
I DISPACCI DALLA CAMBOGIA DI TERZANI AI MARTEDI' LETTERARI
Il 1° aprile nel Teatro dell‘ Opera del Casinò di Sanremo alle ore 16.30 si terrà al conferenza su Tiziano Terzani con al presentazione del libro "Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia". Il volume contiene un lungo scritto di Angela Terzani Staude, moglie di Tiziano Terzani.
Introducono Angela Terzani Staude e Ito Ruscigni, curatore dei Martedì Letterari.
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Tiziano Terzani
Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia
con uno scritto di Angela Terzani Staude
Longanesi 2008
Collana "Il Cammeo"
La Cambogia è stato uno dei grandi amori di Tiziano Terzani. La storia di questo piccolo regno, che custodisce al suo interno i misteriosi templi di Angkor, divenne per lui emblematica della storia dei paesi dell'Asia travolti nel corso del XX secolo dai giochi delle grandi potenze (USA, Cina, URSS). Terzani visitò più volte il Paese tra il 1972 e il 1994, divenne amico del suo re e nemico indignato degli assassini khmer rossi, per denunciare infine come ipocrita e immorale anche l'operato di pace da parte delle Nazioni Unite. Il libro, fondato sui reportage di Terzani dalla Cambogia, contiene anche il racconto scritto in prima persona della sua cattura da parte di combattenti ragazzini, dell'attimo in cui si salvò la vita con una risata - come amava raccontare - e circa cinquanta fotografie originali, scattate spesso da lui stesso.

CLARINDO BASSANI
FACCIATE
a cura di Marco Barberis
M'ARTE
Via San Giuseppe 22 - Taggia
dal 29 marzo al 20 aprile 2008
Facce come muri, facciate appunto, "perchè i muri sono un emblema della nostra epoca e questo tema è stato contaminato, con felice intuizione, a quello del ritratto. I volti cercano di stagliarsi sullo sfondo di muri, ma quel che accade è che le superfici si compenetrano. L’intonaco contamina la pelle, la pelle si dissolve nel muro, perché stanno dicendo la stessa cosa: siamo una pellicola sempre più sottile, il nostro essere si sbriciola e decade, il nostro segreto, in apparenza evidente, è sempre più labile, inattingibile..."
Gianni Cascone

POSTER PARADE 2007
Truelove Art Gallery
Via Vacciuoli 18R - Savona
dal 29 marzo al 29 aprile 2008
La mostra, organizzata da "In Your Eyes" e-zine, magazine on-line di musica e libri della scena indipendente, da "Queens of Taglia'n'Impasta" attivo nel panorama della mail-Art e da Grazia Ferro dello spazio TrueLove che la ospita, rappresenta la tappa finale di un progetto iniziato nel giugno 2007.
La "Poster Parade 2007" ha come obiettivo la realizzazione di un progetto grafico, aperto a tutti e no profit, in cui si chiede di produrre un poster di un concerto/festival/rave/ soundsystem della band musicale preferita o addirittura di un gruppo mai esistito, suonatore e cantore di generi mai ascoltati.

ANNA CORTI / SANDRA CAVALLERI
DALLA TERRA AL CIELO
Museo Civico Archeologico - Palazzo Del Parco
Viale Giacomo Matteotti - Diano Marina
dal 22 al 30 marzo 2008
Dalla terra al cielo, dimensioni contrapposte esplorate artisticamente da Sandra Cavalleri e Anna Corti.
La prima, scultrice e ceramista parte dalla terra che plasma e trasforma in creature esili, più celestiali che terrene, figure che trasmettono con armonici e lenti movimenti del corpo emozioni vere ed irreali.
La Cavalleri con abilità passa dalla tecnica ceramica raku a altre cotture assembla materiali diversi, per trasformare la realtà e dar vita al suo universo surreale.
La Corti, trasportata dai colori del cielo, li lascia fluire e colare sul tessuto, dove interviene con il segno, le scritte e la personalissima tecnica, per creare luoghi surreali, tramonti albe e tracce di figure che affiorano da un mondo interiore.
La pittrice intelaia le sue stoffe in grandi e piccole dimensioni le taglia e incolla su scatole, passando così dal cielo alla terra.

LA CONTESA DEGLI AFFETTI AD ALBISOLA SUPERIORE
Venerdì 28 marzo, alle ore 21, nella Chiesa di San Nicolò ad Albisola, si terrà un concerto che vedrà protagonista l’ensemble “La Contesa degli Affetti” formato dal soprano Anna Delfino, Andrea Ravazzano all’organo e Silvia Schiaffino al flauto. Musiche di Handel, Gluck, Paisiello, Stradella, Vivaldi. L’appuntamento musicale è organizzato dal Comune di Albisola Superiore e dalla Associazione ArteArmonia.

MARIO ROSSELLO: LA MOSTRA
Conferenza di presentazione
Savona - Sala Rossa del Comune
giovedì 27 marzo 2008, h. 11,00
Oggi, presso la Sala Rossa del Comune di Savona, alle ore 11,00, si terrà la conferenza stampa di presentazione della mostra di Mario Rossello che si inaugura al Palazzo del Commissario sulla Fortezza del Priamar il prossimo 4 aprile.
La conferenza sarà seguita da un dibattito su Mario Rossello con contributi di Ferdinando Molteni, Assessore alla Cultura del Comune di Savona; Giorgia Cassini curatrice della mostra; Nicoletta Negro curatrice dell’allestimento; Massimo Bartoletti, storico dell’arte, Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria; Roberto Giannotti, Direttore de l’Agenda; Caterina Gardella, Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio della Liguria; Franca Nuti e Giancarlo Dettori, attori di teatro; Benedetto Mosca, giornalista; Giovanni Poggi, Ceramiche San Giorgio.

BORDIGHERA PER IL CENTENARIO DI EDMONDO DE AMICIS
Edmondo De Amicis scompariva cento anni fa a Bordighera, l’11 marzo del 1908, all’età di 62 anni.
Dal 25 al 31 marzo, il Comune, in collaborazione con l'assessorato alla Cultura della Provincia, dà il via alla “Settimana della Cultura” con in programma alcuni appuntamenti dedicati allo scrittore.
Si inizia il 25 con una mostra di illustratori inglesi per l’infanzia e dei testi di Edmondo De Amicis presso la Biblioteca Civica Internazionale, mostra che si protrarrà sino al 31.
A seguire, il 27 marzo alle 17,00 presso la Chiesa Anglicana (via Regina Vittoria 4), il Professor Giorgio Bertone dell’Università di Genova propone una conferenza con diapositive per illustrare il tema “Fare gli italiani. De Amicis, problemi sociali e l’educazione nazionale”.
Il 29 marzo, alle ore 21.15, la Compagnia teatrale del Menestrello metterà in scena, infine, una lettura drammatizzata di “Dagli Appennini alle Ande” tratta da un racconto di Edmondo De Amicis.

IVANO SOSSELLA
PENULTIMO PROGETTO
Commissaire: Enrico Pedrini
Galerie Depardieu
64, Boulevard Risso - Nice
27 mars - 28 avril 2008
Lors de son exposition dans cette galerie niçoise en Mai 2007, Ivano Sossella avait quelque peu surpris avec une oauvre composée de pots de fleurs en équilibre sur des petites étagères, susceptibles de tomber à tout instant. Il nous présentait les murs intérieurs d'une maison, habituellement dévoués à l'accrochage de tableaux, vides de toute œuvre d'art. Seule la marque de leur absence demeurait, comme lorsqu'on décroche un tableau après des années. Cette absence évoquait une dimension de l'art qui trouve présence et réalité dans la dissipation extrême de son être reconnaissable.
Sossella avait aussi créé une œuvre au mur avec des livres, pris au hasard, tous ouverts à la page 15...
Mais avec ce quadra italien, il y a-t-il vraiment un hasard ?
A la fin des années 80, précisement en 1987, une créativité nouvelle s'est développé dans le milieu artistique italien. Abandonnant à la fois la politisation et les systèmes idéologiques absolutistes, elle s'est propagée à travers des méthodologies individuelles qui se vérifient de temps à autre, selon des modes opératoires variables et instables.
L'art peut donc s'étendre vers plusieurs langages ce qui met en cause le métier même de l'artiste et atteint son coté opposé, plus ironique, plus lyrique. Les deux milieux recherchent, dans une atmosphère tendue, les relations et les rapports entre la réalité et la fiction, entre le corps et l'âme individuelle et sociale.
Pour Ivano Sossella, autant que pour Luca Vitone, Cesare Viel, Tommaso Tozzi et Filippo Falaguasta qui en 1987 s'unirent dans un mouvement nommé Arte(Dissipazione), c'est bien l'absence du tissu narratif qui manque parce que leur travail naquit comme « une recherche au-delà de l'objet et de l'art même ».
Sossella affirme : « les Conceptuels avaient une vérité, pas nous ! L'art est un acte insensé et distributif, une correction constante du sens proposé et exhibé. C'est surtout une tentation suspecte ».
On a parlé, à propos de cet artiste, de « Dissipation de l'objet exposé ». L'œuvre, comme agglomérat d'actions et de significations, se révèle dans son instant maximum de dispersion.
Dans son premier projet (2005) à la Galerie Depardieu à Nice, Ivano Sossella avait pris possession de l'espace tout-entier avec des dessins à thème fixe sur les murs. La présence obsessionnelle d'images de billets de banque affirmait la finalité de l'art à devenir de plus en plus un objet d'investissement financier et une source de gain rapide, elle éclairait aussi la pulsion inconsciente vers la possession, presque un désir érotique qui satisferait tout individu.
Que nous réserve-t-il avec cette troisième exposition qui s'intitule « Penultimo Progetto », est-il besoin de le traduire ?

