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Notizie e commenti sulle arti nel Ponente ligure e dintorni

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lunedì, 30 giugno 2008

VILLA FARALDI FESTIVAL XXV Edizione
6 - 30 Luglio 2008

Il Festival di Villa Faraldi celebra il 25° compleanno (un quarto di secolo: una ricorrenza importante), tingendosi di “rosa”. Il programma prevede infatti spettacoli quasi esclusivamente “al femminile”, dove la donna assume un ruolo importante, sia che venga celebrata con l’omaggio a grandi personaggi del passato (Edith Piaf, Cleopatra), sia che diventi a sua volta protagonista della risata intelligente (Crepapelle) o sia una “testa vuota” (Capasciaqua), sia – ancora – trascinante voce di gruppi musicali (Lengua Serpentina e Tango Mujer). Sui palcoscenici, com’è tradizione distribuiti tra il capoluogo Villa e le sue frazioni (Deglio, Riva, Tovo e Tovetto), sfileranno grandi interpreti, all’insegna della qualità. E ad aprire la passerella sarà Catherine Spaak, un nome che non ha bisogno di presentazioni. Dopo di lei, Maria Cassi, un gradito ritorno, che segna un ponte fra un presente proiettato verso il futuro e il passato di questa rassegna, intenzionata a non dimenticare le sue radici; Elena Ferrari, giovane di talento; Roberta Alloisio, tra le più belle voci di Liguria; Marina Confalone, in tandem con Pino Strabioli (il quale ha il merito, non da poco, di portare costantemente e con grazia il teatro in tv, con la sua trasmissione “Cominciamo bene”, su Rai Tre); e Mascia Foschi, dalla presenza scenica e dalla sensualità travolgenti. Il cartellone è vario e attraversa alcuni dei generi più adatti agli spazi di Villa Faraldi. E, per meglio festeggiare l’edizione del venticinquennale, “la piccola Atene tra gli ulivi” lancia anche un’iniziativa che lo ricollega alle sue origini, quelle basate sulla compresenza di teatro, musica e arte: il Premio “Assolo d’autore”, da destinare ogni anno a uno spettacolo di particolare rilievo artistico, e simboleggiato proprio da un’opera di Fritz Roed, il celebre scultore norvegese dal cui impulso la manifestazione aveva preso slancio.
Il direttore artistico
Sonia Asteggiante

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domenica, 29 giugno 2008

JEAN DUPUY
À LA BONNE HEURE!
Villa Arson - Centre national d’art contemporain
20, av. Stephen Liégeard, Nice
du 28 juin au 28 septembre 2008

La carrière de Jean Dupuy commence dans les années 50 par une pratique de la peinture abstraite proche de l’Ecole de Paris. Il fréquente alors Vincent Barré et Jean Degottex, mais aussi Bernard Heidsieck. En 1967, il s’installe à New York. Il participe l’année suivante au concours Experiment in Art & Technology lancé par Bill Klüver et Robert Rauschenberg. Sa pièce Heart Beats Dust remporte le premier prix. Elle est exposée simultanément au Brooklyn Museum et au Moma. Les pulsions cardiaques d’un visiteur sont captées et amplifiées par un stéthoscope électronique qui agit aussitôt sur une membrane qui propulse, dans un faisceau lumineux en forme de cône à base pyramidale, un nuage de pigment organique rouge enfermé dans un caisson vitré. Le succès est immédiat. Il intègre la galerie Sonnabend et enseigne à la School of Visual Arts N.Y.C. Il entame alors une série de pièces aux fondements « technologiques » dont Ear (1972), qui permet à chaque visiteur de regarder le fond de sa propre oreille grâce à un mécanisme aussi absurde qu’efficace.

Mais l'enchaînement traditionnel des expositions ennuie Jean Dupuy. Il se lie au Guerilla Art Action Group qui revendique un comportement anti establishment. Il quitte sa galerie et organise en 1973 dans son studio au 405E, 13th St. une exposition avec une trentaine d’artistes dont Larry Rivers, Claes Oldenburg, Nam June Paik, ses voisins de palier. Aucune oeuvre n’est à vendre, beaucoup sont invisibles, immatérielles comme celle de Gordon Matta Clark. L’opération se renouvellera trois années d’affilée. Jean Dupuy commence parallèlement à organiser des performances collectives dans lesquelles s’entrecroisent un grand nombre d’artistes, la plupart liés au mouvement Fluxus, mais aussi des personnalités comme Richard Serra, Philip Glass ou Laurie Anderson. Ce sont les Three evenings on a revolving stage de la Judson Church, ou les mythiques soirées de la Kitchen, dont le repas Soup & tart qui réunit près de 200 personnes. Il se lie d’amitié avec George Maciunas, ce qui fera dire de lui qu’il était un artiste fluxus alors qu’il ne l’a jamais été historiquement, sauf par affiliation momentanée durant ces quelques années.

En 1977, il ouvre avec son épouse un restaurant, puis arrête en 1979 toute activité liée à la performance. Il produit peu à peu des pièces aux mécanismes poétiques comme Lazy Susan (1973), constituée d’une roue mobile (suspendue sur deux échelles) dont le roulement à bille est bloqué, mais qui, malgré tout, continue à tourner « paresseusement » en suivant le mouvement de la terre. Il écrit enfin ses premières anagrammes tel Venus Unique Americain Red / Univers Ardu En Mécanique et devient Ypudu anagrammiste, inventant des textes mettant en scène des personnages tels que Léon le bègue qui se joue du langage en s’imposant des équations poétiques de mots. Ses textes - qui fonctionnent comme des partitions musicales à déchiffrer - deviennent au fil du temps des oeuvres à part entière ou des livres d’artistes qu’il aime réaliser en série.

L’exposition «A la bonne heure ! » à la Villa Arson réunira dans la galerie carrée quelques pièces fondamentales de l’artiste, dont Lazy Susan, Aero Air, Is She Pregnant ?, Chocolat ou Fewafuel (jeu de mots avec fire/earth/wather/air et fuel), produite en 1970 par la Cummins Engine Company, grande entreprise américaine spécialisée dans les produits liés à l’industrie du diesel. L’oeuvre est composée d’un moteur en activité dont les traces nocives de combustion sont stockées dans une boule en pyrex reliée au mécanisme interne. A l'époque, la pièce fit scandale car elle mettait à jour les effets polluants des moteurs produits par l’entreprise mécène. Elle fut retirée au bout de quinze jours d’exposition.

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sabato, 28 giugno 2008

VOCI A SANREMO
Festival Nazionale del Doppiaggio
XII Edizione

27 giugno – 5 luglio (Spazio incontri del Teatro Ariston di Sanremo)
Mostra: OMAGGIO A GIUSEPPE RINALDI (A cura di Gerardo Di Cola - Apertura 18.00 – 22.00)

30 giugno – 4 luglio (Sala Ritz del Teatro Ariston)
Proiezione dei film selezionati dalla Giuria del Festival Nazionale del Doppiaggio VOCI e Sanremo (Doppia proiezione quotidiana - Ore 17.30 – ore 21.30)
Venerdì 4 luglio, ore 17.30 (Spazio Incontri del Teatro Ariston)
Incontro con Morando Morandini in occasione del decennale del Dizionario dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini (In collaborazione con la Zanichelli Editore Spa)

Venerdì 4 luglio, ore 21,30 (Sala Ritz del Teatro Ariston)
Anteprima del film “DOPPIO” scritto e diretto da Eric Alexander (In collaborazione con ADC Group)

Sabato, 5 luglio, ore 17.30 (Hotel Europa)
Presentazione del libro “Il chi è del doppiaggio” scritto da Andrea Lattanzio (In collaborazione con “Falsopiano” editore)

Sabato, 5 luglio, ore 21.00 (Teatro Municipale del Casinò di Sanremo)
SERATA D’ONORE del Festival del Doppiaggio VOCI a Sanremo
Conducono Max Novaresi, Serena Garitta e Claudio G.Fava

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venerdì, 27 giugno 2008

Sabato 28 giugno 2008, h. 18,30
nell'ambito della Festa del Teatro di Poesia
presso la Federazione Operaia Sanremese
Via Corradi 47 - Sanremo
presentazione del volume:

POETI IMMAGINATI
di ALBERTO TERRILE
Edizioni La Lontra 2008
Declinazioni fotografiche e récit mentali dal Festival Internazionale di Poesia di Genova
Con : Lawrence Ferlinghetti - Ed Sanders - Diane di Prima - Joanne Kyger - Alejandro Jodorowsky - Lou Reed - Ray Manzarek - Peter Hammill - Lydia Lunch - Howard Marks (Mr Nice)

Uno stralcio di “diario emozionale” dove, attraverso sembianze, gesti , pensieri , riferiti a poeti e musicisti incontrati , racconto alcuni momenti della mia esistenza . Dal ricordo affiorano i tratti di una generazione , quella a cui appartengo, una generazione che è stata giovane nel settantasette, l’ultima a sognare, quella che ha vissuto sulla pelle il terrorismo e nella carne la fine degli ideali, le piaghe della droga e dell’aids. L’estetica di un diario è funzionale a ciò che questo racchiude pagina per pagina . Talvolta l’immagine sarà più significante rispetto al testo e viceversa, ma nessuna delle due forme sarà mai stampella per l’altra , un po’ come due binari sui quali viaggia la mia vita/locomotiva. Non mi curo della destinazione quanto del senso che ha questo viaggio. Come un fanciullo continuo a sporgermi dalla vita per osservare e raccontare il mondo.
- Alberto Terrile

Alberto Terrile (Genova, 11 marzo 1961)
Fotografo creativo. Attivo nel campo editoriale, dello spettacolo (teatro, danza, cinema, musica) e pubblicitario. E’ specializzato nella ritrattistica d’autore ( 1 premio nazionale nell’89 e due volte standard di eccellenza al Kodak European Gold Award nel 94 e 96). Viene considerato uno degli autori più interessanti e schivi della scena italiana. Ha esposto a Milano, Roma ,Berlino, Parigi, Avignone, Chicago , Montreal e Toronto.
Conosciuto in Italia e all’estero per il suo work in progress sul tema dell’Angelo nella contemporaneità che è stato promosso nel 95 a Berlino da Wim Wenders è poi approdato con una versione ampliata e riveduta di questo progetto presso Il Museo del Petit Palais di Avignone (Fr) che ha prodotto e curato nell’estate 1998 la sua personale “Sous le Signe de L’Ange”, catalogo in lingua francese, edizioni Petit Palais. E’ stato il primo artista italiano in occasione della mostra internazionale “Disegnare il Marmo” (Carrara dal 23 ott 2004 al 27 Febbraio 2005 con catalogo bilingue italiano/ inglese edizioni: hopefulmonster) a stampare su marmo alleggerito una sua opera di grande formato (www.interscultura.it/ita/disegnareilmarmo). Ha firmato la campagna lasciti per TELETHON del 2006/07 vincitrice della Freccia d'Argento.
sito web: http://www.albertoterrile.it - blog: http://terrile.splinder.com

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giovedì, 26 giugno 2008

PERCFEST 2008
Laigueglia 24 - 29 giugno 2008
6 giorni, più di 120 eventi musicali gratuiti. Da martedì 24 a domenica 29 luglio 2008 si svolge a Laigueglia (SV) l'ormai consolidato appuntamento con il PercFest, Festa Europea delle Percussioni, giunto quest'anno alla tredicesima edizione.
La manifestazione si compone di due separate rassegne: il festival jazz "Suoni, Sogni, Immagini nelle Notti di Mezza Estate" e il "Memorial Naco", concorso internazionale per percussionisti creativi con corsi didattici e seminari, dedicato a Giuseppe “Naco” Bonaccorso, scomparso nel 1996 in un incidente stradale.

I concerti del 26 Giugno:

h. 21,30
ROBERTO GATTO: IN THIS TIME
DANIELE SCANNAPIECO: sassofono
JULIAN OLIVER MAZZARIELLO: organo
ROBERTO GATTO: batteria
Un progetto entusisasmante creato da uno dei beniamini del Percfest. Roberto Gatto porta ogni anno a Laigueglia il meglio delle novità musicali. IN THIS TIME è un trio composto da Organo, Sax e Batteria, swing unlimited grande impatto sonoro, sound raffinato ed energia, questi sono gli elementi di una magica ricetta. Tutti musicisti conosciuti, a partire da Roberto Gatto, grande rappresentante del jazz europeo e fiore all’occhiello di tutta la musica italiana. Un curriculum di tutto rispetto anche per Scannapieco, ormai da anni protagonista della scena jazz Internazionale (High Five, Mario Biondi, Dee Dee Bridgewater) e del più giovane Julian Oliver Mazzariello, talento puro del pianoforte e straordinario organista.
I tre artisti si confrontano con un repertorio che spazia dai brani originals agli standards del Jazz.

h. 22,30
ROSSANA CASALE JAZZ QUINTET
ROSSANA CASALE voce, ROBERTO REGIS sassofono
LUIGI BONAFEDE piano, ALDO MELLA contrabbasso,
e FRANCESCO SOTGIU batteria.
L’anima di Billie Holiday, così inconsapevole e travolgente, ha lasciato in eredità una chiave interpretativa unica e innovativa: la parola cantata e suonata. Ci ha insegnato che jazz non è solo musica ma un’ espressione pura di vita. Nella loro essenza artistica, non solo i miti dello stesso jazz, ma anche artisti quali Jimy Hendrix o Federico Fellìni e oggi Alda Merini e Maurizio Milani, ne sono l’esternazione. Artistì, certo, ma soprattutto persone che sviscerano i sentimenti fino a renderli polvere da soffiare dolcemente in faccia ai disattenti, quasi a volerne destare il torpore. Billie Holiday cantava l’amore con parole semplici, eppure, le sue volute pause interpretative dalla apparente assenza, attribuivano spessore ad ogni singola parola.
Diceva: “Non canto un perché, vivo tutto sulla mia pelle”.
E’ jazz.
Questa artista ha tracciato le scelte della mia vita in musica.
Ancora oggi è così.
La casa dei miei genitori era piena zeppa di dischi perché loro sono sempre stati dei jazzofili. Cosí sono cresciuta con Ella Fitzgerald e Duke Ellington, Dexter Gordon e Chet Bake. Dopo anni di riflessione ho deciso di fare un viaggio negli standards: complici i musicisti del mio quartetto, che sono jazzisti D.O.C.

