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Notizie e commenti sulle arti nel Ponente ligure e dintorni

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mercoledì, 30 aprile 2008

PAOLA RAVASIO
L'INTIMITÀ DEL DIVENIRE
Fortezza Castelfranco
Via Caviglia - Finalmarina
dall'1 al 25 maggio 2008

MembrAzioni
Il Ciclope Valtellinese ha forse deposto l’ultima pietra sulle opere energumeniche di Paola Ravasio. “I bestioni” tutto istinto e muscoli, introversi, rapaci nelle tre dita che esibivano la loro natura non ancora o non più umana, hanno lasciato spazio a un nuovo più dialettico discorso. Dal narcisismo delle membra al dualismo di forme che permette e promette valori più complessi e risolti, di spazio e di simboli attivati dall’incontro fra antipodi plastici.
I turgori ossessivi tipici dell’immaginario della scultrice, artefice di una invidiabile prepotenza fallica, ora si confrontano corpo a corpo con moduli geometrici. Ecco la dialettica novità, dove si dispiega la ricercata alterità tra linea retta e linea curva, spigolo e protuberanza, piano e meandro.
Si genera un mondo plastico che vive e prospera di contrasti e di contatti fra elementi eterogenei. Omogenea è la materia, il gesso levigato al massimo, quasi fosse marmo. Come è riuscita la scultrice a liberarsi del rigonfio plasticismo a volumi espansi, troppo umano, a cui ci aveva abituati? Dall’interno del suo mondo espressivo, capace di rinnovarsi e rilanciarsi senza negarsi. All’artista dal linguaggio prorompente mancava un argine, un contraltare, una disciplina. L’ha ritrovata nella geometria solida, dalle linee nette e squadrate, perfette per innesti di organica potenza e invadenza. Questa nuova origine per antitesi sortisce complessi che si vanno liberando dell’anatomia umana verso più nitide morfologie. Le “membrazioni” tipiche della Ravasio affrontano l’avventura dello spazio in una nuova sintassi: il modulo funge da piano-volume di appoggio per l’organismo plastico dalle membra ben tornite e definite, affusolate in più sobrie tensioni.
La vicinanza fisica costringe la forma a una più intensa rivelazione delle sue qualità, in una contrapposizione feconda proprio in quanto dichiara impossibile la fusione dei due mondi. Questa scultura è una ricerca conturbante ma sempre più disciplinata che indaga il problematico rapporto fra le due nature dell’essere umano. Il raziocinio ospita e bilancia le pulsioni dei sensi, in una lotta che perennemente si alimenta dalla irriducibile antinomia dei duellanti.
Il modulo si apre e si inclina per accogliere quelle membra aliene ma umanissime, esasperate, nate per stringere e divergere, annodarsi e ritrovarsi nell’assedio della mente. Le energie della materia, della creta modellata, circolano e corrono verso uno sprofondamento, spariscono e riaffiorano da un’altra parte, si espandono nello spazio come gemme. Il dramma è in atto ma si lascia contemplare come forma. Una formatura del modellato primario, sensuale, intuitivo avviene realmente per ottenere il calco in gesso, che raggela e sublima le membra. Paola Ravasio si deve per ora dedicare al perfezionamento del gesso sacrificando luci e calore. Li ritroverà nel bronzo, esito finale delle sue opere.
Con questo ciclo di MembrAzioni, ancora da esplorare in tutte le possibilità ma già coerente e pieno di carattere, è riuscita a liberarsi dall’enfasi dell’androide. Questi lavori dell’ultimo biennio hanno titoli che suggeriscono il magma psicologico e l’archetipo mitologico cui la serie rimanda. Essi rappresentano una felice schizofrenia e costituiscono in certo qual modo l’uscita di Paola Ravasio dalla pubertà espressiva. La presenza del modulo ha fornito rigore e spazialità alla sua innata e introversa esuberanza.
Nel disegno a carboncino l’artista conferma la forza virile del suo temperamento evidenziando i nodi plastici e ritmici del suo linguaggio. Sono grandiose visioni di un mondo insieme organico e meccanico, violento e germinale. Anche per le ragguardevoli dimensioni, non semplici studi ma opere autonome di grande efficacia, condotte senza esitazioni. Lo spazio abitato da pulsioni, fecondo, compenetrato, è l’attuale ossessione creativa di Paola Ravasio. Il luogo delle forze in conflitto, della sperimentazione mai fine a se stessa. Se la scultura è l’arte del membrificare, siamo di fronte a una scultrice vera.
- Federico Masedu, 3 marzo 2008

Paola Ravasio nasce a Varese il 19.09.1978.
Frequenta il liceo artistico A. Frattini, diplomandosi.
Successivamente affina la sua arte presso i laboratori di scultura di PietraSanta e Carrara.
Prosegue e amplia l’attività di scultore nello studio-laboratorio di Pietro Scampini, a Castronno.
Risiede e lavora a Caronno Varesino.

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martedì, 29 aprile 2008

BettY Williams, premio Nobel per la pace 1976

"DALLA TERRA DEI DIRITTI AI DIRITTI DELLA TERRA"
Tavola Rotonda con Rigoberta Menchú Tum, Betty Williams, Filippo Giorgi, Paolo Cotta Ramusino e Massimo Barra
Moderatore Antonio Caprarica
Teatro dell'Opera del Casinò - Sanremo
martedì 29 aprile 2008, h. 16,30

La tavola rotonda, che avrà luogo oggi al Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo, è stata voluta e promossa da Villa Nobel e dalla Provincia di Imperia, e rientra nei festeggiamenti per il centenario del Nobel a Ernesto Teodoro Moneta, unico premio nobel italiano per la Pace. L’incontro è stato realizzato grazie al finanziamento ed il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali insieme al contributo della Regione Liguria, del Comune di Sanremo e della Provincia di Imperia.
Dopo la tavola rotonda con i Premi Nobel Shirin Ebadi e David Trimble, la mostra per immagini dedicata a Moneta, il concerto dell’Orchestra Araba di Nazareth, Villa Nobel di Sanremo e la Provincia di Imperia intendono nuovamente farsi portatori di un messaggio di pace, chiamando a testimoniare il loro impegno in favore dei diritti dell’uomo e dei diritti della terra, personalità di primissimo piano della scena mondiale in ambito umanitario e ambientale.
Personalità che si sono impegnate contro lo sfruttamento delle popolazioni più disagiate e la riconciliazione etnico-culturale, come ha fatto Rigoberta Menchú Tum per il Guatemala, o per fermare i conflitti che percorrono vari territori del mondo, come ha fatto Betty Williams in Irlanda del Nord, e come fa da sempre la Croce Rossa Italiana, rappresentata in questa occasione da Massimo Barra.
Paolo Cotta Ramusino delle Pugwash Conferences on Science and World Affairs - organizzazione che sostiene la compatibilità dello sviluppo scientifico con l'equilibrio geopolitico e pacifico internazionale (nobel per la Pace 1995) – affronterà il tema delle armi nucleari, parlerà di disarmo e non proliferazione, delle possibilità di risoluzione di conflitti in zone dove è presente il rischio nucleare.
Di grande attualità l’intervento di Filippo Giorgi dell’IPCC, il Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici, Nobel per la Pace nel 2007 insieme ad Al Gore, per “gli sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall’uomo e per porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti” come si legge nella motivazione del comitato per il Nobel.
L’intervento di Filippo Giorgi sarà prezioso per mettere a fuoco un problema importante: il rischio derivante dai cambiamenti climatici è un rischio per la pace, “la crisi del clima non è solo una questione politica – come ha detto Al Gore in occasione del conferimento del Nobel – è anche una sfida morale e spirituale per l’umanità”.

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lunedì, 28 aprile 2008

E5IO
M'arte
Via San Giuseppe 22 - Taggia
dal 26 aprile al 10 maggio 2008

Non è facile cercare di uscire. Da una teoria infinita di spazi fisici e mentali. Ma che succede se, una volta fuori, si cerca di rientrare? Nella dimensione più intima del proprio essere, di un’espressività artistica che si ripiega per riflettere su se stessa. Spesso si presentano risvolti inattesi nell’operazione. E si scopre che non si tratta di una resa ma della conquista di nuovi orizzonti, nuovi spazi.
Alla ricerca di nuovi spazi è e5io. Dietro questa sigla si nasconde un’identità precisa che, forse, ha trovato la sua dimensione ideale proprio nel disciogliere il suo essere soggetto creativo e pensante in giro per il mondo. Da Parigi a Buenos Aires, da Valencia a Hong Kong. E la Grecia, l’Italia, la Malesia. I suoi adesivi hanno invaso il globo e lasciato un segno – grafico e veloce – a reclamare sguardi, idee. Il suo nume tutelare è il Dottor Spock di Star Trek: la conquista dell’universo come parola d’ordine. Niente di troppo fantascientifico, se si pensa che e5io è approdato a una galleria marziana di nome e di fatto, che fa della conquista di una zona bella e difficile la sfida quotidiana.
Questo almeno è stato l’Outside. La street art che, da Basquiat fino ai graffittari di ogni dove, ha detto qualcosa en plein air. E di cui si trova precisa traccia sul sito www.e5io.com

Ma l’opera di e5io si è trasformata. Una metamorfosi intimista che lo ha portato a riflettere sui suoi tratti grafici, sugli stickers e le bombolette colorate. Per rielaborarle in chiave Inside. La mano è la stessa. Il segno, l’idea immediatamente riconoscibile. Ma con uno spirito più morbido, emozionato e stupito quasi di trovarsi di fronte a un intimo così rarefatto. Ecco allora i volti delle persone che lo hanno profondamente toccato diventare fotogrammi rielaborati digitalmente e modificati con gli spray, ad affiancare fotografie di spazi guardati con affetto e nostalgia. Accanto sono i rumori della strada: un mosaico di adesivi colorati a raccontare storie più forti. L’Outside non è scomparso, anzi si amplifica nel gioco di specchi con il suo speculare più personale.
La linea che unisce i due mondi è continua e naturale. Sono due aspetti di una sola personalità artistica che ha deciso di guardare intorno a sé e dentro di sé. E ha scoperto – e creato - mondi nuovi.

