delle frontiere di appartenenza.
La Liguria appare ancora oggi sotto il profilo della ritualità tradizionale una terra quasi inesplorata, nonostante custodisca elementi di straordinario significato e partecipazione. Poche regioni italiane possono vantare una tale varietà e articolazione di feste, sacre o profane, arcaiche o di origine più recente, in grado di coprire per intero il ciclo calendariale. In particolare il territorio della provincia di Imperia è costellato di feste di notevole attrattiva; addirittura vi sono borghi, come Taggia o Triora o Ceriana, che per la complessità e la qualità dei riti meriterebbero a buon diritto il titolo di «capitali della festa».
Affrontare questa tematica non è esercizio finalizzato solo allo studio degli specialisti, ma scoperta di una risorsa capace di avere ampie ricadute economiche per i flussi turistici che eventi adeguatamente valorizzati e promossi possono attrarre nei paesi interessati.
La festa come chiave privilegiata di accesso alla cultura e alla società, contenitore polimorfo dove tutto confluisce e si mescola, è il filo conduttore che unisce le principali risorse del territorio.
La scoperta di chiese e santuari, gli itinerari processionali che rivelano contesti urbanistici e paesaggistici di grande suggestione, la degustazione di piatti tipici e prodotti locali, l’esposizione di lavori artigianali: promuovere la festa significa valorizzare accanto al bene folklorico il patrimonio ambientale, architettonico e artistico, l’artigianato tipico, i prodotti e l’enogastronomia locale.
Negli ultimi anni l’interesse verso i beni culturali, che vede spesso intrecciarsi generiche ragioni di specifici studi con spunti turistici ed escursionistici o con la semplice ricerca del "bello" nel paesaggio e nell'arte, rientra nella tendenza europea del turista di dedicare parte del tempo libero verso l'arricchimento culturale. Per rispondere a queste richieste si voluto, quindi, creare una serie di itinerari che, caratterizzati da un progetto organico di fruizione, offrano tematizzazioni derivanti dalla messa in rete delle emergenze culturali presenti lungo i percorsi di via. Tra le tematizzazioni, oltre agli aspetti sopra descritti, verrà esaminata la pittura tardo gotica che costituisce uno degli elementi unificatori tra la Liguria di Ponente e il dipartimento delle Alpi Marittime. Questa continuità pittorica è stata favorita dalle relazioni e dalla sostanziale omogeneità delle popolazioni che abitavano i versanti opposti delle alpi, e tale continuità e verificabile nella medesima iconografia religiosa e nei medesimi autori.
A tal fine verranno offerti percorsi di valorizzazione del territorio che, incentrati sulla festa, metteranno in relazione i beni culturali presenti sul territorio avvalendosi di materiale promozionale appositamente realizzato, dal dépliant al CD ROM al sito internet. La collaborazione del Dipartimento Ricerca, Innovazione, Formazione e politiche giovanili, Cultura e Turismo della Regione Liguria con il Comitè Regional du Turisme Riviera Cote d’Azur permetterà di far conoscere le feste tradizionali della Liguria e le principali emergenze artistiche presso i potenziali turisti del versante francese e quelle della Provenza presso di noi. Corsi di aggiornamento professionale appositamente dedicati alle guide turistiche, permetteranno di formare personale preparato ad accompagnare e informare i turisti sul territorio in occasione degli eventi folklorici più significativi.
Il progetto, presentando le testimonianze tradizionali nella complessità dei loro rapporti con l'universo culturale ed evidenziando i caratteri simbolici, rituali, linguistici e materiali insiti nelle diverse manifestazioni umane (quotidianità, famiglia, lavoro, festa, ecc.), intende privilegiare il "dialogo" con il territorio e, propriamente, la ricerca di linguaggi per un dialogo possibile con quella porzione di territorio, unito da secoli di rapporti etnici ed economici, ed oggi diviso da innaturali confini politici. 
 

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mercoledì, 06 agosto 2008

GIOVANNI GUARESCHI
Conferenza di Pier Franco Quaglieni
piazza Airaldi e Durante 7 - Alassio
sabato 9 agosto 2008, h. 21.30

Sabato, alle ore 21,30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica, il professor Pier Franco Quaglieni, giornalista, storico e presidente del Centro Pannunzio ricorderà, nel centenario della nascita ed a sessant’anni dalla morte, lo scrittore ed umorista Giovannino Guareschi.
L’attrice Ornella Pozzi leggerà un racconto tratto dal “Candido”, il settimanale da lui fondato nel 1945 su cui scrisse le storie di “Don Camillo e Peppone”. Verrà proposto un video con alcune delle sue più celebri vignette che hanno commentato la storia italiana dal 1945 al 1961. Guareschi rappresenta nel giornalismo e nella letteratura una voce considerata scomoda e controcorrente, anche se il successo mondiale delle sue opere, soprattutto il “Don Camillo”, tradotto in tutte le lingue, ha dimostrato il valore non contingente di Guareschi, capace di esprimere valori umani profondi e semplici e sentimenti autenticamente universali.
Promuovono l’iniziativa la Città di Alassio, assessorato alla Cultura, ed il centro Pannunzio Baie del Sole.

