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Notizie e commenti sulle arti nel Ponente ligure e dintorni

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lunedì, 09 novembre 2009




LA CADUTA DEL MURO
Sala Mostre - Biblioteca Civica
Piazza De Amicis - Imperia
9 - 13 novembre 2009

Da lunedì 9 a venerdì 13 novembre presso la Biblioteca Civica di Imperia avrà luogo, in orario 9.30-18 presso la Sala Mostre, l’esposizione delle pagine dei giorni della caduta del muro di Berlino nei quotidiani e nei periodici custoditi nell’archivio della biblioteca.

Così l’Assessore al Turismo e Cultura Marco Scajola: “Non una mostra in senso tradizionale, ma piuttosto una condivisione informale ma fortemente rievocativa della caduta del muro. Ci sembrava importante che anche la Biblioteca potesse dare il proprio contributo alla riflessione e al ricordo: gli imperiesi potranno vedere, sfogliare, leggere le pagine dei giornali, sulle quali rimasero impresse immagini e testimonianze di quell’evento, tornando indietro nel tempo e nella Storia”.

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domenica, 08 novembre 2009

INTEMELION N. 15

È disponibile il nuovo Quaderno annuale di Studi Storici “Intemelion”. Con questo numero la rivista è giunta alla quindicesima uscita.
Le prime trenta pagine della sezione «Studi» sono dedicate ad un saggio di Giuseppe Palmero intitolato “Tracce archeologiche di un medioevo magico in un edificio privato. Spunti per la lettura critica di un’antica protome a Ventimiglia ed altre riflessioni storiche”, corredato da un ricco apparato di riproduzioni fotografiche.
A seguire troviamo “Giovanni Torriano da Venezia e l'organo della Cattedrale di Ventimiglia (1502-1504) ” di Maurizio Tarrini; mentre il terzo saggio, accompagnato da diverse tavole a colori, è di Christiane Eluère ed ha per tema “Gli affreschi delle volte di San Bernardo a Pigna. Qualche riflessione”. È poi la volta di Fulvio Cervini con “Nizza 1538. Francisco de Hollanda e l'estetica della guerra”, anch’esso dotato di un ricco corredo iconografico.
I tre studi che chiudono questa sezione sono nell’ordine “L'esecrato giogo della bannalità. Analisi di una controversia Ottocentesca tra i Doria e le comunità del Marchesato di Dolceacqua” di Paolo Veziano; “La Cattedra ambulante di agricoltura per la provincia di Porto Maurizio (1901-1935): la sua istituzione e la sua evoluzione durante la direzione di Mario Calvino (1901-1908)”, di Daniela Canestri; “Espressioni di filantropia e di ecumenismo cristiano nell'estremo Ponente ligure tra Ottocento e Novecento” di Alberto Guglielmi.
Nella parte relativa all’«Archivio delle memoria» vi sono poi gli articoli “Tradizioni e filosofia popolare: i proverbi - 1. L'agricoltura, la meteorologia e il calendario” di Fausto Amalberti; e “Fuochi d'estate” di Luigino Maccario.
Nella terza ed ultima sezione (e cioè in «Cronache e Strumenti») abbiamo ancora altri quattro interventi: “Ventimiglia "capitale sans frontières d'un jour" dell'archeologia e della storia delle Alpi Marittime” di Philippe Pergola; “Lo spazio transfrontaliero. Un laboratorio di studio dei luoghi” di Beatrice Palmero; “I primi passi dell'Asso-Lab StArT AM”, di Luciano Gabrielli; e per chiudere “Il Senato di Nizza, custode della legge e dei confini” di Marco Cassioli.

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sabato, 07 novembre 2009




CONCERTO IN SEMINARIO
Adriano Meggetto, Flauto
Tiziana Zunino, Organo
Seminario Pio XI
Via Aureliia 143 - Bordighera
sabato 7 novembre 2009, h. 17,30

Sabato 7 novembre 2009, alle ore 17,30, nella Cappella del Seminario Vescovile, Pio XI di Bordighera, l'Unitre Intemelia ha organizzato un Concerto Spirituale con i maestri Adriano Meggetto al flauto e Tiziana Zunino all’organo, che eseguiranno brani di Mozart, Lachner, Bach, Martortel, Massenet e Franck.
Un momento di raccoglimento dedicato alla memoria e l’opportunità di ascoltare, nella Cappella del Seminario, il grande organo Giacobazzi, stupendo risultato del recupero dei due organi provenienti dall’ospedale Saint Charles e dalla Villa Spinola di Bussana.
Lo strumento, dalla innovativa disposizione fonica, è di grande pregio; con le sue 3.500 canne è secondo, per grandezza, al solo organo del Pontificio Istituto di Musica Sacra in Roma. Il concerto è aperto ai soci ed a quanti vorranno partecipare.

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venerdì, 06 novembre 2009

"Restauri che ristorano"
ORAZIO DE ROSSI
LA MADONNA DI SAN PIETRO IN ANDORA
Museo Diocesano
via Episcopio n° 5, Albenga
sabato 7 novembre 2009, H. 17,00

Il 7 novembre alle ore 17,00 presso il Museo Diocesano di Albenga, si terrà il primo degli appuntamenti con i “Restauri che ristorano” serie di presentazioni di restauri di opere d’arte della Diocesi di Albenga-Imperia, effettuati dall’Ufficio Beni Culturali della Curia. La prima opera che verrà presentata è un dipinto su tavola del 1606 di Orazio De Rossi, l’ultimo dei cosidetti Pancalino, genealogia di pittori di origine toscana attivi dalla fine del ‘400 nella Liguria di Ponente.
L’opera, raffigurante la Madonna con il Bambino tra i santi Luca e Pietro e proviente dall’oratorio di S. Pietro in Andora, torna alla luce dopo un lungo lavoro, reso necessario dalle cattive condizioni in cui l’opera si trovava, il restauro è stato eseguito dal laboratorio Bonifacio di Bussana.
La presentazione del restauro sarà curata dal Dr. Rolandi Ricci (lo scopritore dell’opera nonché uno dei massimi esperti sulla bottega Pancalino) e dal restauratore Bonifacio.
L’opera rimarrà esposta al Museo Diocesano di Albenga fino al 28 novembre prima di far ritorno alla sua parrocchia d’origine.

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giovedì, 05 novembre 2009

UNO SGUARDO ALL'AFRICA
Rassegna di cinema africano
a cura di Daniela Ricci
V edizione
Nuovo Filmstudio
piazza Diaz 46r, Savona
5 - 26 novembre 2009

La quinta edizione della rassegna “Uno sguardo all’Africa” è soprattutto un viaggio nell’universo femminile. Donne che si raccontano in libertà e bambine che affrontano con coraggio la complessità della vita, cercandone il cambiamento. “Piccole” protagoniste, tra la “piccola gente” a cui il genio di Mambéty ha dedicato gran parte della sua opera. La rassegna presenterà anche una saga etiope firmata Haile Gerima e una pièce teatrale che ci riporta allo storico e filosofo dogon Hampate Ba. Durante ogni serata gli ospiti presenti, tra cui sceneggiatori, registi e attori, incontreranno il pubblico e la Cooperativa Onlus Bottega della Solidarietà offrirà degustazioni a tema.

calendario degli appuntamenti:

giovedì 5 novembre ore 20,45

EN ATTENDANT LES HOMMES (Aspettando gli uomini)
di Katy Lane Ndiaye, Senegal 2007, 50’, arabo con sottotitoli in italiano
Oualata è la città rossa all’estremo est del deserto della Mauritania. In questo isolotto, effimero baluardo contro le sabbie, tre donne praticano la pittura tradizionale decorando le mura delle case della città. In una società dominata dalla tradizione, dalla religione e dagli uomini (spesso assenti), le tre protagoniste si esprimono con una sorprendente libertà sulla relazione fra uomini e donne e sulla percezione che ne hanno.
Ospite della serata lo scrittore e sceneggiatore Boris Boubacar Diop

giovedì 12 novembre ore 20,45

TEZA
di Haile Gerima, Etiopia/Germania/Francia 2008, 130’, italiano
La cronaca del ritorno dell'intellettuale africano Anberber al suo paese d'origine durante il repressivo regime marxista di Haile Mariam Mengistu, della presa di coscienza del proprio disallineamento e della propria impotenza di fronte alla dissoluzione dei valori umani e sociali del suo popolo. Anberber trascorre alcuni anni in Germania studiando medicina e ritorna in Etiopia per trovare un tumulto invece del paese della sua giovinezza. Il suo sogno di utilizzare le proprie competenze per migliorare le condizioni di salute degli Etiopi viene infranto da una giunta militare che utilizza gli scienziati per scopi politici. Anberber, alla ricerca del calore della propria casa di campagna, non riesce a sfuggire alla violenza. Ben presto il conforto dei ricordi della giovinezza viene cancellato dalle forze avversarie delle fazioni militari e ribelli. Anberber deve decidere se resistere o ricostruirsi una vita partendo dai frammenti che giacciono intorno a lui.
Ospite della serata l’attore Abeye Tedla

giovedì 19 novembre ore 20,45
Serata di cortometraggi:

AMAL
di Ali Benkirane, Marocco/Francia 2004, 17’, arabo con sottotitoli in italiano
In un villaggio del Marocco, Amal e il fratellino vanno a scuola. Amal sogna di diventare dottoressa e gioca con uno stetoscopio. Un giorno, il padre decide che Amal non tornerà più a scuola. Alla ragazza non resta che donare al fratellino il suo amatissimo strumento. E la tradizione continua…

SAFI, LA PETITE MÈRE (Safi, la piccola madre)
di Raso Ganemtoré, Burkina Faso 2004, 30’, moré con sottotitoli in italiano
La madre di Safi muore dando alla luce un maschietto. L’antica, crudele tradizione del suo villaggio decreta la morte del neonato per scongiurare il malocchio. Safi, 8 anni, decide di salvargli la vita, fuggendo con lui in città, dove scoprirà la forza miracolosa della solidarietà.