Annalisa Rosso

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domenica, 27 aprile 2008

GIANCARLO CASELLI A SAVONA

Lunedì 28 aprile il procuratore generale di Torino, Giancarlo Caselli, sarà nella ala della Sibilla al Priamàr per una conferenza organizzata dalla consulta provinciale degli studenti. Il tema è “Un’Italia più giusta dipende anche da noi”. L’incontro, al quale parteciperanno anche il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Attilio Massara e il prefetto Nicoletta Frediani, rientra negli obiettivi definiti dal piano triennale del benessere dello studente nell’azione “Rispetto e legalità”.

Gian Carlo Caselli (Alessandria, 9 maggio 1939) è un magistrato italiano.
Conseguita la maturità classica presso il liceo Salesiano Valsalice, si è laureato in giurisprudenza con la tesi Concubina pro uxore-Osservazioni in merito al c. 17 del primo Concilio di Toledo, pubblicata dalla Rivista di Storia del diritto italiano, presso l'Università di Torino in cui dal 1964 è assistente volontario di storia del diritto italiano.
Nel dicembre 1967, vinto il concorso in magistratura, è stato destinato al Tribunale di Torino, ove nei primi anni settanta è stato giudice istruttore penale. Dalla metà degli anni settanta sino alla metà degli anni ottanta, ha trattato reati di terrorismo riguardanti le Brigate Rosse e Prima Linea.
Nel 1984 ha fatto parte della Commissione per l'analisi del testo di delega del nuovo codice di procedura penale e nel 1991 è stato consulente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul terrorismo e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi.
Dal marzo 1986 al 1990 è stato componente del Consiglio Superiore della Magistratura.
Nel 1991 è stato nominato magistrato di Cassazione ed è divenuto Presidente della Prima Sezione della Corte di Assise di Torino.
Dal 15 gennaio 1993 è stato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo.
Il 30 luglio 1999 è nominato Direttore generale del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria.
Dal marzo 2001 è il rappresentante italiano a Bruxelles nell'organizzazione comunitaria Eurojust contro la criminalità organizzata.
Attualmente è procuratore generale di Torino.

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sabato, 26 aprile 2008

HÉLÈNE JOURDAN-GASSIN, REGARD SUR UNE COLLECTION
Galerie des Ponchettes
77, Quai des Etats-Unis - Nice
09 avril - 08 juin 2008

Arman, Olivier Babin, Per Barclay, Ben, Meriem Bouderbala, Katia Bourdarel, Denis Brun, Pier Paolo Calzolari, Martin Caminiti, Thierry Cauwet, César, Jean-Jacques Condom, Jacky Coville, Bernard Dejonghe, Gerhard Doehler, Charles Dreyfus, Joël Ducorroy, Jacqueline Gainon, Christian Galzin, Anne Gérard, Claude Goiran, Hayat, Han Hoogerbrugge, Joël Hubaut, Guy Ibanez, Vivien Isnard, Henry Kalam, Jachi Klein, Shigeru Kuriyama, Thierry Lagalla, Patrick Lanneau, Sandra D. Lecoq, Jean Le Gac, Yiu Wah Leung, Henri Maccheroni, William Mackendree, Martin Miguel, Jose Menchero, Patrick Moya, Lionel Nosmas, Florence Obrecht, Dimitry Orlac, François-Xavier Orsini, Axel Pahlavi, Jacques Pineau, Jaume Plensa, Robert Rauschenberg, Guy Roussille, Leonardo Rosa, Peter Schlör, Serge III, Philippe Sommerhalter, Cédric Teisseire, Pierre Tilman, André Villers Hélène Jourdan-Gassin, Regard sur une collection

Pour célébrer trente ans d’activité dans le domaine des arts plastiques, la ville de Nice a voulu rendre hommage à Hélène Jourdan-Gassin, successivement galeriste, entrepreneur d’événements, journaliste d’art et commissaire d’exposition.

Issue d’une famille d’artistes et d’amateurs d’art, Hélène Jourdan-Gassin s’est intéressée à l’art contemporain dans les années 70, au contact d’artistes travaillant sur la Côte d’Azur et en collectionnant leurs œuvres. Cette passion l’a amenée à ouvrir une galerie à Nice, consacrée principalement aux jeunes artistes émergents.
Elle a été la fondatrice en 1986 de la foire d’art contemporain Art Jonction International qu’elle a présidée pendant plus de 10 ans. Par ailleurs, elle s’est consacrée à l’écriture en rédigeant préfaces et comptes rendus d’expositions.

Pour le critique d'art Jean-Marc Réol, « L’exposition consacrée à la collection réunie par Hélène Jourdan-Gassin ouvre une perspective intéressante sur la notion de consommation culturelle. Elle révèle une forme complexe d’engagement vis-à-vis de l’art, à la fois esthétique, intellectuelle et sentimentale, conduisant à une véritable expérience existentielle. Esquisser l’histoire de la collection équivaut donc à rendre compte d’une double aventure : celle, subjective, d’un regard en évolution et celle, objective, du contexte socio-historique qui est son paysage naturel.
L’activisme multiforme d’Hélène Jourdan-Gassin se reflète dans la collection, où chacune des œuvres témoigne d’un moment de son activité en faveur de l’art. Ce collectionnisme de proximité est aussi essentiellement affectif et intuitif et se développe au gré des rencontres, au rythme d’une personnalité libre qui a toujours su préserver l’esprit de curiosité enthousiaste d’un véritable amateur d’art ».

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venerdì, 25 aprile 2008

FABRIZIO GARGHETTI
EMILIO SCANAVINO. CON IL PAVONE O IL GALLO?
Mostra fotografica
Bludiprussia Centro Artistico e Culturale
Piazza Nicolò Poggi, Albissola Marina
dal 24/4 al 6/5/2008

Straordinarie foto di Emilio Scanavino, appositamente stampate dall'autore per la mostra Albissolese, al Bludiprussia.
Le fotografie inedite del 1967 scattate all'artista da Fabrizio Garghetti nello studio-laboratorio di Calice Ligure evocano atmosfere che ancor oggi si possono respirare presso alcune fornaci, sporche di terre e colori e ricche di forme e opere.


Emilio Scanavino, uno dei rari artisti che - grazie all'intensità propositiva della sua ricerca pittorica (oltre che mediante un'effettiva mobilità, all'epoca indispensabile) - ha saputo sormontare la marginalità culturale di una città, Genova, cui le vicende storico-economiche sembrano aver sottratto il rango di metropoli, che tuttora peraltro ne pervade intimamente lo spirito. Il padre è teosofo e la madre fervente cattolica: queste due culture determineranno in seguito il conflitto interiore, che caratterizza la personalità e l'espressione dell'artista.
Conseguito il diploma artistico, nel 1942 si iscrive alla facoltà di architettura dell'università di Milano, ma interrompe gli studi perché chiamato alle armi. Il suo esordio artistico avviene sotto l'influsso del realismo espressivo: le sue simpatie in quel periodo andavano infatti a Van Gogh e ai pittori del Blaue Reiter. Nel 1951, in occasione di una mostra personale alla londinese Gale'rie Apollinaire, trascorre un periodo a Londra, dove viene profondamente colpito dall'opera di Bacon, di Sutherland e di Matta: Queste esperienze determineranno lo sviluppo del suo linguaggio; crea in quel periodo i tesi spazi vuoti in cui predomina il grigio e il nero, mentre il segno acquista grande libertà evocativa, divenendo simbolo.
In seguito l'artista si avvicina alla poetica spaziale, interpretandola come ricerca di contenuti emblematici, di moventi intimi, conflitti sentimentali: nascono composizioni fitte di grovigli, simbolo dell'angoscia esistenziale dell'uomo, che si stendono su fondi compatti con minuziosa precisione, ben lontane da ogni sorta di automatismo. E' indubbia, in questa e nelle opere successive, la sua inclinazione verso la razionalità delle strutture, la ricerca di un ordine mentale, di un controllo del gesto, a cui si contrappone una realtà psichica, dominata dall'ansia e dall'ossessione della morte, simboleggiata da scheletri e carcasse.

Fabrizio Garghetti è nato a Salsomaggiore nel 1939, vive e lavora da sempre a Milano.Ha iniziato la sua attività nel 1966 lavorando per riviste di jazz come Musica Jazz e JazzMagazine. Si è interessato prestissimo ai gruppi di avanguardia musicale, teatrale eartistica. Ha documentato l'apertura del primo spazio alternativo teatrale italiano, il "Parametro" di Franco Quadri alla fine degli anni '60. Molto importanti sono le suefotografi'e dedicate alle prime esibizioni di danzatori e coreografi come Pina Bausch, Carolyn Carlson, dei Philobolus, di Linke, di Merce Cunningham, partecipando a Venezia Danza nel 1982. Ha lavorato e lavora anche nel campo della pubblicità e della moda, ma soprattutto è conosciuto il suo lavoro di documentazione degli eventi artistici legati a manifestazioni ormai storiche come "Milano Poesia" (di cui possiede l'intero archivio), di spazi come la Fondazione Mudima o di rassegne internazionali come la Biennale di Venezia o Documenta di Kassel.
Le sue fotografie di performance di artisti come John Cage, Hermam Nitsch, Dame! Spoem, Wolf Vosteli, Dick Higgins, Robert Filliou, Joe Jones, Giuseppe Chiari, Yoko Ono ed Emmett Williams sono entrate a far parte della storia dell'arte contemporanea. In particolare con il suo lavoro segue i gruppi Fluxus, a Lettrismo, la Poesia Visiva internazionale, condividendo con gli artisti le stesse esperienze. Attualmente la sua esperienza fotografica si è orientata verso l'archeologia industriale, l'architettura, il design e la ricerca sui materiali: collabora con le come Vogue, Gran Bazaar, Decoration, La Gola oltre che con Panorama, Epoca, La Repubblica.