(Rossana Casale)

I concerti del 27 Giugno:

h. 21,30
MARCO CARDINI
Marco Cardini esegue la performance “NOTTURNO”, una composizione originale di “pittura cibernetica” e “musica” in cui il pittore cibernetico elabora frequenze visive (immagini e graffiti elettronici), frequenze sonore (mix di: musica, campionamenti sonori e voce), frequenze linguistiche (parole), realizzando in questo modo opere sinestetiche.
Cardini ha realizzato un originale software denominato PAGe (Painting by Aerial Gesture) in collaborazione con il C.N.R. di Pisa.
PAGe controlla in tempo reale le frequenze di luce. Cardini lo usa per eseguire opere di “pittura cibernetica”, dove ai tradizionali pennelli e colori si sostituiscono “pennelli di luce” e “frequenze di luce”. In questo modo realizza opere contemporanee d’intenso impatto emotivo con il pubblico. Dopo una intensa ricerca con la pittura tradizionale, nella metà degli anni `90si avvicina al computerART Lab del C.N.R. di Pisa. Collabora alla realizzazione di una serie di applicazioni software per dipingere in modo nuovo, al passo con i tempi. PAGe (Painting by Aerial Gesture) è il software che usa per le sue performance. Nel 1996 è invitato alla New York University e nel 1999 al “Columbia University Interactive Arts Festival” dove esegue una performance al Merce Cunningham Dance Studio di New York. Nel 2002 vince il Premio Guglielmo Marconi per l l’ArteTecnologica. È stato invitato alla Biennale di Venezia del 2007 e del 2007.

h. 22,30
“MILESTONES – Un incontro in Jazz”
Esistono nella musica delle formule più vicine al mondo della magia che a quello della chimica. Delle alchimie che, semplicemente... succedono. Le canzoni di Gino Paoli. uniche, da sempre che si fondono con il jazz, vecchio amore che torna in primo piano proprio grazie a questo gruppo. “Milestones – un incontro in jazz” è un concerto intestato a questo “supergruppo” che comprende oltre allo stesso Gino Paoli, alcuni tra i più grandi jazzisti italiani.
I nomi parlano da soli: Enrico Rava, forse il musicista Italiano più apprezzato a livello internazionale, dotato di un lirismo e di una creatività unica. Danilo Rea, pianista incredibile dagli assoli superlativi. Rosario Bonaccorso, che sa donare col suo contrabbasso quel pulsare di energia creativa che distingue la sezione ritmica e Roberto Gatto, il batterista “perfetto”, quello che ogni musicista vorrebbe avere nel suo gruppo. E dunque la musica; un evento “live” in cui alcuni tra i più celebri brani di Paoli vengono spogliati e rivestiti di stoffe differenti e pregiatissime. Si passa dalla poetica “Sapore di sale” al “walking” della super swingante “La Gatta” ad una toccante e drammatica “Sassi”, da “Senza Fine” (ormai uno standard jazz), alla stupenda “Una Lunga Storia D’Amore”... Oltre ai brani di Paoli, vengono presentati anche classici del jazz che, diventano delle piccole perle. .. “Time after time”, “I fall in love too easily” Un incontro di jazz quindi, ma anche le “pietre miliari” (milestones) della grande musica italiana, jazz e canzone, insieme per un avvenimento unico, che è stato inciso nel 2007 per la storica etichetta Blue Note.

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mercoledì, 25 giugno 2008

FRÉDÉRIQUE NALBANDIAN
TRÉSOR
Commissaire Enrico Pedrini
Galerie Depardieu
64, Boulevard Risso - Nice (face au Mamac)
du 26 juin jusqu'au 25 juillet 2008

Cette deuxième importante exposition de Frédérique Nalbandian à la Galerie Depardieu, intitulée Trésor, marque une étape dans le parcours artistique désormais international de cette artiste :
- 2006 : expositions personnelles au Centre d'Art Intercommunal d'Istres, à la Galerie des Ponchettes de Nice en même temps que sa première exposition à la Galerie Depardieu,
- 2007 : work in progress interieur/exterieur permanente à Saignon en Lubéron de l'installation "S'eaux", participation à l'exposition Internationale de Sculptures/Installations OPEN 07 à Venise pendant la Biennale.
- 2008 : "one-woman-show" à New York au Roger Smith Lab Gallery en avril 2008...

Dans ce monde de plus en plus virtuel, où l'information et l'image circulent à pleine vitesse, Frédérique Nalbandian refuse les matériaux rigides, durs, compacts pour privilégier ceux qui sont doux, souples, ductiles, aisément modelables par sa main. Le plâtre, le savon, la cire ou la paraffine composent ses sculptures et ses instalaltions, enveloppent, recouvrent, découvrent, cassent, fragmentent, recomposent des morceaux de réalité, objets inanimés ou formes organiques. L'état solide, liquide ou gazeux de ces substances, fait lien entre la forme et le réel.
Ce qui frappe, le plus c'est sa mise en scène de la matière, passant du contenu au contenant et inversement.
Dans son oeuvre, nulle exigence de réduction de l'image (de la représentation), comme dans l'Arte Povera, à travers la récupération des éléments naturels, mais plutôt le désir de sauver la mémoire des formes, des objets, des actions, des gestes préexistants, tout en les remaniant dans un langage vif et singulier. Par cet acte de transformation et de partage, l'artiste et le public participent pleinement à la réaction des éléments et des événements dans une coexistence.
Frédérique Nalbandian nous restitue la capacité d'entrevoir l'existence humaine sous l'angle de la mémoire, mais aussi sa vigueur et son instabilité. C'est l'idée traduite en matière qui, passant par sa "physicisation", produit une émotion anthropologique et cérébrale.
- Enrico Pedrini

"Trésor", éloge, dérision ou survie :
- des choses insignifiantes, des dépôts, des fonds de bacs à gâcher dorés
- des fragments de savon, pépites ou autres composants récupérés des pièces "Précipité I, II, et III"
- d'un verre ultra brillant (vidéo)
- de l'eau.
- Frédérique Nalbandian

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martedì, 24 giugno 2008

Sandra Miranda Pattin a Trapani, luglio 2007

SANDRA MIRANDA
SACRA LUMEN
M'arte
Via San Giuseppe - Arma di Taggia
dal 28 giugno al 13 luglio 2008

Nasce da una festa ancestrale del fuoco (S.Benedetto Taggia) questo inter-evento di Sandra Miranda che prevede 16 tele (misure diverse che vanno da 2 x 3 cm a 50 x 70 cm) con la riproduzione infinita di una copia, in nero, rosso e cera d'api, una video istallazione, una performance.

La materia, nell’antica filosofia greca, era la sostanza indistinta e primordiale a fondamento di tutte le cose. Il lavoro di Sandra Miranda ruota attorno alla materia in questa accezione. Il fulcro della sua opera è quello concreto, tangibile, reale del mondo sensibile, persino nelle performance e nei video la caratteristica costante è questa. Con un approccio sacrale, mistico. Una forma di rispetto, un omaggio all’esistenza in tutte le sue forme, e alla memoria. Contaminata con uno spirito difficile da incasellare in una definizione, ma che di certo non appartiene agli standard occidentali. Forse perché Sandra Miranda è arrivata in Italia una decina di anni fa dalla Colombia. La sua creatività, la sua sensibilità sono vicine a uno sguardo di tipo antropologico. La sua è un’etica etnica. Una attrattiva preponderante per acqua e fuoco - elementi archetipici e fondativi – non fa che confermare il tratto primitivo o, meglio, a-temporale, capace di prescindere da un’epoca e, di conseguenza, essere universale. Eppure in queste opere non esiste giudizio, non vengono espresse valutazioni morali. Con mixed media tra i più svariati e una capacità comunicativa rara, Sandra Miranda non cerca mai di dare facili spiegazioni o fornire interpretazioni assolute. Niente indottrinamento, nessuna verità rivelata. La meraviglia della sua opera, sia video, installazione, performance o altro ancora, sta nello svelarci, con perfetta naturalezza, quello che è sempre stato davanti ai nostri occhi. Le emozioni, il dolore, i ricordi, le lacrime e lo smarrimento che appartengono a ognuno. E che troppo spesso non sappiamo vedere. La più sorprendente epifania consiste nello scoprire sé stessi. Senza retorica. Coraggiosamente.

Annalisa Rosso

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lunedì, 23 giugno 2008

Emilio Scanavino con Albgerto Burri (Foto Archivio Scanavino)

EMILIO SCANAVINO: RETROSPETTIVA AL PRIAMAR

Sino al 3 settembre, Emilio Scanavino (1922 - 1986) è il protagonista di una grande mostra al Priamàr, al Palazzo della Sibilla, dal titolo “il muro ritrovato”. L’evento, come è già successo per Arnaldo Pomodoro nel 2007, è frutto di una importante sinergia tra il Comune di Savona e la galleria Conarte di Giancarlo Bruzzone. Il titolo prende le mosse da un’opera eccezionale, ritrovata e salvata da Bruzzone e esposta per la prima volta dal suo contesto originale. L’opera misura 4 metri per 3, ed è stata realizzata dall’artista nel 1956 in acrilico su tela.
Il muro, staccato da una parete della reception dell’Hotel Saraceno di Varigotti ( Finale Ligure ) e riportato su tela, successivamente montato su un telaio in legno, è stato salvato da una sicura demolizione per lavori di ristrutturazione dell’Hotel Saraceno. Il “muro” è stato restaurato a Milano da Ida Ravenna e Paola Zanolini ( Centro di Restauri ), sotto la supervisione dell’Archivio Scanavino, nelle figure di Giorgina Graglia Scanavino, del Prof. Luca Massimo Barbero ( Associate Curator alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia ) e della Prof.ssa Francesca Pola ( Storica e Critica d’Arte Contemporanea ). Per gli appassionati di arte contemporanea è davvero un’occasione unica per apprezzare un’opera di altissimo livello e di grande rarità.
Afferma l’assessore alla Cultura Ferdinando Molteni: “Esattamente quarant’anni fa, mentre l’Italia era percorsa dai fuochi della protesta studentesca, Emilio Scanavino trasferiva il suo studio in un paesino dell’entroterra finalese, Calice. Intorno a lui, per un periodo breve e fecondo, si sviluppò una vera e propria colonia di artisti che trasformarono quel borgo, sonnacchioso e un po’ sospettoso, in uno dei più creativi centri d’arte dei primi anni Settanta.”
“Celebrare Scanavino proprio nel quarantennale di quell’avvenimento mi pare significativo. La sua arte, accessibile e difficilissima al tempo stesso, merita tutta la nostra attenzione. Il patrimonio di cultura generato dal grande artista nato a Genova è un bene collettivo, paragonabile all’eredità lasciata dai maggiori artisti europei che frequentarono le Albisole dagli anni Cinquanta in poi. Amo Scanavino. L’ho sempre amato. E lo ricordo con rimpianto.” Conclude Molteni: “Uomini come lui, ricchi di talento e capaci di spingere gli altri alla sperimentazione, sono merce sempre più rara. Ricordarlo è un dovere e uno stimolo. Soprattutto oggi.”
Insieme verranno esposte altre nove importanti opere di Emilio Scanavino: Fluorescenza, Presenza, Sindone, Bis in idem (Lo specchio), Struttura, Al limite della conoscenza, Annunzio N. 2, Residuo, Immagini. La mostra continua in contemporanea nella Galleria d’arte ConArte, in via Brignoni 26r a Savona, con opere di Emilio Scanavino (tele, sculture, ceramiche, gioielli…).