SACRAE MELODIAE ORGANO CANENDE
chiude la Rassegna di Musica Sacra
La Rassegna Internazionale di Musica Sacra proposta dalla Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo, inaugurata giovedì con la prima esecuzione della Messa da Requiem di Roberto Hazon (1930-2006), termina oggi, 24 marzo 2008, alle 16,00, nella All Saints' Churg (ex Chiesa Anglicana) a Sanremo in corso Matuzia con le 'Sacrae Melodiae Organo Canende' con la partecipazione del soprano Laurence Schohn, del tenore Massimo La Guardia e dell'organista Silvano Rodi.

SALVATORE LUCISANO E ALESSIO FACCIO GOFAS
IN MOSTRA A SANTO STEFANO AL MARE
Presentata da Giorgia Cassini si è inaugurata ieri, 22 marzo, nella Sala Consiliare del Comune di Santo Stefano al Mare, una mostra di Salvatore Lucisano e Alessio Faccio Gofas, due artisti locali che si sono fatti apprezzare nell’ambiente per le loro innovative tecniche pittoriche.
Salvatore Lucisano, 44 anni, sanremese, grazie al suo lavoro di stuccatore e restauratore, scopre la passione per la pittura e successivamente per la Video arte. Dopo aver sperimentato diverse tecniche pittoriche e digitali, recentemente sta sviluppando la tecnica della scomposizione delle immagini digitali.
Trentacinque anni, Alessio Faccio Gofas, negli studi di San Giacomo e San Romolo, unisce al lavoro con l'aerografo la ricerca personale attraverso pittura, scultura e la sperimentazione con i materiali più svariati, in particolare quelli poveri.
La manifestazione, che ha avuto il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Santo Stefano al Mare, è stata inserita nel palinsesto de “La Settimana della Cultura: una festa per tutti ", un’opportunità proposta dal Ministero dei Beni e Attività Culturali per far conoscere meglio il patrimonio culturale ed artistico della nazione, che si svolgerà in tutta Italia dal 25 al 31 marzo.
L’orario di apertura della mostra è dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 16,00 alle ore 20,00.

CARLOS CARLÉ / CARMEN SPIGNO
TELLUS
a cura di Walter Accigliaro
Complesso Monumentale di Santa Caterina – Oratorio de’ Disciplinanti – Finalborgo
sabato 22 marzo – domenica 13 aprile 2008
Si tratta di una mostra “speciale” che vede l’unione di due artisti, Carmen Spigno e Carlos Carlè, accomunati dall’uso delle terre naturali come mezzo artistico sovrano per esprimere la loro creatività. Non soltanto un’analogia relativa al medium utilizzato quella che lega il mondo artistico di Carmen e Carlos, ma il caldo cromatismo naturale e la texture formata dalle miriadi di segni impressa dalle loro mani sulla materia.
L’uno usa le terre per modellare, plasmare, cuocere e colorare, l’altra distende, cola, segna il materiale diluito su superfici pittoriche. «Entrambi traggono dalla materia primordiale immagini non figurative da prospettare con forza nel mondo odierno così spersonalizzato, globalizzato, ipertecnicistico, futile» scrive il critico d’arte Walter Accigliaro nella recensione estetica alla mostra. «È un confronto arduo – aggiunge – forse spiazzante, tra chi intende ancora avvalersi manualmente dei materiali naturali e chi opera tra fotografia, You Tube, video, “quadri viventi”, ready made, in un’ossessionante raffigurazione tra cronaca e quotidianità. Per Carlé e Spigno può valere la riproposizione, in chiave quasi naturalistica, del «telaio informale» che pazientemente indaga ed intesse la materia, che recupera ambiti lacerati per riconnetterli, che ancora ricollega la disgregazione e la meraviglia. Come in una rievocazione, ci pare di osservarli nei propri laboratori (appartati nella Liguria di Ponente) mentre elaborano misteriose conformazioni dalle terre, lontani (o vicini?) dal vivere più intenso, crudamente aggiornato di tanti operatori».
I due artisti presenteranno le loro opere recenti ed altre storicizzate al fine di rendere consapevoli i fruitori del processo artistico seguito e dare un’ampia visione dell’evoluzione del loro lavoro maturata nel tempo.
L’imponente struttura del complesso monumentale dell’Oratorio di Santa Caterina di Finalborgo sarà la cornice ideale per valorizzare le opere dei due artefici in un mutuo contributo di grande bellezza.

ROCCO BORELLA
Atelier Michela Savaia
Via Repetto 10 - Albissola Marina
17 marzo - 18 aprile 2008
Lunedi 17 marzo 2008, alle ore 18,30, si è inaugurata la mostra di Borella, a cura dell’Associazione Albisola Arte e Cultura, nell’Atelier d’Arte Michela Savaia, Albisola e l’Europa, via Repetto 10 Albisola Mare. Saranno esposte sino al 18 aprile 2008 ceramiche e quadri del maestro. Verrà letta una poesia dedicata a Borella, scritta dal suo amico collezionista e poeta Beppe Mortara, scomparso nel 2006. Nel depliant dedicato a Borella c’è anche un testo di Michela Savaia. Milena Milani ha detto: ”…Borella era una creatura libera, un autentico maestro di vita, ben lontano da coloro che si atteggiano a caposcuola mentre non sono all’altezza di questo ruolo. Oggi assistiamo a un ribaltamento di valori di cui sono responsabili certi critici improvvisati che non conoscono affatto la storia dell’arte. Vengono portati alle stelle artisti mediocri. Noi invece vogliamo dare risalto all’intelligenza, al linguaggio, all’avanguardia vera che nasce da una esigenza profonda. Borella, celebrato a Savona e a Albisola, è un punto fermo nell’arte italiana contemporanea”.
Rocco Borella (Genova 1920-1994) aveva studiato nel Collegio di San Giuliano al Boschetto, dai Padri Benedettini. Nel 1938 si è iscritto all’Accademia di Belle Arti come studente-lavoratore. Infatti prestava la sua opera all’Ansaldo di Cornigliano-Genova. Nel 1946 ha tenuto la prima mostra personale alla Galleria Isola. Nel 1956 ha esposto alla Biennale di Venezia, a Roma e a Milano, e ha iniziato l’insegnamento al Liceo Artistico Barabino di Genova. Dopo numerose personali e collettive in Italia e all’estero, ha partecipato nel 1973 alla Quadriennale di Roma con i “guard-rail” in formica colorata. Nel 1979 ha realizzato i suoi famosi “cromemi”, molto apprezzati da critici e collezionisti. Questa difficile parola”cromemi” è stata coniata da “fonemi” per indicare un campionario di colori a “bande” nelle tele e sulle ceramiche. Nel 1992 a Villa Croce, Genova, si è tenuta una grande antologica dedicata al suo lavoro di sperimentazione.