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giovedì, 24 aprile 2008

LA STORIA DELLE CERAMICHE SAN GIORGIO 1958-2008
Sala Congressi
Via Oratorio 2 - Albissola Marina
sabato 26 aprile 2008, h. 21,00

Sabato 26 aprile 2008 alle ore 21.00 presso la Sala Congressi in Via dell’Oratorio, 2 ad Albissola Marina, si terrà la presentazione del libro La Storia delle Ceramiche San Giorgio 1958-2008 a cura di Luciano Caprile e di Simona Poggi. Saranno presenti il Sindaco di Albissola Marina Stefano Parodi, il Sindaco di Albisola Superiore Lionello Parodi, l’Assessore alla Cultura del Comune di Albisola Marina Fabio Lenzi, il Presidente della Fondazione A. De Mari Luciano Pasquale, la scrittrice Milena Milani, il patron della manifattura Giovanni Poggi e gli autori del volume.
Il libro ripercorre la storia della San Giorgio che, grazie all’impegno di Eliseo Salino, Mario Pastorino e Giovanni Poggi, aprì i battenti proprio nel mese di aprile del 1958 e da allora è diventata un importante punto di riferimento nel mondo artistico-culturale ligure e nazionale. All’interno della San Giorgio, definita affettuosamente da Asger Jorn, “fabbrica dei sogni”, hanno lavorato molti autori di fama internazionale che hanno lasciato una indelebile impronta nel mondo dell’arte. Leggendo il libro, si ha la possibilità di rivivere gli anni di quella felice stagione albisolese.
Ricorda Giovanni Poggi:“Erano tempi memorabili: in fabbrica gli artisti si avvicendavano per venire a fare ceramica. Jorn, Lam, Fabbri, Sassu, Fontana, solo per citarne alcuni, hanno introdotto, attraverso le loro opere, linguaggi pittorici innovativi. Oggi i tempi sono cambiati ma molti artisti scelgono ancora la San Giorgio per dare vita alle loro creazioni. Sono felice di questo volume che vuole celebrare i cinquant’anni di attività, un traguardo importante che condivido con i miei collaboratori, con Silvana, Luisa, Matteo, con mio fratello Piero e con tutti coloro che come me amano l’arte”.
Il libro documenta, quindi, attraverso importanti testimonianze, non solo la felice vicenda della manifattura albisolese ma anche la storia dei protagonisti che hanno operato sotto le sue austere volte e che quotidianamente ritornano a svolgere un’attività artigianale implementando quella artistica. Afferma Simona Poggi: “ Lavorare a questo libro è stata un’esperienza impegnativa e stimolante. Le Ceramiche San Giorgio per me non rappresentano solo una importante finestra sul mondo dell’arte contemporanea, ma sono anche e soprattutto la storia della mia famiglia. Con Luciano Caprile abbiamo ricostruito la storia della fornace raccogliendo numerose testimonianze di coloro che hanno frequentato e tuttora lavorano alla San Giorgio come la scrittrice Milena Milani, i pittori Aurelio Caminati, Franco Bruzzone, Marco Lodola e il cubano Alfredo Sosabravo. Il volume di quasi 450 pagine raccoglie altresì le riflessioni di altri esponenti del mondo dell’arte come la direttrice del Museo di Arte Contemporanea di Middelfart in Danimarca, di galleristi e di collezionisti”.
Il libro è stato tradotto in inglese da Victoria Evans. Un interessante apparato fotografico documenta, attraverso le immagini scattate da Piero Poggi, l’impegno degli artisti alla San Giorgio.

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mercoledì, 23 aprile 2008

MADE IN BELGIUM, UN CERTAIN ÉTAT D'ESPRIT...
Galerie Sandrine Mons
8, rue Dalpozzo – Nice
du 29 Février au 03 Mai 2008

Du 1er mars au 3 mai, la Galerie d’art moderne et contemporain Sandrine Mons propose un regard sur la création belge.
Elle présente, pour la première fois, un ensemble d’œuvres réalisées sur tous supports, sélectionnées dans la production d’artistes de la scène artistique belge et représentatives du travail de leurs auteurs.
Peintures, vidéos, collages, sculptures, éditions, gravures, installations, photographies, performances mais aussi design et architecture.
Mieux que tout discours, ces œuvres déclinent cet« état d’esprit belge », qui s'exprime par un certain décalage et une réelle dérision.

Cette exposition réunit art moderne et contemporain. Aux côtés, notamment, des dessins de Félicien Rops, de gravures de René Magritte, du multiple de Panamarenko, des pièces d'Alechinsky et de Jacques Charlier prennent place des peintures de Pierre Lefebvre, des assemblages de Lilian Vertessen, Pascal Bernier, Johan Muyle, Sébastien Delire, Kristof Everart et Messieurs Delmotte, Jacques Lizène, des vidéos de Charley Case, Karine Marenne et Régine de Bastiani des collages de Thierry Tillier et Jérôme Considerant, des photographies de Rémy Russotto, Cédric Libert, Daniel Locus, Pol Pierart, Michel François…
Parallèlement aux arts plastiques, la Galerie Sandrine Mons propose également un regard sur quelques designers et sur l’architecture contemporaine belges.

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martedì, 22 aprile 2008

"PUNK" di FEDERICO GUGLIELMI
presentato al Palazzo Kursaal di Loano
mercoledì 23 aprile 2008, h. 21,00

Termina mercoledì 23 aprile la prima edizione della rassegna “Dischi volanti… incontri ravvicinati con dischi, libri, parole e suoni”, iniziativa promossa dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano in collaborazione con l’Associazione Compagnia dei Curiosi.
Ospite dell’ultimo incontro sarà Federico Guglielmi, da quasi trent’anni una delle firme più note del giornalismo rock italiano. Ha condotto il suo primo programma radiofonico nel 1976 e dal 1979 si occupa professionalmente di musica sulle maggiori testate specializzate e dalle frequenze della RAI.
Federico Guglielmi presenterà “Punk” (Giunti, 2007), libro in cui il giornalista romano racconta la storia, i personaggi e la musica della prima, storica generazione punk, cresciuta nelle cantine attorno alla metà degli anni ‘70 ed esplosa trent’anni fa, in quel 1977 che cambiò drasticamente e inesorabilmente il corso della musica rock.
Ad introdurre e intervistare Federico Guglielmi sarà il giornalista John Vignola, firma eccellente del giornalismo musicale italiano e capo redattore de “Il Mucchio”.
“Il bilancio dell’iniziativa - dice l’assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano - è molto positivo. Gli incontri con gli artisti e i giornalisti sono stati molto apprezzati. L’idea di creare in biblioteca un punto d’incontro per appassionati di musica è stato accolto positivamente. E si è già creata attesa per una nuova edizione dell’iniziativa”.
L’incontro si svolgerà alle ore 21.00, nella Civica Biblioteca di Loano, nel Palazzo Kursaal.

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lunedì, 21 aprile 2008

ROBERTO LONGHI
CARLO BRACCESCO
Guanda 2008

Il "Carlo Braccesco" è da considerarsi davvero uno degli apici della scrittura d'arte del Novecento; destinato, tanto per la sua iperletterarietà, quanto per la soluzione rabdomantica del finale e per l'ossatura e l'articolazione dell'indagine, a diventare rapidamente oggetto privilegiato di culto e, allo stesso tempo, simbolo totemico da abbattere. Ma il saggio finale del 1942 è il frutto di una lunga gestazione, che l'edizione critica di Facchinetti (arricchita anche da un Dossier di appunti, prime stesure e lettere) documenta con attenzione e precisione, riportando insieme al testo finale anche la testimonianza completa delle due fasi che lo hanno preceduto e costruito. Non subito infatti a Longhi si delineò con chiarezza la soluzione dell'enigma attributivo: nella prima versione del testo, che risale al 1925 e che porta il titolo di Maestro Raro, il problema dell'identificazione dell'autore del trittico del Louvre viene impostato, ma non risolto.

Ripubblicato il fondamentale testo di Longhi sul Maestro del Polittico di Montegrazie.

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domenica, 20 aprile 2008

Catherine Dunne

A SANREMO RITORNANO I GRANDI INCONTRI INTERNAZIONALI

Riparte a Sanremo dei “Grandi Incontri Internazionali”. Anche questa volta arriveranno in città personalità di primo piano come Gherardo Colombo, Carmen Lasorella, Richard Mason, Ljudmila Ulickaja e Catherine Dunne. Sono questi i cinque protagonisti della quarta edizione della rassegna culturale curata dal giornalista Sergio Buonadonna e promossa dall’assessorato alla Cultura di Daniela Cassini. Nella città dei fiori si alterneranno noti animatori della cultura internazionale, questa volta in arrivo dall’Italia e dal nord Europa (le scorse rassegne erano incentrate sul mondo arabo), che affronteranno argomenti di stretta attualità. Tutti gli incontri si svolgeranno presso il Palafiori ed inizieranno alle ore 17.30; l’ingresso è libero. Agli appuntamenti saranno presenti attori-narratori che daranno lettura delle parte più significative delle opere proposte. Il 26 aprile aprirà la serie Gherardo Colombo, che presenterà il suo ultimo libro “Sulle regole” (Feltrinelli). Per indisponibilità della struttura di corso Garibaldi solo questo primo incontro si svolgerà al Teatro del Casinò. Gherardo Colombo ha lavorato in magistratura dal 1974 al 2007. Ha condotto inchieste celebri come quelle su Loggia P2, delitto Ambrosoli, Mani pulite, processi Sme, Imi-Sir e Lodo Mondadori. È stato consulente per la Commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo in Italia e per la Commissione parlamentare di inchiesta sulla mafia. Il 12 maggio (questa volta e sino alla fine degli incontri come di regola al Palafiori) toccherà a Carmen Lasorella. Con “Verde e Zafferano” (Bompiani editore), la nota giornalista racconterà la storia di Aung San Suu Kji, birmana, Premio Nobel per la pace 1991. Carmen Lasorella è da sempre sul “fronte caldo”, ha firmato innumerevoli reportage televisivi sulle grandi crisi internazionali, in Africa, Medio e Vicino Oriente, America latina, è stata inoltre corrispondente da Berlino e dall’Europa dell’Est. Il 19 maggio sarà la volta di Richard Mason, inglese, 27 anni, nato in Sudafrica. Questo suo ultimo lavoro, intitolato “Le stanze illuminate” (Einaudi), racconta la vicenda di un’anziana signora che vive in una lussuosa casa di riposo, credendo di poter tornare indietro nel tempo per salvare due bambini in pericolo. Il 18 giugno si continuerà con Ljudmila Ulickaja, che presenterà “Sinceramente vostro” (Frassinelli). Nata nel 1943 negli Urali, ma cresciuta a Mosca, è una studiosa di genetica, approdata alla letteratura con scritti di teatro e storie per bambini. Dopo la sospensione estiva, il 22 settembre gli incontri andranno avanti con Catherine Dunne con “In tempi come questi” (Guanda editore). La scrittrice di Dublino presenterà la storia di quattro donne che si riuniscono per festeggiare la loro amicizia. Un quarto di secolo di intimità condivise, tradimenti, liti e riconciliazioni: ma la complessa trama di mariti, amanti e segreti, presto verrà a galla travolgendo le loro vite. La rassegna continuerà poi in autunno con almeno un altro paio di ospiti ancora da definire.