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domenica, 22 giugno 2008

AA.VV.
LIGURIA. VILLE, PARCHI, GIARDINI
De Ferrari 2008
Collana "Guide"

La Liguria è terra anche di parchi e giardini, da questo l’idea di realizzare una guida per i turisti più attenti e per i Liguri che hanno voglia di scoprire il tesoro verde di questa terra unica. Schiacciata tra i monti e il mare, la Liguria nell’arco degli ultimi due secoli ha saputo trarre il massimo della bellezza dal minimo spazio disponibile: architetti e committenti, giardinieri e botanici, hanno dimostrato un ingegno quasi unico al mondo per riuscire a creare dal nulla una rete di parchi stupendi.

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sabato, 21 giugno 2008

FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO MUSICALE
Sanremo 20-22 giugno 2008

In contemporanea con la Giornata Europea della Musica , la città dei fiori propone un’altra rassegna interamente dedicata alle sette note, anche questa al via oggi: la Fiera Internazionale del Libro Musicale. Si tratta di una serie di incontri che intendono unire musica e letteratura, senza dimenticare tuttavia altre arti, come ad esempio il cinema.

VENERDI' 20
All’Ariston, alle ore 17.30, 20 e 22.30, verrà proiettato il film: “Rolling stones: Shine a light” di Martin Scorsese. La proiezione delle ore 20 sarà introdotta da Ernesto Assante. E proprio Assante, sempre all’Ariston, questa volta alle ore 19.30, sarà protagonista della presentazione del suo libro “33 dischi senza i quali non si può vivere” (Einaudi), scritto con Gino Castaldo. Ma gli appuntamenti letterari scatteranno già alle ore 18: in piazza Bresca, Tiziana Pavone presenterà “Nessuno è scomparso” (Ennepilibri), mentre alle ore 18.30, con live acustico, Fabio Caucino, proporrà “Passeggero dell’anima, libro e cd (Editrice Zona), in compagnia di Sergio Caucino e Giovanni Choukadarian. In piazza San Siro, sempre alle ore 18.30, sarà protagonista una ben nota pop star italiana, Max Pezzali, che in compagnia di Massimo Cotto presenterà “Per prendersi una vita” (Baldini Castoldi Dalai). A seguire, alle ore 19.30, toccherà a “Ometto”, anche in questo caso libro e cd (Editrice Zona), incontro con Contesti Scomodi e Bobby Soul, con accompagnamento acustico. Piazza San Siro ricchissima di eventi: si continuerà infatti alle ore 20.30, con Luca Ghielmetti in concerto. Alle ore 21.30, Giorgio Conte presenterà “Sfogliar verze” (Excelsior 1881), con Enrico Deregibus ed esibizione live di accompagnamento. Alle ore 22.30, infine, sarà la volta di uno spettacolo teatral-musicale, dal titolo, “Rock Files. 10 momenti che hanno cambiato la nostra storia” con Ezio Guaitamacchi e Brunella Boschetti.

SABATO 21
Teatro Ariston. Ore 15.30 – 17.40 – 20 – 22.30: Film: “Across the Universe” di Julie Taymor. Proiezione delle 20 presentata da Ezio Guaitamacchi. Piazza San Siro. Ore 18.30: Ines e Jeff Aliprandi: “Lucio Battisti. La luce dell’estetica” (Frilli editore). Con esibizione live dei Verderame. Palafiori. Ore 18: Roberto Coggiola: “Quelle facce un po’ così”, a cura di Enrico de Angelis, libro+cd (Rizzoli). Ore 18.30: Mario De Luigi: “Storia dell’industria fonografica in Italia” (Musica e dischi). Ore 19: Riccardo Storti: “New Trolls. Dal pesto al sushi” (Aerostella). Con Vittorio De Scalzi, Nico di Palo, Riccardo Storti. Ore 19.30: Bruno Bigoni e Romano Giuffrida: “Faber. Vita, battaglie e canzoni di Fabrizio De André” dvd+libro (Rizzoli) - Guido Harari, “Una Goccia di Splendore” (Rizzoli). Con Dori Ghezzi, Romano Giuffrida, Gianni Guastella. A seguire: proiezione del dvd “Faber” di Bruno Bigoni e Romano Giuffrida. Teatro del Casinò. Ore 17.45: Silvia Pignotti: “1905-2005: Cento anni di sinfonica” (Ennepilibri).

DOMENICA 22
Palafiori. Ore 13: Caparezza e Michele Monina: “Saghe mentali. Viaggio allucinante in una testa di capa” (Rizzoli). Con Caparezza, Enrico Deregibus. Victory Morgana Bay. Ore 14.30: Riccardo Bertoncelli e Franz Di Cioccio: “Sulle corde di Lucio. Indagini battistiane” (Giunti). Con Riccardo Bertoncelli, Franz Di Cioccio, Franco Zanetti. Teatro Ariston. Ore 19.30: Franco Battiato: “Niente è come sembra/ In fondo sono contento di aver fatto la mia conoscenza” – dvd+libro (Bompiani). Con Franco Battiato, Riccardo Bertoncelli. Ore 20– 22 Proiezione del film “Niente è come sembra” di Franco Battiato. Piazza San Siro. Conduce la giornata Alessandro Lanteri. Ore 18.30: Têtes de Bois: “Avanti Pop - I diari del camioncino”, a cura di Timisoara Pinto – libro + dvd. Con Andrea Satta, Timisoara Pinto, Enrico de Angelis. Ore 19: Yuri Bautta: “Fuoco sulla collina. Viaggio nei mondi di Ivan Graziani” (racconti inediti), con Laband. Con esibizione live. Ore 19.30: Meri Lao: “Basta, Storia rivoluzionaria dell’America Latina attraverso la canzone” (Jaca Book). Ore 20: Giovanni Straniero e Carlo Rovello: “Cantacronache. I cinquant’anni della canzone ribelle. L’eredità di Michele L. Straniero” (Editrice Zona). Ore 20.30: Freddy Colt e Silvio Ripamonti: “Canzoniere Sanremasco d’Autore” (Mellophonium Broadsides). Con Freddy Colt, Marco Cassini, Domenico Managò. Ore 21: Andrea Apostoli: “Ma che musica” (Edizioni Curci). Con Stefania Bonomi, Angelo Capozzi. Ore 21.30: Isabella Maria Zoppi: “Torino, Canzoni al Valentino. Guida alla città e alle sue canzoni” (Editrice Zona). Con live acustico di Isa con Silvia Starnini. Piazza Bresca. Ore 18: Laura Ruzza: “Nel cosmo di Robert e Clara Schumann” (Editing edizioni). Con Laura Ruzza, Dario Bonuccelli. Ore 18.30: Riccardo Bertoncelli e Franco Zanetti: “Avant pop ‘68. Canzoni indimenticabili di un anno che non è mai finito”, con cd (Bur). Ore 19: Alberto Bazzurro: “Parlami di musica. Conversazioni con 26 protagonisti della scena internazionale” (Editrice Zona). Ore 19.30: Collana “Discografie illustrate” (Coniglio editore). Con Michele Neri, Francesco Coniglio, Enrico de Angelis.Ore 20: Vittorio Franchini e Elena Carminati: “Jazz Tales”, libro + 4 cd (earbooks). Ore 20.30: Pierluigi “Piji” Siciliani: “La canzone jazzata - L’Italia che canta sotto le stelle del jazz” (Editrice Zona). Con live acustico. Ore 21.30: Massimo Nunzi: “Jazz. Istruzioni per l’uso” libro + dvd (Laterza). Con Massimo Nunzi, Livio Zanellato Trio. Con live.

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venerdì, 20 giugno 2008

LA SALA ESO PELUZZI
AL SANTUARIO DI SAVONA

La città di Savona si arricchisce di un nuovo importante spazio culturale: la Sala Eso Peluzzi che sarà inaugurata sabato 28 giugno alle ore 21.30 a Santuario con una manifestazione in notturna ricca di appuntamenti.
Attigua al Museo del Tesoro di N.S. di Misericordia, ubicata all’interno della Residenza Sanitaria Assistita di Santuario, la Sala ospiterà in modo permanente le opere del pittore Eso Peluzzi, da lui donate alle Opere Sociali attraverso lascito testamentale risalente al gennaio 1969.
Insieme alle 22 opere della donazione, costituite da 10 dipinti, 2 pastelli e 10 disegni, saranno esposti altri nove lavori del Maestro, 7 di proprietà delle Opere Sociali e due della Pinacoteca Civica di Savona.
Si tratta di un evento atteso dalla città e dagli eredi di Peluzzi, che al momento del lascito aveva espresso la volontà di vedere esposte all’interno dell’antico Ospizio le sue opere, reso possibile grazie all’impegno dell’A.S.P.Opere Sociali di N.S. di Misericordia e grazie al sostegno della Regione Liguria che ha creduto in questo progetto.
Con la creazione della Sala Peluzzi, che sarà collegata al Museo del Tesoro una volta conclusi i lavori di ristrutturazione, nascerà un vero e proprio polo culturale cittadino concentrato a Santuario di Savona.
Per l’occasione dell’apertura del nuovo spazio le Opere Sociali, con il contributo della Fondazione A. De Mari Cassa di Risparmio di Savona, hanno realizzato un catalogo, curato dal prof. Franco Dante Tiglio, che approfondisce in modo esaustivo l’attività di Peluzzi a Santuario, con ampi riferimenti a lavori svolti in altri momenti della propria vita.
Scrive nel testo Dante Tiglio: “La sua arte ha mirato al ritorno alla verità e alla dignità dell’uomo con il coraggio morale che gli ha permesso di concedersi totalmente alla sua vocazione per la verità, senza tentare di mentire a se stesso”.
Approfondimenti, all’interno del testo, anche sull’attività disegnativa del Maestro, fondamentale nel suo lavoro sia come studio preparatorio sia come opera in sé compiuta. Fu Carrà ad apprezzare per primo il valore dei disegni di Peluzzi, in occasione della prima personale del giovane artista ligure alla “Bottega di poesia” di Milano, nel 1924, tanto da scrivere: “È nei disegni ove si appalesano le sue qualità…La volontà della forma si acuisce in un gioco di linee o di masse ritmate con sagace accorgimento”.
Al fine di una più completa valorizzazione, tutti i disegni esposti nella Sala Peluzzi sono stati restaurati dalle Opere Sociali grazie anche ad un contributo della famiglia.
Il catalogo, stampato in mille copie, sarà in vendita dal giorno dell’inaugurzaione.
A seguito della manifestazione del 28 giugno, organizzata dalle Opere Sociali in collaborazione con il Comune di Savona, la Sala resterà aperta al pubblico in modo definitivo per consentire a tutti i savonesi e ai turisti di visitare le opere di questo apprezzato autore che tanto amò il Santuario di Savona.

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giovedì, 19 giugno 2008

BABYLONE INSIDE
La Station
10, rue Molière - Nice
24 mai - 28 juin 2008

Edouard Ropars, Julien Abinal, Olivier Campagne, Philippe Jarrigeon, Milo Keller, Natacha Lesueur

Cette exposition est le fruit d'un projet de l'architecte Edouard Ropars réalisé en collaboration avec d'autres architectes, photographes et artistes, comme Julien Abinal, Natascha Lesueur, Olivier Campagne, Philippe Jarrigeon et Milo Keller.
L'exposition à la Station regroupe un ensemble de maquettes, de photographies et d'images d'architecture esquissant le paysage fictionnel d'une Babylone contemporaine.
La pratique d'architecte d'Edouard Ropars se concentre sur des programmes liés à la culture, à la mémoire et aux pratiques urbaines contemporaines. La forme de « fiction » de ses projets et la problématique transversale de la représentation (images, photographies et maquettes) rapproche sa démarche de celles des artistes de sa génération.
Enfin, un attachement particulier à la matérialité et à la puissance d'évocation des signes produits marque son travail sur l'identité des lieux.