MARINO MAGLIANI
QUELLA NOTTE A DOLCEDO
Longanesi 2008
Collana "Biblioteca di narratori"
C’è una nostalgia che impedisce di vivere e un’altra che spinge a tornare. Hans Lotle, soldato tedesco che ha combattuto la guerra in Liguria, le conosce entrambe. Ma da Berlino Est non è semplice tornare nei luoghi dove, una notte d’estate del 1944, è avvenuta una strage. Tutto era accaduto in fretta: urla, spari, granate in un fosso dove era nascosta un’intera famiglia. Chi li aveva traditi, e perché? Lì, tra i rovi, Hans aveva intravisto lo sguardo terrorizzato di una bambina. E non aveva mai più dimenticato. In Germania intanto qualcuno lo controlla. È un ufficiale della DDR che lo fa seguire fino a dopo la caduta del Muro. È per qualche conto lasciato in sospeso dalla guerra? O si tratta di motivi personali?
Ora lui è riuscito a tornare a Dolcedo: potrebbe far luce su quell’episodio tragico, o potrebbe farlo Lori, una giovane donna un po’ sbandata legata a filo doppio alla verità che lui sta cercando. Piano piano, però, il paesaggio lo rapisce con i suoi odori e i suoi ulivi, tanto che la sua ricerca alla fine diventa altro: un modo di continuare a sfuggire alla vita, anche. E come i mammut che qui venivano a morire, Hans finirebbe dimenticato da tutti se da Berlino qualcuno non lo venisse a cercare con una sorprendente proposta.
Il volume verrà presentato sabato 22 marzo nella Sala Consiliare del Comune di Ospedaletti e sabato 29 marzo nel Chiostro di Sant'Agostino a Ventimiglia.

SILVIA GENTA
SCIASCELINE, LE MANI INVISIBILI
Ennepilibri 2008
Collana "NPL Saggistica"
Il 21 marzo, alle 17 ad Imperia, presso la Sala Varaldo della Camera di Commercio in viale Matteotti sarà presentato il libro di Silvia Genta 'Sciasceline, le mani invisibili' (Ennepilibri 2008 collana editoriale npl-saggistica). Oltre all’autrice e all’editore Rinangelo Paglieri, interverranno Paolo Giaccone, direttore della Fondazione Nuto Revelli, Enrico Torelli, segretario provinciale SPI Cgil, Matteo Lanteri, presidente provinciale Auser Imperia, Antonio Fasolo, presidente della Coldiretti Imperia, Enrico Vesco, Assessore Regionale al Lavoro.
Il libro tratta del lavoro delle raccoglitrici di olive, le sciasceline; parla di migrazioni femminili, migrazioni di donne, mogli, madri e fanciulle che si lasciano alle spalle le difficoltà di una terra aspra e avara di prodotti durante l’inverno, per il lavoro a giornata della raccolta delle olive, in riviera. Voci delle donne della campagna povera e meno povera, che finalmente possono scrivere la propria storia, ma anche storie che legittimano e ufficializzano uno scambio non solo economico, ma anche sociale, culturale e umano tra Liguria e Piemonte. Il lavoro di ricerca durato oltre un anno si è sviluppato seguendo diversi percorsi e modalità. Attraverso una molteplicità di esperienze conoscitive: dallo studio alla ricerca di materiale documentario, alla raccolta di storie di vita.
Il libro si avvale della prefazione di Marco Revelli e della postfazione di Marco Aime.

A LOANO INCONTRO CON RICCARDO TESI
Civica Biblioteca - Palazzo Kursaal
mercoledì 19 marzo, h. 21,00
Prosegue a Loano l’iniziativa “Dischi volanti… incontri ravvicinati con dischi, libri, parole e suoni”, promossa dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano ed organizzata in collaborazione con l’Associazione Compagnia dei Curiosi. Mercoledì 19 marzo, la rassegna ospiterà il primo dei due appuntamenti del “Premio incontra…” organizzato in collaborazione con il Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana, un’anteprima degli incontri che dall’ultima edizione hanno arricchito il festival.
Ospite dell’iniziativa sarà Riccardo Tesi che presenterà l’album “Presente Remoto”. L’organettista toscano, che con questo disco celebra i trent’anni di carriera, si muove emotivamente sul filo del ricordo e per questa particolare occasione, ha raccolto vari musicisti dell’ambito jazz, folk, rock, classico, cantautorale, appartenenti sia ad antiche che a nuove collaborazioni, personaggi che hanno avuto un forte impatto sul suo gusto musicale, accompagnando e segnando il percorso della sua eclettica ricerca artistica. L’incontro con il musicista sarà condotto dl giornalista Guido Festinese.
Compositore, strumentista, ricercatore: queste le anime della complessa e poliedrica personalità artistica di Riccardo Tesi, autentico pioniere dell’etnica in Italia.
Dagli esordi decisamente folk nel 1978 al fianco di Caterina Bueno, alle odierne collaborazioni, la storia musicale del pistoiese Tesi vive di una preziosa continuità fatta di passione e di curiosità onnivore, che dalla tradizione toscana lo ha accompagnato al confronto con quelle italiane, basche, inglesi, francesi e malgasce, con il jazz, il liscio e la canzone d’autore.
In perfetta simbiosi con la sua poetica della memoria, il suo strumento: l’organetto diatonico, antenato della fisarmonica, al quale per primo in Italia, ha consacrato un intero disco intitolato “Il ballo della lepre” (1981).
Ciò che colpisce di Tesi è lo stile, chiaramente riconoscibile, attraverso il quale riesce a far parlare all’organetto una lingua arcaica e nuova, dilatando il vocabolario e la tecnica di uno strumento rimasto a lungo patrimonio esclusivo della tradizione; una scelta “splendidamente inattuale” che lo iscrive, per lirismo e virtuosismo, al circolo di quanti, a tutte le latitudini hanno ridato dignità alla fisarmonica e ai suoi affini, in virtù del quale nel 2002 ha ricevuto a Castelfidardo il premio “La voce d’oro”.
Le esperienze musicali con il gruppo sardo-toscano Ritmia, il duo con Patrick Vaillant, lo spettacolo di canzoni occitane “Anita, Anita” ancora con Vaillant e Jean Marie Carlotti, il trio di organetti Trans Europe Diatonique con John Kirkpatrick, Marc Perrone, Kepa Junkera, il trio jazzistico col mandolinista nizzardo e Gianluigi Trovesi, hanno allargato i confini geografici e le frontiere musicali di Riccardo Tesi, insieme ad altre collaborazioni di grande prestigio come quella col malgascio Justin Valì, con la cantante sarda
Elena Ledda, con il gruppo siciliano Dounia, la portoghese Amelia Muge, con l’arpista Vincenzo Zitello, con il clarinettista Gabriele Mirabassi, il tamburellista Carlo Rizzo, con il pianista Rocco de Rosa, il flautista lusitano Rao Kyao, con il jazz partenopeo di Maria Pia de Vito, con i chitarristi Beppe Gambetta, Reno Brandoni e Peppino D’Agostino, con l’etnojazz di Daniele Sepe, con artisti dell’area rock come Francesco Magnelli, Ginevra di Marco (ex CSI e PGR), Piero Pelù e con il DJ Ominostanco fino alla grande canzone d’autore italiana con Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè, Ornella Vanoni, Gianmaria Testa, Giorgio Gaber, Carlo Muratori, Tosca, Luca Nesti, Cisco.
Dal 1992 è il leader fondatore di Banditaliana, che attualmente è considerata una delle formazioni più importanti del panorama world internazionale.

ALDO CAZZULLO
OUTLET ITALIA. VIAGGIO NEL PAESE IN SVENDITA
Presentazione del volume
Libreria Ubik
Corso Italia 116 R - Savona
lunedì 17 marzo. h. 21,00
Savona. In occasione dell’uscita del libro “Outlet Italia. Viaggio nel Paese in svendita”, l’autore del libro Aldo Cazzullo discuterà con il presidente della Provincia di Savona, Marco Bertolotto, e con il pubblico savonese sul tema degli outlet, ovvero dei grandi centri commerciali. L’appuntamento è per lunedì 17 marzo alle ore 21 presso la libreria Ubik di Savona.

