
DIGNITÀ UMANA: UGUAGLIANZA, LIBERTÀ E SOLIDARIETÀ
conferenza di GIOVANNI MARIA FLICK
introduce il Prof. Giorgio Colajacomo
Auditorium Biblioteca Civica
Piazza Airaldi e Durante 7 - Alassio
venerdì 29 febbraio 2008, h. 21,00
Alle 21, nell’Auditorium della Biblioteca Civica R. Deaglio, il Vice Presidente della Corte Costituzionale, prof. Giovanni Maria Flick, terrà una conferenza sul tema “Dignità umana: uguaglianza, libertà e solidarietà”. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il Sessantesimo anniversario della Costituzione italiana del 1948.
Professore universitario, nato a Ciriè (To) il 7 novembre 1940, Giovanni Maria Flick è stato nominato nel 2000 giudice della Corte Costituzionale dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e nel 2005 ne è diventato vicepresidente.
“La considerazione della dignità umana come premessa di tutti i diritti fondamentali, che ineriscono alla condizione umana,” dice il prof. Giovanni Maria Flick “è largamente condivisa; così come lo è la constatazione che l’evoluzione del contesto ambientale ed il progresso alimentano incessantemente la domanda e il riconoscimento di nuovi diritti, quali quelli così detti di terza e di quarta generazione: si pensi, per tutti, al diritto all’ambiente, al territorio, allo sviluppo sostenibile. Se mai, v’è da restare perplessi di fronte alla constatazione che al riconoscimento dei nuovi diritti, troppo spesso, si accompagnano l’indifferenza e il disinteresse per la violazione dei diritti fondamentali più classici e tradizionali; primo fra tutti quello alla vita, all’acqua, al cibo, alla salute, in larghe zone della terra. (…)
L’affermazione esplicita del valore della dignità – nelle carte costituzionali europee – assume un significato preciso e vincolante: vedere nella dignità il segno distintivo della comune appartenenza all’umanità, di un reciproco riconoscimento di quest’ultima, di una esigenza di tutela della persona in quanto tale. Al rifiuto della logica del totalitarismo, della shoa, dello sterminio, in negativo, si contrappone – con l’affermazione della dignità umana, come valore fondante di tutti gli altri – in positivo la visione antropocentrica, sia cristiana che Kantiana, della persona come fine e non già come mezzo. E’ una visione, questa, che appunto caratterizza la storia dell’Europa e la sua identità culturale, radicata sulla centralità della persona, sul dialogo e sul rispetto reciproco, sui diritti fondamentali (…)
La dignità individua l’essenza e l’identità dell’uomo, in quanto tale. Senza di essa non può esservi eguaglianza né libertà; è il presupposto della relazione con l’altro e del riconoscimento reciproco; garantisce – nell’eguaglianza che nasce dalla comune dignità – il rispetto delle diversità e al tempo stesso l’impegno alla eliminazione degli ostacoli che trasformano le differenze in condizioni, in realtà, di inferiorità: cioè in coefficienti non già di arricchimento reciproco, attraverso il valore del pluralismo, bensì di discriminazione e di sopraffazione.
Poter far leva sul valore della dignità − come espressione sia dell’unità nella diversità della situazione umana, sia dell’eguaglianza nelle differenze di tale situazione, in termini di pari dignità – è particolarmente importante oggi: in un momento in cui le incongruenze della globalizzazione e dei suoi effetti tendono piuttosto a radicalizzare un’alternativa drastica tra l’equalitarismo della massificazione e dell’assimilazione forzata, da un lato, o per contro la discriminazione e l’emarginazione, dall’altro lato.”
L’incontro sarà condotto dal Prof. Giorgio Colajacomo, direttore dell’Istituto Salesiano Don Bosco di Alassio.
Giovanni Maria Flick, cresciuto in una famiglia di tradizioni cattoliche, padre di origine tedesca, quinto di sette figli, studiò presso l'Istituto Sociale, la scuola dei Padri Gesuiti di Torino. Iscritto all'Università Cattolica di Milano nel 1958, vinse una borsa di studio che gli permise di studiare presso il Collegio Augustinianum. Dopo la laurea in giurisprudenza, nel 1962, vinse il concorso per entrare in magistratura.
Dal 1964 al 1975 è stato magistrato al tribunale di Roma, sia come giudice sia come pubblico ministero. In questi anni ha insegnato come professore ordinario di istituzioni di diritto e procedura penale presso l'Università di Perugia e come professore incaricato di diritto penale presso l'Università di Messina. Nel 1980 diviene professore di Diritto penale alla Luiss ed inizia a svolgere la professione di avvocato penalista. Ha collaborato anche come editorialista per Il Sole 24 Ore e per La Stampa.
Nel 1996 è stato nominato Ministro di Grazia e Giustizia del governo guidato da Romano Prodi. Presenta lo stesso anno in Parlamento una serie di leggi organiche di riforma del sistema giudiziario che verranno approvate quasi integralmente, in un iter che terminerà alla fine del 1999. Fra queste vi è l'istituzione di un singolo giudice per i reati penali di entità minore che prima richiedevano l'impiego di tre magistrati, varato con l'intento di venire incontro al problema della lentezza dei procedimenti giudiziari italiani.
Dopo l'esperienza di ministro, è stato rappresentante italiano nella Commissione per i diritti umani europea.

NE PAS JOUER AVEC DES CHOSES MORTES
Commissariat : Eric Mangion
Commissaire associée : Marie de Brugerolle
CNAC - Villa Arson
20 Avenue Stephen Liégeard - Nice
29 février – 24 mai 2008
Exposition d'« objets » issus de performances artistiques réunissant une trentaine d'artistes internationaux, de Paul McCarthy à Jessica Warboys, Spartacus Chetwynd ou John Bock.
Quels que soient ses définitions, ses courants ou ses acteurs, l’histoire de la performance s’est construite entre ses premiers actes futuristes ou dadaïstes, jusqu’à la fin des années 70, sur des principes quasi invariables liés au furtif et au fugitif, à l’éphémère, à l’action, au geste, à la parole, au public, mais surtout au corps qui en est l’essence et la base même. Tous ces paramètres apparaissent comme les garants d’un médium qui refuse par définition les formes esthétiques traditionnelles. De ce fait, la performance est en principe l’art de l’immatérialité. Pourtant, on constate depuis presque trois décennies que si la performance continue d'exister de manière « primitive », ses principes fondamentaux se dissolvent peu à peu dans les formes normatives de la création. De plus en plus de performeurs construisent en effet de véritables installations ou des objets qui, au-delà de l’acte de la performance, apparaissent comme des entités autonomes, aussi bien sur un plan formel qu’ontologique. Par ailleurs, on constate que de nombreux photographes, sculpteurs, vidéastes, voire même peintres, créent des oeuvres qui peuvent être perçues comme des objets performatifs sans forcément être utilisés comme tels. L’exposition Ne pas jouer avec des choses mortes prévue au Centre National d’Art Contemporain de la Villa Arson à Nice, du 29 février au 24 mai 2008, a pour but d’analyser le statut et la pertinence de tous ces « objets ». Peuvent-ils continuer d’exister au-delà de leur valeur d’usage ? Peuvent-ils nous restituer « l’âme » de la performance, son énergie ? Ne sont-ils que des reliques/fantômes vides de sens ou de vie ? Des traces banalisées de rites contemporains ? Des produits purement destinés au marché de l'art ? Ou de nouvelles formes qui, par leur « syncrétisme », échappent aux logiques circonscrites de l’art comme on a pu le constater sur la côte ouest des Etats-Unis avec des artistes comme Paul McCarthy ou Mike Kelley ?
L'exposition réunira une trentaine d’artistes internationaux : Scoli Acosta, Vasco Araujo, Fabienne Audeoud & John Russel, Emmanuelle Bentz, Julien Bismuth, John Bock, Xavier Boussiron & Sophie Perez, Spartacus Chetwynd, Guy De Cointet, Jordi Colomer, Brice Dellsperger, Eric Duyckaerts, Jean-Pascal Flavien, Dora Garcia, Richard Jackson, Mike Kelley, Martin Kersels, Arnaud Labelle-Rojoux, Jacques Lizène, Eric Madeleine, Paul McCarthy, Kirsten Mosher, Yannick Papailhau, Antoine Poncet, Philippe Ramette, Jim Shaw, Roman Signer, Jana Sterback, Catherine Sullivan, Jean-Luc Verna, Jessica Warboys, Franz West, Erwin Wurm.
Catalogue publié aux Presses du Réel pour la version française et chez JRP/Ringier pour la version anglaise.

UN FRANCOBOLLO PER VOLARE
In occasione della 58^ Edizione del Festival di Sanremo, viene emesso il francobollo celebrativo per il cinquantenario della canzone “Nel blu, dipinto di blu”, nel valore di 0,60 euro.
“Nel blu, dipinto di blu” è la canzone italiana più amata nel mondo e cinquant’anni fa fu interpretata per la prima volta al Festival di Sanremo dall’indimenticabile voce di Domenico Modugno. E’ il brano che ha inaugurato un nuovo stile nella musica leggera e che ha unito diverse generazioni artistiche, rappresentando, anche all’estero, il sentimento degli italiani, quando la Tv era ancora in bianco e nero e i dischi in vinile si ascoltavano a 45 giri.
«Il Ministero delle Comunicazioni ha inserito questo francobollo nel programma delle emissioni filateliche 2008 – dichiara il Ministro Paolo Gentiloni – per rendere omaggio al grande artista della canzone italiana Domenico Modugno. Le note di “Nel blu dipinto di blu” parlano del nostro Paese e a distanza di 50 anni, nell’immaginario della gente, suonano ancora come la rappresentazione dell’Italia verso il mondo intero. Era quindi doveroso dedicare a questa canzone un piccolo, grande monumento di carta ».
«E’ stata la colonna sonora di un’Italia che restituiva al suo futuro il colore dell’ottimismo, puntando lo sguardo lassù, dove la realtà, fuori dai propri confini, vola incontro ad un sogno, “Nel blu, dipinto di blu” » , dichiara l’Amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi. «Mezzo secolo fa, dal palco dell’Ariston Domenico Modugno andava incontro al domani a braccia aperte e intonava il ritornello della stagione felice del nostro Paese. Un messaggio che, a distanza di cinquant’anni, si conserva attuale e che oggi, attraverso un francobollo, si intende consegnare alle generazioni più giovani».