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mercoledì, 18 giugno 2008

THE CONCERTS
June 18
Massimo Felici (Italy)

June 20
Richard Todd (USA)
Duo Spiritoso
Jeffrey McFadden (Canada) &
Andrew Zohn (USA)

June 21
Conserto Vago (Italy)
Massimo Lonardi, Archlute
Matteo Mela, Baroque Guitar
Lorenzo Micheli, Theorbo & Baroque Guitar

June 23
Michele Mo & Lorenzo Micheli
Chamber music for Flute & Guitar

June 25
SoloDuo

June 19, 24, 26
Young Virtuosos Showcase

CLASSES

Jeffrey MCFADDEN, Canada
Matteo MELA, Italy
Lorenzo MICHELI, Italy
Richard TODD, USA
Andrew ZOHN, USA

Special Guest
Marco SOCIAS, Spain

Masterclasses & Lectures
Massimo LONARDI, Italy
(Lute & performance of Renaissance and Baroque music on the guitar; lute & baroque guitar tablatures)
Michele MO, Italy
(Flute & Chamber music for flute and guitar)
Marco SOCIAS, Spain
(Advanced guitar playing)
Andrew ZOHN
(Composing for guitar)
Jacques VINCENTI
(Enrique Garcia; genius and secrets of the legendary guitar maker)

FACULTY

Lorenzo Micheli
Hailed by the musical critics as “virtuoso extraordinaire” (Nice Matin), “absolutely astonishing” (Fort Worth Star-Telegram), “prodigious talent” (Soundboard), Lorenzo Micheli has taken up a busy concert career throughout the world since winning the first prize in some of the most prestigious guitar competitions (Gargnano, Alessandria, Guitar Foundation of America). He performs regularly – both as a soloist and with orchestra – in Europe and all over the US and Canada, as well as in Africa, Asia and Latin America. As a researcher and scholar, he has written articles and contributions for a number of music journals, including Il Fronimo and Guitar Forum. He has been performing worldwide in duo with Matteo Mela, as “SoloDuo”, in such venues as New York’s Carnegie Hall and Vienna’s Konzerthaus. Their guitar duo was welcomed by The Washington Post as “nothing less than rapturous”.
His discography include the music of Dionisio Aguado, the Quartets, op. 19, by François de Fossa and a CD of Italian music of th 17th century for baroque guitar, archlute and theorbo (Stradivarius); the complete guitar Concertos by Mario Castelnuovo-Tedesco (Brilliant); a couple of live DVD’s (Mel Bay); a selection of guitar music by Castelnuovo-Tedesco, the complete works by Miguel Llobet and the Duos Concertants by Antoine de Lhoyer (Naxos); an anthology of chamber works by Mauro Giuliani (Amadeus) and a collection of 20th century masterpieces for two guitars (Pomegranate). Lorenzo is guitar professor at the Conservatory of Aosta, in the Italian Alps region.
www.lorenzomicheli.com

Matteo Mela
Matteo Mela was born in Imperia, Italy in 1971. An accomplished classical guitarist, he has attended master classes given by Giovanni Puddu, David Russell, the Assad Brothers, Oscar Ghiglia, Alirio Diaz, and Angelo Gilardino among others. Having obtained his University musicology degree in the Italian city of Cremona, he has also studied chamber music at the Accademia Pianistica di Imola with the likes of Dario De Rosa, Alexander Lonquich, and Pier Narciso Masi.
Between the years of 1991 and 1998, Matteo was a member of the Mela/Bandini Guitar Duo and was the co-recipient of several first prizes in competitions such as the ARAM in Rome, the GMI in Milan, Città di Gubbio, Città di Caltanissetta, and the Perugia Classico.
Recently he has been enjoying regular collaboration with Lorenzo Micheli in a number of projects. Their duo, Soloduo, has been acclaimed as one of the best ensembles around the world. The Washington Post wrote about them: “Extraordinarily sensitive, with effortless command and an almost unbearable delicacy of touch, the duo’s playing was nothing less than rapturous – profound and unforgettable musicianship of the highest order.”
In addition to classic, romantic and modern repertoire, Matteo and Lorenzo – joined by lutenist Massimo Lonardi – enjoy exploring the early literature for baroque guitar and theorbo.
Matteo Mela’s concert and media experience have taken him to numerous European and American cities. His recordings include the albums Latin American Dances (Quadrivium), Italian Virtuosos of the 19th Century (Kookaburra), and the complete guitar works of Astor Piazzolla (Stradivarius). Together with Lorenzo Micheli he has recorded François de Fossa’s Three Quartets, op. 19 (Stradivarius), Solaria – an anthology of 20th century masterpieces for two guitars (Pomegranate) – and the Duos Concertants by Antoine De Lhoyer (Naxos).
Their last recording La Suave Melodia (Stradivarius) – together the lutenist Massimo Lonardi – is dedicated to the music of Andrea Falconieri.
Matteo currently resides in Geneva where he teaches at the Conservatoire Populaire de Musique.
In 2008 he played Weill Hall at Carnegie (New York debut), Wien Konzerthaus with Soloduo and Felix Meritis Hall in Amsterdam with Per Arne Glorvigen.
Mela plays Galli Strings on a De Miranda guitar.
www.matteomela.it

Jeffrey McFadden
Jeffrey McFadden has been acknowledged as one of the finest guitarists of his generation. Over the past years, concert engagements have taken him throughout Canada and the United States and into Europe. He has given World Premieres of works by numerous composers and has been a featured performer at several international music festivals, including "Guitar '87" and GuitarFest '91 in Toronto , Gitarren-Symposium Iserlohn, Lachine International Guitar Festival, the Columbus State Guitar Symposium, The Niagara International Chambre Music Festival, the National Flute Association (USA) Convention, the Festival Mediterraneo della Chitarra, the Acadia Guitar Festival and others.
In 1992, Jeffery McFadden was awarded a Silver Medal in the prestigious Guitar Foundation of America Competition and was also a prize-winner in the 1993 Great Lakes Guitar Competition. His debut recording was the first in the "Laureate Series" on the Naxos label and was released world-wide. Since it's release, this recording has sold in the thousands of copies. His playing has received enthusiastic critical acclaim; the "Daily Telegraph" of London (UK) exclaimed "McFadden's ability to make the guitar sing is second to none", and "Classic CD" has described his playing as "major artistry". His latest solo release features the complete didactic works by the 19th century composer Napoleon Coste. "ClassicsToday.com" raved about this disc saying, "Jeffrey McFadden is not only an extraordinary guitarist -- he's also an inspired musician." his latest disc, soon to be released is volume three of the complete works of Agustin Barrios on Naxos.
Many noteworthy events marked the past few seasons in Jeffrey McFadden's career. He had the opportunity to work under the great Pierre Boulez in a performance celebrating the awarding of the Glenn Gould prize to Boulez. Also, McFadden was counted among the most important guitarists of his day by his inclusion in the Maurice Summerfield lexicon, The Classical Guitar, Its History and Players. He also has performed frequently in the newly formed "Duo Spiritoso"' with American guitarist and composer Andrew Zohn
Jeffrey McFadden has collaborated with Canada's most prominent musicians and composers including Norbert Kraft, Robert Aitken, Ann Monoyios, John Beckwith and R. Murray Shafer. He is frequently heard on CBC radio and NPR in the United States both as soloist and ensemble player.
Jeffrey has given masterclasses and seminars at some of North America's most prestigious institutions including the Université de Montréal, Conservatoire de Music à Hull/Gatineau, University of British Colombia, Michigan State University and the Oberlin College Conservatory. He is a lecturer in guitar at the University of Toronto.
www.jeffreymcfadden.com

Andrew Zohn
Guitarist/composer Andrew Zohn has been hailed as “one of the finest guitarists of his generation” (internationally-syndicated radio program Classical Guitar Alive). His ability on the instrument has earned prizes in five international competitions including the Guitar Foundation of America and the Stotsenberg International. In addition to concertizing throughout North America and in Europe as a soloist, Andrew Zohn is active as a chamber musician, orchestral soloist, and as a part of Duo Spiritoso with acclaimed Canadian guitarist and Naxos recording artist Jeffrey McFadden. Recent performances include venues in Honolulu, Seattle, Portland, Italy, Slovenia, Montreal, New York City, Boston, Philadelphia, Toronto, and Ottawa. He has been featured on radio and television broadcasts throughout North America and Europe. In 2007, Zohn will make his South American debut with multiple concerts in Buenos Aires.
Andrew Zohn holds a doctorate of music degree from Florida State University, a master of music from the University of Texas, and a bachelor’s degree from the North Carolina School of the Arts. Since 1999, Zohn has served on the faculty of Columbus State University, where he founded and directs the annual CSU Guitar Symposium and Competition. He also currently serves on the faculty of the Guitar on the Mediterranean Festival in Cervo, Italy, and the Guitare Lachine festival in Canada, each summer. Dr. Zohn is a frequently invited guest artist, lecturer, and clinician at music festivals, seminars, and universities throughout North America. Students of Andrew Zohn have won prizes in several international competitions, and have been featured on the American national radio program From the Top.
Beginning a career in composing in 1998, Zohn has already received commissions for new works from, among others, La Flame Records, Canada, the Campbell University Foundation for the Arts, and the East Carolina New Music Festival. In 2004 and 2005, Zohn was selected as a recipient of a Plus Award from the American Society of Composers, Authors, and Publishers (ASCAP) in recognition of his compositions. Classical Guitar Magazine (UK) has hailed Zohn as “…a gifted composer with something unique and interesting to say.” Original compositions and transcriptions by Andrew Zohn are published through Les Productions d’Oz, Canada, Tuscany publications (Theodore Presser), and FJH Publications. His latest recording, Music of Piazzolla, Debussy, Gershwin, and Zohn, is now available through Centaur Records.
www.andrewzohn.com

Richard Todd
A native of Nashville, Tennessee, guitarist Richard Todd won scholarships in his formative years to study with Clare Callahan at the University of Cincinnati College-Conservatory of Music, Robert Guthrie at Southern Methodist University, and Matteo Mela in Cremona, Italy. During these years he earned a number of awards, including First Prize in both the Music Teachers’ National Association Competition and the National Federation of Music Clubs Competition. More recently, he earned the Doctor of Musical Arts Degree at the University of North Texas under the tutelage of Thomas Johnson.
Richard’s recent performances include solo concerts in Houston, Fort Worth, Greenville, North Carolina and Atlanta. In addition, he has been a featured artist on live radio broadcasts for several NPR affiliates and has made television appearances in San Remo and Imperia, Italy. Soundboard Magazine described his CD, which features works by Bach, Scarlatti, Barrios, and Silva, as showing “intensity, variety of tone color, and ebb and flow in the music.”
Currently a faculty member at Tennessee State University, Richard also teaches theory courses in addition to heading guitar studies. He serves as Director of the Tennessee State University Classical Guitar Seminar, and is a regular member of the faculty at the Festival Mediterraneo della Chitarra in Cervo, Italy. He will also appear this summer at the Festival Lipica in Slovenia, the Guitar Guild Music Festival in Fort Worth, and the Sauble Beach Festival of the Classical Guitar in Canada.

GUESTS

Massimo Felici
Massimo Felici studied in Rome with Stefano Grondona, then specialized with Oscar Ghiglia at the Chigiana Academy in Siena and at the Musik-Akademie in Basel.
First Prize in the International Competitions of Gargnano, Màlaga, Cagliari and Fiuggi, he has been awarded important acknowledgments and prizes also in Alessandria, Parma, “A. Segovia” in Granada, “Palma d’oro” in Finale Ligure.
He has been performing since he was very young as a soloist, in duo with the guitarist Lorenzo Micheli, with the flutist Massimo Mercelli, with the “Leonardo” Guitar Quartet and with orchestras all over Europe, South America, United States and the Far East, with conductors as Enrique Bàtiz, Filippo Maria Bressan, Tito Muñoz, Christopher Franklin, Robert Gutter, Philippe Bender, Michael Summers, Raphael Pyllarinos, Vittorio Antonellini and others.
Guest artist in many important Festivals all over the world (Jerusalem, Brno, Rheingau, Emilia Romagna, Ljubljiana, Zagreb, Màlaga, Gerona, Siracusa...), Massimo Felici teaches Guitar at the Conservatory “Nino Rota” in Monopoli (Italy), and has been also invited to give masterclasses in Germany, South Corea, India, Croatia, Estonia, Spain, Czech Republic and Finland.
Member of the New York Alaria Chamber Ensemble, he performed in 1997 his debut at Weill Recital Hall (Carnegie Hall).
In 1995 he recorded the CD “Escarraman”, which contains the première recordings of works by Mario Castelnuovo-Tedesco to enthusiastic international critical acclaim. In 2004 he recorded the Complete Concertos of Castelnuovo-Tedesco together with Lorenzo Micheli for the international label “Brilliant”.
The American Records’ Guide has written that “he is one of the best European guitarists we have ever listened to”.
Giovanni Sollima (“Free Life on Earth” – 2004, “Il Bestiario di Leonardo” – 2006) and Luis Bacalov (“Caminos del Sur” – 2006) dedicated to him new important guitar works.
Massimo Felici plays a guitar made by Miguel Simplicio (Barcelona 1934).

Massimo Lonardi
Born in Milan, Massimo Lonardi was a pupil of Ruggero Chiesa at the Conservatory of Milan, where he also attended the composition course held by Azio Corghi. After graduating in guitar, he has focused on the lute repertoire and the performance of renaissance and baroque music, under the guidance of such an important teacher as Hopkinson Smith, whom he studied with in Italy and Switzerland.
Currently considered one of the best lute performers in Europe, Massimo Lonardi is very active as a soloist and as chamber musicians with several ensembles all over the Old Continent. His discography includes dozens of recordings on the labels Ricordi, Erato, Teldec, Tactus, Jeklin, Nuova Era, Stradivarius, Edelweiss and Agorà, and notably monographic CD’s devoted to the music of Francesco da Milano, Pietro Paulo Borrono da Milano, Joan Ambrosio Dalza and Vincenzo Capirola, an anthology of italian Baroque lute music, the vihuela works by Luys Milan and the lute works of John Dowland, that were given the "Musica e Dischi" prize awarded every year to the best instrumental music album. He is professor of lute and chamber music at the Civico Istituto Musicale in Pavia and the Scuola di Musica Antica (School of Ancient Music) in Venice.