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martedì, 05 agosto 2008

Linea 77

ROCK IN THE CASBAH
IX Edizione
Anfiteatro di San Costanzo - Sanremo
2 - 9 agosto 2008

Rock in the Casbah, taglia il traguardo del nono anno e si propone tra gli eventi artistici di maggiore rilievo nella stagione estiva sanremese. Scenario consueto, la piazza nel cuore del centro storico che un drammatico bombardamento ha disegnato tra le case più alte della Pigna, a pochi metri da piazza San Costanzo.
La novità più interessante di questa edizione è rappresentata da una sorta di prologo alla rassegna dal titolo Art in the Casbah: una quattro giorni ideata dall'esecutivo dell'evento rock e totalmente autofinanziata. Letteratura, musica etnica, cinema e dj set si alternano ogni sera offrendo una proposta quanto mai diversificata, ennesima dimostrazione delle multiformi possibilità della Pigna di Sanremo.

Quanto alla musica, il cast è di primissimo piano. Oltre a nomi importanti della scena rock italiana, si intende, parallelamente, porre in risalto significativi ensemble locali. Partiamo dal fondo. Sabato 9 agosto, a concludere la rassegna, sarà il concerto dei Linea 77. Non meno di rilievo, venerdì 8 agosto, l'appuntamento con i Tre Allegri Ragazzi Morti, la band guidata dal disegnatore e musicista Davide Toffolo. Nelle altre serate avranno spazio realtà della zona che, in varia misura, hanno saputo distinguersi per la coerenza dei propri progetti e possibilità di crescita future. Si esibiranno, quindi, la giovane band Dayan Same (mercoledì 6 agosto), già vincitrice di una precedente edizione del Red Music Festival, e i Don't Sleep (mercoledì 6 agosto), combo sanremese fautore di un sound in bilico tra l'alternative rock e le influenze thrash e grunge. Da Ventimiglia, invece, un'altra proposta emergente, quella dei Primula Nera (giovedì 7 agosto) che porteranno sul palcoscenico di Rock in the Casbah il loro rock intimistico e venato d'influenze vagamente dark. Infine, un rock italiano ricco di riferimenti anche colti sarà quello interpretato dai marchigiani Mothra (giovedì 7 agosto)

Questo l'intero programma che si svolgerà all'Anfiteatro di San Costanzo:

Art in the Casbah
sabato 2 agosto, ore 22.00, dj set
domenica 3 agosto, ore 20.00, aperitivo di presentazione Rock in the Casbah. A seguire, concerto del Quartetto Choro Carioca
lunedì 4 agosto, ore 21.30, presentazione del libro Anime Nere Reloaded (Mondadori) alla presenza di Marco Vallarino. A seguire, concerto dei Rent for Bags
martedì 5 agosto, ore 21.30, proiezione del film Crossing the Bridge di Fatih Akin. In collaborazione con Pigna Mon Amour

Rock in the Casbah
mercoledì 6 agosto, Don't Sleep (Alternative Grunge) e Dayan Same (Progressive Metal)
giovedì 7 agosto, Primula Nera (Alternative Rock) e Mothra (Rock)
venerdì 8 agosto, Tre Allegri Ragazzi Morti (Punk Rock)
sabato 9 agosto, Linea 77 (Crossover)

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Premio "Alassio Cento Libri"
XIV Edizione
INCONTRO CON GIANNI FARINETTI
Auditorium Civica Biblioteca
Piazza Airaldi e Durante 7 - Alassio
martedì 5 agosto 2008, h. 21,15