MARIA CRISTINA ZOPPA
NEL BLU DIPINTO DI BLU
Donzelli 2008
Collana "Virgola"
L'ottava edizione del Festival di Sanremo del 1958 passa alla storia per la vittoria del "cantattore" Domenico Modugno con Nel blu, dipinto di blu, universalmente nota come Volare. Ricreando le "atmosfere sanremesi", con le tensioni, le ansie, gli scontri tra i cantanti, i giochi di potere degli editori, Maria Cristina Zoppa racconta i momenti salienti che scandirono il successo della canzone che ha cambiato la storia della musica italiana, una canzone d'amore non convenzionale, un'evoluzione più che una rivoluzione, grazie al talento dell'innovatore Modugno e all'intuito di un giovane paroliere alla sua prima prova, Franco Migliacci. Nel blu, dipinto di blu rappresentò l'espressione dell'ebbrezza e dell'entusiasmo con cui Modugno cercò, e trovò, la realizzazione del suo "sogno possibile" e con cui seppe veicolare in forma musicale uno stato d'animo diffuso: non tanto quello di un'Italia che ha spiccato il volo verso il miracolo economico, quanto quello della fetta di popolazione che, nonostante la crescita produttiva, è rimasta a terra. A cinquant'anni dalla prima esecuzione, Volare mantiene intatta la forza propulsiva dell'esordio: nelle sue ultime interviste Modugno ce la restituisce come un "inno alla vita", che riassume e comunica le passioni amorose, musicali, politiche e l'impegno sociale di un'intera esistenza.

ALEX TURCO
PORTRAITS OF MUSIC
Victory Morgana Bay
Lungomare Trento Trieste 16 - Sanremo
dal 25 febbraio al primo marzo 2008
Dal 25 febbraio al 01 marzo 2008, presso il Victory Morgana Bay (Corso Trento e Trieste, 16 San Remo), ALEX TURCO, giovane art designer di Milano, presenta “PORTRAITS OF MUSIC”, un’esposizione dedicata alla musica in occasione del 58° Festival di San Remo. Alcuni fra i volti più noti del panorama musicale italiano sono rappresentati su pannelli, lavorati con la personale tecnica mista sviluppata dall’artista.
Alex Turco è uno stylist-artist sospeso tra fashion, arte e design. Ha unito le qualità ereditate dall’eclettico padre fotografo, grafico e pittore, creando e sviluppando un’inedita tecnica mista, con un’esclusiva peculiarità: la capacità di mescolare fotografia, grafica, design con successive applicazioni manuali di materia.

MARCO LODOLA
LODOLARISTON
Teatro Ariston
Corso Giacomo Matteotti 107 - Sanremo
dal 25 febbraio al'1 maggio 2008
In occasione della 58° edizione del Festival di Sanremo, Lunedì 25 febbraio 2008 “si accenderà” LODOLARISTON, installazione dell’artista Marco Lodola, composta da quattordici sculture luminose di grandi dimensioni posizionate sulla facciata del teatro e da quattro sculture collocate all’entrata del casinò della città dei fiori, creando un dialogo tra i due luoghi simbolo della kermesse.
Il mondo di Lodola, un universo immateriale fatto di contorni e luci, cavi e materie plastiche, scheletri al neon, fiori di plexiglass, figure senza volto di ballerini e musicisti, illuminerà fino a maggio la facciata del Teatro Ariston e l’entrata del Casinò che per la prima volta porteranno il segno dell’intervento di un artista visivo
La sede storica del Festival della canzone italiana rappresenta per l’artista il luogo per eccellenza della cultura pop, ma anche la possibilità di contaminare la sua arte con la musica, esperienza che ha sempre ricercato collaborando, anche in passato, con vari musicisti tra cui i Timoria, gli 883 di Max Pezzali, Jovanotti e Renzo Arbore.
Le opere di Marco Lodola (http://www.lodoland.com) appartengono ad un luogo della fantasia e della memoria dove si dipingono le note e si suonano i colori: “Ho sempre pensato alla musica come una forma artistica dinamica di cui mi sono appropriato” spiega Lodola “suoni e immagini sono due universi che si sovrappongono dando vita ad una magica sinestesia”.
L’arte di Lodola è sempre in tournée, occupa fisicamente lo spazio, invade territori non suoi, rompe le reti di protezione per trarne ogni volta nuovi impulsi e stimoli creativi.
L’artista è impegnato nella ricerca di un linguaggio universale che possa raggiungere tutti, attuando un programma di “cosmesi urbana - come dichiara lui stesso - in modo che l’arte possa arrivare a tutti ed entrare concretamente nel quotidiano”.
L’evento è accompagnato da un catalogo a cura di Luca Beatrice. Nato dalla collaborazione con Sergio Pappalettera, avrà la forma di una custodia di trentatrè giri per coniugare le due passioni di Lodola: l’arte e la musica. LODOLARISTON nasce dall’idea di creare una sorta di ‘colonna visiva’, di ‘musica da guardare’ che accompagni e interagisca con le emozioni dello spettatore.
Il volume conta diversi interventi tra cui quelli di Max Pezzali; Red Ronnie; Renzo Arbore; Omar Pedrini; Jovanotti; Andy dei Bluvertigo; Ivan Cattaneo; Aldo Busi; Paolo Belli; Syria e due testi inediti di Claudio Cecchetto e Piero Chiambretti. Quest’ultimo scrive:“I corpi elettrici di Marco Lodola sono elettricità e felicità. E poi a me piacciono le stesse cose che piacciono a Lodola: la pubblicità, le pin-up, il futurismo, Depero, Matisse ma anche il Beato Angelico, le plastiche, gli schizzi al neon, il KW trasparente a basso voltaggio. Lasciatemi divertire con le sculture di Lodola.”

GIORGIO CAVIGLIA
PRIMA DELLO SPORT: LE SFERE VOLANTI
Impresa Editoriale Europea, 2007
prefazione di Franco Piccinelli.
'Prima dello sport: le sfere volanti' è l’ultimo volume sulla pallapugno del cairese Giorgio Caviglia, già autore di quattro libri sul balon. E' un affascinante viaggio che inizia nelle corti rinascimentali e si conclude ai primi del Novecento. Narra di quando le 'sfere volanti', ossia le palle di cuoio e poi quelle di gomma elastica, erano sospinte in cielo dalle potenti braccia dei giocatori di bracciale e di pallapugno; spettacolo che entusiasmava e appassionava gli italiani a tal punto da eleggere queste discipline a sport nazionali prima ancora che si affermassero il calcio, il ciclismo, l’atletica. Gli atleti del bracciale erano veri divi, osannati e acclamati in ogni città d’Italia, veri professionisti il cui ingaggio, per una singola esibizione, già nel 1700 corrispondeva, per i migliori, allo stipendio annuale di un maestro elementare di quel tempo. Un pubblico enorme (cinque-seimila presenze negli incontri di cartello) si recava a tifare i propri beniamini negli stadi del bracciale, denominati sferisteri: alcuni di essi veramente monumentali, come testimonia l’ancora esistente sferisterio di Macerata. Vi erano manager astuti e competenti che riunivano i migliori giocatori nelle “Compagnie d’impresa” per portarli, dietro lauti ingaggi, ad esibirsi in tournée in ogni città d’Italia, i più temerari spingendosi addirittura sino a Londra, New York, Buenos Aires. Il pubblico degli sferisteri non solo acclamava i propri beniamini con il tifo, ma parteggiava per essi scommettendo sulle loro vittorie, determinando un flusso di denaro incredibile. Scommesse che spesso erano causa di veri disordini che mettevano a repentaglio la pubblica sicurezza, dato che non erano rari i casi di partite vendute o truccate.
Accanto a questo movimento sportivo professionistico ve ne è un altro non meno importante, quello della pallapugno diffusa sino al 1950 in ogni paese del Piemonte e della Liguria. Non un saggio, ma un racconto pacato e in alcuni casi spiritoso, anche se fondato su una notevole mole di documenti ricercati e trovati in quindici anni dall’autore negli archivi storici dei Comuni e di Stato del Piemonte e della Liguria e sulla consultazione di tutte le testate giornalistiche nazionali e locali pubblicate dal 1840 sino al 1920 nelle due regioni. Il libro è impreziosito anche dall’intervento di Lalo Bruna, noto allenatore di pallapugno cortemiliese, che è autore di due capitoli: nel primo traccia una breve storia del pallone elastico moderno (dal 1900 ad oggi, descrivendo anche le caratteristiche dei più grandi campioni della disciplina), nel secondo fa una breve carrellata sugli sport sferistici diffusi nel mondo.

EDMONDO DE AMICIS
GLI AZZURRI E I ROSSI
Limina 2005
Collana "La corsa di Atalanta"
Con "Gli Azzurri e i Rossi" De Amicis ci introduce nel mondo di uno sport - il "pallone col bracciale" - che da secoli rappresentava il divertimento preferito del nostro Paese, e che stava rischiando di scomparire sotto la pressione dei nuovi sport di origine anglosassone, tra cui il football e il rugby. Pubblicato per la prima volta nel 1897, segna una sorta di passaggio epocale tra il vecchio e il nuovo. Non solo per il corredo iconografico particolare, che alterna disegni illustrativi (del pittore bolognese Raffaele Faccioli) e fotografie, quasi a sottolinearne la modernità, ma anche per la sottile ironia che pervade l'intero testo, quasi a corrodere dall'interno la serietà del genere.