FRANCO MENEGUZZO
IL SENNO DEL PRIMA
Fortezza di Castelfranco
Via Generale Enrico Caviglia Finale Ligure (SV)
dal 16 marzo al 27 aprile 2008
Si tratta di una selezionata antologia di lavori pittorici, che vanno dai primissimi anni cinquanta alla metà degli anni settanta, quando l'artista si e' dedicato quasi integralmente alla scultura.
Dall'astrazione concreta alla grande stagione dell'Informale, alle opere realizzate per sottrazione di colore degli anni sessanta, alla passione esclusiva per il colore verde che ha contraddistinto la sua pittura sino agli ultimi anni, il percorso alla Fortezza farà scoprire un artista che pur avendo conosciuto una buona notorietà tra gli addetti ai lavori, ha preferito un'attività appartata e solitaria.
Oggi, una cospicua acquisizione di opere da parte della prestigiosa collezione tedesca VAF-Stiftung di Francoforte, e una monografia imponente - presente in mostra - contribuiscono a diffondere la conoscenza di un lavoro perfettamente coerente coi suoi tempi e, in certi casi, persino anticipatore, e comunque assolutamente autonomo.
Le ventiquattro opere scelte, esposte a Finale Ligure, ne sono un esempio.

PRESENTATO IERI IL VOLUME SUL CORO LIGNEO DELLA CATTEDRALE DI SAVONA
Le vicende della realizzazione del coro ligneo della Cattedrale di Savona, le sue vicissitudini seguite alla distruzione della vecchia cattedrale, i restauri ottocenteschi e la storia degli studi sono oggetto dei contributi del volume dal titolo “Il coro ligneo della Cattedrale di Savona” che verrà presentato sabato 15 marzo, alle ore 10.30, nella Cattedrale di Savona. Parteciperà anche il vescovo Vittorio Lupi.
Con poche parole, piene di ammirazione e di intelligenza, uno scrittore cinquecentesco, identificato tradizionalmente col notaio Ottobono Giordano, definiva il coro ligneo intarsiato della cattedrale di santa Maria sul Priamàr a Savona un lavoro “fatto a meraviglia”. Quella stessa struttura, realizzata tra il 1500 e il 1522 circa dai lombardi Anselmo De Fornari, Elia De Rocchi e Giovan Michele Pantaleoni, e finanziata per metà dal cardinale Giuliano Della Rovere, poi papa col nome di Giulio II, si ammira oggi, opportunamente adattata, nella nuova cattedrale tardo rinascimentale dell’Assunta. Le vicende della realizzazione del coro, le sue vicissitudini seguite alla distruzione della vecchia cattedrale, i restauri ottocenteschi e la storia degli studi sono oggetto dei contributi del volume dal titolo “Il coro ligneo della Cattedrale di Savona”, presentato sabato 15 marzo nella Cattedrale di Savona.
Il testo, edito dalla casa editrice Silvana Editoriale di Cinisello Balsamo, col finanziamento della Fondazione “Agostino De Mari” della Cassa di Risparmio di Savona propone testi a cura di Massimo Bartoletti (coordinatore del volume), di Nerio Marchi, di Maurizio Tarrini, di Carlo Varaldo e di Gianluca Zanelli. L’attenzione si concentra sulle implicazioni storico artistiche relative al manufatto, oltreché sotto l’aspetto della iconografia musicale e dell’apparato delle epigrafi. Nel testo, inoltre, si dà conto degli esiti del restauro integrale compiuto tra il 2002 e il 2003, sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Liguria e grazie all’integrale sostegno economico della Fondazione Carisa.

ARNAUD LABELLE ROJOUX
ON VA ENCORE MANGER FROID CE SOIR!
MAMAC Nice - Galerie du Musée
Promenade des Arts - Nice
01 mars - 08 juin 2008
Arnaud Labelle-Rojoux est né en 1950 à Paris. Il vit à Paris et enseigne à la Villa Arson à Nice, depuis 2007. Arnaud Labelle-Rojoux que l’on décrit volontiers comme le fils spirituel de Marcel Duchamp se distingue aussi bien comme plasticien que performeur et essayiste ; en tant qu’artiste, après une formation à l’école des Beaux-Arts de Paris où il est entré en 1969, ses premières grandes références artistiques sont les Nouveaux Réalistes, Robert Rauschenberg, Allan Kaprow ou encore Andy Warhol ; à leur instar et s’inscrivant en droite lignée dans l’attitude Fluxus; le rapprochement entre l’art et la vie; il s’affranchit à son tour des conventions artistiques et privilégie le geste créatif à l’œuvre d’art elle-même. Il réalise sa première exposition personnelle en 1978. Les Murs, inventaires de la vie et de l’Art.
Le Mamac présente un grand ensemble d’œuvres récentes d’Arnaud Labelle-Rojoux, provenant de collections publiques (FRAC) et privées (galeries et collectionneurs) , certaines œuvres étant constituées «Murs» ou réalisées durant le temps d’installation de l’exposition. «Les Murs», présentés dans la galerie sont particulièrement représentatifs de la démarche de l’artiste; ils réunissent sur un même plan, dans un simulacre d’accrochage 19ème siècle, un foisonnement d’œuvres réalisées à différentes périodes, peintures, dessins, collages, textes et images ; assemblés selon un jeu très varié d’associations d’idées, ils conjuguent informations triviales et d’érudition. Toutes les œuvres sont de facture extrêmement modeste. Les textes, aphorismes slogans et légendes affichent délibérément un comique troupier où le jeu de mot, le calembour, est maître. Pour l’artiste :«[…] Les «murs», ce sont aussi des pages, d’immenses pages, blanches ou pas, sortes de surfaces attendant leur animation visuelle et textuelle… Il y a quelque chose de littéraire, ou de poétique, dans leur composition. […] Le mur est l’inventaire provisoire d’une historiographie personnelle… ». Arnaud Labelle-Rojoux, Extrait de l’entretien avec Eric Mangion in «On va encore manger froid ce soir !», ouvrage édité à l’occasion de l’exposition par les Editions Sémiose/ Loevenbruck, Paris février 2008. Arnaud Labelle-Rojoux questionne inlassablement, avec une jubilation évidente, l’art et ses limites, ne se prenant pas au sérieux, sans pourtant en manquer. L’œuvre facétieuse et référentielle remet en cause nos considérations ordinaires sur la vie, la culture, le beau. Il nous invite à regarder l’Art avec un œil curieux, drôle, décomplexé. Il nous met aux pieds des Murs, pour mieux nous amuser, nous emmener vers l’absurde. Pour preuve de sa démarche, certains titres de ses expositions ; «Cauchemarx et Engelures», «Motifs et bouches cousues», «Mon clebs et moi», «Merci mon chien», «On dirait que ce serait une exposition» etc. Arnaud Labelle-Rojoux détourne, découpe, déstabilise, dédramatise, détonne!

UMBERTO GALIMBERTI AI MARTEDÌ LETTERARI DEL CASINÒ
Il 18 marzo nel Teatro dell’Opera ore 16.30 Umberto Galimberti presenta il libro “L’ospite inquietante il nichilismo e i giovani”. Introduce l’autore Ito Ruscigni, curatore della rassegna letteraria.
Il nichilismo che è la negazione di ogni valore è anche quello che Nietzsche chiama "il più inquietante fra tutti gli ospiti". Siamo nel mondo della tecnica e la tecnica non tende a uno scopo, non produce senso, non svela verità. Fa solo una cosa: funziona. Finiscono sullo sfondo, corrosi dal nichilismo, i concetti di individuo, identità, libertà, senso, ma anche quelli di natura, etica, politica, religione, storia, di cui si è nutrita l'età pretecnologica. Chi più sconta la sostanziale assenza di futuro che modella l'età della tecnica sono i giovani, contagiati da una progressiva e sempre più profonda insicurezza, condannati a una deriva dell'esistere che coincide con il loro assistere allo scorrere della vita in terza persona. I giovani rischiano di vivere parcheggiati nella terra di nessuno dove la famiglia e la scuola non "lavorano" più, dove il tempo è vuoto e non esiste più un "noi" motivazionale. Le forme di consistenza finiscono con il sovrapporsi ai "riti della crudeltà" o della violenza (gli stadi, le corse in moto ecc.).
Umberto Galimberti (Monza, 3 maggio 1942) è un filosofo e psicoanalista italiano. Laureatosi all'Università Cattolica di Milano sotto la guida di Emanuele Severino, poco più che ventenne si trasferisce a Basilea dove conosce e frequenta regolarmente Karl Jaspers, di cui sarà uno dei principali traduttori e divulgatori italiani. Dopo qualche anno di insegnamento presso istituti superiori, diviene nel 1976 professore incaricato di antropologia culturale presso la neonata facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, di cui Severino è uno dei fondatori. Diviene professore associato di filosofia della storia nel 1983 ed è ordinario di filosofia della storia e di psicologia dinamica dal 1999. Ha insegnato inoltre filosofia morale. Dal 1985 è membro ordinario dell’International Association for Analytical Psychology. È inoltre dal 2003 vicepresidente dell’Associazione Italiana per la Consulenza Filosofica “Phronesis”. Ha collaborato con “Il Sole 24 Ore” dal 1987 al 1995, e successivamente con “La Repubblica” sia con editoriali su temi d’attualità sia con approfondimenti di carattere culturale. Cura inoltre la rubrica epistolare di “D, La Repubblica delle Donne”, inserto settimanale de “La Repubblica”. Nel 2002 gli è stato assegnato il premio internazionale “Maestro e traditore della psicanalisi”.
Fra le sue opere:
- Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano, 1989
- Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano, 1992
- Parole nomadi, Feltrinelli, Milano, 1994
- Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano
- Psiche e techne. L'uomo nell'età della tecnica, Feltrinelli, Milano, 1999
- Dizionario di psicologia, nuova ediz., Utet, Torino, 2006