Si chiude ad Alassio la rassegna di incontri con gli autori finalisti della quattordicesima edizione del premio “Alassio Cento Libri - Un Autore per l’Europa”. Domani, martedì 5 agosto, alle ore 21,15, nell’Auditorium della Civica Biblioteca Renzo Deaglio, Gianni Farinetti incontrerà il pubblico del premio letterario per presentare “Il segreto tra di noi”, 2008, Mondadori.
Il romanzo di Farinetti racconta, sullo sfondo delle Langhe di Bormida, la storia dei Valetto, una famiglia contadina come tante eppure una famiglia eccezionale, che le tre sorelle Carla, Lena e Anna, tengono unita con amorosa ostinazione a dispetto del tempo che passa.
Langhe piemontesi, terre care a Fenoglio, a Cesare Pavese: vecchi vigneti, radure silenziose e le anse del fiume Bormida. Luoghi dove il tempo scorre più lento. E attraverso il tempo Farinetti propone le vicende della gente contadina della cascina del Valèt, niente altro che una macchia rosata immersa nel “bosco delle torte”, con annesso fienile e un pozzo che raccoglie l’acqua piovana. Storia di tre donne e della gente semplice che vive loro d’attorno, dallo zio Spirito ai gemelli Germano e Giacomo con il dramma esistenziale di quando Germano penserà di intraprendere il viaggio verso il Sud per conoscere e incontrare quella calabresina che potrebbe diventare sua gentil consorte sconvolgendo le abitudini del gemello.
Più che narrativa un racconto storico che attraversa il Novecento, dalla parte di chi non incide sulla storia patria, di chi non è protagonista ma, semplicemente, attraversa quella che per il resto del Paese è grande cambiamento. La guerra, il fascismo, la Resistenza, l’abbandono delle campagne, il richiamo delle sirene operaie della Fiat, fino alla vittoria dell’Italia campione del mondo nel 1982, tutte vicende che lambiscono i confini del Valèt condizionando, incidendo, mutando il vivere dei protagonisti che tentano di salvaguardare la loro specificità contadina. Forse lento, privo dei ritmi convulsi del vivere della società industriale, estraneo alle cadenze accelerate dello scorrere della vita nelle grandi città, concentrato più sulle vicende dell’anima che non sui semplici fatti, il romanzo di Farinetti consente di riscoprire i metodi, i ritmi, la filosofia della vita nelle campagne, di quella società contadina che è stata travolta dalla fabbrica e dalla tecnologia. Con tanto di finale, di inevitabile citazione, tutto da inquadrare in una dimensione poetica che recupera il terreno in precedenza disperso nella lentezza del ritmo e valorizza appieno la lettura delle pagine del romanzo.

Copywriter, sceneggiatore e regista (ha realizzato alcuni documentari e cortometraggi), Gianni Farinetti ha esordito in narrativa nel 1996 con il romanzo “Un delitto fatto in casa”, con cui ha vinto il Premio Grinzane Cavour, Il Premiere Roman di Chambery e il Premio Città di Penne. Nel 1998 ha vinto il Premio Selezione Bancarella con “L’isola che brucia.”

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lunedì, 04 agosto 2008

DU JARDIN AU COSMOS
Commissariat : Jean-Marc Avrilla, assisté de Samuel Fallet
Espace de l'Art Concret
Château de Mouans – Mouans-Sartoux
29/06/2008 - 04/01/2009

A l’heure où les questions environnementales nous amènent à nous interroger sur notre lien à notre milieu, à la planète, cette exposition tente de déchiffrer, avec les œuvres d’art, l’imaginaire que nous projetons sur la nature.
La nature est à nouveau au centre de nos préoccupations. Les relations que les hommes ont développées à son égard ne sont pas seulement variables dans le temps, elles le sont également selon les cultures. Cette relation culturelle à la nature est particulièrement sensible dans l’art. C’est pourquoi, à l’occasion du réaménagement du Parc du Château par Gilles Clément et du lancement de notre partenariat avec la Bastide du Parfumeur, nous avons souhaité présenter le rapport que les artistes contemporains instituent avec la nature.
Loin d’être une exposition consacrée au Land art ou un panorama complet de l’utilisation de la nature dans l’art, cette exposition entend montrer, à partir d’un choix limité d’œuvres, les modes de relation que nous, contemporains, tissons avec la Nature au sens large, ce milieu au sein duquel l’espèce humaine a évolué. Cette exposition s’offre comme un parcours, des jardins à la française comme principe de mesure et de géométrisation de la terre à l’espace ouvert sur le cosmos et la conscience de la matérialité et de l’organisation de l’univers. Nous n’oublierons pas la vision romantique d’un espace naturel vierge de toute présence humaine, pour mieux montrer que, au-delà de la construction de notre imaginaire, l’environnement est en permanence modifié par l’homme.
Cette exposition témoigne qu’il existe depuis les années 1960 une sensibilité très grande des artistes contemporains à la nature, aux liens tissés avec elle et à leurs bouleversements, mais aussi que ce champ de l’art, par delà la diversité des approches artistiques, répond à une structuration plus fondamentale de la relation de l’humanité à la nature.

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