ITALIA CIRCA 2008
a cura di Marzia Taggiasco
Centro Informagiovani Imperia
Piazza Ulisse Calvi 2 - Imperia Oneglia
dal 16 febbraio all'otto marzo 2008
Artisti: Laura Cassetti, Antonella Ciliberto, Francesca Donadio, Ludmila Kazinkina, Paolo Loschi, Ferrucio Magnani, Omino71, Federico Pucci, Javier Ramirex, Eleonora Scarpellini, Andrea Taddei.
Oggi, l'arte contemporanea è una miscela di tutto, vecchio e nuovo, da Marcel Duchamp a Jeff Koons. Stiamo vivendo in un mondo che cambiando così rapidamente anche l'oggi è storia. il 2008 è un anno dove tante cose accadono allo stesso tempo; l'inizio di nuovo secolo che ha tanto potere nelle nostre vite. E l'arte riflette tutto questo. I critici stanno parlando del caos nel mondo dell’arte contemporanea,ed e’ perché siamo in fase di piena transizione. La pittura è ancora viva, con l’ispirazione molto forte della pittura classica, con artisti di spicco come John Currin o Karen Kilimnik che usano la tecnica dei maestri classici. Tradizionalmente, gli elementi ed i principi della linea, della figura, del colore e della consistenza; includendo i blocchetti di costruzione visivi di arte e del disegno usati dagli artisti per esprimere le idee o le emozioni. Nei loro sforzi per generare il significato del mondo odierno, gli artisti contemporanei vanno frequentemente oltre questi elementi e principi nel loro lavoro usando nuovi concetti e metodi.
Comincia con una storia corta dell'arte moderna e postmoderna a fornire il contesto per attuali elementi dell'arte. Allora cinque nuovi elementi, appropriazione, tempo, spazio, prestazioni ed ibridismo; sono definiti ed illustrati con gli esempi dai lavori di “Italia circa 2008”. Le domande e le attività di discussione avanzano con esplorazioni di emergenti elementi dell'arte contemporanea.
Oggi ci sono più artisti che lavorano in più generi, usando più varietà di materiale e muovendosi fra posizioni geografiche diverse, piu’ che mai.La Fotografia continua sviluppandosi, diventando un mezzo piu' digitale. ”Italia circa 2008”cerca di rivelare i collegamenti fra queste pratiche apparentemente disparate ed a volte effimere.
Esplorando le reti che esistono fra gli artisti contemporanei ed il lavoro che le genera, la mostra caratterizza oggi una dichiarazione di una presenza più globalizzata dell'arte italiana. Questo gruppo di artisti sfida la categorizzazione facile, con molti dei lavori che generano linguaggi in parecchi mezzi, in risposta alla diversità ed alla tendenza evidente di elementi comunicativi nella quale siamo immersi.

EMANUEL ANATI A SAVONA
Fortezza Monumentale del Priamar
Palazzo del Commissario
venerdì 22 febbraio 2008, h. 17,30
Prosegue il lavoro di approfondimento sulle arti primarie nell’ambito del format culturale “Tribale Globale”, ideato e curato da Giuliano Arnaldi. Nell’ambito di un ciclo di incontri sul valore primario del segno, si svolgerà venerdì 22 febbraio alle 17.30 a Savona negli spazi del Palazzo del Commissario, presso la Fortezza del Priamar, un incontro con il professore Emanuele Anati, il noto archeologo fondatore del Centro Camuno di Studi Preistorici.
La discussione si articolerà sulle connessioni tra le Tapa, cortecce dipinte provenienti dall’ Oceania e dalla Nuova Guinea ( ma anche dall’Africa), le incisioni rupestri e l’arte moderna e contemporanea.

COMESANREMO
Palafiori - Corso Garibaldi - Sanremo
24 febbraio - 13 aprile 2008
Sarà inaugurata domenica 24 febbraio, alle ore 16,30, al Palafiori di Corso Garibaldi, la mostra “Comesanremo”, evento multimediale progettato e realizzato dall'Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano con l’Assessorato alla Promozione Turistica e Manifestazioni del Comune di Sanremo in occasione della nuova edizione del Festival della Canzone Italiana.
Curata da Vittorio Sachero e da Lucio Furlani, la mostra si offre come un viaggio artistico negli ultimi 50 anni di vita italiana vissuti attraverso la storia del Festival. Un percorso multimediale tra spettacolo e attualità dove musica, costume e design diventano le linee guida. Video, immagini e fotografie, oggetti e musica si intrecciano in uno straordinario viaggio virtuale, cosicché il fruitore della mostra diventa in realtà lo spettatore della storia del Festival di Sanremo.
In questo modo si vive l’illusione di trovarsi al centro della scena. E, nel caso di “Comesanremo”, le scene corrispondono a quatto grandi spazi, quanti sono i periodi temporali in cui il la mostra è stata suddivisa. Ognuno è di un colore diverso e, al suo interno, racconta il periodo rappresentato: “L’Italia della Rinascita e del boom economico (1952-1962)”, il periodo dei “Giovani alla ribalta (1962-1977)”, “L’Italia da bere (1977-1989)” e le trame dell’attuale “Società complessa (1989-2007)”.
In particolare alcune stazioni audio, dislocate negli spazi della mostra, consentono di ascoltare i brani che hanno accompagnato i quattro periodi storici di riferimento mentre una ricca raccolta di oggetti cult (dalla Lambretta all’ippopotamo protagonista di un lontano Carosello, dai primi pc agli ultimi i-pod..) dettagliano i contesti.
Per ogni periodo nel quale è suddivisa la mostra, compaiono immagini e filmati ad hoc, i servizi giornalistici del tempo e vecchi spezzoni del Festival. A fine percorso, un filmato conclusivo svolge la funzione di rassegna, vivace e colorata, delle trasformazioni del Festival nel corso degli anni.
«Il senso di questa iniziativa per un Ateneo come il nostro, dedicato in così massima parte alla ricerca e formazione nel campo dei media e dei consumi - afferma Alberto Abruzzese, direttore dell’Istituto di Comunicazione dell’Università IULM - risiede nella convinzione di dovere confrontarsi sul piano scientifico con nuove generazioni di giovani che, emotivamente sempre più diversi rispetto al tradizionale popolo di San Remo, stanno oggi vivendo una svolta epocale delle forme dell'immaginario nazionale e globale».
E l’Assessore alla Promozione Turistica e Manifestazioni Igor Varnero conclude: «Siamo grati agli organizzatori per averci proposto questa mostra che si colloca in Sanremoff, l'ampia scelta di manifestazioni collaterali al Festival della Canzone Italiana organizzate dal Comune per la Direzione Artistica Pepimorgia, per porre in risalto Sanremo come città della Musica.
Con la mostra “Comesanremo” sarà possibile ripercorrere 50 anni di musica, moda e costume in un viaggio a ritroso nel tempo che racconta come i media, il costume e la canzone abbiano dialogato tra di loro, contribuendo alla costruzione della società italiana dei nostri giorni. Il Festival di Sanremo da sempre è stato molto più di una colonna sonora che ha accompagnato la nostra vita».

SANREMO: REBECCA BALLESTRA AL MUSEO CIVICO
Si svolgerà dal 23 febbraio al 31 marzo nell’atrio del Palazzo Borea d’Olmo, l’installazione d’arte contemporanea ‘l’albero parlante’ di Rebecca Ballestra. Durante l’inaugurazione interverrà anche Paola ValentI dell'Archivio di arte contemporanea dell'Università degli studi di Genova.
Quello del 23 febbraio è il primo appuntamento culturale di una serie di incontri con l’arte contemporanea. Una rassegna in collaborazione con l’archivio d’arte contemporanea dell’Università di Genova, che propone la realizzazione, di una installazione curata da un artista della nuova generazione, presentata da un giovane critico d’arte che introduce il pubblico sanremese, non avvezzo a questo tipo di esperienza artistica, ai nuovi linguaggi dell’arte contemporanea.

ALLA LIBRERIA UBIK DI SAVONA IL "MARTINI POLITICO" DI GIOVANNI BIANCHI
Mercoledì 20 febbraio, alle ore 18, presso la libreria Ubik di Savona, si terrà l’incontro con Giovanni Bianchi, autore del libro “Martini ‘politico’ e la laicità dei cristiani”. Partecipa all’incontro l’avvocato ed ex senatore Nanni Russo. Introduce l’incontro Davide Caviglia.
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Oggi i cattolici italiani sono divisi, e ciò che li divide è soprattutto la politica. Vi è un cattolicesimo identitario, che fa della contrapposizione al mondo la sua peculiarità, e vi è un cattolicesimo solidale, che pone la sua peculiarità nel dialogo e nell’inserimento nel mondo. Tra il principio identitario e il principio solidale quale privilegiare? Giovanni Bianchi, un cattolico che ha fatto del sociale e della politica il suo principale ambito di lavoro, individua nel magistero del cardinal Martini a Milano la sintesi matura tra questi due principi: vivere l’identità cristiana nella solidarietà al mondo. In questo senso Martini è “politico”, perché indica ai cristiani che la “polis”, la città degli uomini, è lo sbocco privilegiato della loro fede nel Dio fatto uomo.
“Il problema morale è il problema dell’orizzonte complessivo entro il quale ogni aspetto della vita e dell’attività umana deve trovare la sua giusta collocazione e anche la misura di autonomia che gli compete.
E la fede illumina tale orizzonte di significato, orientando così il conseguente discernimento pratico”.
Carlo Maria Martini
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Giovanni Bianchi, nato a Sesto San Giovanni (Mi) nel 1939, è stato consigliere comunale a Sesto S. Giovanni per la DC, poi Presidente regionale delle Acli Lombarde e successivamente Presidente nazionale. Dal 1994 al 2006 è stato Deputato al Parlamento italiano, dove ha fatto parte della commissione Affari Esteri, è stato relatore della legge per la remissione del debito ai paesi poveri e ha presieduto il comitato permanente della Camera dei Deputati per gli Italiani all’estero. Collabora con riviste, quali Animazione sociale e Rocca, e dal 1987 ha diretto la rivista di spiritualità e politica Bailamme. Ha pubblicato numerose opere di narrativa e di poesia. Tra la sua produzione saggistica: Per una teologia del lavoro (1985), Al Dio feriale. Teologia minima (1990), Testimoni e maestri. Materiali per un laburismo cristiano (Scriptorium, 2005).