Michele Mo

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martedì, 17 giugno 2008

GABRIELLO CHIABRERA
POEMETTI SACRI
a cura di Luca Beltrami e Simona Morando
introduzione di Franco Vazzoler e Simona Morando
Marsilio 2008

I Poemetti sacri di Chiabrera si inscrivono in una lunga parabola compositiva, dal 1593 circa agli anni venti del Seicento, costituendo un esercizio costante intorno alla varietà metrica (l’endecasillabo sciolto, le selve, l’ottava, la terzina) e intorno alla possibilità di narrare in versi le sacre storie derivate dai libri della Bibbia secondo moduli epico-didascalici e poi innografici che accolgono ampie tessere patetiche ed ecfrastiche, citando modelli antichi (Omero, Virgilio) e moderni (Ariosto, Aretino, Tasso, Ronsard e i poeti della Pléiade). La creazione di eroi ed eroine a tutto tondo (David, Maria Maddalena, Giuditta, Micol, il Battista, le Sante Agnese e Margherita, San Carlo Borromeo) e di vivaci personificazioni del Male (Erodiade, Erode, i cinque tiranni, Oloferne, Golia) è funzionale in Chiabrera a una poesia di diletto e di utilità morale, ricca di exempla già tradizionali nella cultura figurativa del tempo, e in linea con i moniti della Chiesa controriformista ai quali il poeta è sensibile quanto ai dettami della Diva Urania che lo invita a narrare col canto.

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lunedì, 16 giugno 2008

HENRI MATISSE, LE MUSÉE
SOUS LE FEU DE LA RAMPE 1963 - 2008
Musée Matisse
164 avenue des Arènes de Cimiez, Nice
du 14 Juin 2008 au 29 Septembre 2008

Au cours de l'été 2008, (quarante-cinq ans après son ouverture), le musée Matisse propose de présenter une exposition mettant en valeur ses collections permanentes sous l'éclairage de principes historiques et thématiques, voulus par la famille du peintre, favorisant la connaissance de l'oeuvre de l'un des grands artistes du XXe siècle.
Au fil des salles de la villa et de l'extension, les oeuvres du musée, accompagnées d'oeuvres issues de différents prêts, mettront en évidence le parcours que propose le musée pour permettre de suivre l'évolution de l'artiste, ainsi que les liens culturels unissant la collection de Nice avec le monde de l'art international.

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domenica, 15 giugno 2008

LA DECORAZIONE ARCHITETTONICA DIPINTA
CONFERENZA DI SILVANA GHIGINO A SAVONA

Lunedi 16 giugno alle ore 17,30 presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Savona si svolgerà l’incontro con Silvana Ghigino che presenterà il suo libro “La realtà dell’illusione: teoria e pratica nella decorazione architettonica dipinta” (Hoepli ed. 2006). Silvana Ghigino, architetto, decoratore, paesaggista, è titolare dello studio Ghigino & associati architetti di Genova specializzato sui temi della conservazione dell’architettura monumentale, del restauro del paesaggio e del giardino storico.

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sabato, 14 giugno 2008

ITINERARI DI LETTERATURA
sulle orme di FRANCESCO BIAMONTI

È giunto al quarto anno l'appuntamento con gli Itinerari di Letteratura organizzati dall'Associazione Amici di Francesco Biamonti, con il patrocinio della Regione Liguria, della Provincia di Imperia e della Comunità Montana Intemelia. La nuova edizione si svolge, come negli anni precedenti, in forma itinerante, nei luoghi e nel paesaggio cari a Francesco Biamonti, con la collaborazione dei comuni di San Biagio della Cima, Apricale e Camporosso.
Si parte con la Liguria, quella di Biamonti, ma soprattutto, in questo caso, quella di Maurizio Maggiani. L'incontro di sabato 14 giugno a Camporosso con lo scrittore spezzino, è l'occasione - partendo dal suo ultimo libro Mi sono perso a Genova - per parlare di Liguria, in un inconsueto abbraccio fra Levante e Ponente, della sua letteratura, dei suoi paesaggi e della sua gente, ma anche di temi riguardanti l'attualità - letteraria e non - vista attraverso gli occhi di uno scrittore della sensibilità e dello spessore di Maggiani.
Il giorno dopo, domenica 15, è anche in programma un percorso a piedi nei luoghi reali e letterari di Francesco Biamonti, nei dintorni di San Biagio della Cima.
Nei due incontri successivi (entrambi a San Biagio della Cima) la Liguria è vista soprattutto attraverso la letteratura e la poesia, in particolare attraverso le figure di due esponenti importanti della cosiddetta “linea ligustica” come Giovanni Boine (di cui venerdì 20 vengono presentati i Frantumi in una nuova edizione critica curata da Veronica Pesce), e Giorgio Caproni (di cui domenica 29 è presentato il carteggio con il poeta fiorentino, ma bordigotto di adozione, Carlo Betocchi, documento appena pubblicato e curato da Daniele Santero).
L'ultimo incontro, venerdì 4 luglio, è invece dedicato alla montagna, cui anche Biamonti aveva dedicato attenzione nei suoi libri (soprattutto quella ligure o le alpi marittime). In questa occasione viene presentata l'antologia Racconti di montagna curata dal giovane scrittore piemontese Davide Longo (ed. Einaudi). Montagna come paesaggio, come scoperta, ma soprattutto come luogo e teatro estremo dell'esistenza, dunque luogo letterario ideale, attraversato da sempre dagli scrittori più grandi. Nabokov, Kafka, Hemingway, Primo Levi, Mario Rigoni Stern sono solo alcuni dei nomi che compongono l'antologia.

Il programma completo degli itinerari

Sabato 14 giugno, ore 17.00
Camporosso, sala ex asilo
Incontro con Maurizio Maggiani (introduce Marco De Carolis)

Domenica 15 giugno, ore 9.00
San Biagio della Cima (partenza da casa Biamonti)
Itinerario biamontiano: escursione sui luoghi reali e letterari di Francesco Biamonti accompagnata da letture di brani tratti dai suoi libri (durata di circa 3 ore; dotarsi di scarponcini da trekking e borraccia d'acqua. Per chi lo desidera è possibile pranzare presso l'agriturismo Clarita (prenotazioni entro venerdì 13 giugno, 389 9954834)

Venerdì 20 giugno, ore 17.00
San Biagio della Cima, Centro Polivalente Le Rose
Presentazione di Frantumi di Giovanni Boine, a cura di Veronica Pesce; intervengono Giorgio Bertone, Vittorio Coletti e Veronica Pesce; letture di Franco Carli

Domenica 29 giugno, ore 17.00
San Biagio della Cima, Centro Polivalente Le Rose
Presentazione di Una poesia indimenticabile. Lettere 1936-1986 di Giorgio Caproni e Carlo Betocchi, a cura di Daniele Santero; intervengono Giorgio Ficara, Daniele Santero e Luigi Surdich

Venerdì 4 luglio, ore 21.00
Apricale, Castello della Lucertola
Presentazione di Racconti di montagna, antologia a cura di Davide Longo; intervengono Giorgio Bertone e Davide Longo

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venerdì, 13 giugno 2008

VITTORIO COLETTI, GLI YACHTS E IL FONDOVALLE

Il professor Vittorio Coletti continua la battaglia ingaggiata contro il "parcheggio" di yachts ultramoderni nell'antico Porto di Oneglia.
Scrive su La Repubblica del 12 giugno:
"Il ministro Claudio Scajola si è molto compiaciuto dei megayacht che sono venuti a parcheggiare nel piccolo, antico porto di Oneglia, attirati, si dice, da tariffe molto favorevoli. Non vorremmo essere irriverenti con l'illustre uomo politico, ma proprio perché nessuno può metterne in dubbio l'amore per la città natale, bisognerebbe che, sul tema del porto, si consultasse con qualche conoscitore dell' architettura imperiese: è noto che ne ha di assai validi anche in casa. Ma, per la verità, chiunque potrebbe spiegargli: primo, in un ambiente architettonico e naturale di piccole dimensioni, grosse imbarcazioni, tutte metallo e cromature, stanno male, come starebbe male un TIR, specie se truccato da formula uno, nel giardino di una villa settecentesca; secondo, collocare in un contesto di pregio storico, in un ambiente umano familiare (il porto di Oneglia è uno dei porti storici meglio conservati del Tirreno) congegni ultramoderni e freddi, vistosi, tutti luminarie e macchinismi, non è precisamente il massimo. Se si pensa che la Sovrintendenza ha bloccato la pur necessaria tinteggiatura degli antichi portici che chiudono il porto, perché il colore non è stato giudicato conforme alla vicenda architettonica del posto, non si capisce come vi si possano collocare stabilmente installazioni assai meno in sintonia, per forma, colore, ingombro".
Solidarizziamo con lui. Nel contempo, però, obiettiamo che gli yachts sono, per loro natura, mobili. Oggi ci sono, domani potrebbero essere spostati altrove, magari attraverso un semplice rincaro delle tariffe. Il danno, nel caso specifico, è quindi attuale ma non irreversibile.
Mentre irreversibile appare la devastazione della bassa Valle Impero, che prosegue senza sosta. Nel territorio del Comune di Pontedassio - località di cui, salvo errore, Coletti è originario - stanno sorgendo imponenti (e, almeno allo stato, orrendi) capannoni, senza che sia stato formulato un accenno di critica.

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giovedì, 12 giugno 2008

ALDO MONDINO / CORRADO BONOMI
IL DOPPIO SENSO DELL'IRONIA
Fortezza Castelfranco
Via Generale Enrico Caviglia - Finale Ligure
dal 15 giugno al 13 luglio 2008