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sabato, 19 aprile 2008

FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA MAIOLICA 2008

La Liguria, antico centro di produzione di ceramiche conosciute e apprezzate in tutto il mondo e, sin dal Medioevo, importante crocevia del commercio di manufatti in ceramica provenienti dall’Oriente e dalle sponde del Mediterraneo è il teatro di questo Festival internazionale dedicato alla maiolica, che avrà come scenario le sedi principali delle antiche manifatture di ceramica di questa regione: Albissola Marina, Albisola Superiore, Genova e Savona. La manifestazione comprende una serie di eventi tutti incentrati sulla ceramica: mostre di carattere storico, mostre – mercato, concorsi e rassegne, convegni, laboratori, presentazioni, itinerari e spettacoli. Un’occasione unica per riscoprire un’affascinante produzione artistica che offre ancora oggi prodotti di altissimo livello e un’opportunità per visitare ville, palazzi, collezioni e musei solitamente chiusi al pubblico: veri e propri tesori nella cornice di panorami mozzafiato. Due sono i temi prescelti per questa edizione: le ceramiche da mensa, destinate a decorare le tavole di re, dogi, borghesi e popolani e la produzione dell’artista Giacomo Boselli, protagonista della ceramica ligure del Settecento del quale ricorre nel 2008 il bicentenario della morte. La prima parte del Festival, dal 19 al 27 aprile, ha il suo epicentro nelle Albisole e a Savona, la seconda parte a Genova dal 28 aprile al 4 maggio. La manifestazione si inaugura la mattina del 19 aprile nella splendida cornice della Villa Faraggiana di Albissola Marina.

Le mostre

Progetto Thesaurus della Ceramica Ligure
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
19 aprile - 31 agosto

Tavole di re, dogi e borghesi. Trionfi e vasellame da tavola a Savona tra ‘700 e ‘800
Boselli, Robatto, Ferro: trionfi e vasellame da tavola del XVIII secolo
Savona, Pinacoteca Civica
Nella sede della Pinacoteca a Savona l’esposizione di numerosi prestiti provenienti dai Musei di Genova, Torino, Milano, Novara e da inedite raccolte private, contribuendo a valorizzare l’importante patrimonio delle collezioni civiche. Saranno illustrate le plastiche in porcellana di Giacomo Boselli e Giuseppe Robatto, la statuaria in biscuit e terraglia del XVIII secolo, il vasellame da tavola di Boselli, Robatto e Bernardo Ferro (in terra da pipe dipinta al terzo fuoco con figure europee e a cineserie, con decoro a transfer printing in monocromia rosso porpora). Particolare attenzione sarà prestata al collegamento con il Tempietto Boselli (oggi nei giardini pubblici di Savona), vero capolavoro della produzione ceramica savonese, attraverso ricostruzioni virtuali e l’esposizione di singoli elementi conservati nella stessa Pinacoteca.

Decoro e arti della casa borghese
Albisola Superiore, Museo della Ceramica Manlio Trucco
Le sale del Museo Trucco sono destinate, per il periodo della mostra, a trasformarsi negli ambienti di una casa borghese del primo Ottocento. Qui troveranno posto esempi di quella produzione in terraglia bianca all’uso inglese, che ebbe un significativo sviluppo a Savona tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo: vasi con coperchio, potiches, salvadanai figurati (esempi anche in biscuit), piccola statuaria religiosa, già collocata in nicchie delle pareti interne o esterne della casa, acquasantiere ("benedettini"), oggetti da scrivania: calamai, scatole per acquerelli. Saranno presenti anche altri complementi d’arredo in terracotta nera e a taches noires: vasi neoclassici, scaldini, cavalli, lumi a petrolio.

La tavola popolare
Albissola Marina, Fornace Alba Docilia
Sarà allestita una grande, rustica tavola con vasellame utilizzato dalle classi più umili nel primo Ottocento: esemplari di terracotta a "taches noires" e di terracotta nera, alcune ceramiche di maiolica povera "a fioraccio". Sarà esposto anche vasellame in legno: piatti, taglieri, bicchieri. Aconfronto saranno presentati riferimenti alla produzione popolare di epoca precedente: ceramiche ingobbiate del tipo "conventuale", e agli sviluppi successivi della ceramica popolare: terracotta gialla, vasellame da cucina. Alle pareti riproduzioni di documenti del primo Ottocento.

Le tavole imbandite da Boselli a Sebastiano Folco
Vado Ligure, Museo Civico di Villa Groppallo
A Villa Groppallo sarà esemplificata la produzione savonese di terraglia, in forte ripresa nel terzo decennio dell’Ottocento dopo le guerre napoleoniche. Qui saranno ricostruite due suggestive tavole imbandite, una del tardo Settecento con un centrotavola a giardino, realizzato su un sablè in sabbia colorata su base a specchio, con i trionfi in bisquit, e una borghese del primo Ottocento. Per l’arredo delle tavole verranno utilizzati candelieri, vasi, cestini in terraglia a elementi trafilati intrecciati basket case, realizzati a Savona dalla manifattura di Sebastiano Folco, surtout in terraglia bianca o decorata di Sebastiano. Folco, cestini figurati a bassorilievo con scene classiche di Marcenaro, zuppiere, tazze da brodo, veilleuse in terraglia, e, a confronto, esemplari in terracotta verniciata e in terraglia dura bianchissima con decoro bianco-blu a imitazione della porcellana di Marcenaro e Palmarino.

Jacques Bosellij
L’arte del Settecento europeo nelle ceramiche di Giacomo Boselli
Genova, Musei di Strada Nuova, Palazzo Rosso
3 maggio - 31 agosto - Inaugurazione 2 maggio, ore 17.30
La mostra presenta una rassegna della produzione di più elevato livello artistico del ceramista savonese, proveniente da prestigiose raccolte pubbliche e private. Splendide ceramiche da mensa, veri e propri capolavori per il gusto squisito dei decori, quasi sempre eseguiti con la tecnica del "terzo fuoco", vasi decorativi, statuine, arredi e suppellettili destinati alle dimore degli aristocratici saranno presentati accanto ad altre opere d’arte decorativa e a ceramiche di varie manifatture europee, in modo da mettere in luce l’aggiornatissima cultura figurativa di Boselli, sottolineando lo stretto rapporto che univa le diverse forme artistiche nel corso del Settecento.


Dolci tavole
Genova, Caffetteria dei Musei di Strada Nuova, di Castello D’Albertis e del Museo del Mare, Genova Nervi, Museo Luxoro, Collezione Wolfson e GAM
24 aprile - 31 agosto - Inaugurazione presso Museo Luxoro 23 aprile, ore 17.30
Il percorso della mostra, dedicata al tema del rapporto tra ceramica e alimentazione e, in particolare, agli alimenti dolci, si articola attraverso le Caffetterie dei Musei Civici di Genova, da poco aperte al pubblico. Ognuna di esse ospita una sezione dell’esposizione, che comprende, oltre ad un esauriente apparato didattico, una serie di oggetti in ceramica per dolci, frutta, tè, caffè e cioccolata, che riproducono o si richiamano agli originali del XVII, XVIII e XIX secolo, ma sono frutto dell’opera dei ceramisti liguri contemporanei. I pezzi antichi saranno invece esposti presso il Museo Luxoro di Nervi, dove si potrà ammirare una serie di preziosi arredi da mensa, in maiolica, porcellana e terraglia provenienti dalle Collezioni Civiche.

Dialoghi di Madri e Figli. Tre Madonne a Sant’Agostino dai Della Robbia al Settecento
Genova, Museo di Sant’Agostino
24 aprile - 31 agosto
La mostra è dedicata ad una tra le opere più preziose del patrimonio dei Musei Civici genovesi, recentemente restaurata: un pannello a rilievo in ceramica invetriata raffigurante la Madonna in adorazione del Bambino, databile intorno al 1465, ritenuto opera di collaborazione tra Luca e Andrea Della Robbia, due fra i massimi artisti del Rinascimento fiorentino. Ad essa sono accostate altre due importanti Madonne in ceramica, da poco restaurate: un ovale in maiolica settecentesco, montato su ardesia, attribuito a Giovanni Agostino Ratti, raffigurante, in una delicata monocromia bianco-blu, un dipinto raffaellesco conservato al Louvre, la Belle Jardinière e una grande Madonna della Sapienza, datata 1529 in maiolica dipinta.

Azuleios-Laggioni Ceramica per l’architettura in Liguria dal XIV al XVI secolo
Genova Museo di Sant’Agostino
Mostra permanente
Le ceramiche smaltate utilizzate per il rivestimento di pareti e pavimenti di chiese ed edifici privati tra il XV e il XVIII
Dal 28 marzo Percorso tattile con testi in Braille per non vedenti all’interno della mostra

Mostra-concorso “Conche, Bacini e Pignatte”
Albisola Superiore - Fondazione Mosaico Liguria- Sala Fabbri Via Casarino, 153
26 aprile ore 10.30 inaugurazione e premiazione vincitore concorso "Conche , Bacini e Pignatte"
Orario di visita: 27 aprile e 1 maggio ore 10.00 - 12.00; 28, 29, 30 aprile ore 10.00 - 12.00 / 15.00-18.00
La mostra presenta le opere del concorso indetto nell’ambito del Festival della Maiolica, selezionate dalla Commissione giudicatrice. Quattro sezioni: "prodotto d’uso - la pignatta" riservata ai ceramisti artigiani, "prodotto d’uso - Conche e Bacini" riservata ai ceramisti artigiani, "libera interpretazione" riservata a designers e artisti , "libera interpretazione" riservata agli allievi dei Licei Artistici e Istituti d’Arte. Successivamente la mostra verrà ospitata a Genova.