LA PETITE VENDEUSE DE SOLEIL (La piccola venditrice di sole)
di Djibril Diop Mambéty, Senegal 1999, 40’, bambara/francese, sottotitoli in italiano
Sisi, una ragazza disabile, vive d'elemosina sui marciapiedi di Dakar. All'ennesima violenza subita dai piccoli strilloni che vendono i quotidiani, Sisi decide di diventare anche lei venditrice. Nonostante le stampelle e grazie all'aiuto di un amico, la piccola ce la fa ed inizia per lei una nuova vita.
Ospite della serata il regista Raso Ganemtore

giovedì 26 novembre ore 20,45

SOLE NERO, LUNA ROSSA
spettacolo teatrale liberamente tratto da “Origine leggendaria dell’eclissi” di Amadou Hampate Ba
con Bintou Ouattara e Filippo Ughi, regia Lelia Serra, collaborazione artistica Marta Bevilacqua, disegno luci Fiammetta Baldisserri’
Uno spettacolo teatrale che racconta l’origine dell’eclissi con la storia del matrimonio tra il sole e la luna: nostalgia, conflitto, tenerezze e bestie feroci… una corsa mai finita nei molti cieli possibili della loro dimora. In scena un’attrice e un attore, che con diversi linguaggi teatrali, senza escludere l’ironia, raccontano una storia della tradizione africana, e così le loro visioni e i loro contrasti. Il racconto e la tradizione diventano quindi il luogo dove i personaggi si specchiano e dove cercano nuove forme di relazione che possano generare nuove storie, ancora tutte da scrivere in costante ricerca dell’altro. “Sole nero, luna rossa” è lo spazio in cui si giocano nuove forme di convivenza e quindi nuovi modelli culturali e, raccontando l’origine dell’eclissi come la storia di una crisi matrimoniale tra il sole e la luna, ci parla di una corsa mai finita nelle celesti stanze della loro dimora spaziale e di come noi umani possiamo sopravvivere a un gioco infinitamente più grande di noi.

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mercoledì, 04 novembre 2009

 


GUIDO SEBORGA CENTO ANNI DOPO
Biblioteca Berio - Sala dei Chierici
Via del Seminario 16 - Genova
mercoledì 4 novembre 2009, h. 17,00

Mercoledì 4 novembre 2009, alle ore 17.00, nella Sala dei Chierici della Biblioteca Berio Laura Hess, Massimo Novelli, Claudio Bertieri e Leo Lecci rileggono l’attività narrativa, critica e artistica dell’Autore.
La manifestazione prende spunto dal centenario della nascita di Guido Hess (meglio noto come “Seborga”, 1909-1990), intellettuale torinese ma con patria d’elezione nel Ponente ligure, a Bordighera.
Autore di romanzi quali L’uomo di Camporosso e
Il figlio di Caino, pubblicati da Mondadori e accolti alla fine degli anni Quaranta del Novecento come opere innovative e importanti del realismo italiano, è stato anche poeta, pittore, giornalista, agguerrito polemista.
Graphot Editrice-Spoon River ha ripubblicato, appunto nel 2009, i suoi romanzi Morte d’Europa (prima edizione 1959, con il titolo Amori capitali) e Ergastolo (prima edizione 1963).
Il primo è un romanzo che, affrontando tematiche sociali e politiche (l’immigrazione, i conflitti che ne conseguono, la crisi dei valori democratici e resistenziali), si rivela sempre vivo e attuale.
Anche in Ergastolo le rivolte sociali, le proteste operaie, le agitazioni dei lavoratori del porto di Genova confortano e sottolineano la tematica prediletta dall’Autore.
Vicende di contrabbando e di criminalità organizzata completano la fotografia storica del periodo.
Laura Hess, figlia di Guido Seborga, organizzatrice dell’archivio paterno, ha curato, insieme a Massimo Novelli, scrittore e giornalista de la Repubblica, l’edizione di Guido Seborga – Scritti, immagini, lettere (Graphot, 2009).
Claudio Bertieri, critico dello spettacolo, approfondisce l’attività giornalistica di Seborga, analizzando i suoi scritti sul cinema e sul teatro attraverso le corrispondenze inviate da Parigi a vari giornali italiani nei primi anni del dopoguerra.
Leo Lecci, studioso di arte contemporanea e ricercatore dell’Ateneo genovese, esamina la singolarissima produzione grafica e pittorica alla quale Seborga si è dedicato, specialmente nella seconda parte della sua vita.
La Fondazione Novaro ha dedicato a Seborga, nel 2004, un quaderno monografico di La Riviera Ligure (n. 43/44).

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martedì, 03 novembre 2009




UN ISPETTORE A CXASA BIRLING
di John Boynton Priestley
regia di Giancarlo Sepe
con Paolo Ferrari e Andrea Giordana
e con Vito Di Bella, Crescenza Guarnieri, Cristina Spina, Mario Toccafondi
Teatro Cavour
Via Felice Cascione 83 - Imperia
mercoledì 4 novembre 2009

La nuova stagione del teatro Cavour di Imperia si apre domani sera con un classico della scena inglese del Novecento, “Un ispettore in casa Birling” di John Boynton Priestley, che unisce con sapienza thriller e dramma borghese.
Rappresentato per la prima volta nell'estate del 1945, in Italia venne interpretato per la prima volta da Salvo Randone e successivamente dalla Compagnia Tieri-Lojodice. In questa edizione viene riproposto, con la regia di Giancarlo Sepe e la traduzione di Giovanni Lombardo Radice, da una coppia di mattatori della scena italiana Paolo Ferrari e Andrea Giordana, accompagnati da un gruppo di giovani attori Crescenza Guarnieri, Vito Di Bella, Mario Toccafondi, Cristina Spina.

La trama: Inghilterra, 1930. La famiglia Birling, composta da Arthur (Andrea Giordana), la moglie Sybil (Crescenza Guarnirei), i figli Sheila (Cristina Spina) ed Eric (Mario Toccafondi), sta festeggiando il fidanzamento della giovane con Gerald Croft (Vito Di Bella), giovane rampollo di un ricco industriale. Inaspettatamente, a fine cena, arriva l'ispettore di polizia Goole (Paolo Ferrari). Eva Smith, una ragazza di ventitré anni, si è suicidata ingerendo del liquido caustico, e Goole vuole porre a tutti delle domande. Domande argute, come se il poliziotto non cercasse risposte, ma le sapesse già e volesse solo farle dire ad alta voce ai presenti. Da questo momento in poi, l'equilibrio della famiglia si spezza. Tutti hanno qualcosa da nascondere, chi più chi meno, e i loro peccati si materializzano grazie all'arguzia dell'ispettore. E la verità viene a galla. Tutti sono colpevoli di qualcosa. Arthur Birling ha licenziato due anni prima Eva Smith perché aveva chiesto due scellini e mezzo di aumento; la giovane ha perso un altro posto di lavoro a causa di Sheila, ha avuto una relazione con il futuro genero Croft e con Eric, da cui aspettava un figlio, ed è stata scacciata da Sybil Birling, perbenista presidentessa di un'associazione che dovrebbe aiutare le donne in difficoltà.
Arthur scoprirà che l'ispettore Goole non è della polizia locale, nessuno lo conosce. E nessuna donna è morta suicida all'ospedale. Quindi il pericolo sembrerebbe scampato. Soltanto Eric e Sheila hanno capito: anche se l'ispettore non esisteva, esisteva però la loro coscienza, che non si poteva più mettere a tacere ora che sapevano quello che potevano avere causato. Anche se Eva Smith non era morta, le loro colpe rimanevano. Quindi perché non tentare di riscattarsi? E mentre si discute se autoassolversi o meno, squilla il telefono. Una donna è morta suicida, lasciando un diario dal quale erano state tratte tutte le informazioni in possesso di Goole. E un ispettore stava arrivando davvero, adesso.
I vizi privati e le pubbliche virtù di una rispettabile famiglia della media borghesia inglesesi mischiano ai disagi delle classi sociali più basse. E tutto ciò sembra non avere né confini né spazi temporali. Ecco perché il testo di John Boyton Priestley, scritto nel 1933 e ambientato nell'Inghilterra del primo Novecento, sembra estremamente attuale.