STRATAGEMMI DI UN’ARTE CHE DIVERTE
di NICOLA DAVIDE ANGERAME

Vi sono artisti che non si fissano, che scivolano, che galleggiano sul senso delle cose, giocandovi. Marcel Duchamp, per esempio. Questa mostra rappresenta uno degli esiti possibili della “deriva” inaugurata da colui che ha reso l’arte più liquida e aperta, compromettendola definitivamente con il mondo delle idee svagate, delle trovate argute, dell’umorismo e dei motti di spirito che rappresentano, nella modernità, l’ascesa della più agile cultura popolare ai danni della prosopopea pomposa degli accademismi.
L’incontro tra Aldo Mondino e Corrado Bonomi conferma come questo modo di fare arte possa sfruttare le capacità euristiche dell’ironia e dell’umorismo, trasformandole in strumenti di avvicinamento alla sostanza delle cose: dove il semplice fenomeno (il dato elementare della coscienza che si rapporta alla realtà) diventa epifania (illuminazione e squarcio del Velo di Maja), grazie ad un’arte usata come "anomalia", come un agente corrosivo rivolto contro regole secolari avvertite come obsolete, da parte di generazioni d'artisti che devono confrontarsi con il mondo moderno. Come fanno Socrate o Arlecchino, due “maschere” all’origine della modernità. Perché “moderno” è danzare sulle cose del mondo, sapendo che la verità non acceca ma si offre come uno straccio gettato in terra, come la piega abbandonata dell’abito di una vestale svanita. In un mondo secolarizzato e laico, in cui “dio è morto” per indigestione di talk e reality show, Mondino e Bonomi forniscono una risposta, nel “limite” della loro capacità umoristica: perché le loro opere devono “divertire” affinché possano funzionare. Divertire nel senso di “volgere altrove, allontanare, distogliere”, portare fuori strada, per altri sentieri, meno battuti, forse “interrotti”, come voleva Martin Heidegger: strade che si perdono nella radura dell’essere e che, proprio perché non portano da nessuna parte, rappresentano il succo vitale del pensiero, lì dove la domanda e la sospensione del senso non significano un’assenza ma un incontro ravvicinato, per quanto impalpabile, con un senso ulteriore, un nuovo modello di senso che l’arte è chiamata ad offrire. Le opere di Mondino e Bonomi funzionano come indicazioni devianti verso lande dove le idee non sono più se stesse, dove la parola può essere usata, grazie ad un’arguzia da enigmisti, come un grimaldello con cui scassinare (sottilmente e senza farlo capire) gli accessi di alcuni luoghi nascosti.
Ancora una volta è Duchamp la sorgente: quale esempio più caustico di un’opera come L.H.O.O.Q., la Gioconda di Leonardo rivisitata con barba e baffi (sublime espressione dell’istinto infantile!), dal titolo provocatorio che letto suona: “elle a chaud au cul”. È la polisemia, questo arcano “confuseggiar di sensi” che s’agita nelle menti primitive, a piacere ai moderni. Stanchi di dover studiare l’organo della percezione e satolli della koinè positivista, che nell’Ottocento ha decretato la conoscibilità solo di ciò che si può testare sperimentalmente, i moderni vogliono sondare i meandri della parola poetica e della visione artistica; assaporarne le delizie, le ricchezze da mondo esotico, la libertà da prateria selvaggia (Mondino compirà inesausti viaggi in Oriente). Vogliono fotografare la polvere e produrre Grandi Vetri, giocare con il caso e spaziare nella concettualità più ardita. Soprattutto, vogliono spalancare le porte dell’arte al mondo. Un tale desiderio giunge fino ai Nostri che, privi di schematismi ideologici, fanno incetta di materiali da utilizzare nelle opere: Mondino dipinge su tappeti di cocco o scolpisce con caramelle, Bonomi riproduce pesci dentro scatolette di sardine o crea “Castelli in aria” con batuffoli di cotone. La pittura per loro, al contrario dei cugini dell’Arte Povera, non è tabù. Il concetto vive e prolifera nei colori gioiosi e nei titoli giocosi delle loro opere. Degni successori di un pittore velocemente amato e presto dimenticato, ma soprattutto frainteso, come Giambattista Tiepolo: smisuratamente “allegro”, fino al limite della vacuità, eppure profondamente serio nel giudicare il mondo, anche grazie a quella “sprezzatura” di cui ammanta molta sua arte. Come questa, anche i lavori di Mondino e Bonomi possono apparire “innocui” a chi è abituato alle pontificazioni gravose dell’arte, ma risultano produttivi di nuove sinapsi in chi guarda con attenzione e si lascia portare lì dove l’opera lo guida.
In una sua parodia, Woody Allen immagine le avventure di un Van Gogh dentista, alle prese con dentiere sbilenche e radiografie bislacche: con lui, l’intero gotha della pittura impressionista è trasformato in un’accozzaglia di buffi individui impegnati a trapanare e incapsulare. L’esito è divertente: Van Gogh perde soldi e clienti come dentista, ma i risultati del suo operare gli fruttano ammiratori nel mondo dell’arte. “Avrei dovuto dare ascolto al babbo – concluderà - e fare il pittore, non è eccitante ma almeno è una vita normale”. Lo stratagemma di Allen fa ridere ma la “morale” è seria: l’artista moderno può anche “fare il dentista”, se la dentiera inservibile che produce è un’opera arte.
Mondino e Bonomi non si fermano alla dentiera e rimpolpano il concettualismo usando ogni strumento utile, senza pregiudiziali, e rivolgendo alla figurazione un ruolo di primo piano. Una via originale. La pittura è tutt’altro che superata o incapace d’incarnare il concetto, per loro. In questo, la loro evoluzione porta ancora più lontano, dove il ricongiungimento, in stile moderno, con la tradizione sprigiona nuove potenzialità: perché rassicurando l’occhio del pubblico (che è il primo censore) ne raggiungono meglio la mente, seducendola e portandola nella dimensione di un concettualismo all’italiana, maccheronico, divertito e non lontano da riverberi pop, sposato da Munari e da Pascali, da Boetti e da Mondino, e di cui Bonomi rappresenta una sopravvivenza, tanto più intensa quanto il suo lavoro assume toni intimistici, fatti di relazioni personali con la realtà che si risolvono in un’arte quasi disarmata, indebolita, accogliente. Mentre Mondino subisce e ripete il fascino del dandy, caro anche al primo Schifano, portando nella sua vita i ritmi, le astuzie e gli stereotipi legati al successo di un “uomo di mondo”, Bonomi pensa un’arte i cui meccanismi fungono da culla per quel “fanciullino” di pascoliana concezione che tutti portiamo dentro fino alla fine: una sorta di nocciolo duro la cui voce risulta inaudibile nel mondo adulto, ma che può farsi sentire grazie all’enigmistica del senso e al gioco delle interpretazioni messe a punto con un concettualismo “caldo” e delicato, vibrante d’ironia e spiritoso.
Possiamo apprezzare queste opere nella misura in cui le lasciamo giudicare al fanciullo che è in noi e non all’adulto che siamo. In questa spaccatura del Soggetto, progettata in maniera istintiva, i piani s’intersecano, i sensi scivolano e le polarità s’incrociano: la visione ne risente e l’arte può avere il suo effetto spiazzante, giocoso e serio al tempo stesso. Anche toccante. Se ciò avviene, evocazioni e suggestioni non restano soltanto ciò che sono ma acquistano la sostanza di ragionamenti all’interno di una logica altra rispetto a quella razionale.
L’arte, come il mito, il linguaggio e tutta la conoscenza, sono “simboli”, scriveva Ernst Cassirer in una sua celebre opera, “non in quanto essi designino in forma d’immagine, di allegoria che allude e spiega, un reale sottomano, ma in quanto ciascuno fa emergere da se medesimo un suo proprio mondo di senso”. E questo fanno Mondino e Bonomi, alimentando un “proprio mondo di senso” con opere che mirano ad un concettualismo soggettivo, personale e intimo (altra differenza rispetto al “nonno” Marcel), capace di scavarsi una via di comunicazione dentro luoghi della mente abbandonati, lì dove vige un’altra logica: quella del bimbo o del primitivo. Dove i soldatini, le fatine e i trenini utilizzati da Bonomi, oppure i cioccolatini e lo zucchero usati da Mondino, risplendono magnifici come soltanto la vera carne dell’arte sa essere. Questa trasfigurazione della materia reale in materia simbolica si deve all’indebolimento, reale e non simulato, dell’artista. La sua incapacità di strutturare ideologie diventa la sua forza. Gli escamotage concettuali ed emotivi che inventa riportano chi guarda al grado zero della conoscenza. Nietzsche scrive ne “La gaia scienza”: “Da quando mi stancai di cercare, io imparai a trovare”. Mondino e Bonomi hanno saputo far questo: escogitare consapevolmente una strategia per trovare trovate, boutade, mot d’esprit e jeu des mots che per l’estetica romantica rappresentano il meglio del pensiero, la forza dello spirito che scorge frammenti di verità.

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mercoledì, 11 giugno 2008

Villa Mariani a Bordighera

PRESENTAZIONE A LONDRA DEL PROGETTO
"UN MARE DI GIARDINI"

La Regione Liguria a Londra con le ville e i giardini storici del territorio. Su iniziativa dell’assessorato al Turismo, dell’agenzia “In Liguria” e dell’Enit e in collaborazione con la confetteria Romanengo di Genova, giovedì 12 giugno, alle 18,30, nei giardini e nella serra di Petersham Nurseries, a Richmond, verranno presentati a tour operator specializzati e alla stampa inglese gli itinerari dentro le ville e giardini liguri. Saranno presenti l’assessore regionale al Turismo Margherita Bozzano, il direttore generale dell’Agenzia “In Liguria” Angelo Berlangieri e il direttore di Enit di Inghilterra e Irlanda Valerio Scoyni.

Attraverso pregiate collezioni botaniche di flora mediterranea, alberi monumentali, roseti e camelie, ninfei, limonaie, sculture e arabeschi, olivi, vigne e le tracce lasciate da tanti ospiti illustri in antiche dimore, la promozione turistica della Liguria punta quest’anno anche sull’ apertura dei cancelli dei giardini storici e moderni, sul patrimonio artistico e culturale di tanti gioielli e straordinari luoghi della bellezza.
Un'opportunità di conoscenza in più per i turisti inglesi, tedeschi , francesi, americani e per gli ospiti italiani che in questi ultimi anni hanno manifestato, insieme con gli italiani, un crescente interesse per i giardini botanici e storici, pubblici e privati.

Il progetto “Un mare di giardini”, lanciato nel giugno scorso a Villa Hanbury, alla Mortola di Ventimiglia, spinge la Liguria a primeggiare non solo nella produzione florovivaistica, ma anche nell’offerta di un turismo dedicato all’architettura verde, portando i flussi turistici dentro le magie dei giardini e del paesaggio. L’iniziativa, promossa dalla Regione Liguria in collaborazione con il circuito “Grandi Giardini Italiani”, raccoglie una trentina di giardini della Liguria, da Levante a Ponente, selezionati secondo criteri di valenza architettonica e botanica, stato di manutenzione e offerta di servizi per i turisti. Si va dal giardini all’italiana a quelli all’inglese, in gran parte realizzati nel XIX secolo.

In provincia di Genova l’itinerario di un “Mare di giardini” comprende il parco e la villa Brignole Sale Duchessa di Galliera (XIX secolo), a Voltri, Villa Durazzo Pallavicini (XVIII-XIX secolo ), a Pegli, i parchi di Nervi (XVII- XXI secolo ) con le ville Serra, Grimaldi, Gropallo e Luxoro con il famoso Roseto, Villa delle Peschiere (XVI secolo), il Palazzo del Principe e villa Doria Pamphili (XVI-XIX secolo). dimora del doge Andrea Doria con il grande giardino monumentale, Villa Brignole Sale (XVI-XIX secolo), Villa Serra (XIX-XX secolo) a Sant’Olcese, il giardino di Pratorondanino (XX secolo) a Campo Ligure, villa Negrotto Cambiaso (XIX-XX secolo) ad Arenzano, villa Rocca (XX secolo) a Chiavari, villa Durazzo (XVI-XIX secolo) a Santa Margherita Ligure, il Museo del Parco del Centro internazionale di scultura all’aperto (XX-XXI secolo) con opere di Beuys, Rotella, Pomodoro, Fontana e molti altri, l’Abbazia di San Girolamo al Monte di Portofino (XIV-XX secolo) alla Cervara.
Nel Savonese entra nel circuito dei giardini storici villa Faraggiana (XVIII-XIX secolo) di Albissola Marina.
In provincia di Imperia l’elenco comprende il giardino esotico Pallanca (XX secolo), villa Garnier (XIX secolo) e villa Mariani (XIX) a Bordighera, Villa Grock (XX secolo) a Imperia, villa Nobel (XIX secolo) a Sanremo, Villa Boccanegra Piacenza (XIX-XXI secolo) , villa Orengo Sella (XVII-XIX secolo) e Villa Hanbury (XIX) a Ventimiglia.
Quattro i parchi e i giardini storici dello Spezzino. Sono quelli di villa Agnelli (XIX-XX secolo) a Levanto, di villa Marigola (XVIII-XX secolo) a San Terenzo di Lerici, l’Orto Botanico (XIX-XXI) e il parco La Marrana di Montemarcello di Sarzana.

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martedì, 10 giugno 2008

VINCENZO PASQUALI AL MUSEO CIVICO DI SANREMO
Palazzo Borea d'Olmo
Via Matteotti 143 - Sanremo
1/6 (?) - 5/7/2008

L’opera di Vincenzo Pasquali, autore della celebre statua della Primavera, viene presentata per la prima volta al pubblico nell’esposizione “Vincenzo Pasquali. Sculture e disegni” visitabile sino al 5 luglio al Museo Civico di Palazzo Borea d’Olmo.
La collezione di gessi, sculture, studi, fotografie, cataloghi d’arte e attrezzi di lavoro recentemente acquisita dal Museo Civico, documenta il percorso artistico dello scultore nei primi anni Trenta del Novecento.
Pasquali, attivo a Sanremo fino al 1940, anno della morte, realizzò numerose opere per la committenza pubblica e privata e importanti monumenti funerari presso il Cimitero della Foce di Sanremo.
Introduce il percorso la “Statua di Flora”, collocata nell’atrio del Palazzo Borea d’Olmo a introduzione della mostra.
Realizzata in materiale refrattario, la statua è una variante della più famosa “Statua della Primavera” che il Comune di Sanremo commissionò a Vincenzo Pasquali per simboleggiare l’immagine della città dei fiori.
In esposizione anche busti, fioriere e sculture di ambito religioso.
La presentazione della collezione avrà luogo sabato 14 giugno alle ore 17 al Museo Civico.
Interverranno Franco Sborgi (docente di storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Genova), Francesca De Cupis (Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici ed Etnoantropologici della Liguria), Francesca Olcese (restauratrice), Pia Velli Cappanera (nipote dell’artista).
La mostra è organizzata dall’Assessorato alla Cultura, Biblioteche e Musei guidato da Daniela Cassini.