ATTILIO ANTIBO
LA STRUTTURA DEL PENSIERO
Valente Arte Contemporanea
via Anton Giulio Barrili, 12 Finale Ligure (SV)
dal 17/2 al 25/3/2008
Con "Attilio Antibo. La struttura del pensiero", la galleria Valente Artecontemporanea inaugura una mostra dedicata ai lavori realizzati dall'artista negli ultimi cinque anni, a documentare una fertilità e freschezza creativa che i maggiori interpreti della ceramica contemporanea.
Il progetto espositivo curato da Riccardo Zelatore testimonia le più recenti fasi creative di un autore da sempre interessato alla ridefinizione della primitività del materiale, al ruolo specifico delle terre e alla conoscenza delle tecniche realizzative.
Attilio Antibo (Savona, 1930) inizia dal 1963 a dedicarsi alla realizzazione di sculture in ferro e assemblaggi realizzati con materiali eterogenei, oggetti trovati e montati insieme con tecniche affini al ready made. La ragione centrale che presiede il lavoro di Antibo in quel periodo, preludio dei motivi e spunti successivi, e' lasciar parlare i materiali, senza opera di mediazione tra pubblico e opere. Il processo con cui ferro e ceramica sono manipolati diventa direttamente linguaggio e discorso formale. L'impiego del ferro prima e poi della ceramica non e' una vera e propria scelta: ad Antibo interessa riprendere valori contenuti nel materiale stesso, all'interno di una produzione basata a volte su un recupero delle possibilità offerte dalla materia, a volte riutilizzo concreto di oggetti in disuso. Anche l'uso della ceramica, mezzo espressivo che caratterizza il lavoro di Antibo dal 1974 fino agli ultimi anni, ha sostanzialmente la medesima motivazione di fondo. In piu' c'e' da dire che la creta presenta caratteristiche sue proprie di plasticità che, se le hanno fatto a volte subire nel tempo trasformazioni di ogni tipo fino a perdere la sua identità primitiva, che pure era di oggetto povero, di strumento ordinario, permette all'autore di muoversi tra forma arcaica e utensileria quotidiana. L'oggetto in ceramica e' inizialmente interpretato come la sintesi di due momenti d'intervento: il primo e' una ricerca dinamica di forme ottenute tagliando la terra con un filo di acciaio, il secondo e' un congelamento di volumi sfaldati dal taglio, in un lento irrigidirsi che sarà completo solo dopo la cottura. Dopo le Terre Tagliate e gli Smottamenti nascono in questo periodo creazioni in cui si presume un intervento minimo dell'artista come i Piatti, le Conche, le Tazze, in cui il colore viene usato con moderazione e la terracotta viene unita ad altri elementi come la terra cruda, l'acqua o il metallo. Il lavoro passa poi alle Terre Sonore che danno inizio all'inserimento di fischietti e cavità sonore sino alle Terre Sezionate e ai Libri Oggetto, in cui l'artista crea manufatti simili nella forma al modello originale ma estraniati dal contesto della loro funzione d'uso.
Fino ai primi anni Ottanta il lavoro di Antibo rivela un'attitudine a mettere in rilievo un momento rituale degli oggetti che realizza, quasi sempre estratti dalla realtà quotidiana e immessi in una sfera magica. Nel periodo successivo, Antibo introduce forme morbide, colorate e accattivanti che conducono ad una dimensione piu' ludica ed ironica. Si allenta il legame con l'utensileria quotidiana e si lascia spazio all'immaginario con esiti di semplificazione formale e accentuazione cromatica. Le opere in terracotta mantengono la loro esistenza plastica e sonora, ma sono caratterizzate da uno spirito giocoso e da uno spaesamento poetico che ne allenta lo spessore antropologico. Negli Strumenti votivi, nei Giocattoli, nei Trofei, Antibo non tradisce la natura della sua ricerca ma si concede un sottile gioco semantico i cui referenti spaziano dal linguaggio pop al post moderno, con richiami ai balocchi del vissuto infantile. Il rapporto diretto con il corpo, secondo gli originari attributi di manualità ed oralità, e' mantenuto, sovente attraverso l'inserimento di un fischietto che integra ed esorcizza la parte narrativa. Negli ultimi anni Antibo ha tralasciato la pratica ceramica per riappropriarsi dell'antico mestiere. Oggetti trovati, riciclati, desueti, sono tornati a stimolare la fertilità creativa dell'artista che sembra voler chiudere il cerchio riavvicinandosi alle creazioni dei primi anni. Egli prosegue la sua ricerca tesa al rapporto semplice con l'oggetto, non piu' attraverso le ragioni primitive del suo uso, ma sulla scia di un orientamento concettuale poverista. Procurandosi personalmente gli elementi costituenti, quasi sempre materiali eterogenei di recupero, Antibo si dedica alla creazione di opere su tavola in cui convivono pittura e scultura, rigore e ironia, realtà e fantasia, narrazione e sogno, satira e paradosso, motivi sacri e simbologia pagana, ritualità popolare e dimensione psicologica. Il poter scegliere oggetti usati, oltre alla rivendicazione poetica, consente all'artista una sorta di esorcizzazione contro il nostro disagio quotidianio. Antibo non vuole incrementare debiti con le avanguardie storiche ma creare un percorso di risalita nella funzione mnemonica, recuperare contatti fisici perduti in un originale sincretismo tra ispirazione classica e forma popolare, fascinazione dell'usato e memoria dell'umano.
Riccardo Zelatore

SANTA ROSSELLO
SEDICI ARTISTI PER TESTIMONIARE
Oratorio dei Disciplinanti - Finalborgo
dal 17 febbraio 2008
Sedici artisti contemporanei, non solo savonesi e liguri (Milly Coda, Maria Giulia Drago, Adriana Ferrari Benedetto, Carlo Giusto, Bruno Gorgone, Giovanni Job, Giorgio Laveri, Renata Minuto, Marcello Mogni, Gianni Piccazzo, Luigi Maria Rigon, Giorgio Robustelli, Arturo Santillo, Nani Tedeschi, Giovanni Tinti, Giuseppe Trielli) si sono ispirati alla modernità della vita e dell’apostolato di Santa Maria Giuseppa Rossello (1811 – 1880), protettrice dei “figuli e dei ceramisti liguri”, fondatrice delle Figlie di N.S. della Misericordia, oggi operanti in più di cento missioni nel mondo e con due Istituti in Roma.
La mostra, ideata da Silvia Bottaro, è stata già proposta a Savona nella prestigiosa Cappella Sistina, voluta da Papa Sisto IV nel 1475-80, nel Museo d’arte Moderna di Albissola Marina, città natale della Santa, e al Museo d'arte sacra moderna agostiniana di Roma.
Gli artisti hanno creato ciascuno un’opera secondo diverse tecniche (pittura, tecnica mista, ceramica) ispirandosi alla vita e al messaggio di solidarietà e di fede della Santa savonese, mettendone in evidenza la capacità di intervenire sui grandi problemi della società dell’Ottocento (emigrazione, sfruttamento delle minori, condizioni di schiavitù, malattie).

Presentazione del volume
L'ALTRO SGUARDO
ARTISTI E VIAGGIATORI IN LIGURIA DAL '700 AL '900
di DOMENICO ASTENGO Philobiblon 2007
Introdurranno l'autore: Fulvio Cervini e Daniela Gandolfi
Forte dell'Annunziata - Ventimiglia
sabato 16/02/2008, h. 16,00
Con il supporto di Diego Marangon e della libreria Casella, sabato 16 febbraio alle ore 16.00 nella sala polivalente 'E. Azaretti' del Forte dell'Annunziata in via Verdi 41 a Ventimiglia, avrà luogo la presentazione del volume di Domenico Astengo, "L'altro sguardo - Artisti e viaggiatori in Liguria dal '700 al 900".
L'evento, organizzato sotto il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Ventimiglia, dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri e del Museo Civico Archeologico 'Girolamo Rossi', vedrà insieme la dottoressa Daniela Gandolfi dell'Istituto di Studi Liguri ed il Prof. Fulvio Cervini dell'Università degli Studi di Firenze presentare l'interessante lavoro del noto studioso e ricercatore savonese.
Domenico Astengo, oltre che redattore di "Resine" e curatore della Biblioteca Angelo Barile di Savona, si è occupato di letteratura ligure del Novecento pubblicando carteggi di Sbarbaro e Montale, sviluppando anche altri temi di ricerca, in particolare dedicati proprio alla scoperta della Riviera Ligure, vista attraverso gli occhi e le pagine dei viaggiatori, specie stranieri. E' il caso di questo interessantissimo ultimo suo lavoro, corredato ed arricchito da una preziosa serie di disegni a china di Alexander Ansted. In copertina è ad esempio riprodotta proprio Ventimiglia, una delle acqueforti originali che rendono il volume un vero e proprio 'libro d'artista'.
Ed artisti, come anche turisti di lusso o reporter di quotidiani, sono stati i viaggiatori che a piedi, in feluca, su traballanti carrozze prima, in treno ed in automobile poi, hanno percorso la nostra Riviera scoprendo panorami inattesi, rigenerando il proprio spirito, ma soprattutto lasciando di queste avventure preziose testimonianze. Pagine di diario, cronache svagate, immagini pittoriche sempre più presenti nella nostra memoria, che continuano a vivere ed hanno contribuito a creare il mito di un Paradiso, ora però sempre più minacciato dal progresso e dalle vacanze di massa. Grazie a questi eccentrici ed appassionati personaggi ecco quindi una preziosa guida inedita, che svela qual era il volto della nostra regione: un paese felice dai colori inconfondibili, dai profumi unici, dalla bellezza indimenticabile.