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lunedì, 02 novembre 2009

NICOLA PODESTÀ
SULLE TRACCE DEI TERREMOTI
Cronache sismiche della Liguria
e delle Alpi Marittime
Grafiche Amadeo, 2009

Avvertire un terremoto in Liguria non è troppo infrequente. Di norma sono scosse lievi, senza alcuna significativa ripercussione e si lasciano dimenticare con estrema facilità. Questo libro ha un intento divulgativo. Sotto questo profilo va visto il primo capitolo, il più tecnico che, lungi dal voler essere un compendio di sismologia, vuole proporre una visione d’insieme della nostra situazione geodinamica. La parte preponderante del discorso è inquadrata in una prospettiva storica di semplice lettura, in cui i resoconti sui terremoti si accompagnano a cenni sullo sviluppo della strumentazione e del servizio sismico italiano; notizie doverose, che rendono ben conto di quanto ingegno ed applicazione siano stati necessari per poter conseguire l’attuale livello di efficienza delle reti di rilevamento.

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domenica, 01 novembre 2009




CANTORES BORMANI
Palazzo Borea d'Olmo
Corso Matteotti 147 - Sanremo
domenica 1 novembre 2009, h. 11,30

Domenica 1 novembre alle 11.30 nell'atrio di palazzo Borea d’Olmo in corso Mattotti 147 a Sanremo nuovo appuntamento con i "Concerti Aperitivo". Nell'occasione il Coro Polifonico "Cantores Bormani" esegue musiche di Orlando di Lasso, Giovan Domenico da Nola e Baldassarre Donato.

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sabato, 31 ottobre 2009

"Vetrine d'artista"
ADELINA DOMINICI LOSITO
Sede Carisa
Corso Italia - Savona
dal 31 ottobre al 19 novembre 2009

Continuano gli appuntamenti, promossi dall’Associazione culturale “R. Aiolfi” di Savona, con le Vetrine d’Artista.
Dal 31 ottobre al 19 novembre, presso la sede centrale della Cassa di Risparmio di Savona, in corso Italia saranno esposti i quadri di Adelina Dominici Losito, artista schiva dai circuiti delle gallerie d’arte più famose ma che nel corso degli anni Cinquanta-Sessanta del secolo scorso ha esposto in rassegne personali e in collettive, riscuotendo consensi di pubblico e di critica.
Incantata dalla bellezza del paesaggio ligustico, la Dominci lo ha ritratto anche là dove era poco frequentato: così nascono le sue campagne in primavera al Santuario di Savona, seguendo liberamente la lezione di Eso Peluzzi che tante volte cantò l’incanto del Santuario.
Le sue nature morte sono talvolta per certi aspetti insolite, soprattutto quando rivolge la sua attenzione creativa alla selvaggina, facendo così propria la lezione di diversi artisti di fine Ottocento ed inizio Novecento (il ricordo corre a Tallone, al già rammentato Peluzzi), inserendo nei suoi quadri una leggerezza ed una eleganza tutta femminile.
Grazie ad una personale sensibilità, ad una tavolozza ricca di sfumature, all’uso della luce anche radente che crea giochi di ombre e di illuminazioni improvvise Adelina Dominici Losito riesce ancora oggi a stupire per la sua “pittura” vera, sentita, fresca nel racconto, garbata e signorile nella stesura compositiva.

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venerdì, 30 ottobre 2009




LO SPAZIO RITROVATO / LO SPAZIO REINVENTATO
a cura di Elisabetta Rota
SPAC Pieve di Teco
Piazza Borelli - Pieve di Teco
31/10/2009 - 29/11/2009
Orari: Sa/Dom 16-19

Sabato 31 Ottobre 2009 alle ore 17.00 presso lo SPAC di Pieve di Teco (IM), Pazza Borelli, si inaugura la mostra d’arte contemporanea “Lo spazio ritrovato / lo spazio reinventato” a cura di Elisabetta Rota , con il concorso delle Accademie di Belle Arti. di Genova e Torino. Nella sala mostre temporanee e all'esterno saranno esposte opere di: Barbara Barbantini, Paola Ferraris, Margherita Levo Rosenberg, Mauro Panichella, Bruno Repetto, Valentina Ruospo, Paolo Turco.

La mostra è un site specific e presenta opere di artisti, di fasce generazionali differenti, realizzate appositamente per lo spazio dello Spac e riferite in modo lato all’ambiente culturale e territoriale pievese. Il site specific in ambito figurativo è una pratica dell’arte ricorrente, tesa a far emergere con le più varie tecniche plastiche o pittoriche lo “spiritus loci” nella molteplicità delle interpretazioni da parte degli operatori artistici.
Non a caso, due giovani artiste italiane, Valentina Ruospo e Paola Ferraris, interpretano il territorio, l’una dedicando una installazione a Theicos una divinità celto-ligure dal cui nome scaturisce l'etimologia di Teco, l’altra servendosi di un elemento caratterizzante il paesaggio della valle e cioè le foglie dell’ulivo, accoppiate in un ossimoro figurativo alla sagoma di un militare. Altri artisti hanno invece scelto di rileggere la storia complessa dell'edificio, sia dal punto di vista del vissuto storico sia come reinterpretazione degli aspetti formali e dichiaratamente architettonici: alla storia si ispira palesemente Barbara Barbantini che, mettendo in scena un amore non detto e muto tra due fanciulle collegiali rimanda sottilmente al passato di convento femminile del luogo e alle sue ombre, la storia e l'architettura insieme si fondono nel lavoro di Margherita Levo Rosemberg che dissenima il portico di forme organiche/inorganiche fatte di parole e fruscii, evocative e inquietanti insieme, mentre decisamente architettonica è la meta-installazione di Bruno Repetto che rieinterpreta gli spazi con un allestimento virtuale pienamente costruttivista ma visibile solo in fotografia e quindi su superficie piana. A Questi si aggiungeranno due giovani artisti selezionati dalle Accademie: Mauro Panichella segnalato dall'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e Paolo Turco segnalato dall'Accademia di Belle Arti di Torino.
L’uovo di struzzo e la direttrice artistica indicano la scelta delle diverse fasce generazionali di artisti seguendo il proprio principio statutario volto ad immettere giovani artisti attraverso mostre di alto rilievo nel mondo del lavoro, ben sostenuti dall’amministrazione comunale di Pieve di Teco, particolarmente sensibile alle problematiche dello sviluppo culturale ed economico del territorio.

Elisabetta Rota critica d'arte e corrispondente della più importante rivista d’arte contemporanea italiana e Gian Alberto Farinella professore di estetica presso l’Accademia di Belle Arti: di Torino hanno scelto la rosa dei giovani artisti ed a loro va il nostro ringraziamento. La mostra osserverà il seguente calendario:

Comune di Pieve di Teco
Provincia di Imperia
L'Uovo di struzzo
In collaborazione con Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e Accademia di Belle Arti di Torino

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giovedì, 29 ottobre 2009

FRA IL DIRE E IL CONDIRE:
LA RIVIERA LIGURE, LETTERATURA E PUBBLICITÀ
Biblioteca Civica
Piazza De Amicis - Imperia
venerdì 23 ottobre 2009, h. 17.00

Venerdì 23 ottobre 2009, alle ore 17.00, a Oneglia (Imperia) nella Sala della Biblioteca Civica in Piazza De Amicis, la Fondazione Mario Novaro e l'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra "Alessandro Natta" di Imperia invitano alla conferenza "Fra il dire e il condire: La Riviera ligure, letteratura e pubblicità". Interviene il prof. Pino Boero dell'Università di Genova.
Nell'occasione viene proposta la raccolta del periodico "La Riviera ligure" in edizione digitale.
Le professoresse Carla Nattero e Bruna Pizzi presentano una ricerca degli studenti della III B del Liceo Classico di Imperia sul tema: "La Riviera ligure negli anni della Grande guerra".

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mercoledì, 28 ottobre 2009




A LIGUSTRO IL PREMIO MARIO NOVARO

Il "Premio Mario Novaro per la Cultura Ligure" è stato assegnato per il 2009 a Giovanni Berio, conosciuto in arte come Ligustro.
Il riconoscimento verrà consegnato all'artista imperiese venerdì nel Polo universitario di Imperia nel corso di un evento.

Ligustro, nato a Imperia nel 1924, si dedica dal 1986 esclusivamente allo studio e alla pratica della xilografia policroma giapponese e delle sue tecniche "Nishiki-E" in uso nel Periodo Edo, realizzandone esemplari stampati a mano con antichi metodi artigianali su preziose carte prodotte ancora oggi in Giappone.