ELEONORA SIFFREDI
Accademia dei Fiori Balbo
Via 1° Maggio - Bordighera
dal 15 al 30 marzo 2008
“La mia pittura – dice Eleonora Siffredi – tende al decorativo. Ne sento i rischi”. Da questa consapevolezza, così rara negli artisti, stracolmi come sono di convinzioni assolute, nasce la sua poesia, fatta di intermittenze del cuore, di vibrazioni appena accennate, di tremiti e di sussulti. Fu Guido Ballo, suo insegnante negli anni di Brera, a convincerla che la decorazione non era il diavolo, ad uscire dall’atteggiamento amletico che rischia, come sappiamo di condurre all’inazione. Poi la materia stessa – una foglia, un grumo di terra, un lembo di stoffa – la convinse a partire per l’ignoto, come voleva Paul Valéry: “ Il faut tenter di vivre”. Ed eccola partire dalle piccole realtà per realizzare sogni, che sono di volta in volta piccole opere materiche dove vibra una piumetta, quadri su cartone, dove si muovono lembi di tela sbatacchiati da un vento insensibile, o leggerissimi in tulle, dove si annida l’anima della danza. Ultima fase, e acme forse del sogno, i drappi fatti di filo di ferro e di ricami di cotone o corda: qui oggetto è l’aria (materia anch’essa) che vi passa attraverso, ed è l’anima di Eleonora che dice una cosa per dirne un’altra.
Sandro Bajini (febbraio 2008)
Parrebbe che l’operare di Eleonora Siffredi, consista nel mettere in atto una mimesi dei processi creativi naturali. E’ come una tessitura, un ordito che nel tempo, e con il tempo, prende forma. E’ una pittura che ha la preziosità dalle scaglie, dei miceli, delle meduse... Anzi, non è più una pittura. Non è dentro una cornice. E’ uno spazio, una strada che attraversa il mondo, un diario.
Ci sono pagine minime, corsive, come quelle definite un po’ giocosamente ex voto. E ci sono opere gigantesche, ampie campiture, pulsanti di sottili emozioni, di suoni impercettibili, di memorie. Forse sono stendardi, o forse vele, le grandi istallazioni oscillanti che l’artista prepara, confondendo apporti del caso ed estrema meticolosità artigianale. Forse sono sipari che si aprono su “realtà altre”. Forse sono pareti, diagrammi, geologiche stratificazioni.
Attraverso processi di assemblaggio, sedimentazione, composizione, scomposizione le micro e le macro strutture si rapprendono, appaiono, quasi si fossero formate da sole, come misteriosi vegetali, come galassie. Sono tessiture diafane e cangianti, tappeti erbosi pulsanti di vita. Ma non c’è palpitare di fronde, non c’è poesia della natura: vive, in queste narrazioni, il segreto di un’ardua operazione mentale.
Marco Innocenti (febbraio 2008)
Eleonora Siffredi, nata a San Remo nel 1944, dopo la maturità artistica si è diplomata a Milano in Decorazione Pittorica presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha svolto attività di insegnamento presso i Licei Artistici di Milano, Treviso, Venezia.
Del suo lavoro hanno scritto: S. Bajini, G. Beringheli, F.Biamonti, F. Cervini, C. Claudiano, S. Delfino, A. Dragone, W. Gorni, M. Innocenti, E. Maiolino, G. Strazza, B. Tarozzi, M. Zanelli.
Mostre personali: Mantova 1994, galleria Giulio Romano; Ventimiglia 1995, Chiesa San Francesco; Bordighera 1997, Biblioteca Internazionale; Venezia 1998, Fondazione Querini Stampalia; Bassano del Grappa 1998, Chiesa dell’Angelo; San Remo 2001, Biblioteca Civica; Venezia 2003, Galleria Laurens, San Remo 2005, Chiesa San Germano.
UN BILANCIO DEL '68
Giovedì 13 marzo, alle ore 20,30, all’hotel Hermitage di Villanova d’Albenga, su invito del Lions Albenga Host il professor Pier Franco Quaglieni, presidente del Centro Pannunzio, terrà una conferenza su “Il ‘68: un bilancio dopo quarant’anni”. Il prof. Quaglieni analizzerà il fenomeno della contestazione studentesca in Italia a partire dall’Università e dalla scuola per considerare le sue ricadute in campo sociale ed etico.

OTTO HOFMANN: UN ARTISTA DEL BAUHAUS
13 marzo – 27 aprile 2008
Meisterhaus Kandinsky/Klee Ebertallee 69/71, Dessau
13 marzo – 27 aprile 2008
http://www.meisterhaeuser.de
A distanza di un anno dalla mostra antologica allestita allo Städtische Museen di Jena, il Bauhaus di Dessau ospiterà, dal 13 marzo al 27 aprile, un importante evento espositivo dedicato all’artista tedesco Otto Hofmann (Essen 1907 – Pompeiana 1996) che negli anni tra il 1927 e il 1931 frequentò il celebre istituto, dove fu allievo di Vassily Kandinsky e di Paul Klee. Nelle case-atelier dei due grandi maestri del Novecento, progettate da Gropius, sarà allestita la mostra "Otto Hofmann. Un artista del Bauhaus" ideata e curata da Giovanni Battista Martini.
La mostra fa parte di un progetto più ampio di esposizioni che l'Anhaltische Kunstverein sviluppa da alcuni anni proponendo artisti la cui storia è legata al Bauhaus e intende ricostruire, attraverso le opere esposte, le tappe salienti della lunga e articolata carriera di Hofmann. Otto Hofmann, che fu indirizzato verso le arti visive da Walter Dextel, direttore dal 1916 al 1928 del Kunstverein di Jena, condivise con altri artisti, tra il 1927 e il 1931, gli insegnamenti di Klee e Kandinsky al Bauhaus di Dessau. Tale esperienza fu determinante per la sua sperimentazione linguistica autonoma seppur strettamente correlata al contesto di ricerca dell’astrazione lirica europea.
Sia negli anni tra le due guerre, sia dopo il conflitto, Hofmann continuò a mantenere intensi rapporti e personali relazioni con esponenti di primo piano dell’avanguardia internazionale: nel 1933 entrò in contatto a Zurigo con Hans Arp e con gli altri membri del gruppo Dada, mentre a Parigi, dove visse e lavorò in un primo tempo dal 1933 al 1935 e, successivamente, dal 1953 al 1965, frequentò numerosi artisti, tra i quali Magnelli, Seuphor e Giacometti, di cui era vicino di studio. Le sue relazioni internazionali sono testimoniate anche dalla partecipazione a prestigiose rassegne espositive, come il Settimo “Salon des Réalitès Nouvelles” di Parigi nel 1952, Duitse Kunst na 1945 allo Stedelijk Museum di Amsterdam (1954), Berliner Neue Gruppe alla Staatliche Kunsthalle di Baden-Baden (1954) e Moderne Kunst aus Wiesbadener Privatbesitz allo Städtisches Museum di Wiesbaden (1957).
Tutti questi incontri contribuirono a definire la sua personale cifra linguistica, caratterizzata da una poetica astratta nella quale, tuttavia, richiami naturalistici più o meno evidenti fanno da sfondo alle sue liriche composizioni di simboli, segni e figure geometriche, contigue per un certo periodo alle ricerche astratte di area surrealista e successivamente aggiornate alle più avanzate esperienze dell’informale segnico, da Hartung a Soulages.
Hofmann non fu comunque solo un personaggio di primo piano dello scenario artistico internazionale, ma anche un testimone e un protagonista delle più drammatiche vicende della sua epoca: perseguitato dal Nazismo, allo scoppio della guerra fu costretto a partire per il fronte russo, dove trascorse un lungo periodo di prigionia. Al suo ritorno in patria, i contrasti con il regime della Repubblica Democratica lo convinsero a fuggire all’Ovest, per approdare infine dopo lunghe peregrinazioni a Pompeiana, un piccolo centro dell’entroterra del Ponente ligure dove visse e lavorò dal 1976 sino alla morte.
L’esposizione è suddivisa in due parti: nella casa di Klee sono presenti i lavori realizzati a partire dalla sua permanenza al Bauhaus fino agli acquarelli realizzati in Russia dal 1941 al 1946; nella casa di Kandinsky sono esposte le opere del dopoguerra realizzate in Turingia e a Berlino (1947-1976) e quelle relative al lungo soggiorno in Italia a Pompeiana (1976-1996).
Un catalogo “Otto Hofmann - Die Poetik des Bauhauses zwischen konkreter und lyrischer Kunst” “Otto Hofmann- La poetica del Bauhaus tra lirico e concreto” a cura di Giovanni Battista Martini è stato pubblicato da Electa Edizioni nel 2007 con la collaborazione del Goethe-Institut Genua, con testi critici di: Lutz Schöbe, Conservatore della Stiftung Bauhaus di Dessau; Erik Stephan, Conservatore del Kunstsammlung und Galerie im Stadtmuseum – Städtische Museen di Jena; Markus Krause, Storico dell’arte; Matteo Fochessati, Conservatore della Wolfsoniana, Genova; Fulvio Cervini, Università di Firenze.