NASCE UN CENTRO PER I DIALETTI E LE TRADIZIONI POPOLARI
Si chiama Centro regionale per i dialetti e le tradizioni popolari della Liguria.
La struttura, creata dalla Regione Liguria, attraverso l'assessorato alla Cultura, in collaborazione con diverse associazioni culturali, mette a disposizione del pubblico, degli studiosi, degli enti locali, della scuola e di associazioni e gruppi, un grande patrimonio culturale legato alla tradizione ligure. Con un obiettivo: valorizzare le parlate e dialetti del territorio, una lingua ancora viva, da far conoscere anche alle nuove generazioni insieme con le tradizioni, i canti e i giochi popolari, le fiabe e le filastrocche, le danze, le feste.
Il centro, che ha sede a Genova, in via Dante 6/9, custodisce oltre duemila volumi sul dialetto, la storia locale, le tradizioni, i canti, le filastrocche e le feste popolari, centinaia di registrazioni raccolte in quasi mezzo secolo sul territorio ligure, dagli studiosi Mauro Balma e Paolo Giardelli e dal musicologo di fama internazionale Edward Neill e altri, documenti filmati e produzioni televisive degli anni '70 e '80, provenienti dalle teche della sede Rai della Liguria e illustrati dal direttore Victor Balestreri.
Il successo e la crescita del centro dipenderà però, in gran parte, dalla collaborazione delle comunità locali. Da qui, l'appello lanciato dall'assessore alla Cultura Fabio Morchio ai liguri, invitati dalla Regione Liguria a donare al neonato centro libri, documenti, foto, filmati e materiali per arricchire l'archivio dedicato alla cultura popolare.
Il centro, che entrerà in funzione la prossima settimana, sarà aperto al pubblico il martedì dalle 9,30 alle 12,30 e il giovedì dalle 15 alle 18 e su appuntamento, per gruppi e scolaresche.Gli interessati potranno chiamare nelle ore di ufficio il numero 010-5484419 o inviare una e-mail a cdt@regione.liguria.it

PUNK 1976-2008 32 ANNI, 5 MESI ANCORA MOLTI GIORNI
Fortezza Monumentale del Priamar
Corso Giuseppe Mazzini - Savona
dal 15 al 17 febbraio 2008
Nei giorni 15, 16 e 17 Febbraio TrueLove Art Gallery e Kriminal Class, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Savona, organizzano Punk 1976-2008 32 anni, 5 mesi ancora molti giorni, tre giorni di incontri, mostre e dibattiti sul tema di quella che è ormai come considerata l'ultima avanguardia, la sottocultura punk. La manifestazione, ad ingresso gratuito, si svolgerà interamente sulla Fortezza del Priamar - Sala della Sibilla, con una piccola appendice nella serata del 16 al RainDogs di Via Chiodo, Savona.
Punk 1976-2008 32 anni, 5 mesi ricorda nel titolo un celebre concerto tenutosi nel Settembre del 1976 al 100 Club di Londra (sul palco Siouxie, Sex Pistols, Clash, molti dei ‘prime-movers’ dell’epoca tra il pubblico), gli ancora molti giorni guardano al futuro.
Alla base di Punk 1976-2008 32 anni, 5 mesi ancora molti giorni infatti non c'è tanto la volontà di celebrare ciò che è stato, un raduno di nostalgici che ricordano i vecchi tempi. Crediamo piuttosto che certe coordinate tracciate alla fine degli anni '70 possano essere ancora punti di riferimento anche ai giorni nostri. A differenza di altre sottoculture maggiormente connotate dal punto di vista stilistico e, giocoforza inserite in schemi rigidi dove l'adesione al "culto" prevede ben poche variazioni (nei suoni da ascoltare, nei vestiti, nel taglio di capelli), il punk ha saputo mutare pelle, cambiare, trasformarsi ed allo stesso rimanere fedele a se stesso.
Punk 1976-2008 32 anni, 5 mesi ancora molti giorni si sviluppa in tre giorni di mostre, incontri e concerti ad ingresso gratuito. La mostra fotografica BeatHippieAutonomiPunk all’assalto del cielo suggella la continuità/contiguità tra le controculture e i movimenti che, a partire dagli anni Cinquanta, hanno popolato la nostra vita, da Allen Ginsberg e Timothy Leary, passando per il “Mondo Beat”, fino ai Dead Kennedys, i Crass, l’esperienza del Collettivo Virus di Milano. Marco Philopat, scrittore, studioso di cultura underground e agitatore culturale, curatore della mostra insieme a Giancarlo Mattia, presenterà, nella giornata di Venerdì 15, Agenzia X (una struttura che si occupa di editoria, grafica, cinematografia, allestimenti, ricerca storica di base e iconografica con sede in via Pietro Custodi 12 a Milano, nel cuore dello storico quartiere Ticinese) ed il suo ultimo libro Lumi di Punk, raccolta di testimonianze rilasciate da trenta protagonisti della scena di quella scena. Nella sezione iconografica di Punk 1976-2008 trovano spazio anche Generazione fuori controllo Skin + Punk = TNT, punks e skinheads fotografati da Fabrizio Barile in Italia ed Europa, Magliette Strappate parte 2°, esposizione di t-shirts dal 1982 ad oggi, curatori Marco Balestrino e Grazia Ferro ed il lavoro dell’artista multimediale Fabrizio Basso ThePunkontainer/www.aiconfininidell’impero.org, archiviazione/rielaborazione di materiale cartaceo (fanzines, comunicati, poster).
Sabato 16 Febbraio la Sala della Sibilla diventerà luogo di incontro/dibattito con la presenza di Tony ‘Face’ Bacciocchi autore di Uscito vivo dagli anni ’80 e Diego Curcio, curatore di Rumore di Carta ed i responsabili della Tre Accordi Records che ha realizzato Punk 77-07 The Italian Tribute, cd tributo al trentennale Punk con 23 band italiane, selezionate tra le migliori del panorama musicale alternativo.
Il libro di Tony ‘Face’ Bacciocchi , segnalato dal mensile Rolling Stone come documento fondamentale per capire gli anni ’80, è un viaggio, ironico e disincantato, attraverso considerazioni, aneddoti ed episodi all’interno della scena underground italiana, in una sorta di diario personale che raccoglie pagine e pagine di esperienze, ma soprattutto è l’anima di chi quegli anni li ha vissuti in prima linea come musicista (Not Moving, Link Quartet, Lilith), dj, organizzatore di concerti. Rumore di carta Storia delle fanzine punk e hardcore italiane dal 1977 al 2007 racconta le punkzine, anche attraverso interviste agli autori, analizzandone il linguaggio e il contenuto: un panorama scarsamente conosciuto, imprevedibile e rappresentativo di un pezzo di scena, non solo musicale, ancora oggi vivace.
Per Punk 1976-2008 gli organizzatori hanno scelto tre momenti musicali assolutamente diversi tra loro ma significativi nell’ottica di guardare il punk come qualcosa in evoluzione, fuori dagli stereotipi della musica solo sgangherata e fracassona. Barry ‘Scratchy’ Myers fu uno storico collaboratore dei Clash, ai quali fece da supporto tra gli anni ’70 e 80. Ha da poco terminato un lungo tour con la band Gogol Bordello e proporrà il suo dj set chiamato The Rock and The Roll of The World, una selezione a 360° di rock and roll da ballare da tutto il mondo. Tv Smith fu il fondatore degli Adverts, una delle prime e migliori band del punk inglese. Da anni ha intrapreso una carriera solista, proponendo nuove composizioni e brani dal vecchio repertorio, salendo sui palchi di mezzo mondo con sola chitarra e voce. Il suo concerto si terrà al Circolo Arci RainDogs e per l’occasione suonerà alcune canzoni degli Adverts con il supporto dei Valentines, di Bologna.
Infine gli Arcotrafficanti, quartetto d’archi genovese formato da professionisti della musica che si è prestato ad un lavoro di riscrittura e reinterpretazione di dodici brani storici punk, dai Sex Pistols ai Crass, dagli Angelic Upstarts ai Clash, proponendone una rivisitazione in chiave cameristica. Il loro concerto Domenica 17 Febbraio, sempre alla Fortezza del Priamar, chiuderà Punk 1976-2008 32 anni, 5 mesi ancora molti giorni.
La parola ai protagonisti
Cosa resta del punk dopo così tanti anni? TV Smith sull’argomento ha dichiarato: “Resta lo spirito. Non lo puoi seppellire – non importa quanta brutta musica c’è in giro o quanto tutto sia diventato commerciale e di nuovo sotto il controllo dell’industria discografica – ci sarà sempre un po’ di gente e un po’ di gruppi che portano avanti lo spirito originale del punk rock. Questo vuol dire pensare con la propria testa ed esprimere se stessi senza che nessuno ti dica cosa devi fare”. Marco Philopat, nell’introduzione al suo libro Lumi di Punk scrive: ”(…) ragionare su come il punk abbia influenzato le forme di lotta antagonista, la scena musicale, l’editoria, la grafica, l’estetica, la poetica, il look, il concetto di identità giovanile e di tribalità sociale, la relazione fra generi e il senso di appartenenza in relazione ad una scena ben definita. (…) Il carattere insurrezionale, internazionalista ed esplicitamente anarchico ha proiettato il punk al di fuori di ogni schematizzazione artistica, e temporale, esattamente come accadde per il movimento beat americano.” Barry ‘Scratchy’ Myers, a proposito della sua collaborazione con i Clash ci dice: “Avevamo qualcosa da combattere e qualcosa per cui combattere. Il mondo che avevamo creato in opposizione allo status quo era dannatamente speciale. Questo però è stato 30 anni fa, è importante vivere il presente con tutto quello di buono e di cattivo che ci offre”.