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martedì, 27 ottobre 2009

Mediateca Regionale Ligure
FUT-URIA
Ricostruzione Futurista in Liguria
presentazione del documentario
Auditorium Regione Liguria
Piazzza De Ferrari 1 - 5° piano - Genova
mercoledì 28 ottobre 2009, h. 12,00

Sarà presentato mercoledì 28 ottobre, alle 12, presso la sede della Regione Liguria a Genova il documentario “Fut-Uria. Ricostruzione Futurista in Liguria”, in occasione del centenario del manifesto Futurista (1909-2009). Il filmato è stato prodotto dalla Mediateca Regionale Ligure e l’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia.
Il film, della durata di 30 mininuti circa, è realizzato con interviste, testi letterari e teatrali e arricchito con un gran numero di immagini di opere futuriste liguri. Partendo dalla Spezia, passando per Genova e Albisola, il documentario conduce lo spettatore verso la conoscenza dettagliata delle realtà artistiche che hanno segnato la presenza Futurista in Liguria a partire dal suo più grande promotore, Filippo Tommaso Marinetti. Parteciperanno il presidente della Mediateca Regionale Marco Ferrari, l’assessore alla Cultura e Spettacoli della regione Liguria Fabio Morchio, il presidente e il direttore dell’Istituzione per i Servizi Culturali della Spezia Cinzia Alosini e Marzia Ratti.

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lunedì, 26 ottobre 2009

LUIGI PAOLETTI
OPERE 1974-2009
a cura di Germano Beringheli
Oratorio de’ Disciplinanti di Santa Caterina
FinalBorgo
Dal 17 ottobre al 15 novembre 2009

Inaugurata sabato 17 ottobre alle 17, all’Oratorio de’ Disciplinanti di Santa Caterina in Finalborgo, la mostra di Luigi Paoletti “Opere 1974-2009”.
La mostra presenta, ai tre piani dell’Oratorio, un’ottantina di lavori – carte e dipinti a olio su tela e su tavola – che Paoletti, insegnante di discipline pittoriche al Liceo artistico “Arturo Martini” di Savona, ha realizzato in 35 anni di attività.
Al piano terra (Sala degli Archi) e al primo piano (Sala delle Colonne) sono esposte le opere realizzate dagli anni ’80 al 2004, mentre l’allestimento alsecondo piano presenta, in una piccola sala, quindici lavori (disegni, acquerelli e grafica) prodotti dal 1974 al 2000 e nella Sala delle Capriate “L’iconostasi dei folli in Dio”, un’opera unitaria costituita da sedici pezzi, tredici oli su tavola e tre oli su tela di grandi dimensioni (150 x 120 cm. ciascuno),che Paoletti ha realizzato negli ultimi due anni.
L'iconostasi (dal greco eikonostasion, eidonostasis, posto delle immagini, da eikon, immagine, e histemi posto) è una parete divisoria decorata con delle icone che separa la navata delle chiese ortodosse dal presbiterio (santuario) dove viene effettuata l'eucaristia.
Dice a proposito de "I folli in Dio" Gustavo Malvezzi, docente del Conservatorio di Como: “… nel vortice di una danza vediamo qui consumarsi, sprigionando fino in fondo o trattenendo all’orlo dell’implosione la loro pulsione amorosa, le creature che l’Iconòstasi dei folli in Dio ideata da Luigi Paoletti sembra offrire allo sguardo del visitatore, come una invitation à la danse, che ponga lo smarrimento e la perdita di equilibrio quale condizione per raggiungere la perfetta armonia”.
Scrive di Luigi Paoletti il critico Germano Beringheli: “Tra i segni congrui con cui Luigi Paoletti manifesta la propria versatile espressività, quelli della pittura appartengono alla suggestione rappresentativa per cui, come affermò Giulio Carlo Argan: è artista colui che esprime la propria umanità traducendo le proprie sensazioni umane in un fatto estetico che si basa sullo stile e sui ritmi.
Stile, quindi, e ritmo, nei suoi dipinti, laddove il primo lemma collabora, attraverso la produzione di un’immagine, alla conoscenza e il secondo alla scansione temporale e alle differenti traiettorie senso-motorie che la accolgono nello spazio, in relazione al substrato culturale che la cela e la rivela.
Senza dimenticare, peraltro, che, da Omero in poi, eikon (l’icona, l’immagine, la raffigurazione) rivela esperienze di tipo ottico e rimanda quel che il pittore ottiene dipingendo a ciò che, per metafora o per analogia, concerne il suo atteggiamento intellettuale e, di conseguenza, la sua interiorità.
Per cui la rappresentazione sensibile che ne deriva consente, all’osservatore, di percepire, attraverso l’occhio, il pensiero fondamentale associato alla densità razionale delle immagini immaginate, al loro senso e al loro significato. Che, nel lavoro pittorico di Paoletti, attengono, com’è evidente, a una sapienza culturale più ampia, ovvero a quelle connotazioni astratte per cui stile e ritmo riguardano, come avevano avvertito Kandinskij e Schoenberg, anche il linguaggio musicale.
Di fatto i segni, le linee, i punti, le interruzioni grafiche e i vuoti spaziali, le macchie incombenti che appaiono sui dipinti di Paoletti hanno “corrispondenze” con gli echi, lunghi o contratti, emotivi, persino ipersensibili, dei suoni che compongono alcune delle composizioni melodiche contemporanee”.

Luigi Paoletti, nato a Rio Marina (Livorno) nel 1954, vive e lavora a Gorra, frazione di Finale Ligure, ed insegna discipline pittoriche al Liceo artistico “Arturo Martini” di Savona. Ha esposto le sue opere, fin dal 1994, in numerose mostre personali e collettive. Ultima importante esposizione è stata quella presso la Fortezza del Priamàr di Savona, intitolata “Savona ‘900 – Un secolo di pittura, scultura e ceramica”. Ha curato allestimenti scenografici per diverse compagnie teatrali e gruppi orchestrali e in particolare per la Inside Line Jazz Orchestra del maestro Riccardo Zegna. Da diversi anni collabora in qualità di scenografo con il Teatrino dell’Erba Matta, compagnia di teatro di figura e teatro ragazzi riconosciuta dall’Ente Teatrale Italiano.

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domenica, 25 ottobre 2009

"Autunnonero 2009"
Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror
VICTORIA FRANCÉS  "FAVOLE - GOTHIC ART EXHIBITION"
"FIABE DI NEROINCHIOSTRO - COMIC ART EXHIBITION"
Palazzo Oddo
Via Roma - Albenga
24 ottobre - 13 dicembre 2009

Da quattro anni l’Associazione Culturale Autunnonero crea atmosfere gotiche in tutto il Ponente Ligure. Il Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror, basandosi su leggende popolari alla base della cultura horror unite a fatti storici realmente accaduti, ha organizzato nel manifestazioni note ad un pubblico appassionato, in cui musica, letteratura e teatro, sovrapponendosi, hanno proposto una nuova forma d’arte. La quarta edizione di Autunnonero, in programma dal 17 ottobre al 13 dicembre, è dedicata alle Dark Tales – le fiabe del terrore – e tocca diverse località della Liguria di Ponente (Triora, Dolceacqua, Cervo, Albenga, Ventimiglia) oltre a Genova, che ospita il primo Convegno di Studi sul Folklore e il Fantastico.
Albenga sarà protagonista, dal 24 ottobre fino al 13 dicembre, con “Favole-Gothic Art Exhibition”, esposizione a palazzo Oddo delle più belle illustrazioni dell’artista gothic spagnola Victoria Francés, e “Fiabe di Neroinchiostro–Comic Art Exhibition”, un percorso attraverso le tavole originali di storie fiabesche dalle tinte dark di Dampyr, Dylan Dog e Brendon della Sergio Bonelli Editore, media partner dell’evento.
Il 14 novembre, presso il teatro San Carlo di Albenga, “Fiabe di Neroinchiostro” presenterà un grande incontro a cui parteciperanno alcuni dei più famosi autori Bonelli.

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sabato, 24 ottobre 2009

"D'ottobre Francesco"
PAOLA POLITO
IL PAESAGGIO DI BIAMONTI: UNA COSTELLAZIONE SINESTESICA
Centro Culturale 'Le rose'
San Biagio della Cima
sabato 24 ottobre 2009, h. 17,00

Si chiuderà questa settimana, nelle giornate di sabato e domenica, la quinta edizione di D’Ottobre Francesco, manifestazione voluta a ricordo dell’anniversario della morte di Francesco Biamonti, avvenuta il 17 ottobre.
Sabato 24 ottobre alle 17 presso il centro polivalente "Le rose" di San Biagio della Cima avrà luogo la conferenza "Il paesaggio di Biamonti: una costellazione sinestesica" di Paola Polito, italianista che si è sovente occupata della questione del paesaggio letterario ligure. La sua conferenza, stavolta unicamente incentrata su Biamonti, e i suoi rapporti con la linea ligustica, costituirà una inedita lettura delle costanti culturali, ideologiche e stilistiche della scrittura di Biamonti.
In tale occasione, e per il giorno successivo dalle 15 alle 18,30, quando chiuderà definitivamente, sarà anche possibile visitare la mostra di Mario Raimondo Barbadirame, I tempi delle capre, che del paesaggio sinestesico (cioè fatto di scambi e sovrapposizioni di sensazioni corporee) e ruvido della letteratura ligure dà una coerente rappresentazione figurativa. Il paesaggio ligure è stato pertanto il filo conduttore della presente edizione di D’ottobre Francesco: fin dal riconoscimento conferito al bellissimo romanzo di Elio Lanteri, La ballata della piccola piazza, Traseuropa, 2009 e dall’importante mostra di Mario Raimondo Barbadirame, alla conferenza di Massimo Quaini e Giorgio Bertone, che con passione e impegno civile hanno ricordato che il paesaggio come struttura e orizzonte materiale della nostra vita va difeso e tutelato strenuamente dalle trasformazioni che ne fanno tacere l’identità.
Di come questo paesaggio di rocce e aria, luce e acqua si rifletta nel paesaggio letterario di Biamonti appunto parlerà, come ideale conclusione della manifestazione, Paola Polito.