LA CERAMICA E GLI ARTISTI PER UN PAESE GALLERIA D'ARTE
Un paese, Celle Ligure, rende omaggio al mondo della ceramica e per due settimane, dal 15 al 30 marzo (feste pasquali comprese), si trasforma in una grande galleria d’arte. Spazi pubblici e privati (esercizi commerciali) diventano la sede espositiva delle opere in ceramica di più di 50 artisti. Un itinerario che attraversa l’intera località balneare savonese e che avrà il suo centro nevralgico nella mostra omaggio a quattro artisti che vissero o operarono a Celle nel secolo scorso: Luzzati, Servettaz, Bozzano e Piombino. Inoltre, un percorso storico, non solo legato alla ceramica ma all’arte in generale, parte dalle opere presenti al cimitero, e attraverso la Chiesa parrocchiale e all’Oratorio, arriva alla Chiesa dell’Assunta, dove, in facciata, si può ammirare un altorilievo di Lucio Fontana. L’inaugurazione sabato 15 marzo alle 17,30 presso l’Alborada sul Lungomare Crocetta. Ceramica in Celle è organizzata dal Comune di Celle Ligure e dal Consorzio Promotur, con il patrocinio della Provincia di Savona e in collaborazione con il Circolo degli Artisti di Albissola, la Fondazione Mosaico Liguria e la Fondazione De Mari.
In pratica, si tratta di tre appuntamenti in uno. La mostra diffusa è il collante dell’iniziativa. Nelle hall degli hotel, negli esercizi commerciali del centro storico, nei Giardini Mezzano trovano spazio le opere di 55 artisti contemporanei: un cartellino indicherà, per ognuna, l’autore e le caratteristiche principali. Il tutto inserito in un percorso che tocca l’intero abitato cellese. Via Boagno, la strada che dall’Aurelia porta al mare e sulla quale si affaccia la sede del Comune, è il cuore dell’esposizione: diverse opere, infatti, sono raccolte nella sala consiliare e nell’atelier di Leony Mordeglia, che ospita l’omaggio a quattro grandi artisti che hanno vissuto o hanno lavorato a Celle, tutti accomunati dal fatto che almeno in qualche fase della propria vita hanno utilizzato la ceramica come mezzo espressivo. Si tratta di Guglielmo Bozzano, Emanuele Luzzati, Umberto Piombino e Nanni Servettaz.
Ma non è tutto. Perché a margine della rassegna vera e propria si inserisce un altro itinerario, che porta a scoprire i gioielli di arte figurativa (non solo ceramica, quindi), presenti a Celle. Un percorso che si può definire “storico” e parte dal Cimitero comunale dove, nella Cappella della famiglia Spotorno si può ammirare La Pietà di Nanni Servettaz (dello stesso autore, nel cimitero di Sanda, nell’entroterra di Celle, una Pietà bronzea).
La Chiesa di San Michele Arcangelo accoglie invece il Polittico San Michele e i Santi di Perin Bonaccorsi, detto del Vaga, che dopo aver lavorato giovanissimo nella bottega del Ghirlandaio, fu allievo di Raffaello. Il dipinto (olio su tavole di pioppo), commissionato dalla Comunità dei Pescatori di Celle, fu realizzato nel 1535.
Un altro tesoro nell’Oratorio dei Disciplinati di via Ferrari: la cassa lignea policroma San Michele Arcangelo, del 1694, è opera di Anton Maria Maragliano, scultore genovese della fine del Seicento e dei primi decenni del Settecento, che rinnovò in chiave barocca e pre-rococò l’arte del legno.
Di Servettaz (1892-1973, savonese di nascita, cellese d’adozione), da ammirare anche il ritratto in ardesia di Leon Gambetta nella Sala consiliare e il busto in bronzo di Silvio Volta, nell’omonima piazza.
Opere di Raffaele Arecco (1915-1988) e di Pietro Costa (1849-1901) sono invece nella Biblioteca comunale intitolata a quest’ultimo artista, le cui opere si trovano non solo a Roma, al Colonnato degli Uffizi a Firenze e nel cimitero di Staglieno a Genova, ma anche a Cuba e Buenos Aires.
Nella Biblioteca sono di Arecco una serie di dipinti, di Costa un autoritratto (medaglione in bronzo) e una Testina in terracotta; mentre nell’itinerario vale la pena di soffermarsi ad ammirare al piano terra di “casa Costa”, in via Arecco, una scena familiare marmorea e, nella galleria dell’ex ferrovia, in Lungomare Crocetta, le Teste di aquila in bronzo, anch’esse opera di Pietro Costa.
Il punto d’arrivo è la Chiesa di Santa Maria Assunta, a Celle Piani, che custodisce una balaustra e un’acquasantiera di colore turchino firmata da Emanuele Luzzati e vanta, in facciata, l’altorilievo L’Assunta e l’Arcangelo Michele mentre trafigge il drago, di Lucio Fontana. Come detto, questo itinerario è un tuffo nella storia dell’arte locale e, al contempo, un riconoscimento a coloro che, con le loro opere, diedero lustro a Celle.