IV EDIZIONE DEL PREMIO GRINZANE-BIAMONTI
16 - 22 e 23 febbraio
a cura dell'Associazione Amici di Francesco Biamonti
San Biagio della Cima (Im)
Kenneth White, scrittore e poeta scozzese, e Alberto Asor Rosa, scrittore, critico letterario e politico, sono i due vincitori della quarta edizione del Premio Grinzane Francesco Biamonti. I nomi sono stati resi noti oggi, 11 febbraio 2008, a Villa Nobel durante la presentazione dell’evento che si svolgerà a Sanremo venerdì 22 febbraio 2008 con un’appendice il giorno dopo, sabato 23, a San Biagio della Cima, paese natale di Biamonti.
Presenti all’incontro il presidente della provincia Gianni Giuliano, l’assessore alla Cultura del comune di Sanremo Daniela Cassini e Antonella Cavallo portavoce del Grinzane Cavour. «Sono già diverse edizioni che Sanremo, San Biagio della Cima e l’amministrazione provinciale si impegnano a portare avanti, attraverso questo premio, il ricordo di Francesco Biamonti – ha detto Gianni Giuliano -. Ed anche in questa quarta edizione ci avvaliamo della splendida Villa Nobel, il luogo più consono per ospitare importanti eventi e manifestazioni, dove possano trovare terreno d’incontro culture diverse».
Il riconoscimento, ideato dal Premio Grinzane Cavour, istituito d’intesa con la provincia di Imperia, l’assessorato alla Cultura di Sanremo e il comune di San Biagio della Cima, è dedicato a territori di mare così intensamente descritti dallo scrittore sanbiagino. L’edizione 2008 del Grinzane-Biamonti vede premiati due personaggi che si sono dimostrati estremamente affini a quelli che erano alcuni dei valori espressi da Biamonti nella sua opera letteraria.
Infatti, Kenneth White definito come un nomade della letteratura, padre della geopoetica, è conosciuto soprattutto per la sua passione per gli elementi naturali, ed anche per essere un viaggiatore filosofico ed un esploratore dell’animo umano. Anche Asor Rosa, importante critico letterario è principalmente conosciuto per il suo impegno a difesa dei paesaggi.
Entrambi i vincitori si sono distinti per i profondi legami che avevano con Biamonti, per quel suo amore per i territori del mare che gli è valso l’onore della vincita di un’edizione del Grinzane con il celebre Attesa sul mare. Amore in cui si rispecchiano pienamente entrambe i vincitori dell’edizione 2008 di questo ambito premio.
«I vincitori di questa edizione rappresentano la chiara internazionalità di questo premio – ha aggiunto Daniela Cassini –. Entrambi sono stati in grado di prendere la realtà del nostro ponente per poi espanderla in una prospettiva più ampia mettendola in contatto con altre culture e letterature lontane dalla nostra». Venerdì 22 febbraio si svolgerà la cerimonia di Premiazione, sempre a Villa Nobel alle ore 17.30, alla quale prenderanno parte il presidente Provincia, il sindaco di Sanremo Claudio Borea e il presidente del Premio Grinzane Cavour Giuliano Soria. Seguirà poi il dibattito dal tema I paesaggi da difendere con interventi di Alberto Asor Rosa, Giuseppe Conte, Paolo Mauri, Matteo Meschiari, Massimo Venturi Ferriolo e Kenneth White.
Infine, la manifestazione proseguirà sabato 23 febbraio alle ore 16.30 al centro polivalente “Le Rose” di San Biagio della Cima, paese natale di Biamonti. Dopo i saluti di Gianni Giuliano e Mauro Anfosso (sindaco di San Biagio), sarà presentato il libro di Francesco Biamonti Scritti e parlati (Einaudi, 2008), curato da Gian Luca Picconi e Federica Cappelletti, con prefazione di Sergio Givone: pagine, in cui si mescolano interviste, note di viaggio e meditazioni tra letteratura e arte. Inoltre, all’incontro interverranno Mauro Bersani, Paolo Mauri, Matteo Meschiari.
La prima edizione del Premio Grinzane – Francesco Biamonti è stata vinta dallo scrittore svedese Björn Larsson; la seconda da Albert Sánchez Piñol, scrittore emergente spagnolo, e da Nico Orengo, scrittore, poeta e critico letterario; la terza edizione dal poeta e scrittore Giuseppe Conte (sezione nazionale) e dallo scrittore irlandese John Banville (sezione internazionale).
Programma della manifestazione:
San Biagio della Cima
Centro Polivalente Le Rose
dal 16 al 24 febbraio
Mostra: "Scritture"
Espone Pino Venditti
Sabato 16 febbraio
ore 16,00 Inaugurazione Mostra;
ore 17,00 Presentazione del libro: " L'uomo delle mimose. sei studi su F. Biamonti" di Giorgio Cavallini, Stefano Termanini Editore
Intervengono: Paolo Zublena e Stefano Termanini;
Premio Grinzane - Biamonti
Venerdì 22 febbraio
Sanremo
Villa Nobel
ore 17,30 cerimonia finale - premiazione vincitori
ore 18,00 dibattito su: "Paesaggi da difendere"
Intervengono oltre ai premiati:
Giuseppe Conte, Paolo Mauri, Matteo Meschiari, Massimo Venturi Ferriolo;
Sabato 23 febbraio
San Biagio della Cima
Centro Polivalente " Le Rose"
ore 16,30 presentazione del libro " Scritti e parlati " di F. Biamonti, Einaudi Editore
Intervengono: Mauro Bersani, Paolo Mauri, Matteo Meschiari

A TAVOLA TRA CULTURA E STORIA
Teatro dell'Opera del Casinò - Sanremo
Martedì 12 febbraio 2008, h. 16,30
L'Associazione culturale Ca dj'Amis e il sodalizio de I Ristoranti della Tavolozza rinnovano l'appuntamento con "A tavola fra cultura e storia", iniziativa inserita nel prestigioso programma annuale de "I martedì letterari" del Casinò di Sanremo. L'incontro, presentato da Claudia Ferraresi e Ito Ruscigni, si svolgerà martedì 12 febbraio presso il Teatro dell'Opera del Casinò, con inizio alle ore 16.30.
Nel corso dell'incontro sarà presentato il volume "Il cibo e la tavola", a cura di Silvia Malaguzzi (Collana I Dizionari dell'arte - ELlecta). L'opera sarà presentata da Paolo Berruti e commentata dall'autrice con la proiezione di alcune delle opere più significative in essa contenute. Numerosissimi sono i dipinti e le sculture che dall'antichità al XX secolo presentano i cibi e le bevande descrivendo i rituali che intorno a essi ruotano e i luoghi in cui essi venivano e vengono consumati. Preziosi strumenti di indagine, i contesti figurativi collocano i cibi e il loro contorno in coordinate spazio-temporali precisandone così le valenze culturali.
L'opera propone, attraverso sezioni distinte, un'indagine sulla funzione culturale e simbolica del cibo e delle bevande, attraverso i generi e i soggetti dell'arte in cui essi sembrano giocare un indiscutibile ruolo chiave. All'indagine sul significato specifico degli alimenti nell'arte, dall'Antichità al XX secolo, si unisce quella degli strumenti da tavola e da cucina più frequenti, dei rituali della consumazione del cibo e dei luoghi più tradizionalmente legati ai pasti, per fornire al lettore vari possibili livelli di lettura della stessa immagine.
Inoltre, nell'ambito del Premio "Casinò Sanremo - Libro del mare" Piero Bianucci presenterà "La cucina dei naviganti - andar per mare e mangiare bene" (Blu Edizioni), di Elena e Paola Accati, dedicato a tutti coloro che amano il mare e che vogliono cucinare basandosi sui prodotti dei luoghi che visitano. Oltre ai consigli di cucina, le autrici raccontano la storia di porti e isole del Mediterraneo, e i loro miti, usanze, leggende.

INCONTRO SULLA MEDIAZIONE CULTURALE A SANREMO
Lunedì 11 febbraio, alle ore 17, presso la Sala del Melograno (Via Marsaglia - Sanremo), l'associazione di mediazione culturale 'Mappamondo', per il ciclo 'I Seminari di Mappamondo', organizza un incontro dal titolo 'Mediazione culturale nelle scuole della Liguria'. Si tratta della presentazione dei dati di una ricerca sul lavoro di mediazione culturale nelle scuole primarie e secondarie di primo grado della Liguria, a cui parteciperà come relatore il dottor Andrea Torre del Centro Medì di Genova. Alla ricerca, promossa dall'università di Genova in collaborazione con il Centro Medì, ha partecipato appunto l'Associazione Mappamondo per quanto riguarda le scuole della Provincia di Imperia.

SYLVANA LORENZ
RIMES POUR PRINCE PIERRE
Galerie Depardieu
64 bd Risso - Nice
du 14 février au 23 février 2008
Née en 1953, Sylvana Lorenz a été :
- Créatrice d'une galerie d'art, à son nom, située près du Centre Georges Pompidou, à Paris, de 1987 à 1996. Durant dix ans, elle s'est attachée à y faire connaître plusieurs artistes français et internationaux dont les œuvres sont aujourd'hui cotés en salle des ventes internationales : Martin Kippenberger, Gerwald Rockenschaub, Heimo Zobernig, Steven Parrino, Mark Dion, Erwin Wurm etc...
- Expert en Art contemporain à la salle des ventes de Drouot, Paris, de 1986 à 1991 et à l'origine des premières ventes d'art conceptuelles en collaboration avec Ghislain Mollet-Viéville.
- Professeur d'art contemporain à l'Institut européen supérieur d'art (IESA), Paris, de 1991 à 1999.
Depuis 1997 et jusqu'à ce jour, elle est responsable de la communication artistique chez Pierre Cardin, à Paris. Son action s'apparente à celles des artistes du groupe "Esthétique de la Communication" qui existe depuis les années 70 et dont la plus connue est Yoko Ono. Ce mouvement offre aux artistes un champ de recherche critique sur les médias et sur les techniques de manipulation de l'opinion. Il donne naissance à des œuvres qui prennent la forme de journaux, d'interventions dans les quotidiens, d'émissions télévisées, de reportages photographiques, d'affiches publicitaires...
Depuis 1994, Sylvana Lorenz, en participant à plusieurs émissions de télévision dont celles réservées à la Jet Set dans Zone Interdite sur M6,a trouvé le moyen de communiquer sur Pierre Cardin à travers les médias mais aussi à travers l'édition avec la publication en 2003 de son autobiographie A nous deux, Paris! (éditions Flammarion) et la Biographie de Pierre Cardin (éditions Calmann-Lévy).
Dans l'exposition à la galerie Depardieu, c'est en tant que photographe qu'elle communique sur le grand couturier.
Chaque photographie met en valeur un accessoire de mode Pierre Cardin : chapeau, gants, broche, ceinture mis en scène sur son corps, nu.
Son site www.sylvanalorenz.com présente un panel de ses activités diverses qui ne poursuivent qu'un seul et même objectif : COMMUNIQUER POUR CREER.