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venerdì, 23 ottobre 2009

OMAGGIO A GIROLAMO ROSSI
Civico Museo Archeologico
Forte dell'Annunziata - Ventimiglia
sabato 24 ottobre 2009, h. 16,00

Nel pomeriggio di sabato 24 ottobre, presso la Sala Conferenze del Museo Civico Archeologico al Forte dell’Annunziata, Ventimiglia rende omaggia a Girolamo Rossi, lo scopritore delle “rovine romane” di Nervia, figlio di questa stessa città, allora percorsa da fremiti intrattenibili di ampia cultura.
Girolamo Rossi (1832-1914) è stato il grande archeologo e storico ventimigliese dell’Ottocento, ma anche lo stimato professore per tutti i liceali del periodo, bibliotecario della Civica Biblioteca Aprosiana. In quel tempo, l’archeologia non era ancora una scienza determinata, e molti sono stati i guasti compiuti scavando altrove, mentre il Rossi ha saputo scoprire monumenti, quali il teatro romano e le terme, con sapienza e determinazione, preservandoli dalle distruzioni e dispersioni, e raccogliendone i reperti in una collezione, che grazie alla munificenza della sua famiglia, divenne la base nel 1937 per la istituzione del Museo Civico Archeologico, che oggi porta il suo nome.
L’occasione dell’odierno omaggio si è determinata a ragione della continuità benefica, con la quale i pronipoti del Rossi hanno depositato una serie di nuovi importanti documenti appartenuti all’illustre ventimigliese nell’archivio conservato nella Biblioteca dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri. Si tratta di manoscritti riguardanti le scoperte archeologiche di Albintimilium, ma anche i carteggi relativi ai numerosi rapporti che egli intrattenne con altri importanti studiosi, collezionisti, personalità della sua epoca.
L’omaggio avrà inizio alle ore 16,00, nel largo retrostante Porta Nizza, al Funtanin, dove il Sindaco Gaetano Antonio Scullino darà inizio alla manifestazione presso la rinnovata lapide apposta sulla casa natale del Rossi, prospettando un saluto di benvenuto, per poi condurre gli intervenuti verso la Ridotta dell’Annunziata, dove nella Sala Emilio Azaretti del Civico Museo, accolti dal Presidente della Sezione Intemelia dell’Istituto Mons. Francesco Palmero, potranno assistere alla conversazione che il prof. Giovanni Mennella, ordinario dell’Università di Genova e Vice Presidente dell’Istituto terrà su: “Le scoperte epigrafiche di Girolamo Rossi”.
Di seguito, la dottoressa Daniela Gandolfi, Conservatore del M.A.R., argomenterà su: “Il continuo “lascito” di Girolamo Rossi per la sa Città”; seguita dall’intervento della pronipote del nostro “prufessù”, la Professoressa Ida Gasperini Cattaneo, che presenterà “Qualche vecchio ricordo”. Dopo i ringraziamenti ufficiali ed i saluti, la cittadinanza intervenuta verrà offerto un rinfresco, col tramonto ineguagliabile che, di solito, si può ammirare dalla panoramica terrazza dell’Annunziata.

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giovedì, 22 ottobre 2009




ARISTON PRO BALLET
ECCE HOMO
Teatro Ariston
Via Matteotti 107 - Sanremo
giovedì 22 ottobre 2009, h. 21,15

Reduce dei successi della stagione estiva che ha visto la Compagnia ARISTON PROBALLET SANREMO rappresentare in 21 date nei migliori teatri e festival Nazionali balletti come GISELLE con ospiti dell’Operà di Parigi, STEPS IN THE MOVIE, IL BOLERO DI RAVEL, ANASTASIA il musical, che ha visto il successo di un programma di ALTA FORMAZIONE estiva con ospiti provenienti dalla Compagnia dei Momix e il primo ballerino del teatro di Toulose Fr. e della ottava edizione del PREMIO INTERNAZIONALE DANZA CITTA’ DI SANREMO, ora, senza sosta, la Compagnia sta creando un nuovo lavoro dal titolo: “ECCE HOMO (Opera Prima)” una piccola riflessione, sull’Uomo, sul suo operato, sulla sua evoluzione. Lo spettacolo, in prima nazionale andrà in scena al Teatro Ariston di Sanremo il 22 ottobre alle 21.15, il prezzo del biglietto è di 20 euro per le poltronissime, di 15 per le poltrone e di 10 per la galleria e riduzione scuole di danza.

Questa nuova fatica è stata concepita, utilizzando una tecnica di danza neoclassica e moderno-contemporanea, per dare la possibilità di riflettere sulla vita e sull’uomo anche in vista della data dicembre 2012, che sta facendo discutere tanti scienziati, storici filosofi e religiosi su cosa veramente succederà. La coreografia cerca di unire la bellezza dei corpi dei danzatori alla grandezza della musica di Giuseppe Verdi e Philip Glass con spunti tecnici ed interpretativi, ironici e riflessivi.
L’atmosfera che si crea è fresca ed adatta ad una serata all’insegna di una riflessione dolce che porta alla freschezza e all’energia della vita grazie alla coinvolgente forza dell’arte della danza.

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mercoledì, 21 ottobre 2009




TEATRO DELL'ALBERO
GUERRA É PACE?
DIALOGO IDEALE FRA GANDHI E EINSTEIN
Sala Federazione Operaia
Via Corradi - Sanremo
mercoledi' 21 ottobre 2009, h. 21,00

Mercoledi' 21 ottobre alle 21 presso la Sala della Federazione Operaia di Sanremo in via Corradi per l'Ottobre di Pace, il Teatro dell'Albero presenta la performance teatrale "Guerra e' Pace? Dialogo ideale tra Gandhi ed Einstein" di Nuvola de Capua. Lo spettacolo, con musica e coreografie dal vivo, e' una lettura teatralizzata che che ha lo scopo di mettere a confronto due grandi spiriti che, in situazioni diverse, si ritrovarono per decenni dalla stessa parte: quella dell'umanita', della liberta', della giustizia, della pace, della ragione e del cuore. Tra loro daranno vita ad un dialogo affascinante in grado di svolgere un'azione rivoluzionaria, ben al di là dei limiti temporali della loro esistenza, grandi domande intorno alla morale,alla religione, alla scienza e alla politica.

Gli attori: Franco La Sacra, Paolo Paolino, Loredana De Flaviis
Musica dal vivo: Mauro Crespi
Coreografie: Scuola di Danza Dance in Motion
Scenografia: Carlo Senesi
Tecnici Audio e Luci: Alessandro Rossi e Piero Astraldi
Regia Il Teatro dell'Albero

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martedì, 20 ottobre 2009




FRANCOBOLLO COMMEMORATIVO
DI PADRE GIOVANNI SEMERIA
E PADRE GIOVANNI MINOZZI

Poste Italiane comunica l’emissione, per il giorno 19 ottobre 2009, di un francobollo commemorativo di Padre Giovanni Semeria e Padre Giovanni Minozzi, fondatori dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia, nel valore di € 0,60.
Il francobollo è stampato dall’Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta fluorescente, non filigranata; formato carta: mm 48 x 40; formato stampa: mm 44 x 36; dentellatura: 13¼ x 13; colori: cinque; tiratura: quattro milioni di esemplari; foglio: venticinque esemplari, valore “€ 15,00”.
La vignetta raffigura i sacerdoti Padre Giovanni Minozzi e Padre Giovanni Semeria fondatori dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia; la moltitudine di ragazzi alle loro spalle e gli edifici sullo sfondo, simboleggiano le migliaia di orfani di guerra accolti nelle Case dell’Opera, il cui logo è riprodotto in basso al centro.
Completano il francobollo la leggenda “P. GIOVANNI MINOZZI”, “P. GIOVANNI SEMERIA” e “OPERA NAZIONALE PER IL MEZZOGIORNO D’ITALIA”, la scritta “ITALIA” e il valore “€ 0,60”.
Bozzettista: Angelo Merenda.
A commento dell’emissione verrà posto in vendita il bollettino illustrativo con articoli a firma del Dott. Gianni Letta, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, del Prof. Michele Celiberti, Presidente dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia e di Michele Giovanni Leone, Presidente dell’Associazione Amici di Don Giovanni Minozzi.

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LA SCOMPARSA DI ATTILIO ANTIBO

E’ morto improvvisamente lo scultore e ceramista savonese Attilio Antibo. L’artista 78enne aveva iniziato la sua attività negli anni ‘60, utilizzando dapprima il ferro per poi passare, verso la metà degli anni ‘70, alla ceramica, materiale che da allora contraddistinguerà la sua opera, nota nei circoli liguri e non solo: Antibo è infatti stato protagonista di mostre in Giappone, Stati Uniti e Sud America, oltre ad essere uno dei personaggi più in vista del centro culturale “Il Brandale”.