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lunedì, 09 giugno 2008

RICHARD LONG
TRAVAUX RÉCENTS ET ŒUVRES IN SITU
MAMAC Nice
Promenade des Arts - Nice
31 mai - 16 novembre 2008

Quoiqu’il cite plus volontiers parmi ses contemporains Hamish Fulton, Carl Andre ou Lawrence Weiner, Richard Long est trop systématiquement associé aux émergences américaines du Land Art, de l’art environnemental et des Earth Works initiées vers 1967. Comme elles, le sculpteur utilise le cadre et les matériaux de la nature, comme elles, les œuvres crées in situ subissent l’érosion du temps dont il ne reste que le souvenir photographique. A l’instar de Robert Smithson, Long intervient dans le lieu de l’œuvre en déplaçant, transportant, accumulant et traçant les matériaux mais sur un mode de « transformation douce », reposant sur l’utilisation d’un matériel rudimentaire fourni par le paysage, à échelle humaine et soumis aux contraintes naturelles. Lui-même l’affirme avec force : « pour moi, Land Art est une expression américaine. Cela veut dire des bulldozers et de grands projets. C’est de la construction sur de la terre qu’ont achetée les artistes, le propos est de faire un grand monument permanent, cela ne m’intéresse pas du tout ». L’appellation Land Art est aussi pratique qu’imprécise puisqu’elle rassemble certaines œuvres de l’Arte Povera ou de Supports-Surfaces dans leur rapport entretenu avec la nature. Est-ce placer un artefact dans la nature ? Est-ce encore faire entrer le naturel dans l’espace muséal ? Est-ce plutôt utiliser le naturel dans le paysage ? Quarante années depuis, la question demeure.
A Line made by Walking, œuvre séminale du sculpteur datant de 1967, tient lieu de programme ; en effet, une ligne faite en marchant, sera pour lui un concept évolutif reposant sur le fait que l’art est fait en arpentant le lieu, que des photographies seront réalisées pendant le chemin et que les marches sont établies à partir de textes, les Textworks. Pour Long, un texte est une description, l’histoire d’une œuvre dans le paysage ainsi que le moyen le plus simple de présenter une idée qui puisse être une marche ou une sculpture, soit les deux. « Chaque marche indique l’artiste, bien qu’elle ne réponde pas à une définition conceptuelle, réalise une idée particulière (…). Ainsi, chacune comme art me procure un moyen idéal pour explorer les relations entre temps, distance, géographie et mesures topographiques. Ces marches sont enregistrées ou décrites de trois manières différentes : par des cartes (les Map Works), des photographies ou des textes. Et l’artiste de préciser : « une carte peut être utilisée pour préparer une marche. Elle peut aussi aider à faire une œuvre d’art. Les cartes sont porteuses d’informations ; elles montrent l’histoire, la géographie et la typonomie des lieux. Une carte est une combinaison artistique et poétique de l’image et du langage ».
« Marcher me met à même d’étendre les frontières de la sculpture qui peut désormais avoir pour sujet le lieu, tout autant que le matériau (bois, pierre ou eau) ou la forme (ligne, cercle, spirale et plus rarement la croix) ». Pour lui, autant que la ligne, le cercle est un thème constant qui lui permet de faire une marche en un cercle, de faire un cercle de pierres, de boue ou de mots. Et plus précisément d’ajouter que « les Landscape Sculptures habitent le riche territoire entre deux positions idéologiques, entre faire un monument ou réciproquement à ne laisser que des empreintes de pieds. Une sculpture peut être déplacée, dispersée ou transportée. Les pierres peuvent être des marqueurs de temps et de distance ou existent comme parties d’une sculpture anonyme plus importante ».
Déjà présent au MAMAC en 2004 dans l’exposition collective Intra-Muros, Richard Long se voit ici offrir une carte blanche afin de créer in situ des œuvres éphémères associées aux sculptures et photographies. Ne prétendant à aucune exhaustivité rétrospective, la présente exposition regroupera des travaux récents, donc pérennes, à des œuvres réalisées in situ sur les cimaises du musée. Plus précisément, Long présentera des photographies issues de ses derniers voyages (Inde, Egypte et Afrique du Sud) ainsi que des sculptures de la série Fingerprints réalisées sur des objets en bois (piquets de tentes touaregs, dossiers de campement ou tablettes coraniques) glanés entre Agadez, au Niger et Essaouira au Maroc. Pour l’arpenteur du monde qu’il est, présenter un travail muséal au public ou œuvrer dans l’Himalaya n’est pas antinomique, bien au contraire : « les deux types de travaux, à l’intérieur ou à l’extérieur, ont la même raison d’être. Je suis le même artiste avec la même sensibilité, bien qu’il soit important que je puisse travailler en pleine nature, dans la solitude d’esprit. Peut-être que ces travaux ne seront vus par personne, mais il est nécessaire que le public en connaisse l’existence par les photographies, les cartes ou les textes, sans qu’il ait vu les œuvres elles-mêmes dans le paysage ».
Parallèlement, les œuvres crées in situ couvriront un triple champ : deux Landscape Sculptures, un Text Work et surtout des Mud Drawings dessinés à la main à l’aide d’un gant de vaisselle. Les deux sculptures au sol sous forme de cercle ou d’arc-de-cercle utiliseront des pierres équarries rouges ou blanches de La Turbie ou d’Auvergne ; la spirale, les hexagrammes et l’arc de boue seront composés quant à eux de boue du fleuve Avon (baignant sa ville natale de Bristol et lieu de marches innombrables autour de Dartmoor et Exmoor), d’argile de Vallauris et de kaolin. Pour l’artiste, la boue est un médium à mi-chemin entre la pierre et l’eau, entre peinture et sculpture, facilement transportable dans n’importe quelle partie du monde.

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domenica, 08 giugno 2008

MARIO SCHIFANO
a cura di Nicola Davide Angerame
Ex Chiesa Anglicana
Via Adelasia 10 - Alassio
dal 23 maggio al 6 luglio 2008

Venerdì 23 maggio 2008, a partire dalle ore 21, s'inaugura presso l'Ex Chiesa Anglicana di Alassio la mostra antologica -Mario Schifano-, artista tra i più celebri della Pop Art italiana.
L'esposizione, organizzata dall'Ex Chiesa Anglicana (Assessorato alla Cultura e al Turismo di Alassio) e curata da Nicola Davide Angerame, mostra una circa 30 opere di assoluto pregio, provenienti da collezione privata e appartenenti ai due decenni d'oro di Schifano, quegli anni Sessanta e Settanta che lo hanno visto creare serie di opere che hanno segnato i tempi, come i monocromi postinformali, i "Paesaggi anemici" ed i -Paesaggi tv-, e gli sono valse l'appellativo di -Andy Warhol italiano-, grazie anche ai primi dipinti dedicati ai loghi della Esso o della Coca-Cola.
Tra le opere spicca uno dei primissimi monocromi, verde, un autoritratto di grandi dimensioni (due metri per due) esposto in una recente mostra degli Uffizi di Firenze ("Moi!") e una grande tela dedicata al suicidio dell'amico Lo Savio, più diverso smalti si carta e alcune delle prime Palme del 1970 e un Albero della vita del 1970, retaggi dell'infanzia libica dell'artista e simbolo di un ritorno alla natura che Schifano opera in modo compiuto negli anni Ottanta. In mostra è presente anche un capolavoro come Futurismo rivisitato, del 1960.

Schifano videomaker e regista.
La mostra alassina intende raccontare il genio poliedrico di Schifano esponendo anche la sua produzione cinematografica, la trilogia di film (Satellite del 1968, Umano non umano del 1969 e Trapianto. Consunzione e morte di franco Brocani del 1969) alcuni spot per Absolut Vodka del 1994 e la sigla della trasmissione RAI di enrico ghezzi La magnifica ossessionei del 1985: tutti proiettati durante il corso della mostra. La grande -imagofilia- di Schifano viene tradotta nei suoi film in propensione alla frammentarietà del montaggio fatto di -corrispondenze- tra immagini e suoni Schifano è stato uno dei primi artisti in Italia ad aver portato nella pittura i linguaggi della comunicazione di massa, forgiando un'estetica multimediale mediante l'uso di apparecchi fotografici e macchine da presa.
I mezzi di comunicazione di massa vengono utilizzati dall'artista come contenitori di stimoli sensoriali ed espressioni visive della societa' contemporanea. Pur non avendo mai preso parte alla Cooperativa del Cinema Indipendente Schifano è considerato uno dei più grandi autori del cinema d'artista. Il suo è un cinema di contestazione sociale e politico, usa pellicola scaduta e manca di sceneggiatura e di uno sviluppo narrativo. Human Lab, l'unico film scritto nel 1970 con Tonino Guerra e finanziato da Carlo Ponti, non verrà mai realizzato. Anche come film-maker Schifano è veloce ed esaurisce l'avventura in pochi anni inizaindo dopo il viaggio in America del 1962 in cui riprende ciò che lo attrae. Nasce così Round Trip (1964). Reflex, realizzato sempre durante il soggiorno in America, è incentrato sulla storia di un fotografo di moda. Rientrato in Italia Schifano realizza Carol + Bill, poi Anna (Anna Carini).
Altri cortometraggi di gusto "monografico" sono Ferreri, un omaggio all'amico regista; Jean-Luc ciné girato sul set di Week-end di Jean-Luc Godard; Fotografo, che riprende Renato Gozzano nel suo atelier mentre fotografa alcune modelle. Nel 1967 l'artista realizza Vietnam, con Marco Ferreri ed Ettore Rosboch, usando immagini di repertorio della guerra del Vietnam. Serata è un cortometraggio fatto di programmi televisivi. In Souvenir invece riprende provocatoriamente Gerard Malanga mentre simula il farsi una "dose" sul colonnato del Bernini a Piazza San Pietro. Made in USA e Silenzio, entrambi del 1967 muti e in bianco e nero, sono presentati alla galleria L'Attico di Roma, mentre Anna Carini vista in agosto dalle farfalle (1967) dove Schifano simula il modo di vedere degli insetti, da Marconi a Milano.
Dopo i cortometraggi, la Trilogia, comprendente i film Satellite (1968), Umano non umano (1969) e Trapianto, consunzione e morte di Franco Brocani (1969). La Trilogia, che permette a Schifano di entrare a pieno titolo tra i registi dell'underground italiano, è caratterizzata da uno stile frantumato e dispersivo composto per blocchi che acquistano una loro discorsivita' mediante dei suoni, rumori o immagini ricorrenti tra una sequenza e l'altra. Il montaggio, apparentemente arbitrario ed insensato, in realtà ho pensato col fine di dare una corrispondenza tra il sonoro e le immagini, ed esprime la propensione dell'artista per la frammentarietà (non solo cinematografica ma anche pittorica).
In Satellite lo spettatore compie un viaggio nelle apparenze, reso tangibile mediante la sovrapposizione delle immagini. Con un ritmo convulso e frammentario le scene di violenza in USA, in Vietnam o in Cina arrivano al fruitore scarnite della loro tragicità, non sensibilizzando la coscienza di chi le guarda perché mediate dal freddo mezzo televisivo. Umano non umano, uno dei pochi film d'artista ad essere stato prodotto, è da molti critici considerato come il più bel esempio sperimentale del cinema italiano anni Sessanta. Nel film fanno da cerniera tra una sequenza e l'altra le immagini di guerra riprese dalla televisione, mentre il trait d'union sonoro è il battito cardiaco che cessa solo in alcuni momenti.
Schifano ha voluto rappresentare, con un montaggio a salti temporali, il "non umano" della cultura occidentale, effimera ed insopportabile (spesso ripresa con l'ottica deformante del grandangolo), contrapposta all'"umano" della resistenza vietnamita e della rivoluzione cinese. Trapianto, consunzione e morte di Franco Brocani termina il percorso della Trilogia. Eseguito con l'aiuto di Ivan Stoynov, un professionista nel settore cinematografico, per la prima volta compare un protagonista, il regista Franco Brocani che nel film veste i panni di un uomo alla ricerca di se stesso.
"A dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1998, Alassio vuole ricordare - spiega Monica Zioni, Assessore alla Cultura e al turismo di Alassio - la figura di uno dei pochi artisti italiani diventato personaggio pubblico, amico del jet set e dei grandi artisti americani, ma anche di una generazione di artisti romani passati alla storia come la pop art italiana. Grazie alle sue vivaci intuizioni, alla sua arte graffiante, alla sua estetica colta e popolare insieme, e ad una vita intesuta di sregolatezze Schifano è uno dei pochi artisti contemporanei iscritto nel Pantheon degli -artisti maledetti-, in un'epoca in cui questa figura scompare a vantaggio dell'artista-businessman o dell'artista-pubblicitario o dell'artista-artigiano".
"Questa mostra - spiega Nicola Davide Angerame -offre un concentrato di opere significative del primo Schifano e permette di conoscere intimamente un artista che è stato un sismografo della cultura di quei due decenni, prima che diventasse anche lui un marchio e fosse fagocitato dal successo, dalle sue gioie è soprattutto dai suoi dolori. Mario Schifano ha rappresentato anche un modello di artista dal pensiero libero, ironico e caustico in un'epoca di conformismi e ideologie. Un outsider nel centro di Roma".

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sabato, 07 giugno 2008

RICHARD DEACON
BORDER TRAFFIC
Fondation Maeght
Saint-Paul de Vence
05 avr. - 08 juin 2008

Sculpteur d’origine galloise, Richard Deacon, qui a représenté son pays lors de la dernière biennale de Venise, compte parmi les artistes remarquables de sa génération : son oeuvre, particulièrement significative de la seconde lignée de la nouvelle sculpture anglaise, est présente dans les grandes collections publiques et privées.
Il travaille principalement les métaux et le bois et sa manipulation complexe des surfaces s’inspire à la fois du corps humain et des techniques industrielles. Le travail de Richard Deacon est abstrait mais fait souvent allusion aux fonctions anatomiques : la courbe organique est un élément important de son esthétique. Les matériaux employés sont au coeur même de sa démarche artistique : la fragilité ou la minceur de la matière donne à ses oeuvres, souvent construites à partir d’éléments banals tirés du quotidien, un caractère poétique. L’artiste se nomme d’ailleurs lui-même plutôt «fabricateur» que «sculpteur». La performance en elle-même est également importante dans le processus de réalisation qui demeure toujours apparent.
Longtemps attaché à développer le lien entre matériaux modernes et formes organiques, l’artiste s’engage depuis peu dans une utilisation particulièrement innovante d’un médium classique et particulièrement festif, la céramique.