GLI IMPROVVISI DI VERA MARTINI c/o True Love
1° episodio
ALDO SAMUELE CONTRO MARCO LAVAGETTO
Presentazione del libro di poesie di Aldo Samuele con proiezione del film Aldo Samuele, scritto da Marco Lavagetto e diretto da Paolo Caredda, con la partecipazione di Robert Lee. Nella mostra, a cura di Vera Martini, sono esposte le badge di Aldo Samuele e i dvd di Marco Lavagetto, due artisti che in questa occasione utilizzano i linguaggi diversi della poesia e della fotografia per affrontarsi per la prima volta a viso aperto.
Il lavoro di Aldo Samuele, poeta, è frutto di uno scavo profondo oltre l’abituale percezione, per restituire quel che avanza in un dialogo tra essenza e molteplicità.
Marco Lavagetto, pittore, utilizza fotografia, gossip e pennello per le sue opere, dando vita a ritratti che inducono a una riflessione sul concetto di artista, sulle parti nascoste o dimenticate del sistema dell’arte e sulle contraddizioni dell’animo umano, diviso tra libido e ricerca di equilibrio.
INAUGURAZIONE
TRUE LOVE Via Vacciuoli 18r SAVONA sabato 09 febbraio ore 19.30
PROIEZIONI ore 19.45 – 20.15 – 20.45

L'UOMO DI CEMENTO
Proiezione del film di Franco Revelli
Dibattito con Oscar Marchisio, Claudio Porchia, Stefano Sarti, Franco Zunino
Moderatore Marco Preve
Villa Boselli - Arma di Taggia
venerdì 8 fabbrezio 2008, h. 21,00
Chi è l'uomo di cemento? Chi è, chi sono i responsabili del degrado e della cementificazione delle coste della Liguria del Ponente? Come fermare questo fenomeno prima che i danni siano irrecuperabili?
A queste e ad altre domande prova a rispondere il documentario Castellaro tra campo golf ed il progetto di borgo Lampedusa, realizzato da Franco Revelli per conto di CGIL che verrà presentato venerdì 8 febbraio alle 21 nella sala di Villa Boselli, ad Arma di Taggia. Dopo la proiezione, seguirà un dibattito moderato dal giornalista Marco Preve a cui parteciperanno Oscar Marchisio, direttore de "Il provinciale", Claudio Porchia, segretario Cgil di Imperia, Stefano Sarti di Legambiente Liguria e Franco Zumino, assessore regionale all'ambiente.
Nonostante la crisi, le difficoltà logistiche e tecniche, l'edilizia è ancora uno dei settori trainanti dell'economia della provincia di Imperia, ma rischia di deturpare definitivamente un paesaggio già in sofferenza per i pesanti interventi subiti durante gli anni ‘60 e '80. Inoltre, come spesso dimostrato dalla cronaca recente, dietro alle speculazioni edilizie si nascondono quelle di amministratori senza scrupoli. L'impressione è che nella Liguria di Ponente ci sia un vero e proprio sistema, un "uomo di cemento" che controlla gli interventi a beneficio di pochi e a danno dell'intera comunità e dell'ambiente.
Il documentario di venerdì sera è il primo di un ciclo di cinque filmati realizzati da Revelli per dare voce a chi subisce le speculazioni e descrivere le condizioni chi lavora nell'edilizia. In questo primo capitolo, le testimonianze di quattro persone che hanno subìto le conseguenze della costruzione del campo golf di Castellaro e di Borgo Lampedusa, un complesso edilizio sorto dal nulla in una zona impervia a rischio di frane e smottamenti. C'è chi racconta di essersi sdraiato in mezzo alla strada per bloccare il traffico di camion pesanti che danneggiavano la sua abitazione, chi racconta i rischi corsi durante la frana verificarsi nel 2005, chi, infine, come Giampiero, il protagonista, affronta temi più generali su come é cambiata la vita a Castellaro, su come questi progetti non portino occupazione, né aggregazione sociale.
Piccoli esempi, storie di lotte quotidiane ma che dimostrano che c'è ancora qualcuno che si impegna a difendere il proprio territorio, evitando di delegare tutto alla politica ma impegnandosi in prima persona contro un modello di sviluppo distruttivo per il territorio e dannoso per tutti.

SANS PASSION IL N'Y A PAS D'ART
a cura di Gian Carlo Torre
villa Barrili
via Barrili 12 - Carcare
7 - 17 febbraio 2008
“Sans passion il n’y a pas d’art” (parafrasando una nota frase di Matisse) è il titolo della mostra collettiva d’arte contemporanea che verrà inaugurata il prossimo 7 febbraio alle 17,30 a Villa Barrili, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del comune di Carcare.
La mostra, curata da G. C. Torre espone opere di Mirko Barbierato, Bruno Cassaglia, M. Levo Rosemberg e Massimo Pompeo, quattro artisti di età differenti, che operano con ricerche e materiali altrettanto differenti ma accomunati da una preparazione di base profonda nelle fonti e nella conoscenza dei materiali utilizzati. Materiali differenti per ogni artista che permettono di avere un effetto visivo di forte impatto sull’osservatore delle opere
Massimo Pompeo nelle sue tavole marittime , a sorvolare oceani, mari, spazi costieri in un’intensa alternanza di scrittura e grafica. Margherita Levo Rosemberg alterna nelle sue composizioni ritagli di acetato sovrapposti a pellicole radiografiche , avvolti a cono abitati da folle di omini. Bruno Cassaglia, invece, affida il proprio messaggio alla parla, alla poesia, alla fotografia, alle immagini e ai ritratti attingendo molto alla mail art , mentre Mirko Barbierato esperimenta nella sue opere una ricerca sulle dissolvenze derivatagli dal mondo del cinema.
“Tutte le volte ci si dedica ad una attività con passione afferma Maria Teresa Costoni, assessore alla cultura del Comune di Carcare - il risultato è sicuramente di alto livello. Nel caso di questa mostra collettiva è proprio la passione, oltre alle elevate doti artistiche che ha spinto Barbierato, Cassaglia, Levo Rosemberg e Pompeo a realizzare i loro lavori. Infatti il titolo della mostra Sans passion il n’y a pas d’art, Senza passione non c‘è arte, è altamente esplicativo”.
La mostra è aperta fino al 17 febbraio, il lunedì dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 19; dal martedì al venerdì dalle 14 alle 19; il sabato dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19 e la domenica dalle 16 alle 19. Durante l’inaugurazione del 7 febbraio Bruno Cassaglia e Edo Pampuro realizzeranno la performance "Equilibrio precario della parola".
Un titolo? accattivante ? perché?
E’ abitudine riunire le opere di diversi artisti in mostre a tema, qui no.
Allontaniamoci da una facile pseudo sindrome di Stendhal se ci sentiamo in difficoltà incontrando una serie di opere differenti tra loro che necessitano un’attenzione ed un approfondimento.
Tutte le immagini non sono sempre di facile lettura anche quelle cosiddette le più semplici, le più immediate.
Come siamo preparati alla loro lettura. Pensiamo alle dispute, sorte centinaia di anni orsono, intorno alla “ Flagellazione” la piccola tavola di Piero delle Francesca . Non limitiamoci alla sola percezione immediata dell’immagine, guardando senza focalizzare, senza soffermarsi ad approfondire i suoi particolari e soprattutto non rispondiamo ai richiami mnemonici che i nomi degli artisti evocano.
Incontriamo le opere di quattro artisti, di età differenti, che operano con ricerche e materiali differenti, accomunati da una preparazione di base profonda nelle fonti e nella conoscenza dei materiali usati,
Superato il primo impatto dalle loro opere si evidenzia l’elemento che li unisce: una ricerca rigorosa ed un’attenta disamina.
Massimo Pompeo, nelle sue tavole marittime, quasi a volo d’uccello, ci fa sorvolare i mari, gli oceani, gli spazi costieri raccontati dal colore e dal segno, in un’alternanza di scrittura e grafica; il successivo attento esame di queste ci fa partecipi delle rotte, dei luoghi e delle loro storie, non più visitatori spaesati.
I ritagli di acetato, sovrapposti a pellicole radiografiche, avvolti a cono, e abitati da omini, una folla di immagini, a cura di Margherita Levo Rosenberg , in un continuo alternarsi di composizione e successiva scomposizione analitica, si sposano con il suo concetto d’arte ” l’arte è uno strumento di ricerca e di verità che svela relazioni emozionali, estetiche , simboliche, formali e concettuali”.
La riservatezza di Bruno Cassaglia “potendo conciliare tutte le contraddizioni dell’esistenza” è affidata alla parola, alla poesia, alla fotografia, alle immagini, ai ritratti, alle sue ricerche nella mail art ci conferma, come dice Alida Gianti, che “ la vera arte opera a livelli diversi, aprendo varchi e possibilità che vanno bene oltre l’oggetto, oltre il suo pretesto fisico visivo ed estetico”
L’interesse verso la materia e i materiali alternativi di Mirko Barbierato si esprime nelle opere grafiche e pittoriche; operando dal 1997 nella sua particolare ricerca sulle ” dissolvenze” derivatagli dal mondo cinematografico usando i mordenti sulle superfici smaltate lasciando emergere di volta in volta strati variegati di colore, sorprese nel momento in cui poniamo attenzione ai singoli particolari e agli interrogativi che ci poniamo quando ci chiediamo come si integrino i risultati delle nostre esperienze con il nostro sentire.
Osservando le singole opere esposte la percezione ci fornisce un insieme, il pensiero corre, dagli elementi presenti e dagli interrogativi che ci poniamo raccogliamo elementi di lettura sull’esperienza, sul vissuto, sui ricordi, la successiva analisi ci introduce nel mondo dei gesti e delle tecniche pittoriche aprendoci nuovi orizzonti e possibilità di apprendimento e di studio.
Certezze ? Dubbi ? Interrogativi ? Parliamone .
Senza passione non si ama la propria ricerca ed il proprio lavoro, non si cresce, subentra l’abitudine, il progresso ed il futuro si estinguono.
Gian Carlo Torre, Bogliasco, il 16 gennaio 2008