LOANO, ARTE A PALAZZO DORIA: PERSONALE DI LUCIO DEL PEZZO
Palazzo Doria
Piazza Italia 2 - Loano
15 marzo - 3 giugno 2008
Torna la rassegna “Arte a Palazzo Doria” a Loano. Dal 15 marzo al 3 giugno, nei saloni dello storico palazzo, saranno ospitate le opere di uno degli artisti più significativi dell’arte contemporanea italiana: Lucio Del Pezzo.
La personale, dal titolo “Nello stile italiano”, è curata da Alberto Fiz nell’ambito della settima edizione di Arte a Palazzo Doria. Il progetto, coordinato da Gian Pietro Menzani e promosso dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano, si propone di portare l’arte nel quotidiano anche attraverso mostre d’arte contemporanea presentate nel palazzo sede del governo della città.
Dopo Emilio Tadini, Valerio Adami, Ugo Nespolo, Walter Valentini, Joe Tilson ed Enrico Baj, la mostra di quest’anno propone una selezione rigorosa del percorso artistico di Lucio del Pezzo: 18 emblematiche opere tra dipinti e sculture realizzati dal 1964 a oggi in base ad un suo personale linguaggio segnico che attraversa con ironia e leggerezza gli stili e le epoche.
Lucio Del Pezzo è sin dagli anni Sessanta tra i maggiori protagonisti dell’arte italiana. Nato a Napoli nel 1933, è stato nel ’58, insieme a Guido Biasi, Bruno Di Bello, Sergio Fergola, Luca (Luigi Castellano) e Mario Persico, tra i fondatori del Gruppo 58, collegato con il Movimento Nucleare guidato da Enrico Baj a Milano e con i gruppi Phases a Parigi, Spur a Monaco e Boa a Buenos Aires. Nel 1960 lascia Napoli prima per Parigi, poi per Milano, dove dal 1979 Lucio Del Pezzo vive e opera. Il successo è sancito dalle partecipazioni alla Biennale di Venezia, dai lavori presentati in spazi prestigiosi come il Beaubourg di Parigi, da collaborazioni con grandi industrie come Olivetti e Renault e dall’insegnamento a Brera.
“La ricerca di Del Pezzo” dice Alberto Fiz “sembra essere il risultato di antiche narrazioni che sfidano il tempo inseguendo le tracce della memoria.”
A Loano, Lucio Del Pezzo ricuce il filo della memoria storica della città realizzando per la sua personale l’opera Omni Memoria, una composizione ispirata direttamente al prezioso mosaico romano del III secolo d.C. che ricopre il pavimento del salone centrale di Palazzo Doria.
“Ho voluto realizzare un omaggio allo stile e alla tradizione italiana” dice Lucio Del Pezzo “attraverso un’opera che reinterpreta i motivi della classicità prendendo spunto da uno dei più importanti ritrovamenti archeologici della Liguria”.
“Del resto” spiega Alberto Fiz, “Del Pezzo riformula l’alfabeto linguistico suscitando un desiderio partecipativo nei confronti delle cose e del loro divenire all’interno di una poetica che coglie l’orizzontalità temporale degli elementi. Tutta la mostra è un omaggio allo stile italiano reinterpretato in base ad un procedimento rabdomantico fatto di continue alterazioni visive, di accostamenti e di evocazioni.
Lo conferma Grande casellario del 1974, una composizione di oltre quattro metri che approda a Loano dopo essere stata esposta all’Institut Mathildenhohe di Darmstadt e a Castel Dell’Ovo di Napoli. Questa opera è un paradossale alfabeto dell’alchimia fatto di loghi segnici che impongono, senza retorica, il linguaggio autoreferenziale dell’arte sfidando le convenzioni sociali e le sempre più asfissianti insegne pubblicitarie.
Si tratta, insomma, di un viaggio rigenerativo dove il simbolo, azzerato, torna ad essere forma in rapporto costante con altre entità. Lo aveva sottolineato Italo Calvino che in Paraphrases, un poetico testo del 1978 dedicato a Del Pezzo aveva commentato così le sue opere: Ci sono giorni in cui i segni parlano ai segni, si dicono cose diverse da quelle che noi gli vorremmo far dire. Cosa dicono? Dicono se stessi, perchè per loro non c’è differenza tra chi dice e ciò che è detto. Ma basta che due segni si rivolgano l’uno all’altro e il loro dialogo dice cose che noi non potremmo mia fargli dire. Tra le insegne d’una città non si svolgono mai monologhi ma duetti, trii, sestetti, sinfonie in cui l’ingresso d’ogni nuovo interlocutore cambia tutto il discorso”. Del Pezzo trasferisce i codici semantici all’interno del suo universo creativo deviando il processo naturale delle cose in base ad un linguaggio che si sviluppa dal neocostruttivismo alla neometafisica passando attraverso la pop e la neopop. Comunque sia, l’artista napoletano impone le proprie regole con disincanto e, a questo proposito può essere utile ricordare un suo breve testo-poesia scritto nel 1964: Costruzione, composizione, descrizione, assenza, presenza, modulo, sfera, segno, cono, graffito, scavato, tabella, stucco, modanatura, capitello, duttile, fregio, racconto, città, città anonime, necessarie geometrie, (…), bandiera, birillo, popolare, illogico, gioco infantile, logico, assoluto, pensabile, decorato solo se trova una destinazione (…). Questo…lo so…non è una dichiarazione di poetica, ma descrive forse una maniera di agire? Una mostra, dunque, problematica, ricca di mistero e di enigmi, che consentirà di riavvolgere il nastro della storia nell’ambito di un’indagine che sfida le apparenze delle cose”.
La mostra di Lucio Del Pezzo è accompagnata da una monografia che, attraverso la presentazione di Alberto Fiz e un’antologia di riflessioni di Lucio Del Pezzo, Enrico Baj, Italo Calvino, Gillo Dorfles, Maurizio Fagiolo Dell’Arco, Flaminio Gualdoni, Alain Jouffroy, Arturo Carlo Quintavalle e Roberto Sanesi, suggerisce un indirizzo di lettura dell’opera pittorica dell’artista.

DONNE E SGUARDI DI DONNE AL MUSEO DEL FINALE
“Donne in museo: tracce del passato al Museo Archeologico del Finale”
Il Museo Archeologico del Finale, nella sua prestigiosa sede presso il quattrocentesco complesso monumentale di Santa Caterina in Finalborgo (Finale Ligure - Savona), offre un interessante viaggio alla scoperta dell’evoluzione umana e culturale, dalla Preistoria fino ad oggi, attraverso testimonianze di grande fascino ritrovate nel Finalese.
Per l’evento “Donne in museo” saranno evidenziati lungo il percorso espositivo diversi oggetti che permettono di conoscere il ruolo delle donne e le attività da esse svolto nelle società antiche. Un itinerario che partendo da raschiatoi in pietra per la lavorazione delle pelli impiegati durante il Paleolitico, prosegue tra macine in pietra per la produzione di farine, sepolture, pendagli e collane in osso e conchiglia, statuine femminili in terracotta risalenti al 5000 a.C. circa che raccontano storie di donne vissute nel Neolitico, per giungere infine, attraverso collane, anelli, pettini, bracciali, balsamari in vetro e specchi in bronzo, a scoprire moda e modi di vita delle donne di età romana e bizantina.
Per l’occasione saranno, inoltre, predisposte alcune schede di approfondimento sui reperti esposti legati al mondo femminile, per offrire al pubblico una chiave di lettura aggiuntiva e curiosa.
“Sguardi di donne: archeologia e antropologia culturale al femminile”: Savona Provincia in Rosa al Museo Archeologico del Finale
Ciclo di incontri, ad ingresso libero, presso la sala conferenze del Museo (posti limitati, si consiglia la prenotazione allo 019 690020):
- sabato 8 marzo 2008, ore 15.30, «Immagini dal tempo: la figura femminile nell’arte preistorica», a cura della dott.sa Elisabetta Starnini (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria).
- giovedì 13 marzo 2008, ore 15.30, «Una “Etrusca” al Museo Archeologico del Finale: interrogativi e problematiche intorno ad un’urna cineraria dall’Etruria», a cura della dott.sa Francesca Bulgarelli (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria).
- martedì 18 marzo 2008, ore 15.30, «Una straniera a Genova nel V secolo a.C.: integrazione e acculturazione nella Genua preromana», a cura della dott.sa Piera Melli (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria).
- venerdì 28 marzo 2008, ore 15.30, «Modellare il mondo: tecniche e significati della produzione ceramica tra nord e sud America», a cura della dott.sa Maria Camilla De Palma (Castello D’Albertis - Museo delle Culture del Mondo).

FRED FOREST
"FRED FOREST SECOND LIFE"
Galerie Depardieu
64 bd Risso - Nice
du 28 février au 28 mars 2008
Artiste du virtuel mais également véritable artiste de la communication,il est mondialement reconnu mais pas totalement dans son pays, la France où il va pourtant y créer un événement mondial le 28 février, à Nice...
Nul n'est prophète en son pays, Fred Forest le vérifie régulièrement, lui l'iconoclaste, le pionnier du « Vidéo art » (1967) et du « Net art » (1995). Il est à l'origine de deux mouvements artistiques contemporains importants, l'art sociologique et l'esthétique de la communication. Électron libre des médias et des réseaux, il est en révolte contre l'arbitraire, le favoritisme et en guerre contre « l'establishment ». C'est ainsi que son exposition « Chemin de croix » à Nice en 2005 s'est retrouvée bannie par la mairie et la galerie Depardieu, qui l'hébergeait, exclue de la « Nuit des galeries », situation qui perdure depuis. Paradoxalement il est accueilli en héros à Sao Paulo en 2006 parce qu'il y avait été emprisonné pour ses idées par la junte militaire en 1973 lors de la XII e Biennale de Sao Paulo!
Pour sa nouvelle exposition « Fred Forest Second Life » à la galerie Depardieu, il a choisi de réaliser une performance et de créer un événement mondial -en partenariat avec une cinquantaine d'organisations dont le Laboratoire d'arts de Toronto et le Musée d'art contemporain de Sao Paulo- en inaugurant le Centre Expérimental du Territoire et laboratoire social, virtuellement installé à Nice. En pleine campagne municipale, il invite les politiques à venir débattre sur le développement durable, certains ont répondu favorablement. Fred Forest est un visionnaire dont les intuitions se sont révélées exactes. Il peut être un provocateur incontrôlable si on le prive de la liberté de s'exprimer...