(fonte: http://www.ivg.it)

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lunedì, 19 ottobre 2009

"Martedì letterari"
BARBARA FRALE
I TEMPLARI E LA SINDONE DI CRISTO
Il Mulino, 2009
presentazione del volume
Teatro dell'Opera del Casinò di Sanremo
martedì 20 ottobre, h. 16,00

Martedì 20 ottobre alle ore 16.30 nel Teatro dell’Opera del Casinò Barbara Frale presenta il suo ultimo libro:” I templari e la Sindone di Cristo”. Introduce Ito Ruscigni, curatore della rassegna letteraria da 28 anni.

I Templari, l'ordine religioso-militare più potente del Medioevo, con tutta probabilità per un certo periodo custodirono la sindone oggi conservata a Torino. Venerato nel più rigido segreto e conosciuto nella sua reale natura solo dai maggiori dignitari dell'ordine, il telo era conservato nel tesoro centrale dei Templari, che avevano fama di essere autorità nel campo delle reliquie.

Barbara Frale, storica ed esperta di documenti antichi, è ufficiale dell'Archivio Segreto Vaticano. Studiosa dei Templari e delle crociate, ha scritto "L'ultima battaglia dei Templari" (Viella, 2001), "Il papato e il processo ai Templari" (Viella, 2003) e "I Templari" (Il Mulino, 2004; trad. inglese, francese, spagnola, portoghese, polacca e ceca).

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domenica, 18 ottobre 2009

GIACOMO LUSSO
I RACCONTI DELLA LUCE
La Fortezza Arte Moderna e Contemporanea
corso Mazzini 8r, Savona
dal 17 ottobre al primo novembre 2009

Giacomo Lusso artista albisolese espone presso lo La Fortezza Arte Moderna e Contemporanea di Giuseppe Antona una selezione delle sue recenti opere -I RACCONTI DELLA LUCE-. La mostra e' articolata e suddivisa in due spazi distinti, la storica sede di corso Mazzini e inaugurata per l'occasione, la nuova sede di via Luigi Corsi 11r.
In questa mostra, introdotta dai testi critici di Luciano Caprile e di Silvia Campese, Giacomo Lusso ci propone una serie di opere in cui una luce tagliente scopre i racconti della luce, come li chiama l'autore. Racconti spesso annegati nel profondo nero o rosso ove la luce svela un mondo animato da presenze veloci di rossi bagliori e accumulazioni di segni tipici dell'alfabeto pittorico di Lusso. A corredo della mostra sarà presentato un catalogo della mostra a cura della galleria LA FORTEZZA.

La lettura dell'opera di Giacomo Lusso coincide con un viaggio profondo nei meandri della mente umana. Un percorso che sembra ripercorrere la genesi della storia dell'uomo attraverso simboli, epifanie, ombre e colori, sempre alla ricerca della Conoscenza.
Percorso individuale dell'artista verso la ricerca dell'infinito, del mistero. Una ricerca che coincide con l'anelito naturale dell'essere umano verso la comprensione. La storia personale si intreccia con quella universale per divenire foriera di messaggio.
L'uomo, che per lungo tempo ha avuto la possibilità di vedere solo ombre riflesse, una volta libero sarà in grado di osservare il mondo reale solo attraverso diversi passaggi. La Conoscenza sarà una conquista da raggiungere per gradi.
Nell'opera pittorica la ricerca della luce e della Conoscenza diviene elemento esplicito. E' una luce epifanica quella che pervade le tele dell'artista. Il passaggio dal buio al chiarore e' profondamente travagliato e lo dimostra una serie di quadri caratterizzati da un fondo nero ruvido, lavorato con varie tecniche, tra cui la spatola, con l'inserimento di polveri e sabbia.
Nell'opera dal titolo 'All'improvviso' una campitura materica nera sembra divorare nella propria oscurità gli elementi presenti. Al centro due linee verticali costruiscono in modo geometrico uno spazio chiaro in cui si accendono fiammelle di luce, bagliori. Su questa scia la materia pittorica si fa densa creando giochi di linee informali, grovigli. L'equilibrio e' rotto in modo drammatico da una violenta macchia rossa, realizzata con la tecnica della sgocciolatura, che interrompe la striscia luminosa.
L'associazione con il sangue e' immediata. Con una forte valenza onirica, la tela sembra tradurre uno stato di sospensione, di attesa.
In questo trionfo di vita, Lusso non ci dà una risposta al dramma esistenziale, ma ci apre la via ad una riflessione e ad uno stato d'attesa immanente, immersi nella luce.
Silvia Campese

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sabato, 17 ottobre 2009

ALESSANDRO GIACOBBE - MARCO ZURLA
C'ERA UNA VOLTA TAGGIA
Un secolo di immagini (1870-1970)
Presentazione del volume
pubblicato da Atene Edizioni
Oratyorio dei SS. Sebastiano e Fabiano
Piazza Cavour - Taggia
domenica 18 ottobre 2009, h. 16,00

Presentazione del libro “C'era una volta Taggia – Un secolo di immagini: 1870 – 1970”. Il libro, pubblicato dalla casa editrice da Atene, è a cura di Alessandro Giacobbe e Marco Zurla. L'appuntamento è fissato per domenica 18 ottobre, alle ore 16, presso la chiesa dei Santi Sebastiano e Fabiano (Oratorio Bianchi) in piazza Cavour a Taggia. L'opera si compone di 224 pagine di straordinarie foto d'epoca, in grado di testimoniare la crescita e l'evoluzione del più importante comune della valle Argentina .

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venerdì, 16 ottobre 2009




SALVATORE REVELLI 1816-1859
L'AMBIENTE, I PERCORSI, LE COMMITTENZE
Giornata di studio
Oratorio della SS. Trinità (dei Rossi) in Taggia
sabato 17 ottobre 2009, h. 9,30

Sabato 17 ottobre a Taggia sarà dedicata una giornata di studio allo scultore Salvatore Revelli (1816-1859) in occasione del 150° anniversario della morte del celebre artista tabiese.
Chi parteciperà alla giornata di studio potrà conoscere meglio l’attività dello scultore ligure le cui opere in Roma, Torino, Genova sono state tante volte ammirate da turisti italiani e stranieri e forse hanno attirato lo sguardo senza sapere che l’autore è un nostro illustre conterraneo.
Basti citare il celebre monumento all’Immacolata Concezione in piazza Mignanelli accanto a Piazza di Spagna a Roma, per il quale Revelli realizzò la scultura del profeta Isaia Il monumento fu inaugurato l'8 dicembre 1857, grazie al lavoro di 220 vigili del fuoco. Dal 1923 ogni anno i pompieri di Roma offrono nell'occasione della festa dell'Immacolata fiori alla Madonna della colonna e dal 1953 il Papa presenzia regolarmente a questa cerimonia.
Altrettanto importante l’opera non finita per il sopraggiungere della morte dell'artista: il San Paolo per la basilica di San Paolo fuori le mura sempre in Roma e il gruppo del Colombo per Lima.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

  Saluti delle Autorità
  ore 9.30
- Giorgio REVELLI
  Presidente del Centro Culturale Tabiese
- Vincenzo GENDUSO
  Sindaco del Comune di Taggia
- Fabio MORCHIO
  Assessore Regionale Attività Culturali
- Luis Rodomiro HERNANDEZ ORTIZ
  Console Generale del Perù a Genova
- Massimo DONZELLA
  Presidente del Consiglio Provincia di Imperia
- Don Umberto TOFFANI
  Vicario Generale della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo
- Bruno CILIENTO
  Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria

  Inizio lavori
  ore 10
- Fausto BADANO LITTARDI
  Imperia
  Salvatore Revelli e la Famiglia Littardi
  ore 10.30
- Lilli GHIO
  Storico dell’arte - Genova
  Per un profilo di Salvatore Revelli. Dagli esordi all’affermazione nella città pontificia
  ore 11.00
- Fulvio CERVINI
  Università degli Studi di Firenze
  Revelli storicista. Come uno scultore dell'Ottocento modellava il passato
  ore 11.30
- Valentina ZUNINO
  Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto della Diocesi di Ventimiglia - San Remo
  Salvatore Revelli nelle carte dell’’archivio parrocchiale di Taggia: nuovi dati e spunti di indagine
  ore 12.00
  Dibattito
  Moderatore
- Franco BOGGERO
  Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria

  ore 12.30
  Pausa Pranzo

  Ripresa Lavori
  ore 14.30
- Caterina OLCESE
  Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria
  Salvatore Revelli e la committenza Pallavicino
  ore 15.00ore 15.00
- Walter CANAVESIO
  Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  Le opere torinesi di Salvatore Revelli. Nuovi documenti
  ore 15.30
- Monica VINARDI
  Storico dell’arte - Roma
  Alcune riflessioni sull’attività romana di Salvatore Revelli
  ore 14.30ore 16.00
- Alessandro GIACOBBE
  Storico del territorio - Sanremo
  L’opera del Revelli ed il risveglio monumentale a Taggia dal XIX al XX secolo
  ore 16,30
- Massimo BARTOLETTI
  Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Liguria
  Alcune annotazioni nel percorso artistico dei pittori Pietro e Cristoforo Vivaldi da Taggia
  ore 17,00
- Alfonso SISTA
  Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria
  Scultura lignea dell’Ottocento nel Ponente Ligure
  ore 17.30
  Dibattito
  Moderatore
- Francesca DE CUPIS
  Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria