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venerdì, 18 aprile 2008

BEN SE MOUILLE
La collection de Ben et Annie Vautier
Atelier Soardi
8, rue Désiré-Niel - Nice
07 mars - 28 avril 2008

Ma collection n’est pas celle de Pinaud ni celle de Saatchi ni celle d’un grand bourgeois qui a des murs à décorer
ma collection c'est des coups de coeur
des pièces qui m’ont fait rire et qui m'ont étonné
un mélange de vieux et de jeunes artistes.
A chaque fois que je ramène une nouvelle oeuvre d'un artiste chez moi je suis heureux,
même si je ne sais pas où la mettre.
Une histoire d'égo ? Pourquoi pas ?
Pour démontrer que j’ai eu raison dans mes choix.
Ce qui m'embête dans cette expo c'est que si j'enlève des pièces des murs de la maison je ne me rappellerai pas où ils étaient et je ne pourrai jamais les remettre à leur place
Annie dit : c'est bien ça changera le décor
moi je dis : ça foutra la pagaille, le désordre.
La sélection ?
J'ai demandé à Annie de me faire la liste des pièces de ma collection,
elle a cliqué sur l'ordi et une liste incomplète de 200 noms est sortie
alors je pense à la phrase de Duchamp : il faut abolir la notion de jugement
tout mettre ?
Les masques Africains ? Mes copains d'enfance ?
Les dessins de Francois et Eva à 6 ans ?
Supports Surfaces - Fluxus - Figuration libre - peinture ...?
Tant pis, c'est décidé je ne vais pas me prendre trop la tête
la camionette de Soardi arrive
on la remplit comme ça vient,
dès qu'elle est pleine
on retourne à la galerie et on accroche
et puis qui vivra verra
ceux qui manquent, ce sera pour la prochaine fois.

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giovedì, 17 aprile 2008

FUGHE DI KARTA. GIUSEPPE CONTE A BORDIGHERA

Nuovo appuntamento con ‘Fughe di karta’ venerdì 18. Questa volta parteciperà Giuseppe Conte che parlerà in anteprima della sua nuova opera, ‘l’adultera’, sua ultima fatica che arriva a 3 anni di distanza precedente "La casa delle onde" l'autore ha voluto affrontare un'affascinante e intensa storia ambientata nel I secolo dopo Cristo raccontando una figura del Vangelo mai indagata prima da uno scrittore.
Claudia Claudiano introduce l'incontro, che avrà luogo alle ore 17.30 presso la Chiesa Anglicana di Bordighera.

IL LIBRO
Il romanzo di Giuseppe Conte, edito da Longanesi nella collana "Biblioteca di narratori", è la rivisitazione di una figura evangelica, l’adultera, che è al tempo stesso emblema di ogni donna: oggi più che mai, per la forza della sua stessa debolezza. Salvata, grazie all’incontro con il Maestro, dagli uomini e dalla lapidazione, ma non da se stessa, vivrà sempre in preda alle proprie passioni. Cadrà e si rialzerà, in fuga perenne da tutti, attratta solo dalla seduzione silenziosa del mare. Ma chi o, meglio, cosa tradisce in realtà l’adultera? Gli altri o solo la propria possibilità di redenzione?
Ogni personaggio che attraversa il suo destino rappresenta una tappa di un percorso vissuto, tra sentimento e sensualità, che dalla Palestina la porterà a Cipro e quindi a Roma: dall’amato fratello Joram al ricco mercante Yakub, cui il padre la darà in sposa; e ancora il centurione romano Lucio, uomo solo e sensuale, la malinconica ed enigmatica Lavinia, il saggio greco Fedro e lo sprezzante patrizio Gaio. Durante l’incendio ordito da Nerone, in fuga da Roma in fiamme, cercherà pace e salvezza andando ancora una volta verso il mare. E proprio qui, sulla spiaggia, mentre traccia con le dita quegli stessi segni che aveva visto disegnare al Maestro sulla spianata del Tempio di Salomone, incontrerà il misterioso vecchio, cui racconterà per la prima volta senza censure la sua più intima, segreta, storia di donna.

L'AUTORE
Giuseppe Conte è nato a Imperia nel 1945. Nel 1972 ha esordito con un libro di critica, La metafora barocca, cui hanno fatto seguito libri di poesia (tra i quali L’Oceano e il Ragazzo, Le stagioni, Dialogo del poeta e del messaggero, Canti d’Oriente e d’Occidente, Ferite e rifioriture, Premio Viareggio 2006), saggi (tra cui Terre del mito, Il sonno degli dèi, Il passaggio di Ermes, Lettera ai disperati sulla primavera) e romanzi (Primavera incendiata, Equinozio d’autunno, I giorni della Nuvola, Fedeli d’amore, L’impero e l’incanto, Il ragazzo che parla col sole, Il Terzo Ufficiale, Premio Hemingway 2002, La casa delle onde, Selezione Premio Strega 2005). Ha collaborato a quotidiani e settimanali, a programmi di RAI 1 e RAI 2; ha tenuto conferenze e letture in ventinove paesi del mondo.

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mercoledì, 16 aprile 2008

AXEL PAHLAVI ET JULIEN SIRJACQ
LOGIQUE DES CONFINS
galerie Norbert Pastor
6, rue Valperga – Nice
du 15 mars au 26 avril 2008

Axel Pahlavi et Julien Sirjacq sont deux jeunes artistes connus pour leur capacité à créer des récits sans complaisance qui ne laissent jamais le regardeur indifférent. Ils se côtoient et s’apprécient amicalement et professionnellement depuis plus de dix ans. Pourtant si leurs œuvres ont souvent cohabité dans les mêmes espaces, elles n’ont encore jamais eu l’opportunité de composer un scénario commun.
A l’invitation de la galerie Norbert Pastor, chacun avance vers l’autre sur des chemins parallèles, argumentant à l’aune de ses préoccupations tout en préservant ses spécificités à l’aide de ses médiums de prédilections : sérigraphies, vidéos et son pour Julien Sirjacq, dessins et peintures pour Axel Pahlavi. L’univers de Julien, souvent composé de dramaturgies hyperréalistes (vivarium où cohabitent serpent et souris, araignée qui tisse sa toile en temps réel), est ainsi confronté aux territoires mystiques qui imprègnent le monde d’Axel, (centaurette, Jeanne d’Arc, apôtres, Christ en résurrection). Ce dernier a composé, il y a plusieurs années, un dessin emblématique de ses préoccupations, L’enfant masturbateur, une œuvre, en noir et blanc et au trait gras. Elle représente un enfant, en position de yogi et qui, de face, pantalon baissé, tient son pénis dressé dans la main droite, pendant que ses phantasmes composent autour de la tête, des formes auréolées, rhizomiques, qui s’irriguent les unes, les autres, envahissant tout le haut de l’image. Pour cette exposition, il a réalisé plusieurs figures d’adolescents. Celle d’un héros japonais de notre enfance, Albator, cape au vent, inactif et songeur, totalement égaré dans un monde intérieur alors que les éléments cosmiques se déchaînent autour de lui. Ou bien encore, DJ Horizon, une jeune fille debout, le visage sans expression semble rêver devant deux platines, pendant qu’un bras venant d’outre-tombe, du monde des ténèbres, mixe pour elle. Dans chaque toile, les personnages représentés suspendent leurs actions et songent, les yeux clos, comme s’ils cherchaient à se détacher de la narration qu’ils illustrent. « Chez moi, il y a une volonté de s’extraire des formes tentaculaires du pouvoir. Le corps n’est pas transposé dans le réel à une autre échelle, il est aspiré dans le mythe et /ou la religion vivante », confie l’artiste.
Il est aussi question du corps chez Julien Sirjacq, un corps confronté au réel, mais un réel qui intégrerait du récit vécu par l’artiste, un équivalent de l’autofiction littéraire transposée dans les arts visuels. Toujours préoccupé par les problématiques des lieux de vie, Julien Sirjacq a choisi de s’intéresser à un chantier dirigé par un ami japonais, chef de projet pour le compte du célèbre architecte Frédéric Borel. Il a enregistré les différentes phases de construction d’un immeuble dans un quartier du 13eme arrondissement de Paris qu’il a beaucoup arpenté durant son adolescence. « Ce qui m’intéresse, c’est d’observer comment les espaces contraignent les corps et peuvent être des instruments de contrôle de la vision. Je prends l’immeuble et je crée une fiction en y introduisant des éléments fantomatiques et religieux », explique-t-il.
Le projet débutera par le rite shinto, un rituel de purification effectué dans les sous-sols du bâtiment qui devient ainsi un personnage vivant à la manière de l’hôtel Overlook dans le film de Kubrick, Shining. « Je vais créer un mythe que je souhaite exploiter sur plusieurs expositions. Je serai une sorte de hacker qui pénètre par effraction dans le bâtiment et qui y introduit un Léviathan ». Super héros et zombi, fantôme et monstre, chaos cosmique et ténèbres, bienvenu dans le monde horrifique d’Axel et Julien.

Alain Berland

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martedì, 15 aprile 2008

E' USCITO IL CD "ORGANI DI PONENTE" DI GIORGIO REVELLI

L’incisione del cd intitolato "Organi di Ponente" nasce in collaborazione con la Parrocchia di Dolcedo e in particolar modo con Don Sandro Marsano, e si prefigge alcuni intenti:
- promuovere la conoscenza del patrimonio organistico del ponente ligure, soprattutto quello legato al territorio della Val Prino,
- sensibilizzare la comunità sui necessari interventi di restauro degli strumenti
- offrire al pubblico un ascolto musicale un po’ diverso dal solito.

Lo strumento, scelto per la registrazione è appunto l’Organo della Parrocchiale San Tommaso in Dolcedo, datato 1863 ad opera della famosa ditta ottocentesca Fratelli Lingiardi di Pavia.
Uno strumento di davvero grande polivalenza quello di Dolcedo, capace di sonorità suggestive, di colori leggeri ed anche potenti, ma che necessita da subito di un importante intervento di restauro.
La sfida era proprio quella di poter offrire all’ascoltatore un cd nel quale fossero contenuti sia i pregi dello strumento che gli eventuali limiti dovuti allo stato di conservazione dello stesso, rievocando così anche le condizioni in cui ogni organista viene proiettato ogni volta che affronta un concerto in condizioni “quotidiane”.
Per alimentare ancora più questa scelta quasi “fisiologica” dei fatti e dell’esecuzione si è scelto appunto di non alterare la sequenza di suoni e dei brani con filtri tecnici o montaggi di parti esecutive.
Tutto è stato eseguito “d’un fiato” a cura dalla Hilary Studio di Genova (Davide Campioni ingeniere del suono, Rossano Villa e Laura Marsano operatori).
Il programma che il cd propone al pubblico è davvero a 360° suggerendo all’ascoltatore molti dei colori dello strumento nelle sue condizioni attuali attraverso 450 anni di letteratura musicale: un viaggio cinquecentesco delle danze di Attaignant fino alle militaresche composizioni dell’Ottocento ticinese.
Il ricavato della vendita dei cd sarà totalmente devoluto per il restauro di questi gioielli.