Conferenza
MUTAZIONI CLIMATICHE DELLA RIVIERA DI PONENTE
interventi di Pierfrancesco Russo e Gianfranco Secondo
Villa Boselli - Arma di Taggia
venerdì 7 marzo 2008, h. 21,00
Proseguono ad Arma di Taggia gli incontri a tema ambientale organizzati dall'Associazione Culturale Gente Comune. Dopo aver analizzato, con esperti metereologi, le cause che hanno portato ai cambiamenti climatici nella Riviera di Ponente, durante l'incontro del novembre scorso, questa volta si parlerà di come l'uomo ed il territorio possono porre rimedio a questi cambiamenti del clima. La serata, dal titolo "Mutazioni climatiche della Riviera di Ponente: la risposta del Territorio e i Piani di Salvaguardia", si terrà nella Villa Boselli di Arma di Taggia, venerdì 7 marzo alle ore 21.00 e sarà divisa in due parti.
Nella prima parte interverrà l'ingegner Pierfrancesco Russo, che illustrerà come con adeguati piani Urbanistici e relativi Piani di Bacino si possa agire sul territorio in maniera da limitare i danni di eventuali calamità naturali.
Pierfrancesco Russo è il redattore dei Piani di Bacino del Dianese, e del comprensorio di Ospedaletti, è redattore della parte idraulica dei Piani di bacino del Sanremese e del Nervia, membro esperto del Comitato Tecnico Provinciale per la Difesa del Suolo della Provincia di Savona ed inoltre progettista e direttore dei lavori di opere di salvaguardia idraulica quali: scolmatore del torrente San Romolo a Sanremo, scolmatore torrente Borghetto a Bordighera, arginature torrente Letimbro a Savona, arginature torrente Armea a Ceriana e tombinatura rio Noce a Ospedaletti.
Nella seconda parte della serata relatore sarà il geologo Gianfranco Secondo che illustrerà la situazione idrogeologica del nostro territorio, con particolare riferimento ai movimenti franosi che lo hanno interessato dopo gli ultimi eventi alluvionali.
Gianfranco Secondo ha redatto la parte geologica dei films girati per la trasmissione Geo & Geo di Raitre "Quando l'acqua fa paura" del 2006 e "Ceriana un paese che vive" del 2007. È stato incaricato, dalla Comunità Montana "Argentina-Armea", di predisporre gli studi, la progettazione ed il coordinamento degli interventi caratterizzati da problematiche di natura geologica, idrogeologica e geomorfologica allo scopo di redigere il "Piano triennale di interventi di Difesa del Suolo", per il territorio del Comprensorio delle Valli Argentina ed Armea. Ha inoltre redatto le schede della Regione Liguria - Settore Protezione Civile ed Emergenza per raccolta dati sismici e per il censimento degli edifici situati nei Comuni di Montalto Ligure, Montegrosso Pian Latte e Triora a seguito della classificazione sismica del territorio nazionale.

AVVENTURE DELLO SGUARDO
a cura di Nicola Davide Angerame
ex Chiesa Anglicana
Via Adelasia 17 - Alassio
7 marzo - 20 aprile 2008
S’inaugura venerdì 7 marzo 2008, a partire dalle ore 18, presso la ex Chiesa Anglicana di Alassio, “Avventure dello sguardo”, la nuova mostra d’arte collettiva dedicata a sondare il panorama variegato delle nuove ricerche visive al femminile. La mostra espone i recenti lavori di sette giovani protagoniste della ricerca artistica italiana: Karin Andersen, Milena Barberis, Eleonora Chiesa, Vania Comoretti, Isabella Galloni, Barbara Mezzaro, Beatrice Pediconi.
La mostra è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Alassio, sponsorizzata dal Zonta Club e a cura del critico d’arte Nicola Davide Angerame. Resterà aperta fino a domenica 20 aprile 2008, osservando l’orario di apertura da giovedì a domenica dalle ore 15 alle 19, con ingresso libero. Legati alla mostra tre eventi collaterali, un concerto e due presentazioni librarie, finalizzati ad alimentare una riflessione su alcuni temi legati al ruolo della donna nella cultura e nella società.
Il lavoro di video performance realizzato da Eleonora Chiesa, Carillon, che “apre” la mostra nella posizione dominante dell’abside. Sul maxischermo vediamo un “angelo caduto”, interpretato dalla stessa artista sulla scena immobile di un teatro, costretto dentro lacci che lacerano la pelle e slogano le ossa. Il senso della sofferenza s’intreccia alla metafora della ricerca interiore e creativa in un’identificazione tra l’angelo e l’artista. Anche la minuziosa tecnica pittorica elaborata da Vania Comoretti per rivestire i suoi ritratti fotografici iperrealisti di giovani donne e uomini, pare rivolta a ricomporre, su quella scena delle passioni che è il volto, la tensione drammatica che si gioca tra singolo ed esistenza, tra sguardo e mondo, tra interiorità e fisionomia. Evadendo le regole del realismo, Karin Andersen invece, usa la fotografia come scena teatrale dove ospitare i suoi mutanti: una specie aliena o post-umana che avventurosamente vive tra noi invisibile e fragile. Guardando ad un modello umano più rivolto alla tradizione, la fotografia digitale di Milena Barberis tratteggia un modello femminile dai toni rinascimentali, dove però la compostezza formale incontra l’inquietudine moderna espressa nell’uso nervoso del mouse e nei colori acidi dello schermo. Tutt’altra ricerca porta avanti Beatrice Pediconi, con una fotografia che sonda le possibilità intrinseche alla materia, quando diversi elementi s’incontrano: una fotografia sperimentale astratta che registra la vita e il dinamismo di un mondo solo apparentemente inerte. Assorto come un miraggio, è il mondo ritratto da Barbaro Mezzaro, che supera l’oggettività della fotografia d’architettura, immergendola nelle profondità di una suggestione interiore attraverso una sperimentazione che predilige l’artigianalità e l’uso dei materiali. Anche le Polaroid trattate di Isabella Galloni rispondono a una visione altamente suggestionata, onirica, dove frammenti di corpi e di volti s’intersecano dentro barbagli di luci che ne dissolvono la consistenza fino a renderli una proiezione dell’Io d’artista. Queste proposte rappresentano oggi alcune delle vie praticate dalla ricerca artistica, alcune avventure dello sguardo contemporaneo, in cui temi attuali, come quello della città, dell’identità o del corpo, trovano un riscontro concreto, immagini che non concludono un discorso ma lo aprono alla ricchezza di contributi e di possibilità che solo un viaggio di conoscenza condiviso, come è ogni vera avventura, può garantire.
“Ancora una volta la ex chiesa Anglicana – dichiara il critico e curatore della mostra Nicola Davide Angerame – diviene il centro di una serie collegata di eventi che trovano il loro comune denominatore nella riflessione del ruolo della donna nella cultura. Nel suo film, “L’avventura”, Michelangelo Antonioni affrontava il concetto dell’insondabile con nuove regole linguistiche ed un approccio del tutto nuovo per il cinema. La mostra s’ispira a questo modo d’intendere l’avventura, ossia come un viaggio interiore, che può anche avere i connotati classici della sfida con il mondo esterno, ma resta innanzitutto una indagine di sé che non si conclude mai”.

LUCIA RODOCANACHI E I POETI
Conversazione con Sergio Giuliani
I.T.C. Boselli
Via San Giovanni Bosco 6 - Savona
mercoledì 5 marzo 2008, h. 17,00
L’Istituto Tecnico Commerciale Paolo Boselli di Savona organizza, in occasione della Festa della donna, una conversazione del prof. Sergio Giuliani dal titolo “Lucia Rodocanachi: Montale, Sbarbaro e Barile ad Arenzano”.
L’evento si inserisce nell’ambito del ciclo di incontri e conferenze letterarie promosse dal Boselli. Appuntamento mercoledi 5 marzo, alle ore 17, nell’aula magna dell’istituto scolastico savonese.