GIAMPIERO BOF PRESENTA IL WAR REQUIEM DI BRITTEN
Sala Culturale Coop - Vado Ligure
giovedì 7 febbraio 2007, h. 20,45
Giovedì 7 febbraio alle ore 20.45, nella Sala Culturale della Coop Liguria a Vado Ligure, il Prof. Giampiero Bof terrà in forma di conferenza-audizione la presentazione dell’oratorio di Benjamin Britten War Requiem (Requiem di guerra), in programma all’Auditorium R.A.I. di Torino, giovedì 14 febbraio con l’Orchestra Nazionale della R.A.I. diretta da Juanjo Mena.
War Requiem op. 66, per organo, voce di tenore, soprano, baritono, grande orchestra e orchestra da camera, coro di bambini e coro misto è un’opera eccezionale non solo per lo straordinario dispiegamento di forze che richiede, ma per l’originale architettura che presenta soltanto sei delle nove parti istituzionali della messa da requiem, e precisamente di Requiem aeternam, Dies Irae, Offertorium, Sanctus, Agnus Dei e Libera me. In questa costruzione musicale, si inseriscono - come recita la stessa dicitura di Britten – alcune intense liriche di Wilfred Owen (1894-1918), poeta soldato morto alla fine del primo conflitto mondiale. La poesia di Owen, pur se intima e straziante, poteva suonare fin troppo accesa nei toni, per rientrare nella liturgia di un requiem. Se al coro, al soprano e ai concertati è affidato il testo latino, le parole di Owen sono appannaggio delle voci del tenore e del baritono, creando un efficacissimo contrasto fra sgomento e speranza, orrore per la morte e la guerra e anelito verso la vita eterna. Fu Britten stesso a riconoscere il debito e l’influenza nei riguardi dei predecessori, a cominciare da Verdi e la sua ammirata Messa da Requiem: “Penso che sarei un pazzo se non avessi tenuto in considerazione come Mozart, Verdi, Dvorák hanno scritto le loro messe. Voglio dire, molte persone hanno evidenziato le somiglianze tra il Requiem di Verdi e qualche parte del mio War Requiem, e queste somiglianze potrebbero esserci veramente. Se non ho assimilato quest’opera, è un peccato.”

ALLE ORIGINI DELL'ETICA AMBIENTALE
presentazione del volume di LUISELLA BATTAGLIA
Biblioteca Civica R. Deaglio
piazza Airaldi e Durante 7 - Alassio
giovedì 7 febbraio 2008, h. 21,00
Prosegue ad Alassio l’iniziativa “Parliamo di … una proposta culturale per la scuola, per l’aggiornamento, per il dibattito critico” promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Alassio, in collaborazione con il Liceo Don Bosco.
Il progetto, elaborato sulla base delle richieste dei giovani, propone una serie di incontri culturali con personalità di spicco del giornalismo, dell'economia, della scienza, della letteratura, dello sport.
L’obiettivo è quello di sollecitare e sviluppare nella scuola e nella città un percorso conoscitivo e un dibattito critico. Gli incontri, che daranno diritto a crediti formativi per gli studenti del Liceo, sono infatti aperti a tutta la cittadinanza e al comprensorio. Giovedì 7 febbraio, alle 21, nell’Auditorium della Biblioteca Civica R. Deaglio si svolgerà la presentazione del libro Alle origini dell’etica ambientale. Uomo, natura, animali in Voltaire, Michelet, Thoreau, Gandhi. Dedalo editore, 2002.
Ospite dell’iniziativa sarà l’autrice del volume, la prof.ssa Luisella Battaglia, docente di Filosofia morale e Bioetica nelle Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova e dell’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Luisella Battaglia dirige l’Istituto italiano di Bioetica e dal 1999 è membro del Comitato nazionale per la Bioetica.
Esplorare le possibilità e le condizioni di un umanesimo ecologico, è il progetto che guida la rilettura che Luisella Battaglia fa di quattro grandi pensatori - Voltaire, Michelet, Thoreau, Gandhi - accomunati tutti dall'idea - alla base dell'etica ambientare contemporanea - che l'universo sia troppo grande per essere solo la dimora dell'uomo.
La filosofia della tolleranza come etica del riconoscimento (Voltaire), la visione del processo rivoluzionario come emancipazione di tutte le creature (Michelet), la teoria e la pratica di un'ecologia della libertà (Thoreau), la concezione della non violenza come rispetto integrale della vita in ogni sua forma (Gandhi) scandiscono, nella diversità dei percorsi, le tappe di un itinerario ideale che procede oltre le mura della città dell'uomo verso la grande società dei viventi.
Luisella Battaglia riesamina le tradizioni di pensiero della nostra cultura, sgombrando il campo da quegli equivoci che alimentano opposti fondamentalismi individuabili sia nell’antropocentrismo forte, che postula una netta disgiunzione tra uomo e natura, che nel biocentrismo il quale, all’inverso, rifiuta l’idea di una specificità umana. Esiste una terza via? proprio attorno a questo tema si snoda la tesi principale del libro. Luisella Battaglia parte da questo assunto: l’uomo non è l’unico soggetto degno di considerazione morale, è, sì, generatore di valore, ma non ne è l’unico destinatario; e allora come coniugare le preoccupazioni ecologiche con la cultura umanistica la quale, invece, ipotizza la centralità dell’uomo?
L’incontro sarà presentato dal Prof. Antonio Tassara.

SIMONE LAMMARDO ALLA BANCA SELLA DI ALBENGA
In occasione dell'inaugurazione, l'Agenzia di Albenga della Banca Sella in PIazza del Popolo dell’ ospiterà - a partire da mercoledì 6 febbraio - una mostra dell'artista senovese Simone Lammardo.
Il titolo della personale di Lammardo (“Alice ormai stufa”) è costituito dalle prime parole del celebre libro di Lewis Carroll “Alice nel Paese delle Meraviglie” e rimanda allo stile dell'artista, orientato alla rappresentazione di una realtà onirica.
Le tele in mostra sono di grande formato; ad esse si affiancano alcune pittosculture di più ridotte dimensioni.
Tutte le opere sono comunque improntate alla tensione fra reale e irreale, in un clima che immerge lo spettatore in un mondo di fantasia.
L’esposizione di Lammardo resterà allestita fino al 6 marzo.

EXPOSITION LOUIS CANE
[Fond de scène]
Grand Château Valrose
28 avenue Valrose - Nice
du 7 février au 28 mars 2008
La Direction de la culture de l’Université Nice Sophia Antipolis organise, du 7 février au 28 mars 2008, une exposition de Louis Cane, artiste peintre et sculpteur né à Beaulieu-sur-Mer. Le vernissage de l’exposition se déroulera le mercredi 6 février à 19h dans le [Fond de scène] du Grand Château Valrose, en présence de l’artiste et du Président de l’Université Albert Marouani.
Louis Cane est né en 1943 à Beaulieu-sur-Mer. Il entre en 1961 à l’école nationale des arts décoratifs de Nice avant d’intégrer celle de Paris. Ses premiers travaux seront exposés aux côtés de ceux d’Arman, Benjamin Vautier (Ben), Noël Dolla et Patrick Saytour. Son travail connaîtra ensuite différentes phases : de l’abstrait il passera au semi abstrait avant de faire un retour définitif à la figuration. Louis Cane reviendra également vers la sculpture, qu’il a expérimentée durant ses années d’apprentissage.
« Cet homme, à la longue foulée, dont je me propose ici de comprendre le parcours, je ne dirai pas le destin, un trop grand mot, alors que le bougre, dieu merci, n’est pas au bout de son chemin, que son oeuvre n’est pas encore parvenue à son terme, cet homme c’est — comme il s’est nommé à ses débuts, comme il nous l’a martelé, asséné, à coups de tampons sur ses toiles, pour que ça nous entre bien dans le crâne et que nous soyons bien avertis de son avenir de peintre, bien préparés à en suivre les péripéties — c’est Louis Cane, Louis Cane, Artiste Peintre. Et pour ceux, critiques bouchés, collectionneurs aux goûts volatils, collègues artistes emportés par la mode et engloutis dans le marché, qui tous auraient la comprenette difficile, plus de vingt ans après, il insistera, Louis Cane, il précisera, avec une évidente volonté polémique mais aussi avec humour (allusion au fameux « Béret, français ! » des frères Prévert ?) : Louis Cane, Artiste Peintre Français. »
Jacques Henric

SOPHIE MENUET
MISE EN PLIS
Galerie des Ponchettes
77, Quai des Etats-Unis - Nice
18 janvier – 9 mars 2008
Pour ce début d’année 2008, Sophie Menuet présente une nouvelle série de travaux où féminité et intimité sont à l’honneur.
Depuis plusieurs années, cette artiste développe une réflexion sur le corps et ses possibles recouvrements : robes, chapeaux, parures étranges mêlant étoffes précieuses et éléments décoratifs donnent lieu à des tenues que l’artiste se plaît à revêtir dans des photographies ou des vidéos.
Ces œuvres de tissu sont aussi exposées telles des sculptures suspendues. Seconde peau idéalisée, le vêtement est ici allié à des peintures sur verre qui prolongent le corps à la manière de prothèses.
Le raffinement du costume et du décor donne lieu à une scénographie qui n’est pas sans évoquer une certaine fin de XIXe siècle désuet.