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lunedì, 14 aprile 2008

EDMONDO DE AMICIS SCRITTORE D'ITALIA
Convegno nazionale di studio
Ridotto del Teatro Cavour
Via del Teatro 2 - Imperia
venerdì 18 - sabato 19 aprile 2008

PROGRAMMA

Venerdì 18 aprile 2008

Prima sessione
(9,30-13,00)
Presiede Vittorio Coletti

Saluto delle autorità
• Folco Portinari
Testo e contesto
• Giorgio Bertone
Un educatore per l’Italia
De Amicis e le questioni sociali della nazione
• Bianca Danna
I lavoratori di De Amicis
• Franco Contorbia
Un socialista italiano tra Torino e l’Europa

Seconda sessione
(15,30-19,00)
Presiede Franco Contorbia

• Francesco Surdich
Ritratti di esploratori: Carlo Piaggia e Giacomo Bove
• Luciano Tamburini
De Amicis e il caso Franti
• Enrico Ghidetti
Cuore e Testa nell’età umbertina
• Flavio Costantini
Cuore illustrato
• Claudio Bertieri
Un Cuore in fotogrammi per tutte le stagioni
• Matilde Dillon Wanke
Fra scuola e casa: parodia, dramma
ed «esercizi di stile» del dopo Cuore
• Elio Gioanola
Su Amore e ginnastica

Sabato 19 aprile

Terza sessione
(9,30-13,00)
Presiede Folco Portinari

• Luigi Surdich
Prigioni deamicisiane
• Alberto Cadioli
De Amicis e i suoi editori
• Laura Nay
«Es un mecanismo de nada»: la scienza e l’ «abisso»
• Giuseppe Zaccaria
De Amicis e gli scapigliati piemontesi
• Alberto Brambilla
De Amicis soldato per la pace

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domenica, 13 aprile 2008

Illustrazione di Bimba Landmann

BAIARDO, L'ILLUSTRAZIONE PER L'INFANZIA

Le favole di tutto il mondo sono protagoniste, fino alla fine del mese, dell’esposizione internazionale d’illustrazione per l’infanzia, evento itinerante nato a Sarmede (Treviso) e giunto da pochi giorni nel paese natale di un “maestro” dell’arte per i più piccoli, Antonio Rubino.
Il Comune di Baiardo, infatti, ed il Museo del Sorriso, hanno organizzato questa manifestazione che si articola in due sezioni: “Le voci del tam tam: storie dell’Africa” e “Favolosi intrecci di seta, fiabe dall’estremo Oriente”.
Attraverso le illustrazioni di queste favole, dunque, è possibile immergersi, da un lato, nella natura immensa e selvaggia del continente africano, e dall’altro, nei racconti fantastici, popolati di draghi e principesse, che caratterizzano la più antica tradizione orientale.
La mostra è allestita nell’Oratorio di S. Salvatore, in Piazza De Sonnaz, e prosegue fino al 27 aprile, con orario dalle 15 alle 18.

ARGENTINA
Isol
Claudia Legnazzi
Maximiliano Luchini
Rebeca Luciani

AUSTRALIA
Shaun Tan

AUSTRIA
Linda Wolfsgruber

BELGIO
Isabelle Vandenabeele
Klaas Verplancke

BRASILE
Ciça Fittipaldi
Pedro Rafael

CINA
Jiang Hong Chen

CROAZIA
Svjetlan Junakovic

ECUADOR
Bladimir Trejo

FRANCIA
Frédérick Mansot
Élodie Nouhen
Sacha Poliakova
Mandana Sadat

GIAPPONE
Iku Dekune


GRAN BRETAGNA
Lisa Evans

IRAN
Maneli Manouchehri
Narges Mohammadi

ITALIA
Roberta Angeletti
Anna Laura Cantone
Mauro Evangelista
Giuliano Ferri
Bimba Landmann
Eva Montanari
Laura Orsolini
Guido Scarabottolo
Loretta Serofilli
Štepán Zavrel

MESSICO
Gabriel Pacheco

POLONIA
Maria Ekier
ROMANIA
Ana Popovici
SLOVACCHIA
Dušan Kállay

SPAGNA
Pablo Auladell
Emilio Urberuaga

TAIWAN
Jimmy Liao

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sabato, 12 aprile 2008

THE GREAT ART SWINDLE
Gli improvvisi di Vera Martini
2 episodio
True Love Art Gallery
via Vacciuoli 18 - Savona
dal 22/3 al 22/4/2008

Presentazione del "complotto di Tirana", la sensazionale truffa artistica che nel 2001 mise a nudo le logiche banali che dirigono le scelte estetiche nel mondo dell'arte. Nell'operazione, realizzata via mail, quattro improbabili artisti con altrettante improbabili opere furono spacciati come nuovi e promettenti fenomeni già contesi dalle gallerie di tutto il mondo e come tali accettati alla Biennale di Tirana, inaugurata nel settembre del 2001.
Peccato, però, che questi artisti fossero assolutamente inesistenti, come del tutto falso il loro presunto e importante promotore (Oliviero Toscani), per non parlare degli inquietanti particolari contenuti nelle loro opere, i tasselli in gioco nel "complotto di Tirana" sono molti, uno più incredibile dell'altro, e letti tutti insieme creano una sorprendente e geniale opera d'arte che, secondo le parole di uno dei personaggi coinvolti all'epoca (Giancarlo Politi), è riuscita "a cogliere, artisticamente, lo Zeitgeist" contemporaneo.
Nella mostra, a cura di Vera Martini, sono esposti elementi d'informazione e altri reperti dell'epoca insieme con le badge di Rocco & i suoi Fratelli, realizzate per l'occasione come omaggio all'anonimo/i autore/i di questa grande truffa dell'arte.

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venerdì, 11 aprile 2008

SAVONA: AIOLFI DECORA LE VETRINE DELLA CARISA

L’Associazione culturale “R. Aiolfi” no profit di Savona continua l’allestimento delle due “Vetrine”concesse dalla Cassa di Risparmio di Savona. Il programma del mese di aprile 2008 prevede l’eccezionale e rara occasione di osservare alcune opere realizzate da Renzo Aiolfi. Questo è un piccolo omaggio che l’Associazione, a Lui intitolata, gli rivolge per ricordarne la poliedrica vivacità culturale che ha caratterizzato, dalla seconda metà del ‘900 la vita artistica di Savona. A Renzo Aiolfi si deve infatti la rinascita, dopo la seconda guerra mondiale, del civico Teatro “Chiabrera”, così come - dal 1965 – la riapertura della Pinacoteca e Museo civici, istituzioni di cui è stato un direttore sino al 1985, data del suo collocamento in quiescenza.
Storico interessato a fatti peculiari della storia savonese è stato autore di numerosi volumi: dal ponderoso studio dedicato al “Risorgimento” savonese, ai testi sull’affondamento del “Transilvania”, alla storia del Teatro “Chiabrera”, ed al catalogo dedicato alla civica Pinacoteca.
Aiolfi è stato, anche, artista, un creatore di ceramiche ricche di colore, di richiami a lemmi antichi e moderni (echi dal secondo futurismo), fino all’informale. La presentazione di alcune sue opere nelle due “Vetrine d’Artista” vuole essere, quindi, un omaggio alla sua fantasia e creatività.

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giovedì, 10 aprile 2008

AL DAMS LA PRIMA DI "YOSHIWARA CLUB"

Venerdì 11 aprile, alle ore 21.00, nella sala Eutropia dello Spazio Calvino presso il Polo universitario imperiese, sarà presentato in prima assoluta il nuovo cortometraggio di Emilio Audissino "Yoshiwara Club". La serata si inserisce nella rassegna Cynart, organizzata dall’Associazione Artwhere e diretta da Eugenio Ripepi, e sarà presentata dal Prof. Roberto Trovato, docente di Drammaturgia al Dams di Imperia.

La serata si articolerà in un doppio programma: in apertura verrà proiettato "La dolce Eleonora e l’amaro calice" nell’inedita versione breve (30 minuti). La commedia, scritta da Marco Vallarino, diretta da Emilio Audissino, prodotta dall’Associazione Ergo Sum e presentata nella sua versione originale lo scorso settembre al Cinema Centrale, vede protagonisti Eugenio Ripepi, Giorgia Brusco, Gianni Oliveri, Victor Mella e Antonio Carli.

La trama de La dolce Eleonora e l’amaro calice:
"Marco, giornalista della pagina mondana di un quotidiano, incontra per caso, nell’esclusivo Yoshiwara Club, l’affascinante Eleonora. Dopo un brevissimo corteggiamento lei accetta l’invito a cena per la sera successiva. Marco la porta nel più caratteristico locale della città, dove l’atmosfera medievale si coniuga con una cucina esotica e cosmopolita. Là li accoglie Lucio, fidato proprietario del ristorante nonché amico di Marco. L’occasione sembra perfetta per una splendida cena e un fantastico dopo-cena. Marco sfodera tutta la sua arte dongiovannesca, ma Eleonora si fa seria e gli domanda, al di là dei facili complimenti, di prometterle una cosa: di non scappare via di là nella mezz’ora successiva. Marco promette senza indugio: si trova in un posto bellissimo con una ragazza fantastica, perché mai dovrebbe scappare via? Eleonora non risponde alle richieste di chiarimento di Marco, anzi si fa più misteriosa e… inquietante! Quale minaccia incombe su Marco, pronta a scatenarsi nella mezz’ora successiva? Mantenere la promessa fatta significherà per lui mettere a repentaglio la sua stessa vita! La perfetta cenetta romantica si trasforma nel peggiore degli incubi! Tra personaggi irresistibili, dialoghi pungenti, gag esilaranti e colpi di scena a non finire, ecco a voi la commedia noir che vi terrà incollati allo schermo con un’assillante domanda: '…e adesso cos’altro succederà?'".