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giovedì, 15 ottobre 2009



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mercoledì, 14 ottobre 2009

OTTO HOFMANN
LA POETICA DEL BAUHAUS
a cura di Giovanni Battista Martini
Appartamento del Doge, Palazzo Ducale
piazza Matteotti, 9, Genova
15/10/2009 - 14/2/2010

Nato a Essen in Germania all'inizio del secolo scorso e morto a Pompeiana vicino a Sanremo, Otto Hofmann - artista di rilievo internazionale - aveva scelto di vivere e lavorare negli ultimi vent'anni della sua vita nella Riviera Ligure.
In considerazione della lunga e complessa storia e della personalità dell'Artista, Palazzo Ducale di Genova dedica una vasta retrospettiva a uno dei piu' interessanti artisti fra quanti condivisero l'esperienza del Bauhaus con gli insegnamenti di Klee e Kandinsky.
L'iniziativa, oltre a essere un diretto riconoscimento alla memoria di Otto Hofmann (1907-1996) di cui e' ricorso nel 2007 il centenario della nascita - rappresenta l'occasione per un approfondimento degli aspetti poetici dell'arte astratta nel XX secolo, attraverso l'opera di un artista che ben rappresenta quelle caratteristiche di interdisciplinarietà che hanno segnato le avanguardie europee del secolo scorso. L'esposizione prevede una esaustiva lettura dell'opera dell'Artista e del suo percorso storico e creativo dagli anni 20 agli anni 90.
Le prime opere documentano il periodo della permanenza al Bauhaus di Dessau (1927-1930) nel cui edificio tiene la prima mostra personale, ai primi anni '30, e l'attività svolta in Germania, dove gli vengono dedicate importanti esposizioni pubbliche, prima che la ferrea censura Nazista gli notifichi il divieto di dipingere e che i suoi quadri, precedentemente acquistati da diversi musei tedeschi, venissero confiscati come Arte Degenerata.
Il periodo trascorso al Fronte e in prigionia in Russia (1940-1946) e' documentato da una serie di preziosi acquarelli di intensa e struggente bellezza eseguiti sulle lettere inviate alla moglie e agli amici artisti, testimonianza della sua intima estraneità alla guerra e dell'orrore provato durante il conflitto. Seguono le opere che vanno dall'immediato dopoguerra, realizzate al suo ritorno dalla Russia in Turingia, in un clima di sofferenza a causa delle crescenti divergenze di ordine politico con la nuova classe dirigente comunista, a quelle realizzate nel 1950/1951 appena arrivato a Berlino Ovest dopo aver lasciato precipitosamente la Germania Orientale abbandonandovi ogni avere e la quasi totalità delle opere.
Il percorso della mostra continua attraverso dipinti, disegni e oggetti, a testimoniare i vari spostamenti dell'artista tra Berlino, Parigi e il Canton Ticino, documentando anche la sua attività nel campo del design (porcellane e ceramiche realizzate per le manifatture Hutschenreuther e Rosenthal), della grafica (xilografie e litografie realizzate negli Anni '40) fino all'ultimo ventennio vissuto in Italia, a Pompeiana, piccolo comune della Riviera Ligure dove si era stabilito, come tanti altri prima di lui, basti pensare al soggiorno di Monet a Bordighera, attratto dalla luce e dalla bellezza del paesaggio.
Un'ultima parte della mostra con 50 fotografie originali di molti artisti Bauhaus ( Moholy-Nagy, Lucia Moholy, Florance Henri, Walter Peterhans, Lux Feininger, Piet Zwart, Franz Roh, Greta Stern,- e naturalmente Hofmann ) mette in luce, come tra le due Guerre, sia nata in Europa e in particolare in Germania, l'esigenza di definire la fotografia come un elemento autonomo, sia come fatto espressivo rispetto alla pittura, sia rispetto a un uso descrittivo e documentaristico del mezzo fotografico.
Gli artisti del Bauhaus svolgono un'intensa sperimentazione in questo settore, Laszlo Moholy-Nagy e' il precursore e figura chiave di questa nuova ricerca. Elaborano l'immagine fotografica, creando prospettive inusuali, tagli insoliti; con riprese estremamente ravvicinate ci restituiscono un'interpretazione del mondo circostante, della vita quotidiana che determina l'affermarsi di nuovi codici formali nell'ambito dei linguaggi artistici. Anche Hofmann aderisce a questa sperimentazione, ottenendo risultati importanti, come testimoniano alcune sue foto esposte.
La mostra e' divisa sostanzialmente in cinque sezioni ed e' composta da circa quattrocento opere tra dipinti, disegni, fotografie, ceramiche, oggetti, lettere e documenti provenienti da diversi Musei europei, da collezioni pubbliche e private nazionali e internazionali e dallo studio dell'Artista.
Alcuni di questi lavori erano andati dispersi a causa della vicenda personale di Hofmann e degli avvenimenti politici nella Germania del dopoguerra e vengono riuniti per la prima volta dopo il loro ritrovamento, avvenuto in tempi recenti, a seguito della caduta del Muro. Tra i documenti esposti sono da segnalare i quatto quaderni di studio illustrati delle lezioni di Klee e Kandinsky, tenute al Bauhaus dal 1928 al 1930 e alcune pubblicazioni d'epoca che contestualizzano l'opera di Otto Hofmann nel suo tempo.
Nel corso di questi ultimi anni, anche a seguito del sempre maggiore interesse della critica e del pubblico internazionale per l'esperienza del Bauhaus e per i suoi esponenti, sono state dedicate ad Otto Hofmann numerose mostre personali in diversi Paesi europei, che consentono una migliore e piu' approfondita lettura del suo ruolo e del suo linguaggio cosi' emblematico di una ben determinata poetica dell'astrazione
La mostra e' stata presentata con una selezione di 80 opere nel 2007 a Jena presso il Kunstsammlung und Galerie im Stadtmuseum / Städtische Museen, e nel 2008 a Dessau nelle case dei maestri Klee e Kandinsky progettate da Gropius.
Un ricco catalogo di Electa Edizioni contiene le riproduzioni di gran parte delle opere in mostra, apparati bio-bibliografici, una introduzione dello stesso Martini, testi critici di Fulvio Cervini - Università di Firenze; Matteo Fochessati - Conservatore della Wolfsoniana di Genova; Markus Krause - Storico dell'Arte; Lutz Schöbe - Conservatore della Stiftung Bauhaus di Dessau; Erik Stephan - Conservatore del Kunstsammlung und Galerie im Stadtmuseum-Städtische Museen di Jena.

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martedì, 13 ottobre 2009




FRANCESCO ZEFFERINO
a cura di Nicola Davide Angerame
Ex Chiesa Anglicana
Via Adelasia 10 - Alassio
14 ottobre – 8 novembre 2009

Nell’anno in cui la Ex Chiesa Anglicana di Alassio si aggiudica un riconoscimento importante come il premio Festivalmare al migliore spazio culturale del 2009 nella provincia di Savona, la mostra di Francesco Zefferino apre un nuovo capitolo importante nella storia della galleria. Si tratta di una mostra che promuove un giovane artista di talento in concomitanza e presentando la pubblicazione della prima grande monografia sulla sua opera con il sostegno di importanti gallerie d’arte italiane.
In questo modo l’Anglicana procede il proprio lavoro di galleria civica e di kunsthalle alassina che in quattro anni ha organizzato oltre 40 mostre, ancora una volta supera se stessa impegnandosi in un progetto culturalmente importante sulla scena nazionale.

“Nel panorama pittorico – spiega Monica Zioni, Assessore alla Cultura e al Turismo di Alassio - Francesco Zefferino è uno degli più interessanti e tecnicamente preparati. Dopo aver ospitato la mostra di grande successo di un pittore raffinato come Enzo Prestileo, Zefferino giunge per dimostrare che la pittura realista, quella intesa come imponente rappresentazione del mondo reale, può diventare in questa epoca di virtualismo dirompente un linguaggio ancora attuale. Pur usando una pittura di stampo classico, che guarda a Caravaggio almeno quanto al realismo ottocentesco inaugurato da Gustave Courbet nel 1955 con il suo Pavillion du Réalisme e ripreso in Italia dal grande Pellizza da Volpedo, Francesco Zefferino giunge alla realtà sociale che stiamo vivendo e che è determinata sempre di più dall’uso di internet, divenuta ormai una rete straordinaria di scambi di informazioni, un canale importante di comunicazione interpersonale e un luogo di costruzione della propria identità. Il realismo di Zefferino è particolare: non ritrae il mondo reale ma le immagini che costituiscono la realtà della rete. La questione delle immagini in rete sta diventando problematica a tal punto che il Consiglio dei Ministri italiano ha avviato una campagna informativa che invita i giovani a non pubblicare le foto di tutto ciò che fanno, spesso indici di comportamenti suscitati proprio dalla possibilità di diventare oggetto di pubblico dominio con un semplice click. Zefferino è un sismografo di tale situazione e usa la pittura per descrivere aspetti interessanti di questa nuova civiltà dell’immagine alle cui soglie viviamo e operiamo”.