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PATRIZIA TARGANI IACHINO
presenta il suo romanzo
ODIO. GLI INGANNI DELLA VITA
Zona 2008
Biblioteca Civica Aprosiana
Via Garibaldi - Ventimiglia
sabato 7 giugno ore 17.30

Secondo appuntamento per gli incontri d’autore con gli “Scrittori liguri e di Liguria” organizzati in collaborazione dall’Associazione Culturale LIBER THEATRUM e dalla libreria CASELLA con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ventimiglia. Sabato 7 giugno alle ore 17.30 presso la Biblioteca Aprosiana nel Borgo Medievale di Ventimiglia ospite di Diego Marangon, curatore delle presentazioni, sarà Patrizia TARGANI IACHINO con il suo “Odio. Gli inganni della vita”, pubblicato da ZONA Editore. Ad introdurre l’autrice ed a parlare con lei del suo secondo romanzo anche la Prof.ssa Paola TIEZZI.
Dopo “Riflessi” con cui ha vinto il premio Maestrale 2006 per la narrativa, ancora un romanzo che la scrittrice genovese dedica all’universo femminile ed alle donne che vivono intensamente, ma a prezzo di un dolore intenso. E ancora forse la curiosità di scoprire se si tratta di storie memorizzate e fatte proprie o invece di un episodio autobiografico. In realtà così non è, ma certo grande è la capacità di Patrizia TARGANI di ascoltare e riportare sulla carta storie e segreti femminili in cui la tristezza ed il dolore, soprattutto di giovani donne, conducono il lettore a scoprire e trovare sorprese inattese. In questo caso protagonista è Silvia che, giovanissima e benestante, presunta principessa di una favola moderna, improvvisamente scopre il tradimento del marito, brillante chirurgo. Quella che pareva una straordinaria storia d’amore si trasformerà in un incubo terribile. Dal suo fondo oscuro e senza fine la risalita sarà faticosa, ma anche l’occasione per il riscatto da una vita di illusioni e bugie. Un libro che inizia come un’invettiva in cui predominano odio e rancore, per poi trasformarsi in una struggente lettera d’amore ed il cui titolo è certo esemplificativo della scelta fatta dalla scrittrice. Forse un modo anche per liberarsi ed esorcizzare attraverso la scrittura un brutto, triste e sconvolgente episodio biografico, di cui lei stessa è venuta a conoscenza.
Gli appuntamenti proseguiranno nelle settimane successive, sempre nel Borgo Medievale di Ventimiglia,spostandosi però presso la sala polivalente dell’Oratorio di San Francesco: venerdì 13 giugno alle ore 18.30 con un appuntamento prestigioso, ospite Giuseppe CONTE per la presentazione del suo ultimo romanzo “L’adultera” e si concluderanno sabato 21 giugno alle ore 18.00 con Roberto NEGRO per la riedizione tanto attesa di “Sinfonia per un delitto”, la prima indagine del Commissario Scichilone.

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venerdì, 06 giugno 2008

Presentazione del volume
STRADE DI LIGURIA
UN PATRIMONIO STORICO DA SCOPRIRE
De Ferrari Editore
Museo Civico Archeologico “Girolamo Rossi” - Sala E. Azaretti
Forte dell'Annunziata - Ventimiglia
Sabato 7 giugno 2008, ore 16.00

Interverranno:
Gaetano Antonio Scullino, Tiziano Mannoni, Erminia Airenti, Daniela Gandolfi, Alessandro Giacobbe
Sabato 7 giugno p.v., alle ore 16.00, si svolgerà a Ventimiglia, presso la Sala Emilio Azaretti del Civico Museo Archeologico “Girolamo Rossi”, la presentazione del volume Strade di Liguria. Un patrimonio storico da scoprire, pubblicato dall'editore De Ferrari con il sostegno della Fondazione CARIGE e dedicato a uno degli aspetti fondamentali dell'organizzazione territoriale della nostra regione, strumento fondamentale di scambio e sviluppo economico e culturale.
Gli aspetti naturali e geologici della Liguria, stretta fra la linea costiera e i rilievi dell'Appennino e delle Alpi Marittime, hanno fortemente condizionato l'evolversi dell'impianto stradale ligure, dai primi sentieri percorsi dagli uomini preistorici attraverso le carreggiabili romane, sino alle tortuose mulattiere, alle vie del sale e alle vie dell'ardesia.
Attraverso le pagine del volume, illustrate dalle splendide foto di Davide Marcesini, si seguono i vari cambiamenti che hanno nel corso della storia determinato la rete stradale della Liguria, influenzando il contesto socio-economico e culturale e le alterne vicende di luoghi e comunità, inserite o escluse dalle principali direttrici economiche e commerciali.
Interverranno oltre al Sindaco di Ventimiglia Gaetano Antonio Scullino, il curatore dell'opera prof. Tiziano Mannoni, Presidente della Sezione di Genova dell'IISL, già docente dell'Università di Genova, dai cui fondamentali studi ha preso avvio la ricerca sulle strade della Liguria e gli autori che nel volume sono intervenuti circa la viabilità del territorio intemelio: Erminia Airenti, Daniela Gandolfi, Alessandro Giacobbe.
La conferenza si inserisce nel programma di valorizzazione degli antichi percorsi promosso dall'Amministrazione Comunale di Ventimiglia in collaborazione con l'Istituto Internazionale di Studi Liguri e la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Liguria, e già attuato nel progetto La via Iulia Augusta un itinerario romano da scoprire.

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VII Edizione Pomeriggi Universitari
“Luigi Corvetto tra Antico Regime, Repubblica Ligure e Impero Napoleonico”
a cura di Davide Vatteone
Centro Culturale Polivalente
Piazza Duomo - Imperia Porto Maurizio
Venerdì 6 giugno ore 17.00
Istituto Internazionale di Studi Liguri Sezione di Imperia

 

 

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giovedì, 05 giugno 2008

SALVIAMO IL CINEMA CENTRALE
UN APPELLO DEL CINEFORUM IMPERIA

Il Cineforum Imperia – unica associazione di cultura cinematografica operante in città da oltre quarant’anni – ha sempre sostenuto la politica culturale della difesa del cinema in sala. Sappiamo purtroppo che le sale cinematografiche tradizionali, operanti nei centri storici delle nostre città, sono in estrema difficoltà. Moltissime sono state chiuse, altre sopravvivono a stento. Le cause sono molteplici: il prodotto cinema svenduto nelle TV generaliste, la concorrenza di nuovi prodotti tecnologici (VHS, DVD, Internet, ecc.), l’apertura di multisale nelle periferie (molte volte all’interno o in concomitanza di veri supermercati puramente commerciali), il tangibile degrado strutturale di molte sale tradizionali. La conseguenza è una progressiva disaffezione della fruizione del cinema in sala da parte del pubblico.

A Imperia la situazione è grave. Una sala storica – il Cinema Dante – è definitivamente chiusa da oltre due anni. Una nostra osservazione scritta alla delibera comunale che autorizza la costruzione di un palazzo al posto del Dante e cancella la sala cinema, non è stata minimamente presa in considerazione. Nel rione di Oneglia permane fortunatamente il Cinema Imperia, recentemente ristrutturato. L’altra grande struttura culturale presente in città - il Teatro Cavour di proprietà comunale - nonostante i nostri ripetuti inviti non è dotata, come sarebbe possibile, di proiettore e schermo.
È programmata, per un futuro non certo immediato, la costruzione di due piccole sale cinematografiche, inserite nell’imponente nuova edificazione delle ex Ferriere.
Ben vengano, anche se dubitiamo che possano essere utilizzate come sale cinematografiche vere e proprie, e comunque, sono purtroppo inadatte, per la loro rispettiva ridotta capienza, alla attività di Cineforum della nostra associazione.

Arriviamo al Cinema Centrale, dove noi operiamo praticamente da sempre.
Da tempo è a rischio chiusura. Ora, nell’ultimo lunedì di programmazione della nostra stagione, il gestore Andrea Falciola ha annunciato la definitiva chiusura, lanciando un ultimo appello alle Istituzioni Pubbliche perché vengano in aiuto e salvaguardino il ruolo culturale e sociale della sala. Noi – Cineforum Imperia – ci associamo con forza all’appello.

Riteniamo che debba essere fatto uno sforzo straordinario perché la definitiva chiusura dell’ennesima sala cinematografica comporterebbe un sensibile degrado culturale, e non solo, della nostra città.
La cultura ha sempre risvolti economici e sociali. La sala cinematografica è un luogo di aggregazione per i cittadini, di interscambio di idee, di contatti umani. Pensiamo ad un ulteriore contraccolpo che subirebbe il turismo, importante soprattutto nel rione di Porto Maurizio. Pensiamo al Polo Universitario Imperiese, in particolare al D.A.M.S., con il quale da anni abbiamo avviato una proficua collaborazione.
È un appello che lanciamo, con la credibilità che abbiamo conquistato sul campo nel corso di moltissimi anni, a tutte le Istituzioni Pubbliche, alle forze economiche più attente, a tutte le Associazioni operanti sul territorio, a tutte le Istituzioni Scolastiche, affinché diano un contributo efficace.

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mercoledì, 04 giugno 2008

STEFANO SOMMARIVA
ASTRAZIONI CHE VOLANO LIBERE
La libertà fantastica delle geometrie
Galleria Eleutheros
Via Colombo 23 - Albissola Marina
dal 24 maggio al 22 giugno 2008

Pochi pittori che, come Stefano Sommariva, genovese, classe 1964, hanno saputo profittare della naturale inclinazione al nomadismo per riscoprire, con la propria umanità quanto fosse importante perseguire lo specifico vocazionale piuttosto che andare dietro la moda, spesso indotta da una errata interpretazione sociologica della storia dell’arte. E’ lui stesso a dirci - avendolo scritto nella presentazione che introduceva la personale dell’autunno scorso presso la sala mostre della Villa Tudor nello Storico Parco Serra - il bisogno di ritrovarsi nelle radici della propria identità artistica, originariamente espressa terminati i corsi dell’Accademia Ligustica, da proposizioni postcostruttiviste successive a una sorta di interazione tra l’action painting e gli elementi strutturali maturati nell’arte contemporanea con le avanguardie storiche. Di fatto, nel 2001, avvertendo la necessità di comunicare le proprie emozioni per quanto accaduto l’11 settembre e riuscendo a fondere diverse suggestioni del linguaggio visivo, aveva ottenuto una sorta di figurazione altamente emblematica. Tuttavia memoria e nostalgia per il dettato di Luciano Fiannacca, che gli è stato insegnante al Liceo Artistico Nicolò Barabino, nonché una ulteriore presa di coscienza fattasi consapevole delle lezioni di Borella, Bargoni, Turcato, Dorazio e Perilli, lo hanno riportato a ricercare, nel colore e nella definizione spaziale, quella intensità luminosa e formale di cui aveva intuito l’importanza. L’attuale esposizione di opere di Stefano Sommariva alla Galleria Eleutheros e allo Studio Lucio Fontana di Albissola Marina ha il merito, quindi, di riproporre un universo estetico fondato su principi di non oggettività ( tipico dell’astrattismo storico ) rielaborato però in chiave personale e attraverso criteri postmoderni, un senso nuovo del “concreto” che ha sposato la difficile poetica “suprematista” di Malevic alle immagini archetipe e fantastiche di Licini. Nei quadri recenti di Sommariva la stessa geometria acquista, per effetto cromatico e per disposizione spaziale, una sua inedita libertà fantastica e la rappresentazione astratta assume di proposito, quella supremazia della sensibilità pura che anima ed evoca la struttura intima dell’uomo, sulla scia spirituale dei simbolisti che proposero a modello la realtà interiore piuttosto che il mondo esterno.
- Germano Beringheli

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martedì, 03 giugno 2008

MARCEL ALOCCO & CIE
Galerie Depardieu
64 Boulevard Risso - Nice
16 mai - 20 juin 2008

Christian Depardieu a donné carte blanche à Marcel Alocco pour exposer avec les artistes de son choix dans sa galerie. L'enfant du pays, qui fut l'un des pionniers de la célèbre Ecole de Nice, a choisi un singulier échange franco-italien.
Au rez-de-chaussée vous découvrirez six artistes aux démarches fort différentes d'apparence, de structures et de matériaux. A travers des pratiques textiles, fabrication, couture et tissage (Maria Colonna, Sophie Losson, Marcel Alocco) ou celles de matériaux lourds, pâtes colorées, plâtres et bétons armés (Michèle Brondello, Martin Miguel) ou encore la mise en question de la vérité-mensonge de l'objet artistique à travers l'acte de restauration simulé ou la dénonciation brutale (" Io mento " écrit William Xerra), ce sont les strates successives de l'œuvre dans son histoire personnelle et historique qui sont mises en jeu par ces six artistes.
Au sous-sol vous trouverez les jeunes artistes, Isabella Genovese, Francesca Manetta, Claudia Valla, formées en diverses disciplines à l'Académie de Milan (Brera), constituant le groupe "Coccodrilli a Manovella" créé à Piacenza (Italie).
Les "Coccodrilli a Manovella" travaillent depuis trois ans sur des installations évolutives en salle ou en extérieur : aux trois étapes de " Hortus " présentées en Italie en 2007 et 2008, succédera à Nice une exposition centrée sur le thème de la mystérieuse transformation de la chrysalide.

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