A seguire, il nuovo film di Audissino Yoshiwara Club, un horror surreale ambientato in discoteca e nato da una costola de La dolce Eleonora e l’amaro calice. Il cortometraggio è stato girato lo scorso ottobre al Querida di Diano Marina. Nel cast figurano l’attore torinese Carlo Nigra, la genovese Federica Ruggero, la sanremese Francesca Cavaliere e le imperiesi Laura Bonifazio, Audrey Pacati, Valentina Corrà. La fotografia è stata curata da Gianni Languasco, mentre la troupe è composta da talenti del Dams imperiese come Fabio Zenoardo, Francesca Mantenga, Francesca Cugusi, Riccardo Etiopia mentre della produzione si è occupato un altro studente del DAMS, Antonio Cotta. Le musiche originali sono del musicista torinese Valentino Farina.

La trama di "Yoshiwara Club":
"Un horror spiazzante e surreale. Un rutilante viaggio nel mondo della notte, tra cacciatori e prede. The Dude, prototipo del bellimbusto, fa in suo ingresso nell’esclusivo Yoshiwara Club, dove trova ottimi drink, ritmi elettrizzanti, splendide cubiste ammiccanti e le più belle ragazze della città. L’obiettivo di The Dude è rimorchiare, rimorchiare subito e il più possibile! Ma quella sera incontra la tenebrosa e aggressiva Lilith sulla sua strada, la dark lady…e la storia prenderà una piega differente. Chi è ora la preda e chi il cacciatore? Un breve ma folgorante saggio sulle dinamiche del corteggiamento mordi-e-fuggi. Un moderno morality play che non ha bisogno di dialoghi e parole per raccontare la sua storia: un puro viaggio fatto solo di immagini e musica. Il titolo è un omaggio a Metropolis di Fritz Lang, in particolare alla scena in cui la falsa Maria danza e si offre agli sguardi concupiscenti del pubblico maschile nel quartiere del piacere notturno, Yoshiwara".

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mercoledì, 09 aprile 2008

Panorama di Arnasco

PENDII D'ULIVI
di FRANCESCO GALLEA e GIAN CARLO ASCOLI

Il Gruppo Amici dell’Olivo di Arnasco ha sostenuto, sponsorizzato e stampato il libro “Pendii d’ulivi” di Francesco Gallea e Giancarlo Ascoli. Si tratta di una sorta di guida turistica, paesaggistica, storica e culturale di alcuni fra i più suggestivi itinerari tra Liguria e Piemonte, alla caccia delle antiche “ vie del sale”. Cento pagine, 212 illustrazioni (alcune davvero spettacolari) edito dalla Tipolitografia Fratelli Stalla di Albenga, il volume (che è stato realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino) è stato presentato nei giorni scorsi ad Arnasco.
“Nel corso della storia - afferma Francesco Gallea, estensore dei testi del volume - Liguria e Piemonte hanno intrecciato rapporti complessi e vissuto fasi alterne, amichevoli e conflittuali. In questa lunga storia un capitolo importante è costituito dalle vie del sale. Non vi fu valle che non avesse la sua: ancora oggi si ritrovano tracce di antichi percorsi, che furono usati anche per la transumanza. Con la decisione di unire la Liguria al Regno di Sardegna, nel 1815, vennero meno le frontiere e queste vie persero la loro importanza”.
Il volume, illustrato da oltre 200 foto, realizzate da Gian Carlo Ascoli, intende accompagnare il lettore attraverso in un viaggio nello spazio e nel tempo, riportando in luce con le vie del sale un aspetto dimenticato della nostra storia.

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martedì, 08 aprile 2008

FRANCO CARDINI AI MARTEDI' LETTERARI DEL CASINO'

L’8 Aprile nel Teatro dell’Opera del Casinò alle 16.30 Franco Cardini presenta il libro: “Il signore della paura. Tre cavalieri verso la Samarcanda di Tamerlano.” Presenta l’autore Ito Ruscigni, curatore dei Martedì Letterari.

Il radioso mattino della Pasqua dell'Anno del Signore 1403. Tra le colline e i boschi presso Firenze, non lontano dal santuario della Madonna dell'Impruneta patrona della città, affiora da un profondo pozzo una candida statua marmorea della dea Venere. L'evento è salutato con superstiziosa paura da chi vede in quell'idolo pagano un messaggio demoniaco e con gioia commossa da chi invece si sente, in quell'alba del Quattrocento, gia toccato dal soffio gentile dell'umanesimo.
Vieri, duro ed energico erede del possente casato dei protettori del santuario mariano, i Buondelmonti, interpreta quel ritrovamento come un presagio che direttamente lo riguarda: e parte verso Oriente, verso l'Asia lontana, inseguendo le fantasie cavalleresche della giovinezza. Ma forse deve anche compiere una truce faida; e forse e perseguitato da un cocente rimorso. In quello stesso mattino pasquale, un giovane guerriero ghibellino convertito al messaggio francescano prega nella chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme e un anziano gentiluomo castigliano si appresta, in una Segovia ancora invernale, a ricevere dal suo re una delicata missione diplomatica.
I "destini incrociati" di questi tre cavalieri s'intrecceranno, nei mesi successivi, prima sulle onde inquiete del Mediterraneo e nei sortilegi incantati delle sue isole e poi in un'estenuante cavalcata lungo le piste carovaniere della Via della Seta, alla volta della magica Samarcanda del Signore della Paura, il potente e feroce Tamerlano che a sua volta sta ormai cullando il suo sogno più folle, la conquista del Celeste Impero.

Con l'abilità degli antichi fabbricatori di miti, Franco Cardini trascina il lettore in un'avventura che procede con il ritmo di una fuga nella quale inseguitori e inseguiti si scambiano a vicenda i ruoli: fra mistici sufi, riti sciamanici, misteriosi cammini per i deserti e lungo le vie di sottoterra, paurosi segni premonitori, tigri mangiatrici di uomini e torri di teschi umani. Un racconto popolato di guerrieri spietati e generosi, di antiche leggende, di guide verso l'Aldilà; un'epopea di terrore e di sangue attraversata dal rombo degli zoccoli dei cavalli da guerra e pervasa dall'aroma delle spezie più preziose. Un romanzo che, fedele alla Storia, si concentra tuttavia sui destini degli uomini e sui percorsi misteriosi di cuori lacerati tra l'amore fraterno e il desiderio di vendetta. Al centro di tutto sta per i tre protagonisti la scommessa più grande, l'unica che conti: la ricerca di se stessi, la sfida ad affrontare il senso profondo della vita.

Franco Cardini è nato a Firenze il 5 agosto del 1940. Laureato in Lettere presso l'Università della sua città natale, per qualche tempo è stato professore di scuola superiore; in seguito ha insegnato in diverse università, quali, ad esempio, quelle di Middlebury e di Barcellona.
Divenuto Professore Ordinario, dall'85 all'89 ha insegnato Storia Medievale all'Università di Bari e, dal 1989, ha ottenuto la cattedra di Storia dell'Insegnamento presso l'Università di Firenze.
Nel 1994 ha vinto il Premio "Tevere" per la Storia.
Attualmente è professore ordinario di Storia Medievale presso l'Università di Firenze.
Tra i suoi volumi ricordiamo:
Noi e l'Islam: un incontro possibile?, Laterza (1994)
coautore de Il Cavallo impazzito; Giunti (1995)
Scheletri nell'armadio, raccolta di scritti giovanili; Akropolis (1995)
Il giardino d'inverno, romanzo; Camunia (1996)
L'avventura di un povero crociato, romanzo; Mondadori (1997)
In Terrasanta. Pellegrini italiani tra Medioevo e prima età moderna, Bologna, Il Mulino (2001)
Le radici perdute dell'Europa. Da Carlo V ai conflitti mondiali (con Sergio Valzania), Milano, Mondadori (2006)

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lunedì, 07 aprile 2008

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domenica, 06 aprile 2008

MIRANDO LAS AMERICAS
Ex Magazzini Ferroviari - Sanremo
da mercoledì 9 aprile 2008

L’Associazione 'Popoli in Arte' di Sanremo presenta la mostra fotografica 'Mirando las Americas', in collaborazione con il Comune di Sanremo (Assessorato alla Cultura, Biblioteche e Musei). La mostra si terrà con ingresso libero presso gli ex Magazzini Ferroviari secondo i seguenti orari: mattino 9–12 e pomeriggio 16–20.
La mostra raccoglie foto da molti stati del centro e sud America. L’inaugurazione si terrà mercoledì prossimo dalle 18.30; sabato 12 aprile, alle 17.30, interverrà l’antropologo Luca Pandolfi di Roma con la presentazione del suo libro 'L’interpretazione dell’altro - trascrizione di interpretazioni, racconti e dialoghi fra italiani e latino americani a partire da materiale fotografico'.
La mostra fotografica è costituita da oltre 180 immagini, contributo di persone che a vario titolo hanno conosciuto l’America latina. Si tratta, infatti dell'eccezionale frutto di una costruzione collettiva cui hanno partecipato persone italiane (viaggiatori, artisti, lavoratori, curiosi) e latino americani migranti o tuttora residenti nel continente americano.

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sabato, 05 aprile 2008

SOL & VENTO
Borgo Marina - Imperia
5-6 aprile 2008

Sulla spiaggia di Borgo Marina aquilonisti da tutto il mondo. Quest' anno Sol&Vento 2008 presenta una rassegna completa di quanto di meglio l' aquilonismo mondiale può offrire dal punto di vista artistico, sportivo e spettacolare. Agli invitati stranieri, scelti tra i più rappresentativi nelle loro specialità, si affiancano sempre più numerosi i club italiani che presentano le loro creazioni e le loro esibizioni coreografiche.