La nostra epoca è segnata da cadute: quella del muro di Berlino, quella delle Torri gemelle di New York e attualmente quella delle borse mondiali. Eventi che hanno rispettivamente prodotto: un indebolimento degli ideali che sorreggevano le sorti della modernità; uno “scontro di civiltà”; la fine dell’utopia di una crescita economica mondiale perpetua. Tutto ciò ha preparato il terreno per l’affermazione di una tonalità esistenziale condivisa in maniera planetaria. L’ansia. Fonti scientifiche certificano che gli ansiolitici sono i farmaci in assoluto più usati al mondo, dopo i comuni anti-infiammatori. Farmaci di nuova generazione per i disturbi delle nuove generazioni. Ansia, attacchi di panico e insonnia si diffondono come un virus, incubato dalla comunicazione onnipervasiva, in quel “villaggio globale” che siamo diventati grazie a internet e al potenziamento dei “mezzi di distrazione di massa”.
Ma cosa ha a che vedere ciò con la pittura di Zefferino? Nulla e tutto. Nulla, poiché l’arte è, e resta, un oasi separata dal reale grazie al suo linguaggio lento e contemplativo. Antico. E tutto, poiché in un mondo che procede sul doppio binario di una crescita ipertrofica delle immagini, alla quale corrisponde una desertificazione dell’immaginazione autentica, Zefferino usa la pittura per “registrare” questa “caduta” generalizzata dell’umano ed il conseguente stato affettivo dell’ansia.
Zefferino inizia da “nature morte”, un soggetto neutrale che resta fondamentalmente uguale a se stesso nei secoli, simbolo di una dedizione dell’arte al tempo, all’eternità e alla morte. Un soggetto che offre la possibilità di studiare la pittura come strumento del guardare e che Zefferino assume a partire dalla linea teorica e pratica dettata da Gerard Richter e dalla sua insaziabile volontà di sperimentare la pittura in quanto tale, fino a raggiungerla sui suoi limiti, dall’astrazione alla fotografia. Zefferino guarda alla pittura fiamminga attraverso questa lente messa a punto dal richterismo. “Dornier 235” (2004) rappresenta un cesto di frutta (uva, pera e caco) che porta il nome di un caccia bombardiere, in onore ad una serie del maestro tedesco. Un’anguria “squarciata” espone il suo colore carnale, vivo, intenso. Sembra un animale ferito. Le trasparenze aeree di una foglia secca, nell’opera “Heinkel 219” (2004) (che evoca il caccia notturno bimotore prodotto dall'azienda tedesca Heinkel Flugzeugwerke AG nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale), rendono il senso di una luce che si abbatte sulle cose, quasi “bruciandole”. E questa bruciatura, che nel gergo fotografico indica una zona dell’immagine resa illeggibile da una overdose di luce, diventa un tratto caratteristico dello stile di Zefferino, che la introduce in altre serie, come nei ritratti. In “A drugs against war” (2006) il ritratto di una bambina si presenta come una “foto sbagliata”, con bruciature e con un taglio che esclude lo sguardo. A causa di ciò l’immagine assume una dimensione evocativa immediata e infinitamente interpretabile. Diventa una immagine “aperta” che stimola una risposta attiva nello spettatore.
Zefferino utilizza ampiamente questo gioco (anti)narrativo tra campo e fuori campo. Usa l’esclusione come stratagemma semantico, come produttore di un senso vago che però innesca tensioni, anche emotive. In “Tears of blood” (2005), il ritratto di una ragazza bionda appare sfocato come per effetto di un ingrandimento. Ricorda una di quelle immagini di persone scomparse che le famiglie ricavano ingrandendo e tagliando l’immagine più recente del disperso, i quale forse era ad una festa o dentro una foto di gruppo. Il sorriso solare della donna contrasta con l’aspetto “noir” del trattamento pittorico.
Uno dei fondamenti dell’arte di Zefferino è la sua totale dedizione ad internet come fonte iconografica. Tutte la sue immagini sono tratte dal mare magno di questa immensa memoria collettiva, il cui numero di “pagine” ha ormai superato, da alcuni mesi, il numero di persone che popolano il pianeta, secondo una di quelle stime che ricordano come durante la Guerra fredda si usasse calcolare il numero di kilogrammi di tritolo per ciascun abitante. (...)
Se usa il volto di gente famosa Zefferino sceglie “1969 (Sharon Tate)” (2004) un pastello su tela, che esorbita dall’olio su tela a cui resta devoto, e che ritrae la compagna di Roman Polanski assassinata brutalmente dal gruppo di Charles Manson in quell’anno. Un tributo alla memoria che, dietro il volto della bella attrice colta in una foto make up, cela l’orrore delle sevizie e delle coltellate subite a due settimane dal proprio parto. Il post-realismo di Zefferino necessita di un supplemento d’informazione per ri-conoscere le sue immagini. Sharon Tate è stata sepolta con il suo bambino tra le braccia. Difficile immaginare crimine più brutale. L’ansia sale. Un'altra sua icona è “1980 (Ian Curtis)” (2005). Il cantante dei Joy Division, sofferente di epilessia fotosensibile, si ammala di depressione cronica e si suicida alla vigilia del primo tour negli Stati Uniti. Nel 2007 la sua storia è diventata un film diretto dal fotografo olandese Anton Corbijn. Qui è ritratto in bianco e nero, mentre canta con gli rivolti al cielo. La luce livida ne esalta la fragilità.
Artista di una generazione segnata dal rock, dall’idea di festa e dall’ansia Zefferino dedica nella fornita serie “People” una sezione a scene di gruppo. Si tratta di giovani colti in momenti di relazioni irrelate. In “actiribexen” (2008) si vedono tre donne su tre piani diversi intente forse in un cambio di sfilata o in una festa osé. Sono immerse in una oscurità spezzata dalla luce bianca di un flash. Il paparazzo coglie una donna in primo piano piegata su se stessa. Zefferino intitola la scena con il nome del principio attivo di un farmaco antitosse…
Nicola Davide Angerame

Francesco Zefferino è nato a Bari nel 1979. Vive e lavora a Acquaviva delle Fonti.
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lunedì, 12 ottobre 2009

PINO BOERO - GIOVANNI GENOVESI
CUORE. DE AMICIS TRA CRITICA E UTOPIA
Franco Angeli, 2009
Collana "Linee - Laboratorio infanzia narratività educazione"

Edmondo De Amicis e Cuore: un legame apparentemente indissolubile ha condizionato negli anni la lettura dell'intera opera di De Amicis, scrittore polifonico, scorrevole, problematico, in molti casi ironico e raffinato.
A poco più di cento anni dalla scomparsa dello scrittore si impone, dunque, una riflessione globale sulla sua opera, capace di sottrarsi alla dimensione ideologica e ai pregiudizi che la accompagnarono fin da quando Carducci ironizzò su "Edmondo dai languori, il capitan cortese". In questa prospettiva, i due autori, partendo dalla duplice prospettiva pedagogica e letteraria, fanno perno proprio su Cuore per approdare a una valutazione complessiva di De Amicis che, al di là delle ambiguità, fu forse l'unico intellettuale italiano a guardare al mondo della formazione con quella disposizione utopica che, senza ignorare i problemi e i "drammi della scuola", voleva scommettere su una società migliore, su un mondo "salvato dai ragazzini".

Pino Boero è docente di Letteratura per l'infanzia alla Facoltà di Scienze della formazione dell'Università di Genova. I suoi interessi scientifici si sono rivolti soprattutto allo sviluppo della letteratura italiana fra Otto e Novecento e alla produzione italiana per bambini; fra le numerose pubblicazioni i volumi La letteratura per l'infanzia (in coll. con C. De Luca, Roma-Bari, 200814) e Letteratura per l'infanzia in cento film (in coll. con D. Boero, Recco, 2008). Ha curato inoltre numerose edizioni fra cui I cinque libri di G. Rodari, Torino, 1993. Collabora alla rivista "Andersen".

Giovanni Genovesi è docente di Pedagogia generale all'Università di Ferrara, direttore della rivista "Ricerche Pedagogiche" e presidente della Società di Politica, Educazione e Storia (SPES). Fra le opere più recenti: Scienza dell'educazione, Pisa, 2005; Scienza dell'educazione e Pedagogia speciale, Roma, 2005; Il quaderno, umile segno di scuola, Milano, 2008; Pedagogia e oltre, Roma, 2008; Storia della scuola in Italia dal Settecento ad oggi, Roma-Bari, 2008; Introduzione a I. Kant, La pedagogia, Roma, 2009.

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