Il programma

Sabato 5 aprile
Ore 10.00 - Apertura mostra mercato prodotti tipici e biologici
Ore 10.30 - Arrivo aquilonisti e prove volo
Ore 14.00 - Inizio manifestazione: apertura stand istituzionali; apertura parco giochi gonfiabili; inizio esibizioni e prove libere sport all'aria aperta; apertura laboratorio per bambini; apertura Muro d'Arrampicata; inizio Scuola Aquilonismo
Ore 15.00 - Aquiloni giganti monofilo, pilotabili e acrobatici
Ore 16.00 - Presentazione ufficiale ed esibizione dei club partecipanti
Ore 17.00 - Battaglia di Rokkaku
Ore 18.00 - Balletti in musica
Ore 21.00 - Aquilonata notturna con musica e luci

Domenica 6 aprile
Ore 10.00 - Inizio manifestazione: apertura stand istituzionali; apertura mostra mercato prodotti tipici e biologici; apertura parco giochi gonfiabili; inizio esibizioni e prove libere sport all'aria aperta; apertura laboratorio per bambini; apertura Muro d'Arrampicata; inizio Scuola Aquilonismo; apertura mostre
Ore 10.30 - Esibizione club partecipanti
Ore 11.30 - Battaglia Rokkaku
Ore 12.00 - Aquiloni giganti monofilo, pilotabili e acrobatici
Ore 14.00 - Volo libero
Ore 15.30 - Finale Battaglia Rokkaku
Ore 16.00 - Sfilata dei club partecipanti
Ore 17.00 - Lancio di caramelle dagli aquiloni
Ore 18.00 - Volo libero e chiusura manifestazione

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venerdì, 04 aprile 2008

PIERGIORGIO COLOMBARA
Villa Faravelli
Corso Matteotti 161 - Imperia
dal 4 aprile al 4 maggio 2008
orario: da giovedì a domenica 16,00 - 19,00

Viene inaugurata oggi, venerdì 4 aprile 2008, alle ore 18, presso Villa Faravelli, la mostra L’ARTE ANGELICA, sculture e disegni di Piergiorgio Colombara.
La mostra, a cura della Fondazione De Ferrari di Genova, è accompagnata da un catalogo (De Ferrari Editore, € 18) contenente testi critici di Giuseppe Billi, Franco Ragazzi, Maria Teresa Verda Scajola.
Le opere di Piergiorgio Colombara sanno esprimere come poche altre il fascino della magia e del mistero, lavori in cui la riflessione artistica e tecnica si congiunge con la sapienza delle cose umane e spirituali, con la ricerca musicale e con quella poetica. Colombara avverte la fascinazione dell’invisibile e indaga, evoca e congegna opere d’arte che non sono altro che ponti sorprendenti e insperati per vertiginosi riti di passaggio fra l’arte e il mistero. Un artista in cui ritroviamo un intento alchemico, quindi poetico e filosofico, condotto attraverso una sofisticata abilità che grazie a pratiche di lavorazione e manipolazione in cui si avverte l’eco di tecniche antiche segretamente custodite, nobilita e trasforma i materiali più umili e diversi. Colombara è un rabdomante della memoria e dell’immaginario che indaga con risultati di straordinaria raffinatezza e di sorprendente capacità evocativa. Nei suoi materiali si ritrovano scaglie d’oggetti, frammenti di sculturine di bronzo, mani strette a pugno, testoline, angioletti, lamine d’argento modellate da anonimi produttori di grazie ricevute. Opere in cui la loro originaria appartenenza ai relitti del lavoro umano declina in favore di una relazione con il mito, il fantastico e la magia.
“Con l’esposizione dedicata a Piergiorgio Colombara”, spiegano Il Sindaco di Imperia, Luigi Sappa e L’Assessore ai Beni ed Attività Culturali, Claudio Baudena “l’Assessorato ai Beni ed Attività Culturali del Comune di Imperia riconferma l’impegno a presentare a Villa Faravelli, sede di eventi di prestigio, espressioni legate all’ambiente artistico ligure, con particolare attenzione agli aspetti innovativi della pittura e della scultura contemporanee.”

Piergiorgio Colombara nasce a Genova. Dopo la laurea in Architettura nel 1974 ottiene un importante riconoscimento pubblico con la segnalzione nel 1978 al XVIII Premio Internacional de Dibuix Joan Mirò di Barcellona. Dall’84 si dedica prevalentemente alla scultura, dando vita a numerosi cicli come “Sculture senza suono”, “Urne”, “Anelli”, “Bugie”… presentate in moltissime mostre e nazionali e internazionali: il Grand Palais di Parigi, il Museo Italo-Americano di San Francisco, il Kunstverein di Amburgo, la Skulptur heute di Hochenfelden, la Gallerie Marie-Louise Wirth di Zurigo, e tante altre. Il più recente ciclo “Exbronzo” è esposto dallo Studio Copernico di Nicola Loi a Stupinigi e presentato nell’ambito delle olimpiadi invernali di Torino, al Museo Archeologico di Brindisi e al Musée de la Ville di Tunisi, alla Selam Art Gallery di Parigi e recentemente al Museo della Permanente a Milano.

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giovedì, 03 aprile 2008

LA STRADA ERACLEA IN UNA CONFERENZA DI LUIGINO MACCARIO

Sabato 5 aprile, alle 16,00, nella Sala Azaretti del Museo Civico 'Girolamo Rossi', ridotto dell’Annunziata, Ventimiglia Alta, Luigino Maccario relazionerà su 'La leggendaria Strada Heraclea', tracciato che aveva preceduto la famosa 'Via Julia Augusta'.
Rendere sicuro il percorrere le strade della Liguria fu una delle ragioni che portarono le legioni repubblicane romane a sottomettere le tribù Liguri. La prima operazione che i consoli romani hanno condotto a termine, dopo la conquista dei territori, è stata la sistemazione delle "strade" esistenti, secondo le esigenze militari, ma soprattutto, creando lungo quei tracciati le "mansio" e le "statio", dove i viandanti potessero trovare ristoro e la possibilità di cambiare le cavalcature, o almeno, provvedendo che il servizio fosse costantemente disponibile per i messaggeri romani.

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mercoledì, 02 aprile 2008

VIRGINIE LE TOUZE
MAMAC Nice - Vitrine de l'atelier d'art contemporain
Promenade des Arts - Nice
01 mars - 08 juin 2008

« La parodie, le pastiche et la caricature, compte tenu des lois du genre.»
Je me promenais dans Paris, le refrain d’une chanson de Richie Valence en tête. Distraite, j’avais perdu la suite. Alors, comme dans un rêve, de ceux où l’on parle anglais ou polonais couramment et sans aucun accent, j’inventai spontanément une autre suite possible empruntée à Françoise Hardy. Me vint alors l’idée de combiner des passages de chansons d’amour, suivant des transitions imperceptibles, qui s’abîmeraient en une “hyperchanson” d’amour.
Je donnais d’abord une performance de L’Hyperchanson d’A. au Mamac de Liège. Puis je tournais la vidéo Hyperchanson d’A. au Théâtre de la Photographie et de l’Image à Nice. Plus tard, dans ce même lieu, j’en proposais une nouvelle interprétation live.
L’Hyperchanson d’A. est un objet qui évolue selon des modalités toujours renouvelées : vidéos, performances, installations, dessins, photographies. Ce projet à facettes est nourri de citations musicales multiples. Chemin faisant, je me posais la question des droits d’auteur. Je décidai que l’Hyperchanson d’A. entrait dans le cadre de l’article du Code de la Propriété Intellectuelle qui protège « la parodie, le pastiche et la caricature »…
Les «Vitrines du Mamac de Nice» font une drôle de boîte à la forme exiguë et saugrenue. Aujourd’hui, j’en fais une boîte à souvenirs de L’Hyperchanson d’A.
Virginie Le Touze

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martedì, 01 aprile 2008

ANDREA BACCHETTI AL TEATRO NUOVO DI VALLEGGIA

Giovedi 3 aprile, alle ore 21, al Teatro Nuovo di Valleggia (Quiliano), a conclusione della stagione cameristica 2007/2008 dell’Associazione Musicale “Rossini”, concerto del pianista Andrea Bacchetti, che eseguirà di J. S. Bach, le 15 invenzioni a due voci, le 15 invenzioni a tre voci e la Suite Francese n. 6.
Nato a Genova, talento precoce, giovanissimo ha incontrato e raccolto i consigli di artisti quali Karajan, Berio, Horszowsky, Siciliani e Magaloff. E’ stato premiato con prestigiose Borse di Studio: Mozarteum, Salisburgo; Yamaha Music Foundation, Londra, Conservatorio Nazionale, Parigi e si è diplomato “Master” all’Accademia di Imola con Franco Scala. Ha debuttato a 11 anni alla Sala Verdi di Milano con i Solisti Veneti diretti da C. Scimone. Da allora ha partecipato a Festivals quali Lucerna, Salisburgo, Santander, La Coruña, Belgrado, Lugano, Salamanca, Torino, Pesaro, Vicenza, Ravello, Bologna, Cervo, ecc. e ha tenuto concerti nei più importanti centri musicali come Berlino, Parigi, Roma, Mosca, Praga, Madrid, Buenos Aires, San Paolo, Bucarest, Belgrado, Berna, Milano con orchestre di rilievo internazionale (Festival Strings Lucerne, Camerata Salzburg, Prague Chamber Orchestra, Filarmonica della Scala, ecc.).
Le sue incisioni delle Suite Inglesi di Bach (DECCA) hanno raccolto consensi entusiastici dalla stampa specializzata ricevendo il premio dalla prestigiosa rivista americana “Classics Today”. Il CD “Berio Piano Works” (DECCA) - particolarmente voluto ed apprezzato dal compositore con il quale ha studiato e collaborato fin da quando aveva 11 anni - ha avuto la “nomination” al Premio Amadeus 2005 ed è stato segnalato tra le migliori incisioni dell’anno. L’integrale delle “6 Sonate” di Cherubini (RCA–Sony), di recente pubblicazione, ha già raccolto giudizi artistici elevatissimi dalla critica più autorevole; si ricordano le “5 Stelle” di Musica, Amadeus, Diapason, Le Monde de la Musique, “Le Choix” di Radio France; Luister, Pizzicato, e le maggiori riviste europee. Appena uscito il DVD Arthaus con le Variazioni Goldberg di Bach, trasmesso con grande successo in anteprima da SKY Classica, segnalato tra i migliori DVD dell’anno dalla stampa specializzata europea e americana.
Recentemente ha suonato al Festival Sonthofen (Monaco di Baviera); al Teatro Nuovo di Verona; a Nizza con l’Orchestra Filarmonica; ad Ancona (con il Quartetto Prazak), Alba, Palermo, Milano (con il Quartetto Ysaye), Roma, Valladolid, e alle Serate Musicali di Milano.

Programma:
J. S. Bach
- 15 invenzioni a due voci (BWV 771 – 786)
- 15 invenzioni a tre voci (BWV 787 – 801)
- Suite Francese n 6 (in mi maggiore BWV 817)

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